Macroeconomia
Capitolo 1: La macroeconomia come scienza
La macroeconomia studia l'economia nel suo complesso.
Come pensano gli economisti
Come ogni scienza, l'economia ha un proprio strumento. Gli economisti ricorrono a modelli per capire il mondo. I modelli economici spiegano, spesso in termini matematici, il rapporto che lega due o più variabili. In generale, nei modelli si possono distinguere due variabili:
- Variabili esogene: variabili che il modello prende per date, vengono imposte al modello. Sono esterne al modello e ne rappresentano i fattori in entrata.
- Variabili endogene: trovano una spiegazione o una soluzione nell'ambito del modello e ne rappresentano i fattori di uscita.
Lo scopo del modello è vedere come le variabili esogene condizionano quelle endogene. Cosa succederà alle variabili endogene alla variazione delle variabili esogene.
Prezzi flessibili o vischiosi
Il modello di market clearing (equilibrio di mercato) ipotizza che i mercati siano sempre in equilibrio, per cui il prezzo di qualsiasi bene è indicato dall'intersezione della curva di domanda e di offerta. Affinché il mercato sia sempre in equilibrio, i prezzi devono adattarsi istantaneamente alle variazioni della domanda e dell'offerta. Dunque, i modelli di market clearing ipotizzano che i prezzi siano flessibili. Mentre nella realtà i prezzi sono vischiosi. Questo però non rende impossibile il modello di market clearing, poiché pur non descrivendo il sistema economico in ogni dato istante, descrive ciò a cui tende il sistema economico.
La flessibilità dei prezzi si adatta allo studio di relazioni nel lungo periodo, perché i prezzi in un lungo periodo possono variare. Mentre l'ipotesi di vischiosità si adatta nel breve periodo, dove i prezzi sono fissi a un livello predeterminato.
Capitolo 2: I dati della macroeconomia
Gli economisti ricorrono a diversi tipi di dati per misurare l'andamento di un sistema economico. Tre variabili macroeconomiche sono particolarmente importanti.
- Il PIL
- Il tasso di inflazione: misura la velocità a cui variano i prezzi
- Il tasso di disoccupazione: misura la quota di forza lavoro priva di occupazione stabile.
Il PIL, prodotto interno lordo
È il valore mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti nell'ambito di un sistema economico in un dato periodo di tempo. Da questa definizione vengono date due diverse interpretazioni:
- La prima identifica il Pil come il reddito totale di tutti i coloro che partecipano al sistema economico
- La seconda lo vede come la spesa totale per l'acquisto dei beni e servizi.
Il PIL misura il flusso di moneta di questo sistema economico.
Flusso e stock
Gli economisti sono soliti a distinguere tra due tipi di variabili quantitative: stock e flussi. Uno stock è una quantità misurata in un dato istante, mentre il flusso è la quantità misurata in unità di tempo. Esempio: in una vasca da bagno, la quantità d'acqua nella vasca è uno stock, mentre la quantità d'acqua che sgorga dal rubinetto è il flusso.
- Il patrimonio di un individuo è lo stock, il suo reddito e la sua spesa sono i flussi
- Il numero di disoccupati è lo stock, il numero degli individui che vengono licenziati è un flusso.
Calcolo del PIL
Un sistema economico avanzato produce una vasta gamma di beni e servizi diversi. Il PIL riassume il valore di questi beni in un'unica misura, la diversità dei prodotti di un sistema economico complica il calcolo del PIL perché ogni prodotto ha un valore diverso.
Esempio: supponiamo che un sistema economico produca quattro mele e tre pere, quanto è il PIL?
PIL = (P mele) x (Q mele) + (P pere) x (Q pere)
- Beni usati: il PIL misura il valore dei beni e servizi di produzione corrente, la vendita di beni usati rappresenta un trasferimento di patrimonio, non un aumento di reddito del sistema economico. Dunque, la vendita di beni usati non risiede nel calcolo del PIL.
- Produzione invenduta: dei beni in più non vengono venduti, supponiamo che quei beni non possano essere più venduti, allora l'impresa non ottiene nessun ricavo addizionale, la spesa totale dell'economia non è cambiata quindi questo non incide sul PIL. Se invece, il bene non venduto può essere venduto successivamente, viene usato come una scorta futura, perciò la spesa per la scorta aumenta e il PIL aumenta. Se le scorte in magazzino vengono vendute, queste non fanno variare il PIL.
- Beni intermedi e valore aggiunto: i beni intermedi sono quei prodotti che vengono acquistati dall'impresa, utilizzati nel processo produttivo e una volta finito cessano di esistere. Le materie prime vengono trasformate in beni intermedi da un'impresa che li cede alla seconda per lavorazioni finali. I beni intermedi non rientrano nel calcolo del PIL, perché il valore del bene intermedio è incorporato nel prezzo finale, aggiungere il valore del bene intermedio porterebbe a una doppia contabilizzazione. Dunque, il Pil è il valore totale dei beni e dei servizi finali prodotti dal sistema economico. Un modo per contabilizzare tutti i beni finali è sommare il valore aggiunto in ciascuna fase della produzione. Il valore aggiunto di un'impresa è uguale: VA = valore del prodotto - prodotti intermedi, usati per realizzarlo.
PIL reale e PIL nominale
PIL nominale: valore totale dei beni e dei servizi misurato a prezzi correnti.
PIL = (P mele x Q mele) + (P pere x Q pere)
PIL Nominale = Pt Qt
PIL reale: una misura più efficace del benessere economico che non tiene conto della variazione di prezzo. Illustra cosa accadrebbe alla spesa se cambiassero le quantità ma non i prezzi. Misura il reddito totale di tutti i soggetti che partecipano al sistema economico depurato dal livello di prezzi.
Il primo passo è scegliere un anno di riferimento in cui fissare i prezzi, e si calcola il PIL degli anni successivi.
PIL = (P mele x Q mele) + (P pere x Q pere)
PIL Reale = Qt
La crescita del PIL reale non è costante, è caratterizzata da periodi nei quali il PIL reale diminuisce, cioè periodi di recessione o di depressione se sono di entità maggiore.
Deflatore del PIL
Conoscendo il PIL reale e il PIL nominale, possiamo calcolare una terza quantità, il deflatore del PIL, cioè il rapporto tra il PIL nominale e il PIL reale. Il deflatore del PIL misura il prezzo di produzione aggregata in rapporto ai prezzi dell'anno base.
Con la classificazione macroeconomica il PIL viene suddiviso in macrocategorie:
- Consumo (C): spesa finalizzata al consumo, consumi delle famiglie, acquisti dei beni da parte delle famiglie.
- Investimenti (I): investimenti da parte delle imprese, scorte, macchinari, attrezzature produttive. Investimenti in abitazioni.
- Consumo e investimenti della pubblica amministrazione (G): spese per beni e servizi quali dotazioni militari per l'esercito, servizi offerti da dipendenti pubblici, presentazioni pensionistiche sussidi di disoccupazione. Investimenti come costruzioni di scuole, autostrade ecc.
- Esportazioni nette (NX): corrispondono al valore dei beni e dei servizi esportati all'estero, meno il valore dei beni e servizi importati da altri paesi.
Il valore delle esportazioni è positivo se il valore delle esportazioni è maggiore al valore delle importazioni; è negativo in caso contrario. La somma di tutte queste spese costituisce il PIL, identificato come Y:
Y = C + I + G + NX
Questa equazione è detta identità contabile del reddito nazionale.
Altre misure di reddito:
PNL, prodotto nazionale lordo
Il PIL misura il reddito aggregato prodotto all'interno di un paese, mentre il PNL misura il reddito aggregato dei residenti del paese.
PNL = PIL + redditi esteri di residenti - redditi interni di non residenti
PNN, prodotto nazionale netto
Si sottraggono al PNL l'ammortamento di capitale, cioè la stima della perdita di valore dello stock degli impianti, attrezzature e fabbricati residenziali verificatasi nel corso dell'anno.
PNN = PNL - ammortamenti di capitale
PIL reale pro capite
Questo confronta il PIL dei pesi internazionali con monete diverse, per garantire la parità di potere d'acquisto.
L'inflazione
L'inflazione rappresenta l'aumento generalizzato dei prezzi. L'indicatore del livello generale dei prezzi è l'indice dei prezzi consumo IPC. L'IPC ha il compito di rilevare il prezzo di migliaia di beni e servizi, trasforma i prezzi di una molteplicità di prodotti in un unico indicatore che misura il livello generale dei prezzi.
Quale procedura si usa per aggregare una molteplicità di prezzi in un unico dato affidabile?
Si calcola il prezzo di un paniere di beni e servizi rispetto al prezzo medesimo paniere nell'anno base.
L'anno base è il 2017. L'indice descrive quanto costa oggi acquistare tot mele e tot pere rispetto al costo dello stesso paniere nel 2017.
Differenza tra IPC e deflatore Pil:
Deflattore PIL Indice prezzo consumo (IPC)
- Misura il livello dei prezzi di tutti i beni e servizi prodotti nel sistema economico.
- Misura il livello dei prezzi di tutti i beni e servizi acquistati dai consumatori.
Comprende solo beni e servizi prodotti all'interno dei confini nazionali.
- Comprende beni e servizi prodotti all'esterno dei confini nazionali.
Disoccupazione
Il tasso di disoccupazione viene rilevato tramite un'indagine campionaria periodiche attraverso questionari, e rileva la percentuale di individui che, pur desiderando di lavorare, non hanno un'occupazione. Sulla base delle risposte al questionario ogni adulto viene classificato in una di queste tre sezioni:
- Occupato: persona che lavora a tempo pieno o indeterminato in un'occupazione remunerata.
- Disoccupato: persona che non ha occupazione, ma è disponibile a cominciare a lavorare ed è attivamente impegnata nella ricercata di un'occupazione.
- Non partecipante alla forza lavoro: persona economicamente inattiva, colui che non ha un'occupazione e non è interessato a trovarne una.
La forza lavoro è data dalla somma degli occupati e disoccupati.
Forza lavoro = n occupati + n disoccupati
Tasso di disoccupazione = (n disoccupati / forza lavoro) x 100
Tasso partecipazione alla forza lavoro = (forza lavoro / popolazione adulta) x 100
Capitolo 3: Il reddito nazionale
La produzione di beni e servizi di un sistema economico, cioè il suo PIL, dipende da:
- La quantità di fattori di produzione di cui l'economia dispone
- La capacità di trasformare questi fattori di produzione in beni e servizi
I fattori di produzione
Vengono utilizzati per produrre beni e servizi. I due fattori più importanti sono il capitale e il lavoro. K e L. Il capitale è costituito da tutti gli attrezzi o gli utensili che i lavoratori utilizzano per produrre e il lavoro è costituito dal tempo che gli individui dedicano alle attività produttive.
Ipotizzeremo che i fattori di produzione K e L siano disponibili in quantità fisse nel sistema economico. Quindi possiamo scriverli ipotizziamo anche che i due fattori vengano pienamente utilizzati, cioè che nessuna risorsa venga sprecata. La funzione di produzione è rappresentata dagli input che ci danno un certo output Y = F(K, L). La funzione è rappresentata dai rendimenti di scala costante. Cioè a un aumento proporzionale di tutti i fattori corrisponde un aumento proporzionale della produzione.
Prendiamo in considerazione un'unica impresa che agisce in concorrenza perfetta. Per produrre beni e servizi, l'impresa ha bisogno di capitale e lavoro. L'impresa ha una funzione di produzione Y = F (K, L). L'impresa vende il proprio prodotto a un prezzo P, corrisponde ai lavoratori un salario W e remunera capitale con una rendita R. L'obiettivo dell'impresa è massimizzare profitto. Questo è pari alla differenza tra ricavi e costi:
Ricavo = P (prezzo bene) x Y (quantità prodotta)
Costi = costo lavoro: W x L; costo capitale: R x K
Profitto = ricavo - costo lavoro - costo capitale = PY - WL - RK
Come fa l'impresa a stabilire quali sono le quantità che massimizzano il profitto?
-
Esaminiamo la quantità lavoro. Aggiungiamo un'unità di lavoro e vediamo come cambiano i profitti. Troviamo quindi il prodotto marginale del lavoro PML = quantità aggiuntiva di prodotto che l'impresa ottiene da ogni unità addizionale di lavoro. Mantenendo il capitale costante.
PML = F(K, L + 1) - F(K, L) è pari alla differenza tra la quantità prodotta con L+1 unità di lavoro e la quantità prodotta con L unità di lavoro. PML diminuisce all'aumentare della quantità di lavoro impiegata. Curva decrescente.
Calcoliamo il profitto: ricavo - costo
Profitto = (PML x P) - W
- Se PML x P > W l'unità di lavoro addizionale accresce il profitto, quindi l'impresa continuerà ad assumere lavoro fino a quando non produce più profitto cioè fino a quando PML x P = W
- PML = W/P (salario reale)
L'impresa assumerà lavoratori fino a quando il prodotto marginale sarà uguale al salario reale.
-
Esaminiamo la quantità capitale. Anche in questo caso si esamina il prodotto marginale.
PMK = la quantità addizionale di prodotto che l'impresa ottiene in ogni unità di capitale in più. Mantenendo il lavoro costante.
PMK = F(K + 1, L) - F(K, L) anch'esso caratterizzato da una curva decrescente.
Calcoliamo il profitto: ricavo - costo
Profitto = PMK x P - R
L'impresa massimizza il suo profitto quando PMK = R/P (rendita reale)
Il reddito che rimane alle imprese dopo aver remunerato i fattori di produzione è il profitto economico, destinato ai proprietari delle imprese.
Profitto economico = Y - (PML x L) - (PMK x K)
Se vogliamo trovare il reddito totale (PIL) scriviamo:
Y = (PML x L) + (PMK x K) + profitto economico
- Se la funzione gode di rendimenti di scala costanti, il profitto economico è nullo, ciò vuol dire che dopo la remunerazione dei fattori produttivi non rimane nulla per i proprietari delle imprese.
- Profitto contabile: nel mondo reale la maggior parte delle imprese è proprietaria dei beni capitali che utilizza, poiché proprietari dei capitali e delle imprese sono gli stessi individui, i profitti sono la remunerazione del capitale.
Funzione di produzione di Cobb Douglas
Come si determina l'equilibrio macroeconomico
Ipotizziamo un'economia chiusa in cui le esportazioni nette sono nulle. In un'economica chiusa la produzione aggregata ha tre possibili impieghi. Queste tre componenti del pil sono espresse:
Y = C + I + G
C = Il consumo
Il reddito complessivo degli individui corrisponde alla produzione aggregata Y. Lo stato tassa gli individui a un ammontare T. Definiamo reddito disponibile la parte di reddito che rimane dopo il pagamento delle imposte. Y-T. Gli individui allocano il proprio reddito tra consumo e risparmio. Ipotizzando che il livello di consumo dipenda direttamente dal reddito disponibile: quanto più levato il reddito disponibile tanto più è elevato il consumo, allora: C = C(Y-T).
Questa equazione esprime il consumo in funzione del reddito disponibile. Questa relazione è chiamata funzione di consumo.
- La propensione marginale di consumo (PMC) è la variazione del livello di consumo che si verifica di fronte a un aumento unitario del reddito disponibile. Il valore della PMC è compreso tra 0 e 1. Se un individuo ottiene un euro di reddito in più ne risparmierà una parte. Se PMC = 0,70, l'individuo consumerà 0,70 e risparmierà 0,30. È uguale alla variazione del consumo diviso la variazione del reddito disponibile.
Graficamente la funzione di consumo indica quanto aumenta il consumo quando il reddito disponibile aumenta di una unità, dunque la pendenza corrisponde a PMC.
I = Investimento
Acquisto di macchinari, beni, impianti per produrre di più nel periodo successivo, o per rimpiazzare capitale. La quantità domandata di beni di investimento dipende dal tasso di interesse cioè dal costo delle risorse necessarie per l'acquisto di tali beni. La funzione di investimento mette in relazione la spesa per l'investimento I con il tasso di interesse reale r. Il tasso di interesse reale rappresenta il costo dell'indebitamento per avviare l'investimento. Quanto più il tasso di interesse aumenta, tanto più la spesa per l'investimento diminuisce. La curva di funzione di investimento infatti è inclinata negativamente.
I = I(r)
G = La spesa pubblica
Acquisto di beni e servizi da parte dello stato. È una variabile esogenamente determinata come T (imposte). Per analizzare l'effetto della politica fiscale sulle variabili endogene (investimento e tasso di interesse).
Equilibrio nel mercato di beni e servizi:
La domanda della produzione totale dell'economia è determinata dal consumo, investimento e spesa pubblica; il consumo dipende dal reddito disponibile, l'investimento...
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