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Indice

  • Prefazione
  • La nuvoletta rapita
  • Friulì: tra mare e cielo
  • La stella verde
  • Le penne del pavone
  • Le vie del Signore sono infinite
  • Una strana coppia
  • Computers celesti
  • Il bue e l’asinello
  • Un atto d’amore
  • Quando si dice…
  • L’isola incantata
  • L’aureola
  • L’arcobaleno

Prefazione

Una sera, dopo l’ennesimo racconto inventato per mia figlia Isabella, è scaturita l’idea di mettere per iscritto, di condividere, con gli altri queste storie; tutto ciò allo scopo di trascorrere più tempo con la mia famiglia, Diana mia moglie e Mario mio figlio che mi hanno incoraggiato per la scrittura di questo libro, diventando anche un momento d’incontro e di scambio di idee, e in secondo luogo, per donare alle altre famiglie la possibilità di poter spiegare ai propri figli le opportunità educative.

La nuvoletta rapita

Era un giorno d’estate quando il vento gelido del Nord fece allontanare dal gruppo una nuvoletta tanto piccina. Nonostante le grandi nuvole cercarono di bloccarla, essa sembrava che non volesse rimanere nel gruppo e incuriosita dalla possibilità di viaggiare si fece trasportare dal vento. Man mano che ci si allontanava dal resto del gruppo, la nuvoletta sentiva il dolore delle sue compagne che si trasformarono in pioggia. Affascinata da nuovi paesaggi, montagne, alberi e ruscelli, iniziò ad amare questi posti. All’improvviso, la nuvoletta fu travolta da una sensazione di calore e, guardandosi attorno, si rese conto che quei bei paesaggi avevano cambiato aspetto. Decise quindi di rallentare la sua corsa e iniziare a raccontare la sua vita, ma in ricordo dei luoghi e degli amici che aveva lasciato, senza rendersene conto, iniziò a piangere. Furono proprio quei grossi lacrimoni a dar nuovamente vita a quelle terre che, da aride, erano diventate verde brillante.

Era giunto, quindi, il momento che la piccola nuvoletta si arrendesse al vento e giunta vicino ai luoghi a lei cari avvertiva una sensazione di benessere perché per la prima volta aveva donato qualcosa di utile a qualcuno. La nuvoletta, appagata da questa nuova sensazione, capì che si è molto più felici quando si aiuta gli altri anziché se stessi, per questo si ripromise di ritornare in quelle terre, non più per avventura, ma per amore.

Friulì: tra mare e cielo

“Friulì Friulì” così chiamavano i pescatori quel delfino che si avvicinava alle loro barche per giocare e ripetere quel verso. Friulì era un delfino come tutti gli altri, amava saltare fuori dall’acqua, ma ciò che lo rese diverso dagli altri era la sua voglia di conoscere, di scoprire e di fare amicizia. Fu proprio questa sua differenza che lo portò in numerosi guai e grazie alla sua intelligenza, caratteristica di questa specie, riuscì a salvarsi. Sfuggito agli squali e allontanatosi all’ultimo istante dalle pale dell’elica di una barca, non può mai dimenticarsi di quell’avventura con i tonni nelle coste siciliane.

Fu la prima volta che Friulì s’imbatté in un branco di tonni e, incuriosito, lasciò il suo gruppo per infilarsi in quello dei tonni. Interessato alla conversazione coi tonni, non si rese conto di avere lungo i lati delle grosse reti e, nonostante il tentativo di liberarsene, queste diventavano sempre più vicine. Non avendo mai vissuto una situazione del genere, Friulì decise di prendere parte al consiglio di guerra che i tonni più anziani avevano convocato, senza però ricavarne alcun risultato. Friulì, allora, ricordandosi della sua capacità nel salto, si offrì di saltare per capire quant’erano le possibilità di salvezza: erano talmente vicini a riva che vide i pescatori armati di forcine e arpioni. Riferito ciò che aveva visto, tra i tonni iniziò a diffondersi il panico più assoluto trascinandosi, senza rendersene conto, verso riva. Friulì si precipitò verso di loro avvicinandoli verso l’imboccatura delle reti. I pescatori si accorsero di questa manovra e iniziarono a tirar su le reti trascinando alcuni tonni. Il delfino che, con la maggior parte dei tonni, era riuscito a mettersi in salvo, sentendo le grida disperate degli altri tonni, decise di ritornare indietro. L’unica speranza di salvezza a questo punto era saltare il più alto possibile, lui stesso iniziò, facendo il salto più bello, i tonni fiduciosi lo seguirono e finalmente furono salvi. Giunti al largo, i tonni e Friulì si voltarono indietro per guardare i pescatori che gridavano furiosi. Friulì li salutò con un guizzo e s’allontanò per sempre.

La stella verde

Era una tranquilla notte d’estate quando un evento straordinario scompiglia la mente umana. Alzando gli occhi al cielo, proprio lì, vicino la luna si apparve una stella di un verde brillante, seguita da una luce calda che circondò tutta la terra. La notizia in breve tempo fu diffusa in tutti i mezzi di comunicazione e neppure i più noti astronomi con le loro magnifiche ipotesi sapevano dar una risposta eloquente. Intanto la gente comune pensava che quella stella era un’enorme nave spaziale utilizzata dagli extraterrestri per impadronirsi della Terra.

I Governi di tutto il mondo, invece, si allearono per formare un’équipe di scienziati per studiare a fondo la comparsa di questa misteriosa stella. La scienza non era giunta ad una risposta pertanto si iniziò a pensare che questa stella verde non era altro che la nascita di un nuovo Messia, com’era già successo 2000 di anni fa con la nascita di Gesù, ritenuta anch’essa un’ipotesi errata. Nella baraonda che si era venuta a creare i più contenti erano i bambini e per questo diversi programmi televisivi pensarono di chiedere cosa ne pensassero di quella stella verde; un orfanello, che aveva da poco perso la madre, senza farsi problemi rispose: è una finestra aperta dagli angeli in modo tale che i genitori possano mandare un bacio ai loro figli. In studio è sceso il silenzio e la gente sbalordita dalla risposta acconsentì con un lungo applauso.

All’improvviso, una notte, la stella scomparve nel nulla. Iniziarono nuovamente le domande sul come era possibile un evento così straordinario e un astronomo stanco dalle domande dei giornalisti rispose: gli angeli hanno chiuso la finestra! Dando conferma alla risposta dell’orfanello. La stella verde si era presentata per una testimonianza d’amore, un regalo dai genitori per i propri piccoli.

Le penne del pavone

Liffo era un angelo nato con una strana colorazione delle ali, da rosso violaceo andavano a un arancio chiaro attribuendogli un aspetto poco angelico. Per tale motivo i suoi compagni lo deridevano, ma ben presto la notizia si diffuse in tutto il Paradiso e numerosi furono gli angeli che accorsero da tutti gli angoli per vedere quest’angelo così diverso. Liffo, disperato, pensò di dare ascolto ai consigli dei suoi amici: un chirurgo di fama celestiale era in grado di eseguire trapianti di peli. Poco durò la speranza di Liffo perché il chirurgo non effettua trapianti su un piumaggio così denso come il suo. Sconfortato del suo triste destino, Liffo provò tutti i modi per cercare di essere come gli altri angioletti, si mimetizzò utilizzando dei mantelli assomigliando ad uno spaventapasseri, spalmando delle tinture che alle prime gocce d’acqua si scioglievano, l’ultima sua speranza era racchiusa in un ricordo… sbirciando sulla Terra.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paperina91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof De Salvo Dario.
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