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Psicologia dello sviluppo

Introduzione

Martedì 11 ottobre 2022

Libro: Anita Woolfolk "Psicologia dell'educazione: teorie, metodi e strumenti"

Ciclo di vita = periodo che porta il bambino a diventare adolescente, adulto e anziano fino alla morte (studia la nostra vita).

Psicologia dello sviluppo

La psicologia dello sviluppo studia la vita da quando si nasce fino alla morte (studia tutte le evoluzioni). Per sviluppo (acquisizione di una competenza che rimane nel tempo) si intendono i cambiamenti che avvengono dalla nascita alla morte, in modo ordinato e per un periodo di tempo lungo. I cambiamenti temporanei non sono sviluppo.

Sviluppo ≠ Maturazione, tutti i cambiamenti che avvengono per quantità sulla base di un corredo genetico (peso, altezza) avvengono in maniera lenta e regolare, ma esistono periodi in cui procede più rapida (es. lattanti, pubertà).

Dipende da dei fattori: intrinseci (geni, cromosomi) e estrinseci (alimentazione, esercizio fisico).

Tipi di sviluppo

  • Sviluppo psicomotorio
  • Sviluppo cognitivo
  • Sviluppo sociale

Educazione

Tutte quelle attività che noi possiamo fare per influenzare lo sviluppo delle altre persone, come il bambino, in cui i primi anni di vita sono quelli in cui avvengono la maggior parte degli sviluppi.

Teorie sullo sviluppo

  • Teorie comportamentali
  • Teorie socio-cognitive

Sviluppo delle competenze motorie

Lo sviluppo delle competenze motorie è un fattore fondamentale per lo sviluppo del bambino; incide, oltre che sul benessere psicofisico, anche sullo sviluppo di altre abilità e funzioni del bambino.

  • Manualità: riguarda le capacità di coordinazione
  • Equilibrio: capacità di rimanere in tensione su un asse in modo ordinato e flessibile
  • Mobilità: capacità di muoversi nello spazio e nel tempo in maniera coordinata

La frequenza, l'intensità e la durata le acquisitiamo con la pratica.

Funzioni esecutive

Domanda esame: Cosa sono le funzioni esecutive? Funzioni che si sviluppano automaticamente. Fino ai 25/27 anni il nostro cervello si sviluppa.

Sviluppo competenze motorie e funzioni esecutive = processi mentali finalizzati all’elaborazione di schemi cognitivo-comportamentali in risposta a condizioni ambientali nuove e impegnative. Quindi, procedure cognitive che hanno lo scopo di pianificare e organizzare i comportamenti e le emozioni di un soggetto, quando si confronta con realtà contestuali nuove e difficoltose. Funzioni mentali che si attivano alla presenza di problemi nuovi, che ci aiutano a risolvere problemi mai incontrati. Sono alla base di pianificazione, creazione di strategie ed entrano in funzione per compiti non ordinari.

Quali funzioni?

  • Inibizione o controllo inibitorio: ci aiuta a mantenere la concentrazione su un compito che stiamo facendo, eliminando le distrazioni
  • Memoria di lavoro: funzione del nostro cervello che permette di tenere in memoria informazioni utili nel momento in cui stiamo svolgendo un compito
  • Flessibilità di risposta cognitiva: capacità di cambiare le strategie per adattarsi a compiti nuovi

Le funzioni esecutive sono allenabili ma la scarsa salute fisica e lo scarso allenamento possono contribuire a ridurre le capacità esecutive.

Lo sviluppo evolutivo

Si fonda su tre principi generali:

  • Primo principio: La velocità di sviluppo è diversa nelle persone
  • Secondo principio: Lo sviluppo è relativamente ordinato, prima abilità semplici poi abilità più complesse (le fasi e le abilità non devono per forza essere uguali per tutti). Non sono prevedibili perché possono progredire, rimanere un po' nella stessa posizione, tornare indietro
  • Terzo principio: Lo sviluppo avviene in modo graduale, in genere ci mettono del tempo per avvenire

Periodi sensibili

Momenti in cui una persona è particolarmente pronta ad apprendere e reattiva a certe esperienze (infanzia, pubertà). Non vengono chiamati critici perché anche una volta terminata questa fase, una persona può sempre imparare. Ogni bambino cresce e impara con i propri tempi e le proprie modalità.

Sviluppo psicomotorio

Introduzione

Martedì 8 novembre 2022

Sviluppo psicomotorio: processi di cambiamento che portano l'individuo ad acquisire le competenze motorie, che gli permetteranno di coordinarsi in modo fine e generale.

  • Manualità
  • Mobilità
  • Equilibrio

Lo sviluppo motorio è legato a:

  • Crescita e maturazione fisica
  • Sviluppo percettivo
  • Sviluppo cognitivo
  • Sviluppo affettivo, sociale, relazionale

Sviluppo motorio e percezione

(Capacità di recepire gli stimoli esterni). Attraverso gli organi percettivi abbiamo un motore psicomotorio.

  • Preferenza iniziale per i volti
  • Preferenza per stimoli ordinati e costanti
  • Preferenza iniziale per stimoli colorati
  • Necessaria vicinanza per potenzialità visive del bambino

Per sviluppo motorio si intende:

  • Motricità intrauterina
  • Motricità neonatale
  • Prensione e motricità fine
  • Postura
  • Deambulazione e movimento

Sviluppo psicomotorio nel feto

Vita intrauterina: a partire dal quarto mese, il feto compie movimenti analoghi a quelli che compirà il neonato.

Motricità neonatale

Motricità dei bambini appena nati.

  • Spontanea: sia durante gli stati di veglia e durante il pianto abbiamo i general movements (stiracchiamento) che coinvolgono tutto il corpo; con il tempo questi movimenti si estinguono.
  • Indotta: sono movimenti di riflessi, in maniera automatica in risposta a uno stimolo specifico.

Motricità neonatale indotta

Riflessi neonatali:

  • Rotazione del capo: toccando la guancia del neonato, questi prima volge il capo verso il lato stimolato, poi verso l'altro
  • Suzione, quando la bocca viene a contatto con qualcosa che può essere succhiato
  • Riflesso di Babinsky: se si accarezza la pianta del piede del neonato, questi prima estende le dita poi le richiude
  • Riflesso di Moro, in caso di un forte rumore, il neonato inarca la schiena, estende braccia e gambe e poi le chiude verso il centro del corpo —> riflesso che serve per ripararci
  • Riflesso di prensione, toccando il palmo del bambino, questi stringe le dita attorno alla mano di chi lo tocca —> deriva dalla necessità degli antenati di aggrapparsi alla madre

Prensione

Presente già dalla nascita, con movimenti di pre-avvicinamento ad uno stimolo visivo. La legge prossimo-distale ci permette di acquisire la prensione, prima padroneggiamo i movimenti che coinvolgono muscoli più vicini alla parte mediana, successivamente i muscoli più periferici.

  • 9 mesi, prensione radio-digitale (a pinza), con due dita indice e pollice, le attività delle due mani si differenziano (ad es. una sostiene l'oggetto, l'altra lo manipola).
  • Primi afferramenti riusciti, intorno ai 4 mesi (prensione a rastrello) solo articolazione della spalla, mano aperta il bambino sembra rastrellare l'oggetto verso il proprio corpo, non vi è l'uso del pollice.
  • 7/8 mesi, prensione radio-palmare, il bambino afferra con il palmo e usa le prime tre dita (pollice, indice e medio).

Sviluppo posturale

Capacità di mantenere la postura.

  • Legge cefalo-caudale, controllo del capo precede quella dell'asse corporeo, che a sua volta precede quello degli arti.

Il bambino in posizione prona:

  • Solleva il mento
  • Solleva testa e spalle
  • Si appoggia sugli avambracci

Postura seduta

  • Fino a 4/5 mesi, posizione seduta con sostegno da parte dell'adulto (tronco ipotonico, quindi posizione curva)
  • Intorno ai 6 mesi, schiena dritta, tronco inclinato in avanti e appoggio di mani in terra
  • A partire dal settimo mese, mantenimento autonomo della postura seduta, senza l'appoggio delle mani

Postura eretta

  • Verso i 9 mesi il bambino è in grado di tenersi in piedi se sorretto o appoggiandosi ad un sostegno
  • Verso gli 11/12 mesi, riesce a stare in piedi da solo

Deambulazione

Il raggiungimento del cammino autonomo è preceduto da una serie di tappe:

  • 6/8 mesi, il bambino striscia aiutandosi con braccia e gambe
  • Impara a camminare carponi (finito di strisciare 8/10 mesi)
  • 9/10 mesi, se sostenuto compie qualche passo
  • 1 anno, cammina tenuto per mano
  • 13/14 mesi, cammina da solo

Coordinazione

Nel periodo che va da 0-3 anni, il bambino acquisirà quelle competenze motorie che gli permetteranno di coordinarsi con maggiore efficacia e precisione.

Dialogo posturale

Nei primi due anni di vita si esprime con il movimento, a seconda della postura che assume può dire qualcosa, perché il bambino non ha ancora acquisito pienamente la capacità di linguaggio (molto fallibile, comunicazione abbastanza ambigua).

Come agire? Accogliere non anticipare. Evitare di anticipare posizioni e movimenti perché il rischio è ridurre l'agilità e rendere più rigido il bambino.

Organizzare un training motorio

  • Deve sempre avere come obiettivo principale le 3 fondamentali competenze motorie:
    • Manualità
    • Mobilità
    • Equilibrio
  • Il training deve essere diviso per fascia di età

Training motorio 3-6/7 anni

  • Elevato impulso a muoversi e buona capacità di movimento
  • Sviluppa il pensiero creativo
  • Difficoltà di analisi razionale
  • Scarsa capacità di concentrazione

Attività motoria da non dimenticare: Respirazione

  • Aiuto per:
    • Consapevolezza del proprio corpo e del suo funzionamento
    • Facilitazione del rilassamento
    • Comprensione della connessione mente-corpo

Sviluppo cognitivo (Piaget)

Martedì 15 novembre 2022

Cosa si intende per sviluppo cognitivo? Come si...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asiet123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Percivalle Valentina.
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