INDUSTRIALIZZAZIONE-TAYLORISMO-ECLISSI EDUCATIVA
La rivoluzione industriale(fine 1800-1900) ha completamente modificato la vita
delle masse occidentali,grazie al progresso scientifico. Tutto ciò avviene perchè la
ricerca scientifica viene applicata all'industria. Questa fase del capitalismo
industriale ha due aspetti:
1) il primo riguarda la dimensione scientifica del lavoro
2) il secondo aspetto riguarda la rivoluzione tecnoscientifica che mette la scienza al
servizio "del lavoro"
Tra le tante innovazioni che nacquero in questo periodo ricordiamo quello dell' uso
dell'energia elettrica,che incise molto sulla qualità della vita e sullo sviluppo
industriale.L'industrializzazione modifica così il modo di vivere nei territori dove
vennero costruite le fabbriche,e nacquero vari fenomeni come quello
dell'urbanizzazione e la desertificazione delle zone rurali. Quando vennero
impiantate le industrie,le campagne costituivano centri di vita ben
organizzata,infatti con il proprio lavoro le famiglie soddisfacevano i bisogni non
solo alimentari,ma anche educativi e culturali. Nelle famiglie statunitensi,per
esempio oltre a lavorare la terra e all'allevamente si provvedeva ad ogni
esigenza,dall'abbigliamento,alla lavorazione del ferro,alla falegnameria ecc. Con
l'avvento dell'urbanizzazione divenne però sempre più difficile per le famiglie
conservare questo modello di vita organizzata intorno all'allevamento e
all'agricoltura. La donna si traforma così da casalinga in operaia,persuasa dalla
pubblicità che impone un nuovo stile di vita,dove consumare è più importante che
produrre. Le persone nelle città sono costrette a vivere in stretto contatto tra
loro,anche se si sentono totalmente estranee. La famiglia non è più un'istituzione
educativa,ha senso ormai solo come consumatrice di beni,ma anche nel consumare
non è unita,perchè le sue parrti tendono a consumare separatamente.
Il capitalismo industriale scopone il lavoro in varie parti e ognuna di
queste viene affidata ad un lavoratore diverso,questo processo
produce un operaio PARZIALE,cioè incapace di seguire l'intero
processo produttivo.Questo ha per il capitalista i suoi
vantaggi.Infatti anche secondo Baddage,suddividendo il lavoro
ad ogni operaio, per ognuna dei queste mansioni il salario sarà
più ridotto rispetto a quello dato ad un unico operaio. Il mondo
capitalistico distrugge perciò le QUALIFICAZIONI
COMPLESSIVE , disttruggendo così i fini del modello
pedagogico,che tende as formare l'uomo globalmente affinchè
possa agire da responsabile nella società del suo tempo.
Manacorda riflette su questi temi e infatti scrive che questo processo
ha portato intere masse di popolazione dalle botteghe alle
fabbriche,dalle campagne alle città,provocando conflitti e
disordini. Entrando in fabbrica,l'ex artigiano è formalmente
libero ma diventa un moderno proletario. che ormai non
possiede più nulla,nè il prodotto del suo lavoro,nè la capacità di
svolgere l'intero processo lavorativo,nè il luogo dove lavora
ecc.Quindi seconondo Manacorda l'operaio entrando in fabbrica
perche anche la sua antica istruzione e acquista solo ignoranza.
Taylor attua la DIREZIONE SCIENTIFICA del lavoro,il suo metodo si
diffonde con successo in tutti i paesi.Taylor sostiene che
l'azienda dovrebbe controllare meticolosamente tutte le
operazioni elementari dei suoi operai. Taylor semplifica il tutto
seguendo tre principi chiarita nella: DIREZIONE SCIENTIFICA
DEL LAVORO:
1) PRIMO PRINCIPIO:il dirigente si assume l'incarico di raccogliere
tutte le nozioni possedute dagli operai e di trasformarle in
formule e leggi.
2) SECONDO PRINCIPIO:tutto il lavoro intellettuale deve essere tolto
all'operai e svolto nell'ufficio di programmazione
3)TERZO PRINCIPIO: è la Direzione a decidere come e quale lavoro
deve fare l'operaio.
L'applicazione del taylorismo non piacque agli operai che mostrarono
da subito il loro dissenso.Gramsci ritiene che Taylor voglia
sviluppare nel lavoratore atteggiamenti automatici e
macchinali,tralasciando la sua fisicità e la capacità intellettuale e
creativa. Poco a poco si creò un movimento operaio che tutelava
i diritti dei lavoratori. Anche la psicologia studia gli effetti del
macchinismo sull'uomo,somministrando dei test con i quali si
verificavano gli adattamenti dell'uomo a date condizioni
lavorative, e quindi fu possibile misurare gli effetti che il
taylorismo produceva sull'uomo. Sanders,professore di
psicologia fa notare che l'uomo non può essere inteso come una
macchina,perchè "egli mentre lavora,pensa,sente e vuole". A
poco a poco questi studi si affinarono sempre più fino a quando
non si decise di studiare gli operai direttamente a lavoro.
Nacque durante la prima guerra mondiale negli Stati Uniti la
PSICOTECNICA INDUSTRIALE essa usava le ricerche della
psicologia per la scelta del personale. Gli psicotecnici
contestano il taylorismo perchè l'uomo non è fatto per eseguire
movimenti meccanici ed elementari. Anche i fisiologi studiano
insieme agli psicotecnici i movimenti degli operai a lavoro per
migliorare il loro processo lavorativo. Essi seguono i principi di
FARMER
1) vengono studiati i tempi e i movimenti allo scopo di diminuire la
fatica
2)la caratteristica fondamentale dei movimenti non sarà la velocità,ma
il ritmo,la serie migliore di movimenti non sarà la più rapida,ma
la più comoda.
3)si devono studiare i tempi per migliorare l’azione lavorativa
4)si devono studiare i tempi e movimenti nel contesto umano
dell’industria.
Da questi studi emerge che il taylorismo non poggia su basi
fisiologiche.Il taylorismo è totalmente indifferente di fronte alla
fatica,sia fisica che nervosa a cui è sottoposto l’operaio durante
il suo lavoro.
Atzler ha distinto due forme di fatica:LA FATICA CENTRALE(nervosa)
e LA FATICA PERIFERICA(essa comprende fasce muscolari
importanti oppure comprende reazioni di tipo circolatorio e
respiratorio).La fatica centrale nasce quando una massa
muscolare viene sottoposta a sollecitazioni continue,esse si
susseguono così rapidamente ,tanto da impedire un recupero
dai centri nervosi coinvolti,perchè entrano in sofferenza. La
psicotecnica ha individuato due forme di attività muscolare:
1) CLONICA: avviene quando un muscolo si contrae improvvisamente
a causa di uno sforzo brusco
2)TONO: in questa attività lo sforzo muscolare è più ridotto ma dura
per tempi molto lunghi.La fatica connessa al tono è quella che
coinvolge maggiormente i centri nervosi,può portare a stati
ansiosi e nevrotici.Questa è la fatica industriale,dove gli effetti di
quest’ultima si accumulano a causa della fatica residuale dove i
suoi effetti persistono anche dopo il riposo notturno che porta
l’operaio ad avere un minore rendimento. La fatica residuale si
può combattere,aumentando le pause,riducendo l’orario della
giornata lavorativa,ciò è importante perchè diminuendo le ore
lavorative l’operaio riesce ad avere un miglior rendimento.Una
ricerca svolta in Paesi Europei ci mostra che c’è anche una
diminuzione di infortuni e malattie.La fatica industriale mette a
contatto con un ulteriore elemento:il rumore delle
macchine.Molto incisiva è infatti la testimonianza di un operaio
scrittore: Navel il quale dice che “l’operaio lavorando con un
sottofondo rumoroso si “ubriaca” si stordisce”,l’uomo ha
bisogno di sentire la sua voce e quella dei compagni,di
sgranchirsi le gambe ecc.
PARAGRAFO 2
Nelle fabbriche
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