Capitolo 1: La pedagogia
La pedagogia è un sapere (e una scienza) che ha come oggetto l'educazione e la formazione dell'uomo e della donna nel corso della vita evolutiva. Viene considerata serva della filosofia. La pedagogia non è sinonimo di educazione, e viceversa. La pedagogia si muove tra ricerca di autonomia ed esigenza di interdisciplinarità, essa si configura come sapere segnato da attraversamenti, collegamenti e intrecci con altri saperi. La ricerca di identità da parte della pedagogia appare un processo aperto, contraddistinto da una naturale disponibilità a lasciarsi contaminare da saperi extra-pedagogici, ma interpretandoli e ri-orientandoli alla luce di quello che è l'oggetto costitutivo della ricerca pedagogica ossia l'educabilità dell'umano ovvero la formazione come vita.
Concetti chiave della pedagogia
- Logos: parola, discorso, ragionamento
- Episteme: conoscenza scientifica, dei filosofi
- Epistemologia: ragionamento sull’episteme, teoria della conoscenza
- Doxa: opinione, quella dei sofisti
Gli oggetti di studio della pedagogia sono l'educazione e la formazione. Vi sono tre parole chiave per la pedagogia: educazione, istruzione e formazione. Sono interconnessi ma non sovrapponibili. L'apprendimento è legato al percorso evolutivo del soggetto.
Definizione di educazione
È la formazione dell'uomo e della donna nel corso dello sviluppo evolutivo. Il termine ha un’etimologia incerta. Essa ha origini:
- Edere: alimentare, allevare, coltivare
- Ex-ducere: far uscire, tirar fuori, dare alla luce
L’educazione è un processo, non un fenomeno in senso statico. È intrinseco (dall’interno all’esterno) o estrinseco (dall’esterno all’interno)? Dewey è uno dei più importanti filosofi dell’educazione pedagogica dell’era contemporanea. Egli afferma che l’educazione può essere sia uno svolgimento dal di dentro (portare a maturazione doti naturali) sia una formazione dal di fuori (soggiogare inclinazioni naturali e sostituirle con abiti acquisiti mediante pressione esteriore). Quindi un percorso da dentro a fuori. Non vi è una definizione univoca di educazione, porta alla mancanza di scetticità assoluta, non ha un oggetto definito.
L’educazione non è soltanto una formazione ma una condizione formatrice necessaria allo sviluppo stesso (Piaget). Educere somiglia molto a seducere, nel senso di sviare e portare fuori strada (Riccardo Massa). Per un’etimologia eretica (ed erotica) educere-seducere. «È il punto dove l’educazione sconfina nell’educazione nel suo significato etimologico di “condurre in disparte, condurre via”» (Platone).
Istruzione
In-struere significa letteralmente INSERIRE/PORTARE DENTRO, ma anche costruire, fabbricare, addottrinare, informare e dare indicazioni. Fa riferimento a un passaggio, una trasmissione o insegnamento di nozioni, informazioni e tecniche relative a un certo ambito del sapere. È un processo che va dall’esterno verso l’interno. Come affermava Cousinet, vi è una differenza tra istruito e colto. Quest’ultimo fa riferimento alla conoscenza della cultura (deriva da “coltivare”).
Per comprendere la distinzione tra i due, basta far la distinzione fra “ricco” e “agiato”; il primo equivale all’istruito, mentre il secondo al colto. L’istruito ha molte conoscenze e le accumula, proprio come il ricco accumula beni (approccio quantitativo); non è un rapporto disinteressato, ma si istruisce perché è interessato, perché pensa che le conoscenze permettano di raggiungere degli scopi (funzionale). A differenza dell’istruito, il colto ha un rapporto disinteressato, non gli importa di raggiungere obiettivi né di dimostrare di possedere certe conoscenze.
L’istruzione era paragonata alla metafora dell’imbuto di Norimberga trae origine da un’incisione su legno del XVII secolo. Fa riferimento all’idea di un sapere trasmissibile da una persona all’altra. La mente è considerata un contenitore, mentre la conoscenza un insieme di oggetti. L'apprendimento era magistro-centrico, il bambino stava seduto al di sotto dei docenti, mentre quest'ultimi stavano in alto proprio per indicare la superiorità della loro scienza che andavano ad inculcare, non vi era una relazione tra l'alunno e il docente, l'alunno non dava un feedback al docente. 1923 la scuola italiana conosce una delle riforme più importanti per quanto riguarda l’istruzione (fascismo), la riforma gentile. Durante i primi del 900 si sviluppa il puerocentrismo dove il fanciullo invece adesso si posiziona al centro del processo educativo, ed è il maestro stesso ad apprendere dal bambino, che gli indica la via, e il bambino apprende in maniera costruttivista, in maniera libera.
Insegnare
Etimologia: dal latino insignare (originariamente, signare in, quindi imprimere), composto di ‘in’ rafforzativo, e signare, indicare, mostrare. “Lasciare un… segno, lasciare un’impronta. Si pensa al docente come un modello da imitare, così anche per quando riguarda i genitori, termine utilizzato in pedagogia, ma fondamentalmente è negativo questo termine. “Insegnare seriamente è toccare ciò che vi è di vitale in un essere umano. Cercare un accesso all’integrità più viva e intima di un bambino o un adulto” (Steiner). Il toccare rimanda ad una dimensione che è quella di un organo, che è il più esposto, che sarebbe la pelle, che rimanda all’entrare in relazione con l’altro che non deve essere pervasivo o violento, ma discreto, rimanda alla filosofia dell’educazione.
Formazione
Si esplica in una duplice dimensione: la prima relativa al dar forma, ossia ai processi attraverso i quali le istituzioni formative si occupano di conservare e trasmettere alle giovani generazioni la conoscenza e la cultura elaborate nel corso della storia; la seconda relativa al formar-si, ossia ai processi auto-costruttivi attraverso i quali il singolo soggetto elabora e trasfigura tale cultura come l'apporto della propria specifica individualità.
Leghiamo il termine formazione alla paideia (l’arte del formare e del formarsi), che significa letteralmente formazione, ne parla Platone. La paideia, nell’antica Grecia, era legata alla formazione futura della classe dirigente. La paideia rientra nell’ambito di un sapere epistemico. Formazione della futura classe dirigente, del cittadino del mondo, connotazione universale, che richiama la formazione del soggetto secondo un processo di integralità del fatto educativo. Concetto di formazione che è molto più ampio del termine istruzione ed educazione. È un termine trasversale, multidisciplinare (psicologia, filosofia), rimanda a più attori e che riprende sia il formare come processo etero diretto (tira fuori al dentro), sia il formarsi, auto-affermazione. La formazione a differenza dell’educazione che rimanda al concetto che è posta fuori dal soggetto.
Educazione, istruzione e formazione sono interconnessi, trinomio che rimanda al sistema formativo integrato. Che vi sono degli attori quali: la famiglia, la scuola, associazionismo al territorio (agenzie che non sono formative ma che fanno formazione). In ambito formativo si segue sempre un modello, ogni modello pedagogico è sempre riferito a qui e ora, un modello non può essere colto in maniera assoluta poiché c’è sempre un filtro personale (come si vede per esempio un docente o come un docente vede noi, valuta noi, giudica). Vi sono tanti modelli pedagogici, e un modello è sempre discutibile.
La pedagogia come scienza
Statuto di scienze scienza AUTONOMA, scienze interdisciplinare, non può esistere senza le altre scienze. Pedagogia deve essere anche inteso come scienze dell’educazione. Obiettivi formativi: andare a contestualizzare la pedagogia nel contesto del dibattito epistemologico. E conoscere i riferimenti teorici fondamentali, il corredo concettuale e le matrici storico-evolutive della pedagogia generale. Percorso epistemologico= ancilla (serva) della filosofia, sapere privo di una propria autonomia teorica.
La pedagogia è un’articolazione tra la teoria e la pratica, lo sforzo per far uscire l’educazione dall’improvvisazione, è il compito dell’educatore. La pedagogia, si caratterizza da un duplice statuto è teorica perché riflette sui modelli educativi ma è anche prassica (pratica). Il sapere pedagogico è il sapere della scienza della modificabilità. La pedagogia è un sapere complesso e plurale, antinomico e dialettico, generativa e trasformativo.
La pedagogia è una scienza? Si rende conto di una debolezza epistemologica perché rispetto alla matematica o fisica, la pedagogia ha poca affidabilità pratica. La pedagogia ritarda ad operare modo scientifico, per una serie di fattori quali le diverse ideologie, la complessità dell’oggetto di studio, la dimensione alla quale è strettamente connessa. Pedagogia si muove fra scienza (penso a Newton scienza esatta) e utopia (indefinito, inaspettato). *Popper, Piaget non sono pedagogisti*. È una scienza plurale, di confine e di attraversamenti. Perché? L’educazione essendo un termine polifemico (più significato) è chiaro che da sola non può stare. Se studio un bambino non posso studiarlo solo dal punto di vista pedagogico, ma devo fornirmi di Piaget, di un contesto etc. il fanciullo è un soggetto che si apre a più direttrici di approfondimento che richiama diverse discipline.
John Dewey= contributo di un francese approccio interdisciplinare (inter=tra). Aderisce al modello del pragmatismo. La concezione deweyana della scienza dell'educazione come scienze empirica pone al centro dell'attenzione pedagogica la padronanza del metodo attraverso il quale è possibile conoscere. Il metodo a cui Dewey si riferisce è lo stesso di quello che la scienza utilizza per affrontare, risolvere e superare i suoi problemi, ossia il metodo investigativo dell'intelligenza.
Il fulcro di tale argomentazione è il concetto di esperienza. L'esperienza si configura come il terreno di incontro tra organismo e ambiente, considerati in un rapporto transattivo di reciproco adattamento. L’individuo agisce attivamente sulla realtà in vista del conseguimento di determinati obiettivi e al contempo sottostà all'azione di risposta che viene dalla realtà stessa. Nell'ambito di tali rapporti transattivi l'intelligenza si configura come un momento dell'esperienza, e in quanto tale presenta una natura prettamente pragmatica proiettata verso il futuro, protesa al cambiamento e all'intervento sulle cose.
Se il metodo dell'intelligenza è ciò che consente all'individuo di affrontare con successo le situazioni problematiche che si presentano nell’ambito dell'esperienza, l'educazione ha come principale obiettivo quello di sollecitare l'individuo stesso ad acquisire un atteggiamento scientifico, nell'ambito di una concezione di educazione democratica da un lato fornire a tutti gli strumenti atti a fronteggiare e gestire bisogni, le esigenze e i progetti di una società che si evolve e cambia rapidamente, dall'altra, il compito di educare a un pensiero capace di realizzare una società più giusta e democratica e al contempo di evitare rischi di nuovi conflitti bellici, un pensiero problematico, critico creativo disponibile al confronto, allo scambio e al dialogo. Si dispiega in tal modo l'incontro della pedagogia con il metodo scientifico.
All'interno di questo ramificato percorso di ricerca e di riorganizzazione scientifica si realizza il passaggio dalla pedagogia alle cosiddette scienze dell'educazione intesa come insieme funzionale di discipline diverse che consentono di approfondire problemi educativi attraverso un approccio metodologico di tipo interdisciplinare, il solo che può garantire uno studio articolato e globale dei fenomeni umani e sociali.
Aldo Visalberti (allievo di Dewey e suo interprete) riprende “fonti di una scienza dell’educazione”, e parla di enciclopedia pedagogica, parla di un modello di pedagogia al plurale, facendo riferimento a 4 fattori: psicologico, metodologico-didattico, sociologico e contenuti culturali. Si tratta di un diagramma circolare diviso in quattro aree nell'ambito del quale emerge la centralità della pedagogia come struttura regolativa a cui spetta il compito di coordinamento delle diverse articolazioni disciplinari.
La pedagogia come scienza. Quando un sapere può essere definito scientifico? Una disciplina può definirsi autonoma quando possiede determinati requisiti. I requisiti sono:
- Linguaggi: padronanza del lessico pedagogico. I linguaggi possono essere di tipo retorico-filosofico-moralistico-dogmatico (il bambino deve…), epistemologico che è in via di estinzione, di tipo narrativo, di tipo logico-argomentativo (teorico, costruire i modelli e le teorie), di tipo metaforico (dove si esce fuori dal linguaggio ordinario), etc.
- Contenuti: a livello macro: il soggetto (fronte laico) /persona (fronte cattolico) a seconda dell’ermeneutica di parla o di soggetto o di persona in educazione (nei suoi tempi e nei suoi luoghi di maturazione).
- Metodologia: storica (fonte di documentazione), teoretica (filosofia), comparativa (mettere a confronto due sistemi).
- Ermeneutica: scienza che ha che fare con l’interpretazione, tutto quello che emerge e che riguarda la storia, la politica. Capacità di dare un punto di vista interpretativo della realtà.
- Contenuti in costante evoluzione
- Metodologia della ricerca: ‘strada per arrivare a qualcosa’. La pedagogia modifica il proprio metodo di ricerca.
- Principio generativo: trasferire la propria teoria alle altre discipline, trasversalità/interdisciplinarità, la pedagogia è un sapere aperto, plurale che appunto richiama la trasversalità e interdisciplinarità.
Thomas Kuhn paradigma e rivoluzione scientifica La sua analisi si contrappone definitivamente all'idea che la scienza progredisca continuamente verso una conoscenza sempre più vicina alla verità. Secondo Kuhn la scienza non procede in modo lineare e cumulativo, mattone su mattone, piano su piano, ma in maniera discontinua, non segue una direzione precisa, alternando, così, momenti di stasi a improvvise crisi e trasformazioni.
Paradigma: vuole indicare conquiste scientifiche riconosciute, le quali forniscono un modello di problemi e soluzione accettabili a coloro che praticano un certo campo di ricerca. Insieme di costrutti, teorie che viene condiviso da scienziati. Esso parla di:
- Scienze normale: accettazione e condivisione di un paradigma, impostazione ‘conservatrice’.
- Scienze straordinaria: rompicapo, un problema teorico irrisolto.
- Anomalia: un problema di sfida che scompone gli assunti centrali del paradigma. Gli scienziati si accorgono che ad un certo punto il paradigma non riesce più a trovare una risposta a questa anomalia che irrompe.
- Rivoluzione scientifica: cambio del paradigma.
Questi sono i processi che la scienza attraversa, sono momenti di stasi del paradigma. Per Kuhn la scienza non è un ente immutabile ed eterno, ma come un essere umano che nasce, cresce e matura attraverso delle fasi. È fondata su uno o più risultati raggiunti nel passato, che vengono raccolti in opere che possiamo chiamare ‘classici’ e ne fanno da fondamento. Al di là del determinismo (casualità, necessità, linearità).
Per Kuhn la conoscenza non procede secondo un processo lineare, ma secondo “verità provvisorie”. La verità assoluta non esiste nella scienza, soprattutto nella pedagogia, per questo utilizza questo termine. Per chi ha compiti educativi è necessario ancorare la riflessione sul proprio agire, perché bisogna ridimensionare la pretesa di possedere la verità. Per lui non esiste, infatti, la verità assoluta, un processo lineare, ma per lui tutto è in continuo mutamento.
Interviene, a tal proposito Popper criterio di falsificabilità Per quanto riguarda il concetto di “verità" sostiene che ogni verità scientifica è parziale e transitoria in quanto è sempre in attesa che una verità nuova venga a correggerla ed a falsificarla. Le proposizioni scientifiche non possono essere sottoposte a verifica empirica bensì solo a falsificazione, ossia forme negative di controllo empirico, dalla proposizione universale verrà dedotto una proposizione singolare e quest'ultima verrà poi sottoposta al vaglio dell'esperienza, tale vaglio si configura nei termini di un processo di falsificazione piuttosto che in quelli di un processo di verifica, se l'esperienza conferma la proposizione dedotta vorrà dire che l'ipotesi è stata rafforzata ma non verificata; se l'esperienza non viene confermata la proposizione dedotta vorrà dire che anche la proposizione universale risulterà falsificata. Dunque, possiamo dire che una proposizione è scientifica solo quando può essere confutata dall'esperienza. Poiché l'esperienza non consente di dimostrare la verità di una teoria ma solo di confutarla, il criterio in base al quale una teoria scientifica può essere preferita da un'altra è la sua maggiore o minore capacità di spiegare e prevedere i fenomeni.
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