1º CAPITOLO: INTRODUZIONE ALLA SOCIOLOGIA
= lo studio scientifico della società, delle sue istituzioni e dei rapporti sociali.
Ai sociologi interessa quello che accade quando una persona si comporta in un certo
modo e come il comportamento condiziona il sistema sociale.
Per capire cosa sia lo studio scientifico si è preso in esempio un progetto di ricerca di
uno studente presentato ad altri studenti per scoprire se fosse peggio evadere le tasse
sul reddito o mentire per poter usufruire dei servizi di assistenza sociale.
Ipotizziamo che sia peggio il secondo caso, si devono confrontare le:
Variabili indipendenti spiegazione o causa del fenomeno (l’età, lo stato della
famiglia)
Variabili dipendenti quelle che si vogliono indagare.
Dalla ricerca si è capito che c’è un legame tra il livello d’istruzione dei genitori e
l’atteggiamento degli studenti più alto è il livello d’istruzione più è probabile che i
figli ritengano grave la frode assistenziale, e viceversa.
Il ricercatore si è proposto di spiegare in modo scientifico: formulando un’ipotesi,
raccogliendo dati e confrontando l’ipotesi con i dati raccolti questa procedura fa
scienza sociale.
della sociologia una LE ORIGINI DELLA SOCIOLOGIA
La sociologia nasce da tre rivoluzioni:
Rivoluzione scientifica gli scienziati cominciano ad analizzare il
comportamento umano allo stesso modo di come analizzavano il modo
scientifico
Rivoluzione industriale Nel XVIII secolo, inizia ad esserci un rapporto uomo-
macchina diverso, nasce un modo rivoluzionario di produrre beni (produzione a
catena). In quell’epoca diventano rilevanti tre gruppi sociali: i proprietari terrieri,
i capitalisti e gli operai. Da un lato la rivoluzione veniva vista come una tappa
decisiva sulla strada dell’emancipazione, dall’altro veniva interpretata come una
naturale e organico artificiale e
sostituzione di ciò che è con ciò che è
meccanico.
Rivoluzione francese è messa in discussione la tradizione. Non c’è più
qualcosa di superiore che da un ordinamento o il controllo dello stato da parte
della chiesa (siamo secolarizzati). Si riconosce l’uguaglianza degli esseri
umani.
La sociologia è quindi figlia del mutamento.
Il mondo può essere suddiviso in tre diversi gruppi di “fatti”:
1. Fatti biologici respirazione, nutrizione, sonno
2. Fatti psicologici percezioni, motivazioni, emozioni
3. Fatti sociologici relativi alla società in genere
Sembra logico che ciascuna disciplina si occupi del proprio oggetto di studio, ma uno
stesso fatto può interessare discipline diverse.
Nasce l’esigenza di una disciplina che studi in modo scientifico i fatti sociali
Le prospettive attraverso le quali possiamo osservare la società sono di diverso tipo:
Demografica dati quantitativi che riguardano elementi cruciali della vita
(nascita, morte, matrimoni, migrazioni)
Psicosociale significato che le persone attribuiscono ai fatti (atteggiamenti,
credenze, motivazioni)
Delle strutture collettive Interesse verso gruppi o intere organizzazioni, si
studiano la competizione tra partiti politici, il conflitto etnico, l’appartenenza di
classe e i movimenti sociali
Delle relazioni interesse verso il comportamento delle persone a partire dal
ruolo che hanno
Culturale si interessa in particolare alla cultura in quanto composta da valori
e norme hanno un ruolo nel condizionare i comportamenti
Un’altra distinzione che riguarda la sociologia è quella di approccio, ci sono due
prospettive teoriche:
Macrosociale studia in base a quali regole funzionano le strutture sociali
Microsociale ha interesse sul piccolo, sulle relazioni sociali, verso il
significato che le persone danno ai fatti quotidiani.
Teorie microsociologiche:
interazionismo simbologico ha come precursore George Herbert Mead,
secondo questa teoria le persone attribuiscono un significato agli stimoli che
ricevono e rispondono a tali significati, espressi da simboli, piuttosto che agli
stop,
stimoli stessi (esempi di simboli sono la parola il coccodrillo Lacoste, un
cenno del capo fatto ad un amico per indicargli che è ora di andare via da una
festa)
fenomenologia (etnometodologia)
Harold Garfinkel studia la conoscenza di
senso comune sulla base della quale hanno luogo le interazioni quotidiane tra le
persone
teorie della scelta razionale (teoria dello scambio) mette al centro l’idea di
essere razionale, quando si fanno proprie scelte si valutano anche i rischi:
Homans dice che le persone tendono ad evitare comportamenti per cui in
passato sono state punite e a ripetere invece comportamenti per i quali hanno
ricevuto una ricompensa
Per la macrosociologia ci sono:
funzionalismo Spencer ha elaborato la prima versione secondo la quale la
società viene vista come un organismo vivente: ogni sistema corrisponde a un
organo che fa funzionare la società, ogni parte assolve ad una funzione. Il
funzionalismo studia la funzione sociale.
Durkheim include anche la devianza (violazione delle norme sociali)
indicandola come funzione positiva (un omicidio è un’opportunità per
riaffermare le regole contro il crimine).
teoria del conflitto vede studiosi come Marx e Ralf Dahrendorf. Secondo Marx,
il conflitto tra classi sociali è alla base della società, Dahrendorf sostiene che
la fonte di conflitto più rilevante è l’autorità, la lotta emerge tra chi detiene il
potere e chi ne è escluso.
Secondo Dahrendorf, gli elementi essenziali della teoria del conflitto sono:
Dominio capacità di esercitare potere verso gli altri: dominio del patriarcato,
dominio all’interno del nucleo familiare, a scuola, a lavoro
Interessi comuni la differenza di interessi genera conflitto. Conflitti attuali sono, ad
esempio, quello fra profitto e ambiente, tra lavoro e salute.
Coscienza quando si acquista coscienza dei propri interessi si può diventare una
classe sociale, un gruppo o un partito politico
Intensità del conflitto Bisogna chiedersi quanto è concentrato il potere, se il potere
è più distribuito il conflitto è più difficile; ed anche quanto potere possono acquisire gli
esclusi, quanto si è liberi di creare dissenso, quanto si è liberi di creare gruppi.
CONFRONTO TRA LE DUE: stabile ben integrata,
I funzionalisti considerano la società e i teorici del conflitto la
mutamento scontro
vedono in costante e soggetta ad uno tra forze contrastanti.
LA RICERCA SOCIOLOGICA
I metodi di ricerca sociologica sono regole e procedure attraverso cui ipotesi e teorie
possono essere convalidate o rigettate.
Metodi di ricerca:
Campionaria per acquisire dati su comportamento, atteggiamenti e opinioni
più diffuso più efficace
metodo nonché considerato il
Etnografia (ricerca sul campo) vivere con le persone osservate, conoscere
l’ambiente informazioni attendibili ma può presentare problemi di generalizzazione
Storica l’uso di documenti storici per dimostrare un’ipotesi è un importante metodo
di ricerca per molti sociologi (alcuno sono risaliti agli archivi dei tribunali e ai registri
ecclesiastici ed altri agli archivi di polizia) questo tipo di ricerca è considerata
studio del passato utile almeno quanto quello del
fondamentale da chi reputa lo
presente equivalenti,
Sperimentale utilizza due gruppi di persone il più possibile di cui uno
viene sottoposto ad uno stimolo che l’altro non riceve: confrontando i risultati ottenuti,
i sociologi possono valutare scientificamente gli effetti dello stimolo.
SOCIOLOGIA E SOCIETÁ
Il compito dei sociologi è quello di aumentare il nostro bagaglio di conoscenze sul
mondo in cui viviamo.
Il percorso della sociologia è direttamente influenzato dai problemi sociali e dalle
far emergere
crisi che la società attraversa, però la sociologia può anche contribuire a
problemi sociali di cui si ha scarsa percezione.
2º CAPITOLO: LA CULTURA
insieme di valori, definizioni della realtà e codici di comportamento
La cultura è un
condivisi da persone che hanno in comune uno specifico modo di vita.
Cultura colere coltivare
deriva dal latino successivamente applicato anche
all’educazione delle persone.
Una persona acculturata era una persona che aveva studiato, ma nel XV secolo
potevano studiare solo gli aristocratici cultura diventa così un termine
discriminatorio, per distinguere gli aristocratici dagli “incolti” (che erano coloro che
coltivavano il campo).
Per le scienze sociali la cultura prende i simboli, i valori (come vengono comunicati), la
cultura è una guida per il comportamento, ci permette di organizzare l’esperienza.
L’acquisizione della cultura è una questione di apprendimento.
programmati geneticamente,
Le formiche e altri insetti sono hanno un patrimonio
genetico.
Il comportamento umano è esente dal controllo genetico abbiamo dei riflessi e
elementari
bisogni biologici che, sebbene come fame e sete, per essere soddisfatti
serie complessa di azioni.
richiedono una
Il concetto di cultura è reso indispensabile dalla documentata plasticità degli esseri
umani.
Ai membri appena nati di differenti gruppi viene insegnato ad eseguire gli stessi atti in
una varietà pressoché infinita di modi diversi…anche processi apparentemente
biologici come starnutire, camminare, dormire e far l’amore possono essere svolti
secondo modalità specifiche.
Se agli esseri umani – diversi nella costituzione fisiologica e biologica – può essere
insegnato a pensare, sentire, credere ed agire in certi modi che sono più o meno
uguali per tutto il gruppo…se interi gruppi o società apprendono a fare certe cose in
un modo più o meno uniforme, possiamo arrivare ad una conclusione generale
riguardante il gruppo.
Questo tipo di comportamento appreso che, negli aspetti specifici, è comune a un
gruppo di persone e trasmesso dalle generazioni più vecchie alle nuove, oppure è
trasmesso in parte da un altro gruppo, è detto “cultura”. C. Kluckhohn, 1962
In breve, la cultura è ciò che conferisce forma ordinata alla vita umana negli esseri
umani, la cultura ha la stessa funzione che il comportamento programmato
geneticamente adempie negli animali.
La cultura, non essendo acquisita biologicamente, deve essere riprodotta da ogni
generazione e trasmessa a quella successiva parte importante della
socializzazione.
Geertz (antropologo) “La cultura è un insieme di meccanismi di controllo – schemi,
prescrizioni, regole, istruzioni – per governare il comportamento”: senza cultura gli
esseri umani sarebbero disorientati.
Linneo (naturalista) I cultori del buon selvaggio sostenevano che fosse la cultura a
creare il conflitto, mentre gli uomini selvaggi lasciati soli sarebbero sopravvissuti senza
fare del male a nessuno. Ma senza socializzazione nei primi anni di vita non si diventa
adulti capaci di stare in società.
-Freud esplora il conflitto tra cultura e il lato istintivo della natura umana: la cultura
spesso reprime le pulsioni, definendo le condizioni alle quali può esservi la
gratificazione in altre parole, definisce tempi, luoghi e mezzi accettabili per la
soddisfazione dei bisogni umani.
LA SELEZIONE CULTURALE seleziona
Altra caratteristica fondamentale della cultura è il fatto che essa solo certi
aspetti del comportamento e dell’esperienza vista questa selettività, le culture sia
passate che presenti possono essere completamente diverse tra loro.
VALORE qualunque cosa (materiale o no) ritenuta importante che si desidera
ottenere se ancora non la si possiede o si teme perdere se è già nostra.
VALORI ideali ai quali gli esseri umani aspirano nella vita, ma anche quella cosa a
cui si fa riferimento quando si devono esprimere dei giudizi; i valori sono dei criteri
della valutazione.
Il valore indica ciò che è desiderato, i valori ciò che è desiderabile.
Il valore è ciò che vogliamo, i valori sono ciò che dovremmo volere.
simboli
Spesso dei sono in grado di sintetizzare i valori (es: il simbolo della pace), noi
spesso non trasgrediamo i valori perché ci vergogniamo nel farlo.
Le norme vengono create sulla base dei valori; ma non sempre ci comportiamo ad una
certa maniera perché lo dice una norma quanto perché quel comportamento
rispecchia un nostro valore.
GLI UNIVERSALI CULTURALI
Le differenze culturali possono essere infinite è molto difficile trovare tratti comuni a
tutte le culture, ossia universali culturali.
È vero che i valori sono differenti da contesto a contesto ma ci sono anche valori
universali, George Murdock ha cercato di tracciare le caratteristiche (valori) che tutte
le culture hanno (ospitalità, medicina, etnobotanica, interpretazione sogni).
Perché esistono gli universali culturali? alcuni credono che servano a soddisfare dei
bisogni fondamentali, altri sostengono che si rispettino certi valori culturali anche
per altre ragioni più complesse.
ETNOCENTRISMO tendenza a giudicare le altre culture nei termini della propria,
considerata superiore
XENOFOBIA forma estrema di etnocentrismo che porta all’odio verso l’altra cultura
RELATIVISMO CULTURALE comprendere l’altra cultura nel suo completo
Ruth Benedict afferma che ogni cultura va capita non solo nel suo contesto, ma anche
come un tutto un singolo valore non può essere compreso se è separato dal resto.
Il relativismo culturale serve a comprendere le sottili differenze tra culture simili.
APPARTENENZA VS CONFLITTO
La cultura genera sia solidarietà e appartenenza che anche conflitto.
Genera solidarietà perché i membri dello stesso gruppo, comprendendosi tra loro,
simpatia e fiducia
provano reciproca; genera però anche conflitto perché anche
all’interno dello stesso gruppo possono esserci differenze es: il linguaggio -> la
capacità di comunicare aiuta a mantenere il gruppo coeso, dall’altro chi non parla
escluso.
quella lingua, o la parla in modo diverso, è
GLI ELEMENTI DELLA CULTURA
Secondo l’antropologo Goodenough, la cultura è composta da quattro elementi:
1. Concetti strumenti con cui le persone organizzano la propria esperienza
2. Relazioni le culture contengono credenze riguardo al modo in cui le parti
sono in relazione le une con le altre nello spazio, nel tempo, nel significato (es:
bianco è il contrario di nero)
3. Valori opinioni condivise circa gli obiettivi verso i quali gli esseri umani
dovrebbero tendere
4. Regole indica come è necessario comportarsi per rispettare i valori della
propria cultura.
Goodenough ha riassunto il discorso su questi quattro elementi:
“La cultura consiste di standard per decidere che cosa esiste (concetti), che cosa può
esistere (relazioni), come dobbiamo giudicare tutto ciò (valori) e come agire al
riguardo (regole). sistema di comunicazione che usa suoni o simboli con significati
IL LINGUAGGIO
arbitrari ma strutturati, è il veicolo principale per la trasmissione della cultura.
Senza di esso l’interazione umana sarebbe molto più rudimentale.
Un linguaggio condiviso implica un certo grado di coesione sociale, aiuta a creare il
senso dell’identità di gruppo.
Se è vero che il linguaggio è unificante, è vero anche il contrario trasforma in
gruppo tutti quelli che parlano una lingua, ma trasforma in estranei coloro che parlano
una lingua o un dialetto diversi.
insieme di assunti e valori
L’IDEOLOGIA
Può avere diverse funzioni:
L’ideologia come riduttore della tensione sociale
L’ideologia come espressione di interessi le ideologie possono anche
esprimere o difendere interessi di gruppo
L’ideologia come fonte di significato funzione messa in luce da Geertz
INTEGRAZIONE E DIVERSITÁ CULTURALE
disgregazione dell’unità
All’inizio del 1900 si parlava di anomia (Durkheim) la
culturale causata dalla mancanza di chiare e condivise norme sociali, provocata dal
declino della religione e del vecchio ordine politico, e dall’ascesa sociale della
borghesia.
Ogburn invece propose il concetto di ritardo culturale si verifica quando i
cambiamenti materiali avvengono a una velocità tale che la cultura non materiale non
è in grado di tenervi dietro.
Prima del XX secolo la cultura assumeva due volti: quello della cultura alta
consumata da un’élite, e quello della cultura popolare consumata dagli strati più
poveri. Con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa questa divisione venne
resa meno netta, perché nella cultura di massa molte differenze tendono a sfumare.
insieme di valori, norme e stili di vita che distinguono un gruppo
Subculture
da una società più ampia
Donne e linguaggio alle donne si insegna a parlare in modo femminile, a
comportarsi come “signorine”. Le donne vengono tendenzialmente descritte
con termini meno lusinghieri di quelli usati per gli uomini
Controculture e conflitto si cr
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