Psicologia dinamica
Lezione del 7 marzo 2018
Modello della mente: concezione soggettiva del funzionamento mentale
- Modello del trauma affettivo (1886-1900): Fattore esterno come stimolo disadattivo prevalente
- Modello della teoria topografica (1900-1923): Imposta il funzionamento mentale secondo luoghi della mente
- Modello della teoria strutturale (1923-1939): Concepisce il funzionamento mentale secondo una visione di strutture mentali, non più di luoghi
Già dalla prima fase, Freud da un lato affronta la psicopatologia (isteria), dall’altro crea l’impostazione di un pensiero generale sul funzionamento mentale normale (funzionamento dell’apparato psichico). L’interpretazione della devianza si basa su una concezione del funzionamento normale.
1922 - Per psicoanalisi si intende:
- Un metodo di ricerca sul paziente del funzionamento psichico
- Metodo terapeutico basato su tale indagine per il trattamento dei disturbi nevrotici
- Attraverso questa ricerca e questo metodo, terapeutica possibilità di fondare una nuova disciplina che interpreta la psicologia umana, ovvero la psicoanalisi
Nel primo modello nascono concetti come quello dell’apparato psichico o mentale e quello del meccanismo di difesa. Nuovo concetto di conversione, rimozione e altri concetti base della psicoanalisi.
Apparato mentale o psichico: Viene visto come una macrostruttura all’interno della quale si svolgono i processi psichici. Per struttura intendiamo una modalità di funzionamento mentale stabile o a lento ritmo di cambiamento, prevalentemente dovuto a processi degenerativi, quindi un insieme di processi costanti e stabili. La struttura non si cambia mai, si può inibire ma resta. (questo serve per capire che la psicodinamica si basa su funzionamenti, non su cose)
Il concetto di apparato psichico implica un concetto di sviluppo che agisce con una progressiva inibizione delle strutture precedenti: la nuova struttura, più adattiva, svolgerà il suo ruolo e contemporaneamente inibirà le funzioni della struttura precedente. Su questo concetto si basa il concetto di reversione: disinibizione di strutture precedenti, ovvero un ritorno a una struttura precedente. Quando l’analisi finisce, il paziente si trova solo e in pericolo e quindi ricerca soluzioni vecchie che gli hanno risolto dei problemi (reversione). Una volta che il paziente acquisirà la propria sicurezza e imparerà a stare solo, utilizzerà le nuove strutture e procederà con lo sviluppo.
L’apparato psichico è una macrostruttura, quindi un insieme molto ampio di strutture, che ha delle funzioni particolari:
- Controllo e scarica di energia mentale: L’apparato era visto come un qualcosa che esisteva e si sviluppava per riuscire a mantenere livelli costanti e bassi di energia nel sistema (concetto di scarica di energia). Questa era l’impostazione di base del funzionamento dell’apparato psichico per Freud. L’energia è un ammontare affettivo, una quantità che era suscettibile a aumento, diminuzione, spostamento e scarica.
- La terapia che Freud seguiva nella prima fase è basata sull’abreazione, scarica emotiva forte che riportava alla normalità il sistema (es: pianto liberatorio). L’apparato psichico esisteva per mantenere l’omeostasi energetica (equilibrio). Oggi la psicoanalisi non è più una psicologia dell’energia, ora si lavora sull’omeostasi affettiva ed emotiva.
- Contiene i processi mnestici: Cioè l’archivio dei ricordi. I ricordi vengono archiviati dall’apparato psichico. Tra i ricordi si creano associazioni e legami a rete che si basano su: contemporaneità o somiglianza.
- Se l’apparato psichico registra l’evento A e poi quello B e si crea un’associazione tra A e B. Ciò significa che se io ricordo A sarà facile che mi venga in mente anche B, anche se non cerco attivamente B (memoria primaria). Contemporaneità vuol dire che A e B possono essere cose completamente diverse, che però hanno un legame associativo nel recupero mnestico in quanto sono stati registrati in momenti molto vicini nel tempo. Somiglianza invece vuol dire che A e B devono avere qualcosa in comune.
- Attivazione dei meccanismi di difesa: Il meccanismo di difesa è una struttura che difende la coscienza da contenuti affettivi e ideativi non supportati dall’apparato psichico; questo viene fatto attraverso processi cognitivi e percettivi. Da individuo a individuo cambia la quantità d’uso di difese e il tipo di difese utilizzate.
- Nella prima fase vengono concettualizzati tre meccanismi di difesa, come processi inconsci: rimozione, sostituzione o spostamento, trasformazione dell’affetto.
La rimozione, nella prima fase, è il cardine della rivoluzione psicoanalitica. Rimuovere vuol dire non riuscire a ricordare attivamente. Questo è legato a una concezione in cui forze attive mantengono divisa una parte conscia da una parte inconscia. È un meccanismo di difesa che protegge la parte conscia da contenuti che non possiamo sostenere; questo avviene senza la nostra consapevolezza. L’isterico utilizza molto il meccanismo di rimozione. L’ossessivo invece utilizza molto la sostituzione o spostamento: la componente affettiva legata a un determinato contenuto ideativo (oggetto), si stacca da questo contenuto e sposta l’attenzione su un altro contenuto. Questo è il meccanismo su cui si basa la concezione metapsicologica freudiana di transfer (esito di una manovra inconscia di spostamento di un affetto, un tempo rivolto a una determinata figura, sul terapeuta). Si sposta il contenuto affettivo da un’idea originaria a un’idea secondaria, l’attenzione viene rivolta verso qualcos’altro.
La trasformazione dell’affetto vuol dire che consciamente posso vivere un sentimento di colpa, ma in realtà sono alle prese con una spinta rispetto alla quale immagino che se questa spinta fosse vista socialmente, verrei rimproverato. C’è una processualità che fa sì che alla coscienza appaia un sentimento diverso da quello che c’era inizialmente e che l’individuo non può sostenere. Descrittivamente parlando il sentimento viene trasformato, ma in realtà non viene trasformato; è stato processato attraverso il pensiero, una spinta a livello inconscio e una fantasia.
- Sviluppo dei processi cognitivi di pensiero
- Percezione
- Attenzione
Negli scritti di Freud della prima fase compare il termine IO, con cui intende la coscienza oppure la struttura che attiva le difese.
Lezione del 13 marzo 2018
Nella prima fase Freud inizia a concepire l’esistenza di un apparato psichico. Il modello psicoanalitico presuppone sempre quest’idea per cui l’apparato psichico sussista per gestire l’energia psichica, e che questa debba essere mantenuta a livelli costanti e bassi (scarica).
Viene concepito un apparato psichico con una parte inconscia, che è mantenuta attivamente tale da forza difensive, prima fra tutte la rimozione, e una parte conscia. Questa è un’impostazione che non cambierà mai in Freud. In seguito, Freud aggiungerà che non tutta la mente inconscia è un risultato di difese; alcuni contenuti sono inconsci perché non viene posta su di loro l’attenzione della coscienza oppure non hanno sufficiente energia.
Centrale nella prima fase è la concezione della psicopatologia: nasce l’idea che la patologia psichica sia il risultato di processi e conflitti psicologici e psichici. In particolare, nella prima fase Freud dà molta importanza a episodi traumatici dell’infanzia.
A Parigi, dopo la borsa di studio, frequentava la sala autoptica e lì si rese conto di un’infinità di omicidi di bambini piccoli, reperti autoptici su bambini abusati. Questo deve aver influenzato la sua visione della psicopatologia. In futuro abbandonerà la tesi dell’abuso sessuale. L’idea di trauma da un punto di vista psicodinamico non è mai cambiata. Viene definita come una condizione in cui l’apparato psichico è sollecitato (squilibrato) da una quantità di stimolo eccessivo (enorme intensità) e improvviso (non prevedibile). Quindi l’apparato e l’individuo rimangono paralizzati e impotenti (shock traumatico).
Il trauma è tale quando l’apparato non può applicare la scarica di energia con i normali mezzi di scarica (accumulo di eccitazione/energia nel sistema). Questo accumulo è dispendioso per la persona. Nel primo modello della mente, Freud pensa che le cause e gli agenti responsabili della psicopatologia, del dissesto del sistema, siano prevalentemente di natura esterna. (Resilienza: capacità di assorbimento del trauma) All’origine della psicopatologia ci sono fattori misti sia di natura ambientale, che riguardano l’ambiente in cui siamo cresciuti, sia di natura costituzionale. Quello che cambia è il rapporto tra queste due tipologie di fattori.
Freud dà una classificazione dei traumi:
- Attuali (in tedesco aktual): Ovvero del momento. C’è una quasi sincronicità tra l’evento traumatico e gli effetti psicopatologici del trauma (es: incidenti, aggressioni). I traumi attuali rappresentano una situazione in cui l’apparato mentale è sopraffatto dall’energia come risposta immediata, o quasi, ad un evento o ad una situazione reale.
- Retroattivi: I più interessanti per la dottrina nascente. Arriva lo stimolo, che in sé non potremmo definire traumatico, che risveglia antichi contenuti rimossi nella parte inconscia della mente. I traumi retroattivi sono legati a certi eventi che, benché fonti di eccitazione, non erano stati vissuti come traumatici nel momento in cui si erano verificati. Il trauma che si verifica allora è il risultato di una combinazione dell’eccitamento passato risvegliato, insieme a forti reazioni affettive da parte della coscienza.
Nasce una nosografia psichiatrica che inizia a classificare le malattie psichiche in:
- Psiconevrosi (o neuro-psicosi o nevrosi): Comprendono la nevrosi isterica e la nevrosi ossessiva (e anche la nevrosi fobica o isteria d’angoscia). Le psiconevrosi per Freud erano quelle nevrosi alla base delle quali c’era una problematica intrapsichica, quindi un conflitto intrapsichico. La via isterica è una soluzione adattiva caratterizzata da una perdita di controllo e dalla facilità in cui essa viene tradotta sul piano somatico. Questa caratteristica è chiamata fenomeno di conversione, per cui un conflitto intrapsichico viene convertito in un sintomo in ambito fisico. La via ossessiva risolve attraverso una soluzione difensiva di spostamento: stacca il contenuto affettivo dal contenuto ideativo. Il contenuto originario resta nella coscienza ma privo di energia, ovvero l’attenzione è distolta su altro. Dal punto di vista sintomatologico l’ossessivo è caratterizzato dalla ruminazione di un’idea, perché deve costantemente distogliere l’attenzione da un contenuto. Il fobico utilizza l’evitamento, ovvero evita la sorgente dell’angoscia.
- Nevrosi attuali: Comprendono la nevrosi d’ansia e la nevrastenia (e anche l’ipocondria). Le nevrosi attuali sono nevrosi in cui non centra niente lo psichico in sé. Mentre nelle psiconevrosi la causa va ricercata nella storia del paziente, la nevrosi attuale ha delle cause del momento. Non c’entrano niente i traumi; esse sono nevrosi in cui la problematica è di natura fisica, non psicologica. Le problematiche fisiche erano cattive abitudini sessuali. La nevrosi d’angoscia era dovuta a eccessiva astinenza (crisi d’angoscia). Per Freud la condizione di nevrastenia si acquisisce per masturbazione eccessiva e comprende una varietà di sintomi fisici tra cui la fatica, la dispepsia, segni di ipertensione intracranica. Le nevrosi attuali sono caratterizzate da cause fisiche con una sintomatologia psichica. Essendo cause fisiche non possono essere curate con la psicoanalisi.
Lezione del 14 marzo 2018
Domanda che spesso c’è nel testo d’esame: Caratteristiche delle nevrosi attuali: cause somatiche, sintomi psichici.
Il contenuto rimosso è un contenuto che, se non fosse rimosso, di suo tenderebbe alla scarica, cioè a diventare conscio e a passare al motorio. Se questo avvenisse l’apparato starebbe bene, perché scaricherebbe e quindi sarebbe raggiunta l’omeostasi energetica. Ma questo non accade perché si genera un conflitto. La risultante del conflitto è un meccanismo di difesa, che in questo caso è la rimozione. L’apparato si trova a dover risolvere in altro modo il conflitto: attraverso la formazione del sintomo (nell’isterico il sintomo sarà fisico/somatico). Il sintomo è sempre un compromesso che deve accontentare tutti e due i poli del conflitto. Il sintomo (crampo) deve accontentare sia il desiderio della paziente di tirare un calcio al terapeuta, sia il divieto di farlo.
In questa prima fase Freud dà molta attenzione all’abreazione: forte scarica emotiva e liberazione dal sintomo. Anziché trovare vie indirette patologiche, direttamente può giungere alla coscienza la scarica motoria. Quindi, il sintomo psichico è una soluzione di compromesso rispetto a un conflitto.
Fino a ora le cose da sapere sono:
- Cornice temporale della prima fase
- Varati concetti che permangono fino ad oggi: apparato mentale, omeostasi energetica, difesa
- Prospettiva con cui viene considerata la psicopatologia
- Traumi
- Psiconevrosi e nevrosi attuali
Capitolo sugli assunti di base (pag. 39):
Già con il consolidamento della prima fase si mettono le fondamenta attualissime del pensiero psicoanalitico. Queste fondamenta, quando parliamo di psicodinamica e di psicoanalisi, vengono date per scontate determinate assunzioni e concettualizzazioni. Gli assunti di base sono nove:
- Si concepisce la psicoanalisi come una psicologia generale. Ovvero, la prospettiva psicoanalitica in sé è una prospettiva per vedere i fenomeni psicologici in generale.
- Cardine di questa impostazione è la concezione di un apparato psichico. Esso è una macrostruttura all’interno della quale si svolgono i processi psichici.
- Questo apparato è costituito da strutture, concepite come modalità di funzionamento stabile o a lento ritmo di cambiamento. Con questo abbiamo un’idea di terapia che funziona non per sostituzione, ma per aggiunta di nuove strutture più adattive (in terapia il paziente non cambia).
- Progressivamente, attraverso l’aggiunta di strutture più adattive, si concepisce lo sviluppo psichico.
- Lo sviluppo è il risultato della necessità di un processo di adattamento. Questo assunto concepisce l’idea di adattamento psichico.
- Lo sviluppo e l’adattamento avvengono sulla base di conflitti.
- Concettualizzazione dei meccanismi di difesa; alla base della soluzione del conflitto sta questo assunto di base che riguarda l’uso dei meccanismi di difesa.
- Determinismo psichico, un concetto fondamentale. Quello che avviene è sempre il risultato di un qualcosa che è avvenuto prima.
- Concepire che tutto questo fa parte e avviene in larga misura a livello inconscio.
Adattamento psichico
Esistono due tipi, spesso confusi, di adattamento psicologico:
- Adattamento psicosociale: Lavoro di adattamento alle richieste sociali, nell’ambito della cultura sociale in cui la persona vive.
- Adattamento intrapsichico (usato molto in psicologia): Lavoro di adattamento che l’apparato psichico svolge in modo da risolvere e trovare soluzioni alle richieste che provengono sia dalla realtà esterna che da quella interna. Concepiamo intrapsichico tutto quello che è interno dell’apparato psichico; il nostro corpo invece è una realtà esterna, poiché è al di fuori dell’apparato psichico.
Le nevrosi attuali, dato che riguardano il fisico, hanno delle cause extra-psichiche. Concetto di resistenza alla terapia: resistiamo perché tutti abbiamo trovato un nostro livello adattivo e, bene o male, facciamo fatica a mollarlo. Per questo una terapia analitica non va mai dietro ai sintomi.
Meccanismi di difesa
Il meccanismo di difesa è un processo cognitivo e percettivo, e quindi una struttura, inconscio che falsifica la realtà interna e/o esterna. La negazione avviene quando si pone un “non” davanti a un contenuto (non sono per niente geloso). Il diniego è diverso dalla negazione. È un meccanismo di difesa attraverso il quale non viene reso cosciente un contenuto della realtà esterna, anche dal fisico (l’uomo che viene tradito è l’ultimo che se ne accorge; lui sa, ma non sa di sapere. Si difende dal contenuto).
La razionalizzazione è uno dei meccanismi di difesa che usiamo di più: in questo caso cerchiamo di dare una spiegazione che sta in piedi sul piano razionale, la cui causa reale ha delle altre ragioni d’essere che però non siamo pronti a riconoscere (figlio che va male a scuola; madre che non riesce ad accettare che non ha voglia di studiare e quindi incolpa i professori del problema scolastico del figlio. La madre si dà una spiegazione che sta in piedi sul piano razionale).
Parallelamente alla formazione del pensiero della prima fase, Freud compie un’autoanalisi centrata sull’analisi dei propri sogni. Sulla base dei suoi sogni e sull’analisi dei sogni dei suoi pazienti arriva a un punto critico. Nel 1897, nel contenuto di una lettera diretta a Wilhelm Fliess, capisce di aver sbagliato: gran parte degli episodi raccontati dai pazienti non erano eventi realmente accaduti, ma erano ricordi di fantasie di desiderio. Inizia a capire che il paziente parla di ricordi che riguardano un campo nuovo, i desideri istintuali. Allora si rovescia tutta la concezione della dinamica e della psicopatologia. Si sta parlando di qualcosa di potenzialmente traumatico che non viene dall’esterno ma viene da dentro.
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