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Capitolo 1: introduzione alla psicologia e ai metodi di ricerca

Il comportamento

La psicologia si occupa dello studio scientifico del comportamento (qualsiasi azione manifestata osservabile) e dei processi mentali (modi in cui sensazioni, percezioni, ricordi, emozioni, pensieri guidano la nostra comprensione del mondo e che caratterizzano un individuo in modo consapevole o non). Gli psicologi studiano i comportamenti non direttamente osservabili (pensiero, sogno, ricordo) ed è una disciplina scientifica (la risposta che cerca di dare si avvale di una raccolta sistematica, di analisi di dati osservabili oggettivamente e di spiegazioni sul funzionamento della mente) e una professione (ricerca, formazione, curare, istruzione). L’obiettivo fondamentale della psicologia è aiutare gli individui e si concentra su:

  • Descrizione: l’inizio del percorso, processo fondato sulle osservazioni scientifiche.
  • Comprensione: significa precisare le cause di un comportamento.
  • Prevedere: anticipare il comportamento in maniera precisa.
  • Controllare: mutare le condizioni che possono influenzare un comportamento.

La storia della psicologia

La parola “psicologia” ha origine greca: psiche (anima) e logos (studio o discorso). Ha radici nella filosofia e medicina, tra gli importanti studiosi vi sono:

  • Il medico greco Ippocrate (469-361 a.C.) sosteneva che vi fosse una corrispondenza tra componenti interne dell’organismo, gli umori e il carattere dell’individuo. La salute o la malattia è il risultato dell’equilibrio o squilibrio tra questi umori e componenti. Con un equilibrio bilanciato siamo in salute, se alcune componenti emergono vi è un problema (primo modo di inquadrare e classificare le persone tramite tentativi psicologici).
  • Il filosofo Platone (427-347 a.C.)
  • Il filosofo Aristotele (384-322 a.C.) nel “De Anima” fece una distinzione tra le facoltà dell’anima: Anima vegetativa (l’organismo si nutre, cresce e si riproduce), Anima sensitiva (acquisizione di stimoli dall’esterno, sensazioni), Anima intellettiva (pensiero e volontà, la capacità dell’individuo di ragionare con la logica).

La psicologia come scienza nacque a Lipsia (Germania) dove Wilhelm Wundt (padre della psicologia) nel 1879 creò un laboratorio per studiare l’esperienza conscia.

Le correnti di ricerca

Passaggio dallo studio della mente da un punto di vista filosofico e medico ad una prospettiva più psicologica. Diventa per esempio uno studio dei sistemi sensoriali non per studiare i tessuti nervosi ma per indagare su come i sistemi sensoriali contribuiscono all’attività del percepire. Troviamo differenti correnti:

Strutturalismo

(Stati Uniti) Si cerca di analizzare gli elementi di base o blocchi costruttivi della psiche (affetti, percezioni, concetti) riducendo l’esperienza ai suoi elementi costruttivi essenziali.

  • Oggetto di studio: obiettivo di Wundt era osservare sistematicamente e misurare la reazione agli stimoli, inteso come qualsiasi fenomeno in grado di scatenare la risposta in un individuo.
  • Metodo di misurazione: introspezione intesa come tecnica di auto-osservazione che consiste nel guardarsi dentro, esaminare i propri pensieri, sentimenti o sensazioni.

Utilizzano il metodo introspettivo che si rivelò non adatto poiché gli strutturalisti spesso dissentivano e non vi era modo di risolvere le controversie. L’introspezione consiste nel cogliere e riportare i processi mentali che hanno luogo durante la presentazione di uno stimolo esterno e richiede addestramento. Inizialmente lo stimolo raggiunge l’organo di senso e viene trasferito al cervello, dopodiché raggiunge la soglia della coscienza e viene percepito (sensazione), raggiunge i centri dell’attenzione (appercezione). In seguito si ha una selezione della risposta e un trasferimento ai muscoli con conseguente risposta. Le principali critiche agli strutturalisti furono: i risultati dell’introspezione non potevano essere generalizzati (bambini, pazienti, psichiatri, animali), i processi inconsci influenzano la percezione e l’esperienza soggettiva in base alla percezione di uno stimolo è diversa.

Funzionalismo

(1890, Stati Uniti) Corrente diffusa da James. Tale termine si deve all’interesse per le modalità di funzionamento della mente che ci consentono di adattarci all’ambiente. Egli considera la coscienza una corrente o flusso di immagini e sensazioni e si rifà alle teorie di Darwin sulla selezione della specie e include l’osservazione del comportamento degli animali. Il funzionalismo promosse la psicologia scolastica e fece nascere la psicologia del lavoro (relazione fra persone e lavoro e organizzazioni). Ha un interesse verso le funzioni del pensiero non verso la struttura. James ha sottolineato la natura molteplice del sé e in particolare, l’esistenza di un sé associato agli aspetti sociali, riguarda le rappresentazioni della propria persona che traggono spunto dalle molteplici immagini che gli altri possiedono di noi (esistono tanti sé sociali quanti sono gli individui che di noi possiedono un’immagine). Considera la coscienza come un processo continuo movimento (flusso di coscienza). Con la Teoria delle emozioni egli afferma che l’emozione è come percezione dei cambiamenti corporei (emozione e il corpo reagisce).

Comportamentismo

Si divide in 2 momenti:

  1. Comportamentismo classico: (1913-1930) con Watson si abbandona la speculazione di tipo filosofico e si usa il metodo sperimentale. L’oggetto di studio è il comportamento osservabile, Watson adottò il concetto di condizionamento formulato dal fisiologo russo Pavlov, spiega il comportamento umano con la sperimentazione sugli animali: l’ambito di studio è l’apprendimento spiegato sulla base del principio del condizionamento.
  2. Neo-comportamentismo o radicale: (1930-1950) con Skinner e Tolma. Skinner sostiene che le nostre azioni sono condizionate dalla ricompensa e dalla punizione, creò la famosa “gabbia di Skinner”. Egli pensava che i processi mentali non potessero essere indagati perché sono interni (non osservabili).

Cognitivismo

(1967, Stati Uniti) Con la crisi del comportamentismo e l’emergere dei suoi limiti nasce il cognitivismo. Noiser è uno degli esponenti più importanti. La nuova corrente deriva dal comportamentismo e ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate. Osservare il comportamento delle persone dal punto di vista di un comportamentista e di un cognitivista significa utilizzare la metafora dell’uomo-computer: l’uomo, come il computer, riceve informazioni (input), le elabora e le restituisce sotto forma di nuove informazioni (output). Il processo di elaborazione è retroattivo (Operate) e sulla base di continui feedback (Test) si ottiene la migliore soluzione (Exit).

Psicologia della Gestalt

(1912) Nasce con la pubblicazione dello studio di Wertheimer sul movimento apparente che consiste nella percezione fenomenica di movimento, in assenza di movimento fisico. La parola tedesca Gestalt significa “forma, modello o insieme” e contribuì a sviluppare indagini e modelli teorici sul pensiero, la memoria, l’apprendimento e la percezione come unità globali. Propone 2 leggi generali sullo studio dei fenomeni psichici:

  • I fenomeni psicologici, non solo quelli percettivi, avvengono in un campo.
  • I processi tendono all’equilibrio delle forze presenti.

I Gestaltisti spiegano i processi mentali (l’atto percettivo) come un comportamento globale, immediato e unitario. Ciò che risulta importante per i gestaltisti sono le relazioni tra le unità che compongono la struttura (qualità emergenti).

Psicoanalisi

(1900, Austria, principalmente Vienna) Sigmund Freud (padre della psicoanalisi) dà il via alla psicoanalisi che nasce negli ospedali e nel suo studio privato, inizialmente veniva considerato un ciarlatano con poca credibilità. La psicoanalisi è lo studio della personalità ovvero l’insieme dei processi di un individuo che convivono in modo dinamico. Elabora la teoria mettendola anche in pratica con i suoi pazienti utilizzando delle tecniche e metodi di trattamento dei disturbi della personalità, lavorando sulla parte inconscia (ipnosi, interpretazione dei sogni, lapsus, libere associazioni) con il metodo terapeutico. I fattori inconsci (istinti, pulsioni, conflitti) influenzano il comportamento.

Considerava la vita mentale un iceberg di cui si osservava solo la punta. La parte della mente che sfugge alla consapevolezza personale è l’inconscio (pensieri, impulsi e i desideri inconsci che influenzano il nostro comportamento) in cui:

  • L’io: mediatore tra super io e l’es
  • Il super io: norme e regole proiettate dall’esterno
  • L’es: non ha contatti con la parte conscia, governata dal piacere

Psicologia umanistica

(Stati Uniti) È un approccio teorico-clinico che pone l’accento sull’esperienza umana soggettiva come ricerca di crescita, affermazione e autorealizzazione. Gli psicologi umanisti sono interessati ai bisogni psicologici di amore, autostima, appartenenza, espressione di sé e spiritualità. Il comportamento non è determinato dall’inconscio e alla sfera del passato (psicoanalisi) né è totalmente dipendente dall’ambiente (comportamentismo) ma deve vederlo come un luogo per modellare e agevolare l’individuo. L’esponente principale è Carl Rogers e il suo approccio è centrato sulla persona (sulle potenzialità), fiducia nella sua positività e sulla capacità di operare scelte volontarie. A differenza del comportamentismo non è l’ambiente che plasma il comportamento dell’individuo ma è l’individuo stesso che sceglie di modellare l’ambiente in funzione del suo sviluppo personale (approccio più propositivo nei confronti dell’individuo). L’empatia (mettersi nei panni dell’altro) è vista come agente educativo poiché: facilita l’autoconsapevolezza, incrementa il senso di appartenenza (fiducia in noi stessi) e causa un’apertura verso le relazioni sociali. Un altro esponente è Maslow che elabora la teoria dell’autorealizzazione (processo di espressione-attualizzazione del potenziale individuale).

La psicologia italiana

La psicologia italiana ha avuto inizio con la creazione del primo laboratorio di psicologia sperimentale grazie a Francesco De Sarlo (1903, Firenze). Hanno avuto ruolo di spicco studiosi, filosofi, medici e antropologi che con i loro scritti e con fondazione di istituti universitari e laboratori di psicologia, diedero impulso alla psicologia. L'unico metodo impiegato per comprendere i meccanismi e i processi psichici era quello fondato sull'osservazione e sullo studio controllato dei fenomeni (apporto innovativo = metodo sperimentale come strumento di analisi dei processi psicologici). Nel 1905 a Roma fu affidata agli psicologi italiani l'organizzazione del Quinto Congresso Internazionale di Psicologia a cui parteciparono i più importanti psicologi italiani e stranieri. Vennero istituite le prime 3 cattedre universitarie: Roma (Medicina), Napoli e Torino (Filosofia). Dopo il 1920 la psicologia subì un rallentamento per motivi culturali e politici, non ebbe uno sviluppo come in Europa, nonostante gli psicologi di rilievo (Gemelli e Musatti).

La psicologia oggi

Non vi è una sola prospettiva che spiega in tutti i suoi aspetti il comportamento umano, per questo motivo gli psicologi integrano 3 prospettive:

  1. Biologica: cerca di spiegare il comportamento basandosi su princìpi biologici (evoluzione e genetica).
  2. Psicologica: si basa sul comportamento (determinato da processi psicologici di ogni individuo).
  3. Socioculturale: accento sull’impatto che il contesto sociale e culturale hanno sul comportamento. La relatività culturale è un aspetto della prospettiva socioculturale ed è il fatto che il comportamento deve essere giudicato in rapporto ai valori della cultura di partenza. Può influenzare la diagnosi e la cura di alcune malattie mentali: gli psicologi devono essere sensibili alla diversità etnica e culturale delle persone.

La ricerca in psicologia

Il progresso in psicologia dipende dallo sviluppo di adeguati metodi di ricerca (approcci scientifici idonei a rispondere a specifiche domande). Il metodo scientifico è un processo fondato sulla raccolta attenta delle prove attraverso descrizioni e misurazioni precise, sulla ricerca di leggi di carattere generale attraverso osservazioni controllate e risultati ripetibili. È costituito da 6 fasi:

  • Osservazioni: con 2 tipi di approccio, uno orientato agli obiettivi da raggiungere l’altro orientato ai risultati già ottenuti.
  • Definire il problema: avere un approccio orientato agli obiettivi da raggiungere favorisce comportamenti volti al raggiungimento dello scopo.
  • Proporre ipotesi: è un'intuizione verificabile. Le domande teoriche vengono trasformate in ipotesi verificabili tramite definizioni operative che stabiliscono i procedimenti usati per rappresentare un concetto.
  • Raccogliere le prove per verificare l'ipotesi.
  • Costruire la teoria: sorta di mappa della conoscenza e riassumono e spiegano le osservazioni.
  • Pubblicare risultati: l'informazione scientifica deve essere disponibile al pubblico così altri ricercatori possono leggere i dati e esprimere osservazioni per verificare se un'affermazione è fondata o no (se altri possono ripetere l'esperimento raggiungendo lo stesso risultato, allora lo studio è più credibile).

L’esperimento in psicologia

Gli psicologi devono essere in grado di spiegare le cause di un comportamento, realizzando un esperimento che consente di controllare in modo attento le condizioni e mettere a fuoco le relazioni causa-effetto. Esistono 2 tipi di ricerca:

  • Sperimentale: l’obiettivo del metodo sperimentale è fornire informazione causale. Possiamo comprendere perché avvengono certi fenomeni. Il ricercatore modifica deliberatamente alcuni aspetti dell'ambiente in cui avvengono: le variazioni in A provocano variazioni in B.
  • Non sperimentale: sono di tipo descrittivo o correlazionale.

Nel metodo sperimentale per realizzare un esperimento bisogna: modificare in maniera diretta una condizione che si ritiene influenzi un comportamento. Creare 2 o più gruppi di soggetti (detti gruppo di controllo e gruppo sperimentale) simili sotto tutti gli aspetti tranne per la condizione che si vuole modificare. Verificare se la modifica della condizione (variabile indipendente) ha qualche effetto sul comportamento. Una variabile è una condizione che può cambiare valore o essere modificata durante un esperimento. Per identificare le cause e gli effetti di un esperimento occorre considerare 3 tipi di variabili:

  1. Indipendenti: condizioni o aspetti dell'ambiente studiati empiricamente che possono essere manipolati dallo sperimentatore che ne decide la grandezza, la quantità o il valore.
  2. Dipendenti: i risultati dell'esperimento che rivelano gli effetti osservati attribuiti alle variabili indipendenti.
  3. Estranee o intervenienti: sono fattori che possono agire liberamente e influire sulla variabile dipendente che devono essere controllate per evitare che influenzano il risultato dell'esperimento.

Le differenze individuali (variabili estranee) possono influenzare l'esperimento ma è possibile controllare assegnando in maniera casuale le persone a uno dei 2 gruppi. Così un partecipante ha la stessa possibilità di far parte del gruppo sperimentale o di controllo e ciò consente di distribuire in maniera equilibrata le differenze personali nei due gruppi e di controllare le variabili estranee. In un esperimento controllato la variabile indipendente è la sola causa possibile per qualunque effetto rilevato: questo consente di inferire relazioni causa-effetto. Su alcuni temi vengono svolti molti studi e la metanalisi (tecnica statistica) li combina tutti insieme.

Doppio cieco: i placebo

Supponiamo che un ricercatore ipotizzi che l'anfetamina (stimolante) migliori l'apprendimento, egli somministra ai membri del gruppo sperimentale una pillola di anfetamina prima che inizino a studiare mentre i membri del gruppo di controllo non assumono nulla. In un esperimento occorre prestare attenzione a quanto si comunica ai partecipanti, poiché le informazioni potrebbero creare un effetto dei partecipanti come ad esempio l’effetto placebo (cambiamento nel comportamento causato dalla convinzione di aver assunto un farmaco). Per controllare tale effetto è possibile far ricorso all'esperimento con il singolo cieco: i partecipanti non sanno se sono inclusi nel gruppo sperimentale o nel gruppo di controllo o se viene somministrato loro un farmaco o un placebo. A tutti i partecipanti vengono date le stesse istruzioni e a tutti viene somministrata una compressa o una iniezione. I membri del gruppo sperimentale assumono un farmaco vero e quelli del gruppo di controllo un placebo. Poiché i partecipanti sono ciechi riguardo alle ipotesi della ricerca le loro aspettative sono le stesse. Anche un ricercatore potrebbe influenzare i soggetti con il tono di voce, il linguaggio del corpo e incoraggiamenti o critiche. Perciò è una pratica comune mantenere all'oscuro anche il ricercatore. In un esperimento in doppio cieco: altre persone effettuano l'esperimento e si occupano anche della preparazione delle compresse o delle iniezioni.

Metodi di ricerca non sperimentali

Non sempre si svolgono esperimenti, gli psicologi raccolgono le prove, verificano le ipotesi e osservano il comportamento attraverso 4 metodi:

Descrittivo: osservano direttamente il comportamento in un ambiente naturale in cui vive una persona o animale. Uno sbaglio da evitare nell'osservare gli animali è l'antropomorfizzazione (attribuire comportamenti umani agli animali).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurora1.villone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Mastandrea Stefano.
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