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Terapia cognitiva comportamentale

J. S. Beck

Il modello cognitivo

Il modello cognitivo ipotizza che un modo di pensare disfunzionale influenzi l'umore e il comportamento del paziente ed è comune a tutti i disturbi psicologici.

Principi di base

I principi di base della terapia cognitiva comportamentale sono i seguenti:

  • Principio numero 1: La terapia cognitiva comportamentale si basa su una formulazione sempre in evoluzione dei problemi dei pazienti e su una concettualizzazione individuale di ogni paziente in termini cognitivi.
  • Principio numero 2: La terapia cognitivo comportamentale richiede una solida alleanza terapeutica.
  • Principio numero 3: La terapia cognitivo comportamentale enfatizza la collaborazione e la partecipazione attiva.
  • Principio numero 4: La terapia cognitivo comportamentale è orientata all’obiettivo e focalizzata sul problema.
  • Principio numero 5: La terapia cognitivo comportamentale inizialmente si concentra sul presente.
  • Principio numero 6: La terapia cognitivo comportamentale educativa mira a insegnare al paziente a essere il terapeuta di se stesso e si concentra sulla prevenzione delle ricadute.
  • Principio numero 7: La terapia cognitivo comportamentale mira a essere limitata nel tempo.
  • Principio numero 8: Le sedute della terapia cognitivo comportamentale sono strutturate.
  • Principio numero 9: La terapia cognitivo comportamentale insegna al paziente a identificare, valutare e rispondere ai loro pensieri e credenze disfunzionali.
  • Principio numero 10: La terapia cognitivo comportamentale utilizza una molteplicità di tecniche per modificare il modo di pensare, l’umore e il comportamento.

Struttura delle sedute

  1. Ristabilisce e sviluppa l’alleanza terapeutica. Il terapeuta dovrà:
    • Dimostrare buone capacità di counseling e una comprensione accurata.
    • Condividere la sua concettualizzazione del piano di trattamento.
    • Prendere decisioni in modo collaborativo.
    • Chiedere feedback.
    • Variare il proprio stile.
    • Aiutare i pazienti a risolvere i problemi e alleviarne il disagio.
  2. Controlla l’umore, i sintomi e le esperienze del paziente nella settimana trascorsa e gli chiede di menzionare i problemi per la cui risoluzione vorrebbe aiuto.
  3. Il terapeuta esamina anche le attività di auto-aiuto, ovvero i compiti a casa e i piani d’azione, in cui il paziente si è impegnato nella seduta precedente.
  4. Raccoglie i dati e concettualizza cognitivamente le difficoltà del paziente e in maniera collaborativa pianifica il trattamento e una strategia.
  5. Identifica e risponde alle cognizioni disfunzionali:
    • Scoperta guidata
    • ABC (dai PAN alle credenze di base)
    • Esperimenti comportamentali
  6. Da risalto al positivo (elicita punti di forza del paziente, rinforza positivamente).
  7. Facilita il cambiamento cognitivo comportamentale tra le sedute assegnando Homework (es. Cambiamenti comportamentali dati da problem solving o skills training, e fare Registrazione del pensiero con schema ABC).

La concettualizzazione

La concettualizzazione cognitiva fornisce al terapeuta la struttura per la comprensione del paziente. Per iniziare il processo di formazione di un caso, questi si pone le seguenti domande:

  • Qual è la diagnosi del paziente?
  • Quali sono i suoi problemi attuali?
  • Come si sono sviluppati e come vengono mantenuti?
  • Quali pensieri e credenze disfunzionali sono associati ai problemi?
  • Quali reazioni emotive, fisiologiche, comportamentali sono associate al suo pensiero?

Il terapeuta poi formula delle ipotesi su come il paziente abbia sviluppato questo particolare disturbo psicologico:

  • In che modo il paziente vede sé stesso, gli altri, il suo mondo personale, il suo futuro?
  • Quali sono le credenze, incluse gli atteggiamenti, le aspettative e le regole e i pensieri sottostanti?
  • Come sta affrontando le sue cognizioni disfunzionali?
  • Quali fattori precipitanti hanno contribuito alla formazione dei suoi problemi psicologici attuali o interferiscono con la loro risoluzione?
  • Se rilevanti, quali esperienze del passato possono aver contribuito ai suoi problemi attuali?
  • Quali significati il paziente ha attribuito a queste esperienze e quali credenze si sono originate o si sono rinforzate da tali esperienze?
  • Se rilevanti, quali meccanismi cognitivi, affettivi e comportamentali, adattivi e maladattivi ha sviluppato per affrontare queste credenze disfunzionali?

Quando inizia il terapeuta? Inizia a costruire la concettualizzazione durante il primo contatto con il paziente, ma poi continua a perfezionarla durante tutto l’arco del trattamento.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cici89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia e psicologia cognitivo comportamentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Berti Bianca.
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