METODOLOGIA DELLA RICERCA PSICOLOGICA
CAPITOLO 1 INTRODUZIONE
LA PSICOLOGIA SCIENTIFICA
Gli psicologi, sviluppando teorie e ricerche per rispondere alle varie domande sul comportamento, arrivarono a
comprendere gli strumenti da utilizzare per migliorare la vita delle persone.
La caratteristica comune alle ricerche, nonostante la diversità degli argomenti trattati, è l’uso di un disegno di
ricerca e di metodi adeguati per rispondere agli interrogativi sul comportamento.
Aderson et al., nelle loro ricerche che analizzano la violenza nella televisione, nei videogiochi, in Internet e nella
musica, riportano varie conclusioni:
• l’esposizione alla violenza nei media provoca un aumento delle probabilità di avere comportamenti e pensieri
aggressivi a breve e a lungo termine.
• studi longitudinali collegano l’esposizione alla violenza nei media durante l’infanzia all’aggressività nell’età
adulta.
• i fattori che influenza lo sviluppo dell’aggressività in risposta alla violenza nei media includono le caratteristiche
degli spettatori, dell’ambiente sociale e dei contenuti dei media.
• nessuno è immune alla violenza nei media.
Molti temi di ricerca rimangono però aperti. Per esempio, la distinzione tra osservazione passiva (rappresentazioni
televisive) e coinvolgimento attivo attraverso i videogiochi violenti.
Gli psicologi cercano di rispondere a interrogativi sul comportamento, i pensieri, i sentimenti, usando il metodo
scientifico, che fa riferimento a modo in cui vengono poste le domande di ricerca e ai metodi usati per ottenere
delle risposte.
Due caratteristiche del metodo scientifico sono l’uso dell’approccio empirico e l’atteggiamento scettico che gli
scienziati adottano verso le spiegazioni del comportamento e dei processi mentali.
I CONTESTI DELLA SCIENZA
Almeno tre contesti giocano un ruolo nell’influenzare la scienza: il contesto storico, socio-culturale e etico.
1. Contesto storico
La psicologia è emersa gradualmente. La nascita ufficiale è datata 1879, anno in cui Wundt fondò il primo
laboratorio di psicologia scientifica. Gli psicologi abbracciarono l’empirismo. L’approccio empirico si basa
sull’osservazione diretta e sulla sperimentazione come strumento per rispondere alle domande. Con questo
approccio gli psicologi si focalizzano sui comportamenti osservabili direttamente. La psicologia è cambiata dai suoi
inizi. I primi psicologi erano interessati alla percezione e alla sensazione; agli inizi del ventesimo secolo
abbracciarono l’approccio comportamentalista; infine la psicologia tornò al suo interesse per i processi mentali e
a tutt’oggi la prospettiva cognitiva è ancora dominante.
2. Contesto sociale e culturale
La società è influenzata anche dai contesti sociale e culturale. La ricerca ha un effetto sulla società ed è influenzata
da essa. Il contesto sociale e culturale può influenzare ciò che i ricercatori scelgono di studiare, le risorse
disponibili per supportare la loro ricerca e l’accettazione da parte della società dei loro risultati. Le critiche ai
risultati di ricerca provengono da chi vi si oppone sulla base di convinzioni personali o per interessi finanziari. Un
problema può presentarsi quando si cerca di comprendere il comportamento di persone di una diversa cultura
attraverso la prospettiva della propria. Questo rischio si chiama etnocentrismo. La ricerca cross-culturale è un
mezzo per evitare di studiare solo la cultura dominante.
3. Contesto etico
Gli scienziati devono assicurare che il contesto etico in cui si sviluppa l’attività scientifica rispetti degli standard
elevati. La frode e le bugie non dovrebbero giocare nessun ruolo nella ricerca. Ci sono però talvolta
una serie di violazioni all’integrità scientifica cui la falsificazione di dati, il plagio, il resoconto non completo
dei risultati, il mancato riconoscimento a chi ha contribuito alla ricerca, un uso improprio die fondi per la
ricerca, un trattamento non etico di persone e animali. L’inganno inoltre è uno dei problemi etici che i
ricercatori devono affrontare. Un’altra questione etica riguarda l’uso di animali per la comprensione della
psicopatologia umana. 1
aury.cordioli@gmail.com
PENSARE COME UN RICERCATORE
Gli scienziati sono scettici. Non vogliono solo vedere prima di credere, ma vedere più volte e in condizioni scelte
da loro stessi. L’evidenza scientifica più solida è una convergenza di prove ottenute da studi diversi che esaminano
lo stesso quesito di ricerca.
I ricercatori sono scettici perché riconoscono che ci possono essere più fattori che influenzano un fenomeno
psicologico e le spiegazioni proposte talvolta non sono esaustive poiché non sono stati considerati o identificati
tutti i fattori che possono giustificare un fenomeno.
Lo scetticismo porta gli scienziati ad essere più cauti, ma al tempo stesso per un ricercatore la fiducia gioca un
ruolo importante.
Il ricercatore deve fidarsi dei propri strumenti, dei partecipanti, dei risultati di ricerca dei suoi colleghi e del proprio
giudizio.
VALUTARE I RISULTATI DI RICERCA RIPORTATI DAI MEDIA
I ricercatori in psicologia pubblicano le loro scoperte in riviste professionali. La maggior parte della gente che
viene a contatto con dei risultati di ricerca li apprende dai media.
Ci sono due problemi quando i media riportano una ricerca: il primo è che questa non è sempre di buona qualità;
il secondo riguarda il rischio che qualcosa della ricerca possa andare perduto nel passaggio dalla pubblicazione ai
media. In genere i resoconti dei media sono riassunti della ricerca originale.
INIZIARE UNA RICERCA
I ricercatori si pongono tre quesiti quando iniziano un progetto di ricerca:
- Cosa studiare
- Come sviluppare l’ipotesi da verificare nella ricerca
- Se il quesito di ricerca è buono
Quando i ricercatori iniziano una ricerca tendono a identificare un’ipotesi, ovvero il tentativo di spiegare un
fenomeno.
Spesso questa viene espressa nella forma di predizione insieme alla sua spiegazione. La psicologia è una disciplina
con molte aree di studio e molte domande.
Nessuna singola metodologia di ricerca può rispondere da sola a tutti i quesiti sul comportamento e i processi
mentali; perciò, l’approccio migliore per rispondere ai quesiti è l’approccio multi -metodo, cioè la ricerca di una
risposta attraverso l’uso di varie metodologie di ricerca.
Quando si usa questo approccio le imperfezioni associate a ogni particolare metodo sono superate dagli altri
metodi che colmano le lacune.
CAPITOLO 2 IL METODO SCIENTIFICO
APPROCCIO SCIENTIFICO E INGENUO ALLA CONOSCENZA
Il comune modo di pensare considera vere le affermazioni usando l’intuito, che può condurre a errori. L’approccio
scientifico alla conoscenza è empirico anziché intuitivo.
L’intuito può avere un ruolo nelle prime fasi del metodo scientifico, di definizione della domanda di ricerca; le
risposte son però create attraverso prove empiriche.
OSSERVAZIONE
L’osservazione scientifica è sistematica e controllata. Mediante l’osservazione controllata gli scienziati ottengono
un quadro più chiaro dei fattori che producono un fenomeno.
Gli scienziati ottengono il più alto controllo quando conducono un esperimento. Nell’esperimento manipolano
una o più fattori e osservano gli effetti di questa manipolazione nel comportamento.
Le variabili indipendenti sono i fattori che il ricercatore controlla o manipola e nel più semplice degli studi questa
variabile ha due livelli:
- La condizione in cui il trattamento è presente è la condizione sperimentale
- Quella in cui il trattamento è assente è la condizione di controllo.
Le misure del comportamento usate per valutare l’eventuale effetto delle variabili indipendenti sono chiamate
variabili dipendenti. 2
aury.cordioli@gmail.com
RESOCONTO
Nei racconti quotidiani sono presenti distorsioni personali e impressioni soggettive.
Al contrario quando gli scienziati riportano le loro ricerche cercano di separare ciò che hanno osservato
empiricamente da ciò che hanno concluso sulla base delle osservazioni.
I resoconti scientifici cercano di essere obiettivi.
Un modo per stabilirne l’obiettività è vedere se un’altra persona nella stessa situazione avversa i medesimi eventi.
CONCETTI
I ricercatori si riferiscono ai concetti con il termine costrutti. Un costrutto è un concetto o un’idea; esempi di
costrutti psicologici sono l’intelligenza, l’aggressività e la memoria.
Per poter dare uno specifico significato a un costrutto i ricercatori lo definiscono operativamente.
Una definizione operativa spiega un concetto solo in termini di procedure usate per produrlo e misurarlo.
STRUMENTI
Per misurare gli eventi si dipende dagli strumenti.
L’accuratezza si riferisce alla differenza tra ciò che uno strumento ci mostra per vero e ciò che si sa essere vero.
L’accuratezza di uno strumento si ottiene calibrandolo con un altro che si sa essere corretto.
Le misure possono essere fatte da diversi livelli di precisione.
MISURAZIONE
Gli scienziati usano due tipi di misure per registrare le osservazioni: la misura fisica e la misura psicologica.
La prima comporta dimensioni per le quali esiste uno standard stabilito e uno strumento per attuare la
misurazione.
Però nella maggior parte delle ricerche psicologiche le misure non comportano dimensioni fisiche, ma costrutti
come la bellezza e l’intelligenza, per esempio, si servono della misura psicologica.
L’osservatore umano è lo strumento per questa misura. Le misure devono essere valide e attendibili.
La validità si riferisce alla capacità di un test di misurare esattamente ciò che si propone di misurare.
L’attendibilità è il grado di precisione di una procedura di misurazione. Si possono distinguere vari tipi di validità e
attendibilità della misurazione che sono dette proprietà psicometriche di un test psicologico.
La validità di una ricerca inoltre è legata alla qualità della ricerca stessa.
Una ricerca valida permette di considerare le conclusioni tratte da essa come affidabili.
IPOTESI
Per certi aspetti un’ipotesi può indicare come sono associate le variabili. Le variabili sono una caratteristica di un
oggetto/persona/evento che varia a seconda delle situazioni o degli individui.
Una caratteristica che distingue le ipotesi scientifiche è la verificabilità. Se un’ipotesi non può essere verificata
non è utile alla scienza.
Un’ipotesi non è verificabile se:
• I suoi costrutti non sono adeguatamente definiti
• È circolare, ovvero quando un evento è usato per spiegare l’evento stesso
• Si appella a idee non riconosciute dalla scienza, a qualcosa che non è osservabile o dimostrabile.
LA FINALITÀ DEL METODO SCIENTIFICO
Gli psicologi usano il metodo scientifico per rispondere a quattro finalità di ricerca: descrivere, predire, spiegare,
applicare.
1. Descrizione: i ricercatori definiscono, classificano e categorizzano eventi e relazioni per descrivere processi
mentali e comportamenti. Esempio: gli psicologi descrivono i sintomi di vulnerabilità nella depressione come
l’incapacità di portare a termine delle attività e il pessimismo rispetto al futuro.
2. Predizione: quando i ricercatori identificano le correlazioni tra variabili, sono in grado di predire processi
mentali e comportamenti. Esempio: quando il livello della depressione aumenta, i soggetti mostrano più
sintomi di vulnerabilità. 3
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3. Spiegazione: i ricercatori comprendono un fenomeno quando riescono a identificarne la causa. Esempio: i
partecipanti esposti a problemi non risolvibili diventano più pessimisti e meno desiderosi di affrontare nuovi
compiti dei partecipanti che devono affrontare problemi risolvibili.
4. Applicazione: gli psicologi applicano le loro conoscenze e i loro metodi di ricerca per migliorare la vita delle
persone. Esempio: il trattamento che incoraggia i depressi a tentare di risolvere un compito che può essere
facilmente risolto diminuisce il senso di vulnerabilità e il pessimismo dei depressi.
COSTRUZIONE E VERIFICA DI UNA TEORIA SCIENTIFICA
Le teorie sono idee su come lavora la natura. Gli psicologi propongono delle teorie sulla natura del
comportamento e dei processi mentali, sulle ragioni del comportamento e del pensiero delle persone e degli
animali.
Una teoria psicologica può essere sviluppata usando dei livelli di spiegazione diversi:
- Livello fisiologico, la teoria propone cause biologiche
- Livello concettuale, la teoria propone cause psicologiche.
Le teorie hanno obbiettivi diversi, alcune vogliono spiegare fenomeni specifici, altre hanno obbiettivi più ampi nel
tentativo di descrivere fenomeni complessi come l’amore.
Gli scienziati sviluppano teorie da un insieme di osservazioni, intuizioni, fatti e idee.
I ricercatori, per costruire una teoria, partono da ciò che è noto di un problema o un quesito di ricerca e cercano
errori o omissioni, ossia i limiti delle precedenti ricerche.
La teoria scientifica è una serie di proposizione organizzate con logica che servono a definire gli eventi, descrivere
le relazioni tra essi e spiegare il loro verificarsi.
Le funzioni principali di una teoria sono quelle di strutturare la conoscenza empirica e suggerire ipotesi verificabili
che indirizzino la ricerca futura.
Le teorie richiedono che vengano ipotizzati dei fattori intervenienti per giustificare il comportamento osservato.
I fattori intervenienti sono quei processi o variabili che stabiliscono un collegamento tra le variabili indipendenti
manipolate e le variabili dipendenti misurate successivamente.
Le buone teorie sono:
- Logiche: hanno un senso e le predizioni possono essere logicamente dedotte
- Precise: le predizioni sul comportamento sono specifiche e non generali.
- Parsimoniose: la spiegazione più semplice per un fenomeno è la migliore.
CAPITOLO 3 LA MISURAZIONE IN PSICOLOGIA
COSTRUTTI PSICOLOGICI: TRA TEORIA E PRATICA DI RICERCA
Un costrutto è un concetto astratto che indica un complesso organizzato della vita psichica non osservabile
direttamente. Per poterlo misurare occorre fornire una definizione operativa del costrutto stesso, ma non sempre
la definizione e i costrutti di una ricerca sono chiaramente definiti.
Il processo di ricerca presuppone di partire dalle domande di ricerca e capire quali sono i costrutti che vengono
analizzati in tali domande.
Le teorie sono costruite usando dei costrutti teorici che sono concetti psicologici; tali costrutti hanno all’interno
di ogni teoria una definizione precisa.
Tale definizione va comunque inserita in un contesto teorico più ampio e va definita in modo più preciso, perché
senza questo lavoro si rischia di condurre una ricerca vaga.
Un costrutto non viene osservato direttamente nella realtà, ma è possibile studiarlo attraverso l’individuazione di
aspetti osservabili e misurabili, che possono essere il comportamento delle persone, le loro descrizioni del loro
mondo interno.
Da un lato quindi si deve passare dalla teoria ai costrutti, attraverso le definizioni teoriche; dall’altro dai costrutti
alle variabili attraverso le definizioni operative, che permettono di scegliere le variabili da utilizzare per poter
osservare il costrutto.
DAI COSTRUTTI ALLE VARIABILI: L’OPERAZIONALIZZAZIONE
Una volta individuato il costrutto e la sua definizione, comincia il processo di traduzione del costrutto in
comportamenti osservabili. 4
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Questo processo è detto operazionalizzazione e senza di esso non è possibile passare dai concetti teorici alle
variabili che costituiscono gli aspetti osservabili attraverso cui mettere alla prova le teorie dei ricercatori.
Il significato di un costrutto è dato dall’insieme delle operazioni mediante i quali esso è applicato alla realtà.
Per misurare i costrutti latenti occorre selezionare una serie di indicatori osservabili (variabili) da misurare.
Tali indicatori possono essere di due tipi:
- Indicatori riflettivi, cioè che riflettono il costrutto, sono manifestazioni osservabili del costrutto stesso
- Indicatori formativi, cioè che l’indicatore osservabile definisce il costrutto stesso.
COME SI MISURA
La scelta degli strumenti di misura è legata al tipo di variabile scelta. Ogni strumento usato in psicologia dice
qualcosa di diverso.
Il processo di misurazione viene affrontato in modo di verso a seconda dello strumento usato.
Se si sceglie di usare uno strumento self-report costituito da item già predisposti dal ricercatore, che dà possibilità
di risposta a formato chiuso, si può usare una scala di misurazione.
Se invece si fa la stessa domanda senza fornire una scala di misura si ottengono risposte verbali e si dovrà poi
decidere come tradurre le parole in numeri.
Cosa deve essere considerato propriamente misurazione di un costrutto psicologico non è chiaro.
Alcuni ritengono che la misurazione possa essere considerata tale solo se produce numeri, altri ritengono che
anche i processi che producono dati qualitativi forniscano informazioni importanti per la misurazione.
SCALE DI MISURA
Quando i ricercatori decidono di misurare comportamenti specifici, devono decidere quale scala di misura usare.
In psicologia bisogna stabilire cosa si sta misurando del costrutto.
Nel 1951 Stevens ha proposto una classificazione delle possibili scale di misura; secondo lui ci sono quattro livelli
di misurazione, o scale di misura, che si applicano sia a misure fisiche che psicologiche: nominale, ordinale, a
intervalli equivalenti, a rapporti equivalenti.
TEORIE SULLA MISURAZIONE
Dopo aver scelto la scala di misura da usare, biso
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