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Capitolo primo

La nuova era della politica mondiale

Identità dei popoli. Nel mondo post-guerra fredda si assiste a mutamenti nel quadro politico mondiale riconfigurato in base a criteri culturali. La cultura è importante, e l'identità culturale è per la gran parte degli uomini il valore primario.

Nuove (ma anche vecchie) bandiere

Portano a combattere guerre contro nuovi nemici. "Non esistono veri amici senza veri nemici. Se non odiamo ciò che siamo, non possiamo amare ciò che siamo".

Si configura uno scenario politico multipolare caratterizzato da un alto numero di civiltà: società culturalmente affini che tendono a cooperare tra loro. Coloro che ricercano una propria identità culturale come popolo, l'individuazione di un nemico essenziale è un elemento nel percorso di creazione della medesima. A sostegno di questa tesi si può notare che i focolai di inimicizia potenzialmente più pericolosi scoppiano sempre lungo le linee di faglia tra le principali civiltà del mondo.

Cultura e identità culturali

Alla base dei processi di coesione, disintegrazione, conflittualità che caratterizzano il mondo post-guerra fredda. Cinque scenari si sviluppano dopo la guerra fredda, a livello mondiale:

  • Scenario internazionale multipolare caratterizzato da un alto numero di civiltà diverse.
  • Influenza dell'Occidente in calo mentre le civiltà asiatiche crescono in forza economica, politica e militare.
  • Il Mondo Islamico con una forte esplosione demografica crea destabilizzazione. Le civiltà iniziano ad affermare il valore delle loro culture.
  • Nuovo ordine mondiale fondato sul concetto di "civiltà", dove quelle affini iniziano a collaborare e cooperare. I vari paesi del mondo si raccolgono intorno agli stati guida della propria civiltà.
  • L'Occidente inizia a entrare in conflitto con altre civiltà (Islam e Cina). Scoppio di guerre tribali (musulmani vs non musulmani).

La sopravvivenza dell'Occidente dipende dagli Stati Uniti che devono confermare la propria identità occidentale, mentre gli occidentali devono imparare a considerare la propria civiltà come qualcosa di peculiare ma non universale. "Accettare la natura più civile del mondo è l'unico modo per scongiurare una nuova guerra globale."

Nel mondo post-guerra fredda, le principali distinzioni tra popoli non sono di carattere politico, ideologico o economico, ma principalmente di tipo culturale. Questo perché l'uomo si identifica con gruppi culturali, e utilizza la politica non solo per salvaguardare i propri interessi, ma per comprendere la propria identità. "Sappiamo chi siamo solo quando sappiamo chi non siamo e spesso solo quando sappiamo contro chi siamo".

Il ruolo degli stati nel sistema internazionale

Gli stati sono gli attori principali del sistema internazionale e le loro azioni sono guidate da interessi ma anche da comunanze e differenze culturali. La cultura è una forza disgregante e aggregante. La politica a livello locale è basata sul concetto di etnia dei gruppi culturalmente affini, mentre quella a livello globale sul concetto di civiltà.

La rivalità tra superpotenze è stata soppiantata dallo scontro di civiltà (scontro tra gruppi appartenenti a entità culturali diverse). Società unite dall'ideologia o da circostanze storiche ma appartenenti a differenti civiltà finiscono con lo sgretolarsi (es: Unione Sovietica, Jugoslavia, Bosnia). La Cortina di Ferro oggi si è spostata di diverse centinaia di chilometri a est e separa i popoli cristiano-occidentali da quelli musulmani e ortodossi.

Elemento chiave del quadro politico mondiale post-guerra fredda: contrapposizione tra potere e cultura occidentale e potere e cultura non occidentale.

Teoria realista delle relazioni internazionali

Gli stati sono i veri protagonisti di rilievo della scena internazionale, ma poiché il rapporto intercorrente tra gli stati è di anarchia, per garantire la propria sopravvivenza e sicurezza, ciascuno di essi tenta invariabilmente di accrescere quanto più possibile il proprio potere. Se uno stato infatti ritiene che un suo diretto rivale o concorrente stia accrescendo il proprio potere, risponderà immediatamente a sua volta potenziando e aumentando il proprio.

Valori, cultura, istituzioni influenzano molto il modo in cui gli stati definiscono i propri interessi, e tali interessi vengono inoltre determinati anche da norme e organismi internazionali. Gli stati reagiscono a ciò che percepiscono come minaccia.

Si verifica un significativo indebolimento degli stati per come furono intesi dalla pace di Westfalia del 1648, infatti gli stati hanno iniziato a delegare importanti funzioni ad autorità politiche regionali, provinciali e locali. Inoltre, i governi statali hanno perso in considerevole misura la capacità di controllare il flusso monetario in entrata e in uscita dal proprio paese, e trovano sempre maggiore difficoltà a controllare quello di idee, tecnologia e beni con confini permeabili.

Paradigma del caos

Questo mutamento delle caratteristiche dello stato cosa comporta? Un mondo dominato dall'Anarchia che comporta tutta una serie di conseguenze reali e pratiche:

  • Crollo dell'autorità statale
  • Disgregazione degli stati
  • Intensificarsi dei conflitti tribali, etnici, religiosi
  • L'emergere di organizzazioni mafiose/criminali internazionali
  • Aumento stratosferico del numero di rifugiati
  • Proliferazione armi nucleari
  • Diffondersi del Terrorismo internazionale

Il mondo, in parole povere, è diviso tra un'entità occidentale fortemente coesa e una miriade di entità non occidentali. Gli stati inoltre rimarranno sempre i principali attori delle relazioni e della politica internazionale, ma i loro legami, interessi, conflitti vengono determinati in misura sempre maggiore da fattori inerenti alla loro cultura e civiltà d'appartenenza. In parole povere, il mondo è perennemente dilaniato da conflitti, ma il vero pericolo alla stabilità globale sono i conflitti tra stati o gruppi appartenenti a civiltà diverse.

Capitolo secondo

Le civiltà nella storia e nel mondo contemporaneo

La storia umana è la storia delle civiltà. Le civiltà hanno rappresentato la più importante fonte di identificazione. Civiltà = Cultura su larga scala (valori, norme, istituzioni, e modi di pensare ai quali generazioni successive di una data società hanno attribuito importanza basilare).

Di tutti gli elementi formali che definiscono una civiltà, il più importante è sicuramente la Religione. Le civiltà rappresentano il più ampio "noi" di cui ci sentiamo culturalmente parte integrando in contrapposizione a tutti gli altri "loro". In ogni caso, esse mutano nel tempo perché le culture si mescolano e si ridefiniscono con il passare dei secoli, ma anche se non ci sono dei confini ben definiti la distinzione tra culture presenta dei confini reali.

Sistemi politici transitori e marginali rispetto alle civiltà. Si può identificare un medesimo percorso evolutivo per una civiltà:

  • Evoluzione attraverso un periodo di disordini e conflittualità
  • Nascita di uno stato universale
  • Decadimento
  • Disintegrazione

Una civiltà può contenere una o più entità politiche.

Capitolo terzo

Una civiltà universale? Modernizzazione e occidentalizzazione

Civiltà Universale, processo di aggregazione culturale dell'umanità, e la sempre più diffusa accettazione di valori, credenze, orientamenti, usi e istituzioni comuni da parte dei popoli di tutto il mondo.

Tesi: comune

  • Le civiltà condividono certi principi e istituzioni di fondo. I membri hanno un senso morale relativo ai concetti di bene e male.
  • Civiltà universale per indicare ciò che le società civili hanno in comune distinguendole dalle società primitive e barbare.
  • Civiltà universale per riferirsi a idee, valori e dottrine condivise.
  • Idea del diffondersi del modello culturale occidentale stia dando vita a una civiltà universale (errata). Innovazioni scientifiche vengono sempre assorbite da altre culture ma senza provocare un cambiamento significativo nella cultura.

Il dominio pressoché totale dell’Occidente sui mezzi di comunicazione mondiali costituisce dunque una grande fonte di risentimento e ostilità dei popoli non occidentali nei confronti dell’Occidente. L’uomo interpreta il flusso di comunicazioni attraverso l’ottica dei propri valori e punti di vista soggettivi. Le stesse immagini scatenano reazioni opposte.

Gli elementi basilari di una qualsiasi cultura o civiltà sono la lingua e la religione. Pertanto, se stesse emergendo una civiltà universale, dovrebbe essere in atto una tendenza alla nascita di una lingua universale o di una religione universale. Lingua inglese: semplice mezzo di comunicazione interculturale, ciò presuppone esistenza di culture diverse, non elimina le differenze culturali e linguistiche, anzi le rafforza.

L’idea di una civiltà universale presenta due argomentazioni:

  • Democrazia liberale come unica alternativa sostenibile. "Sopravvivenza dell’unica alternativa": in base allo scontro tra democrazia e comunismo, la scomparsa del secondo comporta la diffusione su scala universale del primo.
  • Una maggiore interazione tra popoli sta generando un’unica cultura planetaria. Alti livelli di interdipendenza economica "possono essere uno stimolo alla pace come alla guerra, a seconda delle aspettative sui futuri sviluppi commerciali". L’interdipendenza economica promuove la pace solo quando gli Stati pronosticano che tali alti livelli di interscambio continueranno per un prevedibile futuro. Se invece gli Stati non ritengono possibile la continuazione di tale alto livello di interdipendenza, è probabile che ne consegua una esclusione in guerra.

In un mondo globalizzato, la caratteristica che differenzia un popolo dall’altro avrà un ruolo rilevante, un’esasperazione della propria cultura.

Modernizzazione = significa industrializzazione, urbanizzazione, maggiori livelli di alfabetizzazione, istruzione, ricchezza e mobilità sociale. L’Occidente è stata la prima civiltà a modernizzarsi, e in quanto tale è in testa nel processo di acquisizione di una cultura moderna. Facilita il trasferimento di tecniche e costumi.

Società agricole = struttura sociale che viene forgiata dalla geografia. Società industriali = struttura sociale che si basa sulla cultura.

L’Occidente era definibile tale ancora prima della sua Modernizzazione. Quali erano le sue caratteristiche?

Fulcro civiltà occidentale

  • L’eredità classica: influenze massicce e importanti dalle antiche civiltà classiche che hanno lasciato strumenti come la filosofia, il razionalismo, il diritto romano, il latino e il cristianesimo.
  • Cattolicesimo e protestantesimo: l’Occidente per secoli ha saputo identificarsi in modo omogeneo tramite il cattolicesimo e il protestantesimo, che li distinguevano in maniera netta con altri popoli medio-orientali e asiatici.
  • Lingue europee: l’Occidente differisce da buona parte delle altre civiltà occidentali per l’elevato numero di idiomi utilizzati.
  • Separazione tra autorità spirituale e temporale: la separazione e i ricorrenti conflitti tra Stato e Chiesa che caratterizzano la civiltà occidentale non sono esistiti in nessun’altra civiltà.
  • Stato di diritto: nessun’altra civiltà...
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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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