Riassunto libro
Disturbi di panico
Taylor S.
A cura di Sica C. 1
1.Introduzione
Il disturbo di panico con o senza agorafobia è una condizione comune, spesso debilitante, che di
solito ha esordio nell’adolescenza o nella prima età adulta. Questo disturbo tende a fluttuare
l’intensità e soprattutto risposta a eventi stressanti, fino a cronicizzarsi. In mancanza di interventi
efficaci.
Costi del disturbo di panico:
rappresentano il 32% dei costi attribuibili ai disturbi psichiatrici. È uno dei disturbi psichiatrici con
cui si richiede un intervento di emergenza. Il disturbo di panico. Dovrebbe essere considerato un
disturbo psichiatrico grave poiché interferisce con le attività lavorative, sociali e limita
notevolmente la qualità della vita stessa. È associato con alti livelli di colesterolo, motivazione non
nota.
Nel DSM 5. I criteri diagnostici per il disturbo di panico:
A. ricorrenti attacchi di panico inaspettati. Un attacco di panico consiste nella comparsa
improvvisa di paura o disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante
il quale si verificano quattro o più dei seguenti sintomi:
1. Palpitazioni, cardiopalmo, Tachicardia.
2. Sudorazione
3. Tremori fini o a grandi scosse
4. Dispnea o sensazione di soffocamento
5. Sensazione di asfissia
6. Dolore o fastidio al petto
7. Nausea o disturbi addominali
8. Sensazioni di vertigini, instabilità, testa leggera o svenimento.
9. Brividi o vampate di calore
10. Parestesie (sensazioni di torpore o formicolio)
11. Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se
stessi)
12. Paura di perdere il controllo o di impazzire
13. Paura di morire
B. Almeno uno degli attacchi è stato seguito da un mese o più di uno o entrambi i seguenti
sintomi: 2
1. Preoccupazione persistente per l’insorgere di altri attacchi o per le loro conseguenze
(per es. Perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, impazzire)
2. Significativa alterazione disattiva del comportamento correlata agli attacchi (per es.
Comportamenti pianificati al fine di evitare di avere attacchi di panico, come
l’evitamento dell’esercizio fisico oppure di situazioni non familiari).
C. L’alterazione non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza. Ho farmaco oppure
altra condizione medica (es. Ipertiroidismo, disturbi cardiopolmonari).
D. Gli attacchi di panico non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.
Prevalenza
A livello mondiale è stimato essere il 2- 3% circa con prevalenza nei paesi occidentali. Le femmine
sono colpite più dei maschi con un rapporto 2:1. Si registrano maggiori casi a partire
dall’adolescenza fino a raggiunger e il picco nell’età adulta, per poi decrescere
Sviluppo e decorso
L’età media di insorgenza del disturbo di panico e di 20-24 anni. Un esordio, in infanzia e dopo i 45
anni è insolito. Il disturbo se non viene trattato assume una cronicità con oscillazione
sintomatologica. cambiamenti di vita importanti, come lasciare la famiglia di origine, cominciare un
nuovo lavoro, creare una nuova famiglia e altri cambiamenti di ruolo.
Come finiscono gli episodi di panico?
Gli episodi di panico finiscono con la messa in atto di comportamenti di fuga o evitamento oppure
con l’assunzione di farmaci ansiolitici, con la distrazione o con l’esecuzione di esercizi di
respirazione.
Fattori di rischio e prognosi:
Fattori temperamentali: Affettività negativa (nevroticismo) Attacchi di panico.
Paucisintomatici.
Fattori ambientali: Abuso sessuale e fisico in età infantile; Fumo di sigaretta; Eventi
stressanti legati ad aspetti interpersonali e di benessere fisico oppure utilizzo di sostanze
illecite, malattie, morte in famiglia. Caldo o condizioni climatiche umide, possono far
insorgere sensazioni corporee che possono essere interpretate in maniera catastrofica e
provocare così un attacco di panico.
Fattori genetici e fisiologici: amigdala, asma 3
Marker diagnostici: sodio lattato, caffeina, isoproterenolo, yohimbina, anidride carbonica e
colecistochinina possono provocare un attacco di panico in. Chi è predisposto.
Rischio di suicidio: avere un attacco di panico e una diagnosi di disturbo di panico nei 12 mesi
precedenti sono associati ad un maggiore tentativo di suicidio e ad un’ ideazione suicidaria negli
ultimi 12 mesi.
Conseguenze funzionali del disturbo di panico: questo disturbo è associato ad alti livelli di
disabilità sociale, lavorativa e fisica, notevoli costi economici e un più alto numero di visite
mediche tra i disturbi d’ansia, benché gli effetti siano maggiori, quando è presente anche
l’agorafobia. Questi soggetti possono assentarsi frequentemente dal posto di lavoro, a scuola per
causa di visite mediche o per recarsi al pronto soccorso, cosa che può portare sia una
disoccupazione o all’abbandono scolastico.
Diagnosi differenziale:
Dovuta ad altra condizione medica. Ipertiroidismo., iperparatiroidismo. Disfunzioni
vestibolari, disturbi convulsivi, condizioni cardiopolmonari.
Indotto da sostanze o farmaci: Intossicazione da stimolanti (Come per esempio cocaina,
anfetamina e caffeina) o cannabis e l’astinenza da depressogeni del sistema nervoso centrale
come alcol e barbiturici. Può manifestarsi anche come effetto dell’astinenza.
Tipologie di panico secondo il DSM IV
Viene specificato, tre diversi tipi di attacco di panico. Questa distinzione si basa sulla relazione fra
la probabilità e la presenza o l’assenza di segnali (Trigger) per l’attacco.
1. Attacchi di panico inaspettati: Gli attacchi di panico inattesi sono percepiti dal sofferente
come spontanei, inaspettati. Punto gli attacchi di panico inaspettati sono tipici delle persone
che soffrono di disturbo di panico, anche se sono state osservate in altri disturbi e
occasionalmente in persone senza alcun disturbo psichiatrico.
Una forma di panico inaspettato e quella degli attacchi di panico notturni. Dove la
o persona si sveglia in preda a uno stato di attacco di panico. Questi attacchi di solito si
verificano durante la fase non rem del sonno e generalmente non sono provocati dai
sogni. Alcune persone con attacchi di panico raccontano che la maggior parte degli
attacchi si verificano nelle ore del risveglio.
2. Attacchi di panico collegati alla situazione: questi sono definiti come attacchi, pressoché
sempre indotti da situazioni specifiche, punto una persona, ad esempio, può essere colta
4
sempre da panico, quando si troverà un ascensore. Affollati. Il panico collegato a una
situazione specifica si verifica anche in altri disturbi, soprattutto nei disturbi d’ansia. Punto
le persone con una fobia specifica o con una fobia sociale potrebbero avere un attacco di
panico se esposti improvvisamente a uno stimolo molto temuto
3. Attacchi di panico indotti da una situazione: questi sono spesso, ma non costantemente
indotti da una certa situazione. Questi attacchi, predisposti da una situazione, possono
verificarsi sia nei disturbi del panico che in altri disturbi.
Agorafobia:
A. Paura o ansia marcate relative a due o più delle seguenti 5 situazioni:
1. Utilizzo dei trasporti pubblici?
2. Trovarsi in spazi aperti
3. Trovarsi spazi chiusi
4. Stare in fila oppure tra la folla
5. Essere fuori casa da soli.
B. L’individuo teme o evita queste situazioni a causa di pensieri legati al fatto che potrebbe
essere difficile fuggire oppure che potrebbe non essere disponibile soccorso, nell’eventualità
che si sviluppino sintomi simili al panico o altri sintomi invalidanti o imbarazzanti.
C. La situazione agorafobica provoca quasi sempre paura o ansia
D. Le situazioni agorafobica che vengono attivamente evitate o richiedono la presenza di un
accompagnatore o vengono sopportate con paura o ansia intense
E. La paura o l’ansia. Sono sproporzionate rispetto al reale pericolo posto alla situazione
agorafobica e al contesto socio culturale
F. La paura, l’ansia o l’evitamento sono persistenti e durano tipicamente sei mesi o più
G. La paura, l’ansia o l’evitamento, causano disagio clinicamente significativo o
compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo in altre aree importanti.
Prevalenza:
il 1,7%, adolescenti e adulti ricevono una diagnosi di agorafobia., Le femmine hanno il doppio di
possibilità rispetto ai maschi di soffrire di questa patologia. E il picco di incidenza si ha nella tarda
adolescenza e nella prima età adulta.
Sviluppo e decorso
La percentuale di individui con agorafobia che riferiscono attacchi di panico o disturbi di panico.
Precedenti all’esordio dell’Agora fobia varia dal 30%. Nei campioni di popolazione ha più del 50%
5
nei campioni clinici. Nei 2/3 di tutti i casi di agorafobia. L’esordio iniziale avviene prima dei 35
anni. La media generale di età di esordio per l’agorafobia e 17 anni. Il decorso è persistente e
cronico. Punto, la remissione completa e rara il 10%.
Fattori di rischio e prognosi:
fattori temperamentali: inibizione comportamentale e disposizione nevrotica, ovvero
affettività negativa e sensibilità all’ansia.
Fattori ambientali. Eventi negativi in età infantile per esempio, separazione, morte di un
genitore e altri eventi stressanti come aggressioni. Inoltre. Queste persone descrivono il
clima familiare e il comportamento dei genitori come caratterizzato da un ridotto calore e
un’aumentata iperprotettività
Iperprotettività fattori genetici e fisiologici: ereditabilità del 61%.
Diagnosi differenziale:
fobia specifica, tipo situazionale: Questa dovrebbe essere diagnosticata. Al posto del
l’agorafobia, quando la paura, l’ansia all’evitamento sono limitati a una delle situazioni
agorafobico. Il requisito che siano presenti paure e in due o più delle situazioni agorafobica
è un mezzo affidabile per differenziare l’agorafobia dalla fobia specifica.
Disturbo d’ansia di separazione: separazione: in questo disturbo. L’ansia fa riferimento a
pensieri che riguardano il distacco dalle figure significative e dall’ambiente casalingo.,
mentre nell’Agorà fobia l’attenzione è focalizzata su sintomi di panico o altri sintomi
invalidanti o imbarazzanti nella situazione temuta.
Disturbo d’ansia sociale: sociale: nel disturbo d’ansia sociale, l’attenzione è focalizzata sulla
paura di essere valutati negativamente.
Disturbo di panico: Quando sono soddisfatti i criteri per un disturbo di panico l’agorafobia
non deve essere diagnosticata se i comportamenti di evitamento associati agli attacchi di
panico non si estendono all’evitamento di due o più delle situazioni agorafobiche.
Disturbo da stress acuto, disturbo da stress post traumatico: possono essere distinti dal
l’agorafobia esaminando se la paura, ansia, evitamento sono legati solo alle situazioni che
ricordano all’individuo un evento traumatico. Pertanto, se la paura, ansia o evitamento sono
limitati a ricordi del trauma e se il comportamento di evitamento non si estende a due o più
delle situazioni agorafobico, allora non è giustificata una diagnosi di agorafobia.
Comorbilità: disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbi da uso di alcol, disturbi da trauma. 6
Conseguenze funzionali del disturbo: con la gravarsi dell’Agorafobia gli individui possono
aumentare la loro dipendenza dagli altri, chiedendo di essere accompagnati quando escono di casa o
affrontano situazioni sociali. Inoltre. Le altre persone possono essere costrette ad assumersi la
maggior parte delle responsabilità del paziente.
2. Comorbidità del disturbo di panico:
modelli di comorbidità:
- modello predisposizionale: afferma che un disturbo specifico come l’ansia da separazione o
il disturbo dipendente di personalità è un fattore predisponente per lo sviluppo di altri
disturbi come il disturbo di panico.
- modello consequenziale: sostiene che alcuni disturbi derivano da altri, per esempio la
depressione o il disturbo evitante di personalità può insorgere come conseguenza del
disturbo di panico.
- Modello diatesico comune: questo modello suggerisce che il disturbo di panico e altri
disturbi insorgono da una diatesi comune. Ad esempio, come un alto nevroticismo.
- Modello interazionale: Secondo tale modello, due o più disturbi presenti simultaneamente
interagiscono o esacerbano mutuamente un l’altro, cosicché i disturbi si aggravano se
presenti insieme piuttosto che separatamente. Per esempio, un disturbo borderline di
personalità. Può esacerbare il disturbo di panico.
Comorbilità:
- Inibizione comportamentale: È caratterizzata dalla paura di stimoli nuovi, in particolare
stimoli sociali. Sembra che l’inibizione comportamentale sia un fattore di rischio aspecifico
per i disturbi d’ansia in generale.
- Disturbo d’ansia da separazione. È simile per alcuni aspetti, una grave inibizione
comportamentale, ma è caratterizzato da un’ansia eccessiva per l’allontanamento da casa o
per la separazione da coloro a cui il soggetto è attaccato. Sembra che l’agorafobia gli
attacchi di panico in età adulta si sviluppino in seguito ad un’ansia da separazione in
infanzia. Si pensa che. Sia legata ad una perdita come un lutto o la scomparsa di una persona
amata.
- Altri disturbi d’ansia (soprattutto agorafobia), disturbo d’ansia di malattia (16-25%) e ansia
generalizzata
- Depressione: 50-60% dei soggetti con panico,
- disturbo bipolare, 7
- dolore cronico: dolore al petto, emicrania
- sindrome colon irritabile
- disturbo da uso di sostanze:
inducenti: marijuana, cocaina, stimolanti
o alcol (40% dei soggetti con panico), alcol spesso utilizzato come automedicazione
o per ridurre ansia e panico
Astinenza acuta da alcol provoca attivazione del SNC inducendo sensazioni
tipiche dell’arousal, divenendo esso stesso un trigger per un nuovo attacco di
panico.
- Dist. Personalità: i più correlati sono l’evitante, il dipendente e istrionico.
Meccanismi cognitivi:
i fattori cognitivi giocano un ruolo importante nell’eziologia e nel mantenimento del disturbo di
panico. E i meccanismi cognitivi sono modellati da fattori ambientali e genetici. Un fattore
specifico del disturbo di panico è rappresentato dalle credenze forti, come le credenze, le credenze
catastrofiche sulla pericolosità delle sensazioni di arousal. Si sostiene inoltre che gli individui con
un alto nevroticismo abbiano un richiamo più veloce ed efficiente di ricordi spiacevoli e un
richiamo più lento, invece delle esperienze piacevoli. Beck sostiene che il disturbo di panico sia
associato con credenze di morte imminente, di pazzia o perdita di controllo. Il modello di Beck sul
panico è essenzialmente lo stesso di quello di Clark.
3. Modelli cognitivi
- Teoria della sensibilità all’ansia: le sensazioni associate alla arousal sono percepite da
molti in maniera negativa. Per sensazione associata ad arousal si intendono tutte le
sensazioni associate all’attivazione del sistema nervoso autonomo. Come ad esempio
Palpitazioni, parestesie, dispnea, stretta o dolore al petto, debolezza e sudorazione. Questa
sensazioni possono verificarsi durante Stati ansiosi o insorgere in seguito ad altri motivi,
come una malattia fisica o un ingestione di una determinata sostanza eccitante. Con il
termine sensibilità all’ansia si intende la paura di sensazioni associate alla arousal al
derivante da credenze sull arousal , le credenze, cioè sulle conseguenze di queste sensazioni.
Le persone con un’alta sensibilità all’ansia manifestano quindi credenze catastrofiche
relative all’arousal . Pensano che le sensazioni legate alla causa possono condurre a
conseguenze molto dannose. E a, possibili disastri come la morte, la pazzia o l’esclusione
sociale. Queste persone tendono a focalizzare l’attenzione sulle sensazioni corporee, e a
8
passare più tempo concentrandosi sul proprio corpo. La sensibilità all’ansia ha un ruolo
particolarmente importante nell’identificare la sensazione di arousal, tanto da trasformarla in
attacco di panico. La sensibilità all’ansia è stata valutata con l’Anxiety Sensitivity Index.
Quindi il disturbo di panico è caratterizzato da una relativa superiore sensibilità all’ansia, ma
non da una maggiore propensione all’ansia in generale. La sensibilità all’ansia predice chi
svilupperà attacchi di panico e disturbi di panico. Pertanto la sensibilità, l’ansia è un
predittore della vulnerabilità all’attacco di panico, persino in quegli individui che non ne
hanno mai avuto uno prima.
Cause:
o Fattori genetici
Esperienze apprese: sebbene attacchi di panico ricorrenti possono aumentare
la sensibilità all’ansia, la ricerca ha riportato che di solito è bassa in coloro
che non hanno mai avuto un attacco di panico. Il rapporto fra la sensibilità e
l’ansia e il panico può essere bidirezionale, ovvero gli attacchi di panico
possono aumentare la sensibilità all’ansia, che a sua volta può aumentare il
rischio di attacchi di panico. L’acquisizione di un’alta sensibilità all’ansia
può avvenire in altri modi.
Come ad esempio il rinforzo dei genitori sul comportamento del ruolo
di malato, può contribuire allo sviluppo di un’alta sensibilità all’ansia.
Quindi genitori che spesso dedicano molta attenzione ai figli quando
sono ansiosi o che spesso li mettono in guardia dallo svolgimento di
attività. Inducenti e arousal possono contribuire allo sviluppo di
un’alta sensibilità nei bambini. Oppure osservare un genitore che
per
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Psicologia clinica, Prof. Claudio Sica, libro consigliato Psicologia clinica di Kring, A.M., Johns…
-
Riassunto esame Psicologia clinica, prof. Sica, libro consigliato Disturbi di panico, Taylor
-
Riassunto esame Psicologia clinica, prof. Sica, libro consigliato Psicologia Clinica, Zanichelli
-
Riassunto esame Psicologia Clinica, prof Sica, libro consigliato: Q-PAD