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METODOLOGIA DELLA RICERCA

CAP. 1 IL RUOLO DELLA RICERCA IN PSICOLOGIA

INTRODUZIONE

I temi trattati dalla psicologia sono sicuramente temi affascinanti. La psicologia moderna non

può essere pienamente apprezzata se non si conoscono comprendono i metodi di ricerca che la

rendono ciò che è. I temi trattati sono per esempio perché una relazione fra due persone dura

nel tempo, o che cosa causa la depressione e cosa possiamo fare per curarla eccetera. Possiamo

quindi affermare che la psicologia si presenta sotto varie forme, e lo stesso vale per buone

pratiche di ricerca psicologica.

Infatti, solitamente le persone ritengono che la metodologia della ricerca sia un argomento

molto meno interessante rispetto allo sviluppo del bambino, i disturbi mentali, la struttura del

cervello e pensiero…. Quello che però non viene considerato che questi temi affascinanti sono

stati sviluppati da dei ricercatori. E per questo la psicologia e i metodi di ricerca sono

interconnessi infatti i metodi di ricerca permettono di sviluppare nuove idee psicologiche

attraverso la ricerca e non possono essere separati.

LEGGERE LA RICERCA SCIENTIFICA PER IMPARARE

Per comprendere i metodi della ricerca psicologica è quello di leggere le pubblicazioni originali

delle ricerche che sono state citate dal docente o che si trovano citate in un volume.

In ogni ricerca è necessario riportare le citazioni bibliografiche. Ci sono dei dettagli, nel modo

in cui sono riportate le citazioni, che cambiano in base al tipo di pubblicazione: un libro viene

riportato in bibliografia in modo diverso da un articolo scientifico e in modo ancora diverso

vengono riportate le citazioni dei contenuti trovati su Internet.

Le ricerche vengono per la maggior parte pubblicate su riviste scientifiche che non hanno uno

spazio infinito pertanto limitano il numero di parole che i ricercatori possono utilizzare per

scrivere i loro contributi. Per questa ragione gli articoli scientifici spesso sono scritti in modo

molto sintetico e non sempre è facile leggere tutte le scelte metodologiche che sono state fatte.

Per diventare infatti un buon ricercatore è importante avere anche una una buona dose di

curiosità intellettuale.

VALUTARE LE PROVE

Quindi studiare psicologia significa saper scoprire e valutare come si è giunti a una certa

conclusione e perché.

Un ricercatore potrebbe decidere di approfondire il tema della somiglianza degli atteggiamenti

e poi di valutare quanto ritengono importanti ognuno di essi. In alternativa, nel caso in cui il

ricercatore ritenesse alcuni atteggiamenti più importanti di altri, potrebbe indagare profondità

soltanto questi.

Possiamo quindi dire che comprendere e valutare le scelte fatte da ricercatori in un particolare

ambito non è semplicemente un esercizio di pignoleria, ma un processo che porta all’ideazione

di nuove domande e quindi nuove ricerche che Possano dare risposte a nuovi questi.

Si può parlare anche di “ipotesi”, “l’ipotesi” è un tentativo di spiegazione che costituisce punto

di partenza di una ricerca. La parola ipotesi deriva dalla parola greca “fondamenta” e a conferma

del fatto che l’ipotesi sono le fondamenta sulle quali si sviluppa la scienza.

VALUTARE IL LEGAME CASUALE

Il concetto di casualità è stato importante durante tutto il corso della storia della psicologia. Il

significato di questo termine è implicato nell’espressione “causa ed effetto” che ha alla base

dell’idea che le cose che accadono nel mondo possono avere un effetto le une sulle altre.

Quindi, quando parliamo di relazione causale tra somiglianza degli atteggiamenti e attrazione,

non intendiamo che la somiglianza degli atteggiamenti è la causa della attrazione verso l’altro.

Però non sempre i dati permettono di interferire una relazione causale con certezza.

Spesso la psicologia si focalizza sulle cause dei fenomeni, anche se la parola “causa” non viene

direttamente utilizzata.

Per esempio, immaginiamo che che le matricole con atteggiamenti simili si attraggono a

viceversa. Quindi dagli studi che sono stati emersi gli studenti che hanno atteggiamenti più

simili tra loro percepiscono un livello di attrazione maggiore rispetto agli studenti con

atteggiamenti differenti. Sulla base di questi risultati possiamo concludere che avere degli

atteggiamenti simili causi attrazione reciproca, quello che tentiamo di spiegare l’associazione

fra la somiglianza di atteggiamento e l’attrazione reciproca.

Ci sono due motivi per i quali non possiamo concludere con certezza che avere un

atteggiamento simili causi l’attrazione verso l’altro:

1. L’attrazione e la somiglianza degli atteggiamenti sono misurate nello stesso momento

quindi non possiamo sapere quale delle due è iniziata prima. La somiglianza degli

atteggiamenti era già presente prima che gli studi si contrassero? Oppure l’attrazione

proceduta la somiglianza di atteggiamenti? Forse le persone sviluppano atteggiamenti

simili proprio perché si sentono attribuire l’una dell’altra. È possibile stabilire con certezza

che causa che cosa solo se è presente la sequenza temporale che prevede che la causa

procede all’effetto ed è una condizione necessaria per affermare che la somiglianza degli

atteggiamenti sia la causa dell'attrazione non viceversa.

1. L’attrazione e la somiglianza degli atteggiamenti possono a loro volta essere risultato di

un terzo fattore (variabile confondente). Come se uno studente con le sue opinioni ai

suoi atteggiamenti si trasferisce in una nuova università in cui incontrano nuove persone

da cui si potrà sentire più o meno attratto. Lo stesso studente a causa dell’influenza del

nuovo ambiente universitario inizia a modificare suoi atteggiamenti iniziali. In questo

esempio potremmo trovare una relazione tra somiglianza dell’atteggiamenti e attrazione

ma questa relazione non è causale perché la spiegazione della loro relazione sia in terzo

fattore che è un trasferimento di una nuova università.

Questa ricerca, comunque, non può non può essere considerata inutile solo perché non riesce

a dimostrare la relazione causale. I risultati della ricerca sono chiaramente compatibili con

un’ipotesi causale e potremmo essere incline ad accettare la possibilità che ci sia una relazione

causale fra somiglianza degli atteggiamenti e attrazione. Però non possiamo essere certi e

potremmo avere difficoltà a sostenere questa tesi. Contro chi invece ritiene che ci sia una terza

variabile.

Il ruolo della casualità in psicologia è un argomento controverso.

I DISEGNI DI RICERCA

I disegni di ricerca principali sono:

Disegni descrittivi o esplora

• Disegni correzionali o trasversali

• Disegni longitudinali

• Disegni con assegnazione casuale-disegni sperimentali.

DISEGNI DESCRITTIVI O ESPLORATIVI

Il primo passo per arrivare a identificare le eventuali cause è descrive nei dettagli il fenomeno.

Questa tipologia di disegni di ricerca ha l’obiettivo di descrivere il dettaglio e le caratteristiche

dei fenomeni indagati. Senza questo materiale descrittivo sarebbe difficile far progredire

davvero la ricerca; quindi, è importante riuscire a descrivere molto bene l’oggetto della ricerca.

In generale disegni di ricerca descrittivi sono meno diffusi della ricerca quantitativa mentre

sono più presenti nella ricerca qualitativa.

Le ricerche qualitative sono solitamente basate sull’uso di materiali testuale che è di per sé

ricco di dettagli che può essere usato per svolgere sia analisi descrittive sia interpretazioni

analitiche.

Un altro esempio di ricerche con finalità descrittive è rappresentato dagli “studi di caso“ ovvero

dei disegni di ricerca che analizzano in profondità particolare caso.

Un altro esempio descrittivo è rappresentato da alcune ricerche che utilizzano l’approccio

qualitativo che si propongono di comprendere in profondità i fenomeni analizzandone le diverse

componenti.

DISEGNI CORRELAZIONALI O TRASVERSALI

I disegni di ricerca correzionali sono un tipo di ricerca molto diffuso, in essi un certo numero di

variabili viene misurato contemporaneamente su un campione di individui. Di solito si usa

indagare quando e quanto queste variabili misurate lo stesso momento siano associate tra di

loro. Questi disegni ci permettono di confrontare fra loro le variabili. Ci permettono anche di

verificare se il legame fra le variabili o la differenza fra le variabili si modifica in base situazione

o caratteristiche specifiche.

I disegni correzionali sono chiamati anche trasversali. Questo termine sottolinea il fatto che le

variabili vengono misurate nello stesso momento.

Questi disegni sono molto utilizzati in psicologia. E hanno il vantaggio di permettere a ricercatori

di misurare tutte le variabili nello stesso momento di avere così una visione articolata del

fenomeno oggetto di ricerca. Misurando quindi un diverso numero di variabili, è possibile

verificare quale variabili siano più legate alla variabile che vogliamo spiegare.

Questione della terza variabile o variabile confondenti

Oltre alla questione della temporalità un altro motivo per cui non possiamo fare un’inferenza

causale a partire dai disegni correlazionali, consiste nel problema della dell’influenza esercitata

da variabili che non abbiamo considerato nella ricerca. Questo problema è anche chiamato

“problema della terza variabile”, a indicare il ruolo giocato da variabili non previste nel favorire

l’associazione fra due variabili. Per esempio, potrebbe essere che sia la trazione sia la

somiglianza degli atteggiamenti dipendono dal contesto in cui si vive. Abbiamo quindi maggiori

probabilità di essere attratti dalle persone che incontriamo spesso, che più probabilmente sono

quelle che vivono nella stessa zona in cui abitiamo. Quindi potrebbe essere che la zona o il tipo

di contesto in cui le persone vivono, determinati sia una maggiore attrazione tra le persone si

ha una maggiore somiglianza nei loro atteggiamenti. Le variabili che determinano parzialmente

o interamente la relazione tra altre due variabili sono chiamate variabili confondenti. Quindi nel

nostro esempio, la zona o il tipo di contesto in cui si vive, potrebbe essere una variabile

confondente che il ricercatore deve tenere sotto controllo. Per risolvere questo problema

ricercatore potrebbe provare a mantenere costante la zona in cui le persone vivono, per

esempio selezionando persone che vivono nella stessa zona contesto o limitando così l’influenza

della zona. Ma anche adottando questo accorgimento, ci potrebbero ancora essere altri fattori

che spiegano perché le persone attratte da chi atteggiamenti simili nei propri. Il modo migliore,

in un disegno correlazionale, di controllare l’effetto di queste variabili confondenti è prevederle,

per riuscire così a misurarle, e poi eseguire dei controlli statistici. Un ulteriore modo per

controllare i potenziali fattori confondenti e utilizzare i disegni di ricerca.

DISEGNI LONGITUDINALI

Immaginiamo di misurare sia l’attrazione sia la somiglianza degli atteggiamenti in due momenti,

ossia di chiedere per esempio le stesse matricole i loro atteggiamenti e quanto si sentono tratti

dai compagni all’inizio dell’anno e dopo due mesi di direzione. In questo caso è possibile stabilire

che la somiglianza degli atteggiamenti va a influenzare la l’attrazione. Disegni di questo tipo

sono chiamati longitudinali.

Quindi bisogna prendere il primo giorno di università un gruppo di matricole che non si

conoscono, e la cosa migliore sarebbe anche di eliminare gli studenti che già prima

dell’università si conoscevano che provenivano dalla stessa città. Dopo un certo periodo,

dovremmo di nuovo misurarle due variabili ovvero chiedere agli studenti di riportare la loro

atteggiamenti relativamente agli stessi argomenti che avevano valutato il primo giorno e anche

quando si sentono a tratti dagli altri del gruppo.

Troviamo quindi dopo due risultati:

Gli studenti che sono diventati amici al tempo due sono quelli che avevano atteggiamenti

• simili al tempo uno

Tali atteggiamenti sono rimasti simili al tempo due

Questa sicuramente la prova più forte dell’influenza di avere atteggiamenti simili sull’attrazione

reciproca rispetto a quella ottenuta con un disegno di ricerca trasversale. Il fattore confondente

potrebbe essere background socioeconomico discusso prima: persone che provengono dagli

stessi contesti hanno più probabilità di diventare amiche perché è più probabile che abbiano

abitudine esperienze simili, così come atteggiamenti più simili. Quindi potrebbe essere

background simile più che gli atteggiamenti simili, ad aumentare la probabilità di sentirsi

attratti.

Anche per i disegni longitudinali ci sono metodi statistici che permettono di controllare eventuali

variabili confondenti. Però forniscono più informazioni di quelli trasversali. Infatti, nei disegni

longitudinali. In quest’esempio si può verificare la somiglianza dell’atteggiamenti se resta

appunto nel tempo. Se scopriamo che gli atteggiamenti non sono stabili, allora anche

l’attrazione non dovrebbe essere stabile se questo dipende dalla somiglianza degli

atteggiamenti.

Il problema di questi disegni è sempre considerarli le variabili confondenti che potrebbero aver

influenzato i risultati.

DISEGNI CON ASSEGNAZIONE CASUALE

I ricercatori non riescono e non possono sapere se vi siano delle variabili non previste che

possono andare a modificare le variabili di loro interesse. Però c’è un modo per tenere sotto

controllo queste variabili ovvero i disegni con assegnazione causale.

Sempre con i soliti esempio, si potrebbero formare due gruppi di partecipanti che hanno

l’opportunità di interagire a coppie di confrontarsi meglio. In un gruppo, il primo membro della

coppia viene solo razionato in modo causale, mentre il secondo viene estratto in modo causale

tra i partecipanti che hanno atteggiamenti simili al membro della coppia. Nel secondo gruppo

invece, il primo membro della coppia viene selezionato in modo causale mentre il secondo viene

estratto sempre in modo causale ma tra i partecipanti che atteggiamenti diversi dal primo

membro della coppia. Quindi le persone sono state assegnate a una delle due condizioni in

maniera causale, ogni differenza tra le due condizioni non può dipendere da variabili

confondenti.

In un certo caso in questo esempio, ci dovrebbero essere nel gruppo dei simili metà persone

che provengono da Roma e altre metà da Milano. Lo stresso dovrebbe dovrebbe avvenire nel

gruppo dei diversi ovvero metà da Milano e metà da Roma.E altre parole l’assegnazione causale

dovrebbe controllare l’influenza che la zona di provenienza può avere sulle variabili di ricerca,

visto che le persone che condividono la stessa provenienza è uguale in tutti e due gruppi.

Quindi l’assegnazione causale assicura che tutti i fattori confondenti siano mantenuti costanti

nei due gruppi senza che il ricercatore abbia bisogno di sapere quali sono tutti i possibili fattori

confondenti. Questo vale anche per altre variabili come l’età o il genere.

MANIPOLAZIONE

Quindi se lo scopo di una ricerca è stabilire se due variabili hanno una relazione causa-effetto,

è allettante l’idea di controllare le variabili confondente attraverso l’assegnazione causale dei

partecipanti a condizioni diverse. Se volessimo verificare se la somiglianza degli atteggiamenti

favorisca la nascita della trazione reciproca potremmo assegnare i partecipanti a una condizione

in cui devono conoscere una persona con atteggiamenti simili VS Diversi dei propri. Può essere

che gli atteggiamenti delle persone siano causati da altri fattori.

In questo caso avremmo bisogno nel gruppo “dei simili”, di uno sconosciuto che si comportasse

come se avesse atteggiamenti simili a quelli del partner a cui è stato assegnato cioè anche se

non condivide gli atteggiamenti dell’altro, dovrebbe comportarsi come se li condividesse. Invece

nel gruppo dei “diversi”, avremmo bisogno di uno sconosciuto che esprimesse sempre

atteggiamenti diversi da quelli del partecipante a cui viene accompagnato. In questo caso

ovviamente lo sconosciuto è un partecipante reale o un complice della ricerca.

In questo caso il numero di volte in cui uno sconosciuto non dovrà recitare e fingere di avere

atteggiamenti diversi da quelli che realmente sarà, lo stesso nei due gruppi, perché sono stati

assegnati in modo casuale. E lo stesso vale per il numero di volte in cui lo sconosciuto dovrà

fingere. Però questo non va a risolvere il problema fondamentale ovvero di separare gli

atteggiamenti simili della zona di provenienza. Quindi i nostri sconosciuti, complice del

ricercatore, potrebbero essere attratti dai partecipanti di gruppo “dei simili” non tanto per aver

gli stessi atteggiamenti ma perché hanno la stessa zona di provenienza o hanno un una cadenza

simile nel parlato. E allo stesso modo può avvenire nei gruppi “dei diversi” dove non potrebbero

essere attratti dallo sconosciuto perché hanno atteggiamenti diversi ma perché hanno

provenienza anche diverse. Di conseguenza non potremmo mai valutare la reazione causale tra

somiglianza degli atteggiamenti e attrazione con assoluta certezza.

L’ideale sarebbe riuscire a rimuovere ogni possibile influenza della zona di provenienza o

includere la “zona di provenienza” come variabile della ricerca. L’unico modo per riuscire

davvero rimuovere ogni possibile influenza della zona di provenienza consiste nel non usare

una persona reale come sconosciuto. Quindi chiedergli solo ai partecipanti alle caratteristiche

di questo sconosciuto e chiedergli di valutare quant

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alice.Staltari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca psicologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Menardo Elisa.
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