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Modulo 1: Definizione dei fondamentali termini pedagogici

Modulo 1 è dedicato alla definizione dei fondamentali termini pedagogici che determinano le varie regioni dei saperi educativi e formativi. Nella società della conoscenza lo sviluppo del singolo soggetto è fondamentale, ecco perché introduciamo dei teorici dello sviluppo che non sono pedagogisti. La società della conoscenza è la quarta colonna, quella che determina il successo di tutti gli altri ambiti sociali. Questa società della conoscenza si caratterizza per la necessità di diffusione dei saperi e anche di trasposizione dei saperi alle future generazioni. Il concetto di "società della conoscenza" investe tutte le sfere della vita pubblica e privata. A noi come pedagogisti interessa una società della conoscenza inclusiva.

Sviluppo personale

Lo sviluppo personale è il più ricorrente nel discorso pedagogico sulla formazione, esso denomina insieme l'obiettivo, il processo e il risultato dell'azione "autenticamente" formativa. Nell'unicità dell'esperienza umana, lo sviluppo personale di ciascuno rappresenta un orizzonte della società della conoscenza.

Knowledge society

Il termine "Knowledge society" è stato di uso nel 1984, anno cruciale all'incrocio tra letteratura, misure amministrative e dibattito sociale, il termine si è imposto come paradigma dell'avvento di nuove opzioni sociali e tecniche. Uno schema circolare, non statico che ci dice che per avere una società della conoscenza inclusiva noi dobbiamo puntare non solo sull'innovazione ma anche sull'istruzione, sui valori culturali e sui valori dell'inclusione relativi alle pari opportunità.

Pedagogia e territorio

La pedagogia che sta sul territorio è una caratteristica della formazione. Mentre l'educazione insieme all'istruzione sembra essere legata prettamente alle istituzioni come scuole, il mondo della formazione invece spazia anche e soprattutto nell'educazione non formale e informale. I ragazzi si formano di più fuori dalle scuole. Il territorio è un laboratorio di uso, non inteso limitativamente come "luogo applicativo di saperi già appresi", ma come esperienza di apprendimento-comunicazione-lavoro.

Politiche formative

Organismi sovranazionali insistono da anni nel raccomandare alcune politiche formative ben precise: educare e istruire in ambienti tecnologicamente avanzati le nuove generazioni, allo scopo di annullare progressivamente il grande incremento della disoccupazione, specie giovanile, a dispetto degli sforzi nora fatti in materia.

Capitale umano

Il capitale umano è l'investimento di formazione o di istruzione in una persona che si traduce in un incremento del valore di quella persona nel mercato. Learnfare parla dell'importanza del capitale umano nella società della conoscenza. Parla delle competenze, delle opportunità di usare nel mondo del lavoro le risorse del capitale umano. Però oggi non c'è capitale umano nella società della conoscenza che non si trasformi anche in capitale sociale. L'obiettivo della formazione è trasformare il capitale umano in capitale sociale. La crisi della società che ci circonda è soprattutto una crisi di fiducia (nelle istituzioni, nelle strutture economiche e nei valori). Il capitale sociale risulta sia come capitale sociale oggettivo sia come capitale sociale soggettivo perché è determinato tanto dal livello collettivo quanto dalle relazioni interpersonali. È fondamentale nell'esperienza umana lo sviluppo personale. Una persona deve capacitare se stessa.

Dibattito tra formazione ed educazione

In Italia negli ultimi 50 anni l'educazione si è chiusa a livello accademico, la formazione si è rinnovata ed è sempre più viva. Educazione: mondo chiuso - deriva dal latino "educare" che significa allevare, nutrire, trarre fuori. Far scaturire dall'interno della persona quelle che sono le caratteristiche valoriali, affettive, relazionali che sono richieste dalla società. Istruzione - dal latino istruere, rendere abili, preparare a. Oggi significa rendere competenti e anche creativi per poter gestire la propria professionalità.

Formazione

La formazione si sta espandendo in vari nuclei - ha due origini diverse, una quella della paideia greca, cioè la formazione integrale di tutte le componenti dell'individuo (psichiche, fisiche e cognitive dell'individuo) - Bildung. L'altra è l'orientamento della tedesca che nasce nel medioevo come formazione spirituale, ascetica. Ma poi si configura nell'800 come autoformazione e oggi è considerata autoformazione non tanto spirituale ma della persona nella sua evoluzione e nella sua maturità integrale. La formazione, in particolare, è un processo dinamico che si esplica in una duplice dimensione: una prima dimensione attiene al "con-formarsi" alla conoscenza e alla cultura di un gruppo sociale; una seconda dimensione è relativa al "formar-si".

Area francofona

Nell'area francofona, ad esempio, è assai noto lo sforzo di sintetizzare la rete semantica della formazione attorno a quattro poli principali: Il polo del formare: (creare, comporre, concepire). Sul piano storico il concetto di formazione è antico: vanta una "anzianità" rispettabile. Etimologicamente esso si collega alla parola latina forma (erede di quella greca "morphé"); ma sostanzialmente si rifà alle idee di paidéia (greca), informatio (latino-medievale), Bildung (moderno termine tedesco). Introduce l'idea di trasmettere, non solamente delle cognizioni, ma anche di modellare un certo comportamento. Possiamo accettare in prima approssimazione che, in pedagogia, la formazione ha essenzialmente due accezioni:

  • Azione di sviluppo (di un essere umano su un piano fisico, intellettuale, morale, sociale) e risultato di tale azione;
  • Bagaglio di conoscenze teoriche, pratiche, indispensabili all'esercizio di una professione o di un ruolo sociale.

Un ulteriore referente nell'area francofona è riscontrabile nel polo animazione/animare. Specialmente dopo il 1968, questa accezione è stata assunta da quella parte della riflessione pedagogica "militante" che si è posta il problema del cambiamento strutturale e/o della coscientizzazione politica.

Bildung

Bildung: indica un processo di sviluppo interiore di tutte le capacità umane, nell'integrabilità culturale. Termine di creazione comprende implicitamente l'idea di globalizzazione, totalizzazione, unificazione. L'idea di formazione non è quella antica di plasmare per dare origine ma è quella di dare forma all'azione. (Dewing afferma il principio dell'imparare facendo). La formazione sul piano storico è antichissima.

Criticità nella formazione

La formazione è più vitale ma ci sono criticità:

  • La separazione tra luoghi formativi e luoghi sociali, se la formazione sta sul territorio e nel non formale, deve essere abbattuta la differenza tra luoghi formativi e luoghi sociali.
  • La separazione tra i tempi di formazione e i tempi di vita va abolita perché ci si forma in tutto l'arco della vita in tutti gli ambienti.

Quando avremo capito questo avremo risolto le due maggiori criticità degli ambiti formativi.

Il polo dell'istruire

Il polo dell'istruire è quello più tradizionale, relativo soprattutto all'istruzione scolastica, è deputato alla trasmissione dei saperi ed è quello con cui si scontrano tutte le teorie del curricolo. Il curricolo è da concepire a tre livelli diversi:

  • Curricolo macro: quello dei sistemi educativi, struttura su cui si basano i nostri sistemi educativi
  • Curricolo mezo: attivato come offerta formativa all'interno degli istituti scolastici
  • Curricolo micro: corrisponde al piano di lavoro dell'insegnate, ha anche delle componenti disciplinari

Il principio di equità e di eccellenza in educazione andrà interpretato come offerta di opportunità di sviluppo equivalente del differenziale di apprendimento di ciascuno in accordo con i suoi talenti e le sue abilità. (Talento: è il differenziale d'apprendimento individuale, ossia la personalizzazione delle esperienze di organizzazione degli apprendimenti).

Principio di istruzione che valga in tutta Europa per alzare soglie competitive è necessaria, per ciò serve sviluppare negli studenti la qualità personale di trasferibilità delle competenze per trovare lavoro ovunque. Risultati processo acculturazione: acculturazione sta alla base dell'intercultura perché si identifica nella capacità di accettazione anche di altre culture e valori. Si identifica nella capacità di adattamento, adattamento di una cultura diversa e di lotta alla reazione poiché quando si manifesta in forma dolenta è forma di oppressione, quindi l'acculturazione vera e propria deve superare tutti i processi e tutte le tendenze che conducono verso la reazione.

Apprendimento significativo

Il polo dell'istruire secondo Ausbel ha molto a che vedere con il polo dell'apprendimento. (L'apprendimento significativo corrisponde a un sistema di attività in cui l'allievo prende coscienza dei sistemi di significati, se ne appropria, li attribuisce agli eventi in funzione delle sue esperienze).

Ruolo del docente nell'apprendimento significativo: incoraggiare l'apprendimento significativo a scapito del tipo meccanico attraverso la selezione di materiale significativo. Ausbel ci dice che ci sono due stadi di apprendimento (sviluppa queste idee riprendendole da Bruner): il primo stadio è il processo di accesso all'informazione e il secondo è l'interiorizzazione dell'informazione, questi due stadi si esprimono attraverso quattro forme di apprendimento. Meccanico e significativo vs ricezione e scoperta. L'incrocio tra queste quattro voci dà origine a quattro tipi di apprendimento completamente diversi. Ausbel non fa una categorizzazione.

  • Meccanico per ricerca: lezione frontale, apprendimento è meccanico per ricezione quindi c'è probabilità che io non abbia capito ed è criticabile.
  • Significativo per ricezione: c'è qualcuno che mi spiega e non faccio sforzo nell'ottenere l'informazione però ho compreso il significato e so collegare questa informazione con le altre conoscenze che ho.
  • Meccanico per scoperta: scopro qualcosa nella vita però non so conferire senso a questa scoperta.
  • Significativo per scoperta: non so che sto imparando da me, l'insegnate mi mette in ambiente fertile, come laboratorio, ma do senso alla mia scoperta.

Le scuole di ora dovrebbero fare tre passi avanti per arrivare a collocare le loro istruzioni nell'apprendimento significativo per scoperta ma questo richiede cambiamento sostanziale della metodologia e richiede una centralità dello studente.

Formazione dell'adulto

Nel polo dell'istruire ci si riferisce anche alla formazione dell'adulto, Knowles ha dato tutte le ultime teorie sull'apprendimento dell'adulto che però stanno per essere sperate, parla di una fossilizzazione dell'adulto. Anche se oggi si riconosce che ci sono margini di flessibilità ma resta ferma l'idea che l'adulto non impara nulla se non è fortemente motivato.

Il polo dell'insegnare

Ci sono saperi particolari che caratterizzano l'insegnamento, anche il formatore insegna non solo il docente, molti dei quali di natura didattica ma anche saperi che riguardano le discipline. Si può insegnare il modo di apprendere, l'interesse e la motivazione ad apprendere, l'attitudine ad apprendere; si possono insegnare qualità del pensiero come la creatività e la divergenza, comportamenti morali e sociali; si possono persino suscitare emozioni e sentimenti; in un certo senso, si può insegnare l'educazione.

Il curricolo, come progetto da preferirsi al più tradizionale programma, è di per sé indicativo di questo allargamento di campo: esso abbraccia ciò che è realizzabile nelle sedi istituzionali, ma anche ciò che sta al di fuori di esse. Ma anche termini quali, il curricolo nascosto, e più recentemente, il curricolo che non esiste (il null curriculum di Eisner) sono indicativi del maggior potere reale che si nasconde dietro l'insegnamento: il curricolo nascosto è quella parte di insegnamento che produce effetti educativi, senza essere, o senza avere l'aspetto di essere, contenuto di apprendimento.

Gli insegnanti devono avere saperi psicologici che riguardano la personalità poiché sono a contatto con adolescenti e bambini in fieri. La professionalità del docente si specifica nell'azione formativa determinata dall'incontro equilibrato di tre fattori cognitivi:

  • Saperi didattici relativi ai processi e alle metodologie dell'insegnamento;
  • Saperi disciplinari, epistemologicamente fondati, formalmente organizzati e approfonditi;
  • Saperi di allievi adolescenti, in fieri nel pensiero formale, nella metacognizione (consapevolezza e controllo che l'individuo ha dei propri processi cognitivi e dei prodotti ad essi connessi), nel ragionamento sul possibile.

Didattica

La didattica è la scienza dell'educazione deputata all'organizzazione dell'insegnamento. L'oggetto della didattica è lo studio e l'organizzazione dei processi di insegnamento. Il campo della didattica comprende tutte le situazioni organizzate, sia interne che esterne alla scuola, che intenzionalmente intendono promuovere l'apprendimento. Il metodo della didattica si avvale di procedure di sperimentazione e di ricerca.

Teorie didattiche

Le teorie didattiche dipendono da meta-teorie di riferimento e, a loro volta, sono orientate verso:

  • Teorie della scuola, di carattere più generale, con urgenze rivolte all'organizzazione politica e istituzionale.
  • Teorie dell'istruzione, che uniscono in modo interattivo il sistema allievo con il sistema insegnante.
  • Teorie dell'insegnamento, completamente orientate a privilegiare il sistema dell'insegnamento.
  • Teorie dell'apprendimento, il cui scopo è far risaltare le componenti di apprendimento nell'allievo.

Separazione tra metodologie e didattica

Metodo a mediazione docente (lezione tradizionale e partecipata, il docente è centrale) e metodi a mediazione sociale (metodi teatrali, laboratoriali, il docente si mette da parte).

Il polo dell'educare

Negli anni '70 in poi l'educazione è vista come un'impresa interdisciplinare, in cui diverse discipline concorrono insieme a elaborare un progetto complessivo di mutamento. Ma esistono oggi prove che esso, in pratica, "non funziona": non esistono esempi concreti ed attendibili di integrazioni: esistono piuttosto esempi concreti di pedagogie a sé, come la pedagogia non-direttiva di Rogers, o di modelli d'insegnamento a sé, come il modello biologico di J. Schwab, Bruner, o la teoria dell'istruzione di Bruner che anche in pratica hanno dimostrato di funzionare senza aver bisogno di fare ricorso a integrazioni. Questo fatto obbliga a rivedere il paradigma corrente che sta alla base degli attuali studi sull'educazione: più che un'impresa interdisciplinare, l'educazione risulta essere un campo di teorie in competizione, ognuna delle quali ha titoli per prevalere sulle altre.

La scienza dell'educazione e della formazione sono discipline integrate perché hanno bisogno di tutta una corona di discipline per raggiungere i loro obiettivi. Bisogna tenere in considerazione la prevalenza dell'educare e del formare e tenere sotto controllo il resto. In sintesi possiamo dire che l'ideale non è un sistema in competizione ma bensì un sistema con questi quattro poli che siano il più possibile integrati tra di loro. L'integrazione è a livello formativo. Quindi livello formativo che dialoghi con tutte le discipline ma il potenziale formativo deve stare nelle mani di una disciplina che si chiama formazione. La formazione deve avvalersi di servizi sul territorio.

Per la riflessione

Quali caratteristiche identificano l'odierna società della conoscenza? Qual è l'importanza della formazione nella società della conoscenza? Quali sono le parole-chiave che la caratterizzano? E come offrirne una definizione chiara di ciascuna? Perché i poli del formare, istruire, insegnare, educare, devono interagire in forma sinergica tra di loro, come un sistema integrato? Per fare ciò è necessario abbattere i confini tra educazione formale, informale e non formale? Cosa significa questo?

Modulo 2: Teorie storiche dell'apprendimento

Modulo 2 riguarda le principali teorie storiche dell'apprendimento, indagate attraverso la presentazione dei maggiori esponenti e l'evoluzione dei modelli proposti dagli stessi studiosi. Una delle qualificazioni principali della formazione è quella di dar forma all'azione. È con l'inizio degli anni Ottanta che la pratica formativa è stata rivoluzionata. Il passaggio dalla società industriale del modello fordista alla società post-industriale (post-fordismo), l'ha collocata in posizione strategica e cruciale. Da stimolo dell'innovazione dei processi produttivi è diventata sistema per la gestione della crisi e del cambiamento in atto. La natura dell'apprendimento stesso si presta attraverso differenti teorie. Posizioni principali nel corso degli ultimi 70 anni sono due:

  • Comportamentismo: l'apprendimento è una modifica del comportamento relativa
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Frabruelli99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Minello Rita.
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