cap.1
Il termine Economia deriva dall’unione di due parole di origine greca, e sono “Oikos”
da Eco- che significa casa e “Nomos” da -nomia che significa legge pertanto in
italiano il termine tradotto significa “Gestione della casa” che associato al termine
Politica, derivante anch'esso dal greco dalla parola Polis cioè città , significa
“Regola dell’amministrazione della società”.
L’economia politica è una scienza che studia le relazioni tra i nuclei familiari
(individui) e le imprese (aziende) in una determinata area geografica.
Tra i nuclei familiari e le imprese avvengono delle transazioni tramite mezzi di
scambio come: la moneta o dei servizi.
L’economia politica determina:
● Come gli individui si guadagnano da vivere;
● Come allocare risorse ai vari usi possibili;
● Come l’attività economica influenza il nostro benessere e l’ambiente che ci
circonda.
L’economia politica ha la funzione di risolvere il problema economico, ossia le tre
domande che deve porsi qualsiasi società:
1. Quali beni e servizi dovrebbero essere prodotti?
2. Come dovrebbero essere prodotti tali beni e servizi?
3. Chi dovrebbe ricevere i beni e servizi prodotti?
Come? Grazie alle risorse a disposizione dell’economia:
● Terra, ossia l’insieme delle risorse naturali e delle materie prime presenti sul
pianeta;
● Lavoro, cioè l’insieme delle energie fisiche e mentali spese dagli individui
durante il processo di produzione;
● Capitale, cioè l’insieme di attrezzature e strutture utilizzate per produrre beni
e servizi.
Purtroppo le risorse disponibili solitamente sono scarse rispetto alla loro domanda.
La scarsità è un vincolo e implica che la società dispone di risorse limitate non
sufficienti per soddisfare la domanda di tutti i beni e servizi desiderati dal nucleo
familiare, pertanto esiste una tensione tra bisogni e desideri, in cui i bisogni
corrispondono a tutto ciò che è necessario alla nostra sussistenza, come un
vestiario,cibo e cure mediche; invece i desideri corrispondono a tutti i beni e servizi
che secondo noi ci rendono la vita più felice, come le vacanze, un vestiario di alta
moda e beni preziosi. Pertanto il nucleo familiare e le imprese prendono decisioni su
come allocare redditi e risorse per soddisfare tali bisogni e desideri. Gli economisti
sono interessati a scoprire quali sono le cause di tali situazioni di attrito che si
creano tra i due gruppi nel momento in cui vanno incontro ad un processo
decisionale e di individuare le possibili azioni da adottare per migliorare le condizioni
di vita di entrambi i gruppi.
Le decisioni individuali determinano l'andamento dell'attività economica, perché si
verifica un Trade-Off cioè il processo decisionale da parte dell’individuo nel scegliere
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tra due o più alternative in cui la diminuzione di una quantità costituisce un aumento
di un’altra. Inoltre è di vitale importanza che l’individuo riconosca i possibili
miglioramenti e/o peggioramenti dei trade-off, in particolar modo bisogna tener conto
del costo-opportunità, cioè il valore dei benefici a cui bisogna rinunciare (guadagno
nascosto Casa o Villa), che solo un economista riesce a definire nei migliori dei
modi. Gli agenti economici arrivano alla decisione corretta quando raggiungono la
condizione di equilibrio tra Bmg = Cmg nel caso in cui ci troviamo in un modello
economico con individui che agiscono seguendo un comportamento razionale.
E’ possibile fare questo ragionamento tramite l’analisi marginale, cioè determinare
se è possibile ricavare un profitto sostenendo delle spese extra, tramite le variazioni
marginali che sono i cambiamenti incrementali rispetto ad un piano definito.
Gli obiettivi da raggiungere sono quelli di:
● Massimizzare la soddisfazione che i consumatori traggono dal proprio
reddito;
● Massimizzare i profitti delle imprese e minimizzare i loro costi.
Gli individui prendono decisioni confrontando tra loro costi e benefici e considerando
razionale il loro comportamento, se questi ultimi cambiassero di valore di
conseguenza anche le loro scelte cambierebbero, pertanto gli individui rispondono
agli incentivi. (es. guidare male = multa).
I supervisori per indurre gli individui a svolgere determinate azioni adottano un
sistema di incentivi chiamato Nudgeing anche se non sempre i risultati ottenuti
corrispondono a quelli desiderati, infatti in questo caso le conseguenze negative
sono dette “non intenzionali”. Gli incentivi provocano un’interazione tra gli individui
poiché chi prende decisioni influenza non solo se stesso ma anche la vita degli altri.
Il nudgeing e l’interazione tra individui sono due fattori che influenzano i mercati,
infatti le tre domande del problema economico vengono affrontate dal sistema
economico cioè il modo in cui le risorse vengono allocate per provvedere ai bisogni
degli individui.
Tra i sistemi economici più diffusi al mondo abbiamo il sistema capitalista, basato
sui principi della proprietà privata dei fattori di produzione per produrre beni e
servizi che vengono scambiati tramite il meccanismo dei prezzi, in cui la
produzione è intrapresa al fine di ricavare profitti. Tale sistema, analizzato anche da
Karl Marx, sfrutta i lavoratori e molto spesso si trova in fasi di instabilità, pertanto
non garantisce a tutti il benessere di vita. Di conseguenza si sono formati sistemi
economici alternativi, come le economie pianificate definite pure sistemi
comunisti o a pianificazione centralizzata, in cui l’attività economica viene svolta
dallo Stato che risponde alle domande economiche fondamentali, per raggiungere
un maggiore benessere ed equità nel paese.
Ma i mercati non sempre riescono ad allocare le risorse in modo efficiente, perciò gli
economisti definiscono tali situazioni come fallimento del mercato:
● Esternalità, cioè gli effetti delle azioni di un individuo su un altro individuo
esterno non coinvolto. 2
● Potere di mercato, cioè la capacità di un soggetto economico di poter
influenzare i prezzi o la produzione di un mercato.
Quando si presentano dei fallimenti vengono indetti dei provvedimenti pubblici con il
fine di migliorare l’efficienza economica ma, dichiarare che lo Stato possa migliorare
le condizioni del mercato non significa che possa sempre riuscirci, pertanto le cause
che muovono lo Stato a tentare di migliorare il mercato sono soddisfare logiche
interne alla politica oppure buone intenzioni di migliorare lo stato.
Il ruolo dell’economista è: stabilire se i provvedimenti di politica economica siano
giustificati dalla promozione dell’efficienza o dall’equità.
L'economia è divisa in:
● macroeconomia, che studia il sistema economico nel suo complesso, ad
esempio gli effetti del debito pubblico, l'andamento del tasso di
disoccupazione ed i possibili interventi per stimolare la crescita.
● microeconomia, che studia i processi decisionali di imprese, individui e la
loro interazione, ma in particolare i mercati come l'effetto delle tasse sui
consumatori, della concorrenza sui profitti, e le strategie di prezzo delle
imprese.
Il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi.
Uno dei concetti chiave della macroeconomia è quello di crescita economica. Una
misura del benessere economico di un paese è data dal prodotto interno lordo
(PIL) del singolo individuo pro capite. Guardando i dati risulta chiaro come la gran
parte delle economie avanzate abbia un reddito pro capite elevato, mentre altre
presentano un reddito medio molto inferiore. Non sorprende che a queste forti
differenze corrisponda una disuguaglianza altrettanto marcata della qualità della vita
e del tenore di vita. La variazione del tenore di vita tra i paesi è dovuta da differenze
di produttività, cioè dalla quantità di beni e servizi prodotti da un lavoratore nell'unità
di tempo. Analogamente, il tasso di crescita della produttività di un paese determina
il tasso di crescita del suo reddito medio.
L’INFLAZIONE
Cos'è l’inflazione? E' la crescita del livello generale dei prezzi in un sistema
economico. Dato che un'inflazione elevata impone vari costi alla società, contenere
la crescita del livello dei prezzi è uno degli obiettivi dei responsabili delle politiche
economiche di tutto il mondo. Perché esiste? Nella maggior parte dei casi l'inflazione
è elevata a causa dell’aumento di moneta. Se lo Stato stampa molta moneta, il suo
valore tende a crollare. Nel breve periodo la società si confronta con un trade-off tra
inflazione e disoccupazione.
Se il governo aumenta la quantità di moneta non vi è solo l'inflazione come
conseguenza ma anche la disoccupazione. La curva che descrive il trade-off di
breve periodo tra inflazione e disoccupazione è detta curva di Phillips.
Quest'ultima è rilevante anche per l'analisi del ciclo economico cioè delle
fluttuazioni marcate e imprevedibili dell'attività economica e di variabili economiche.
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PENSARE DA ECONOMISTA
● La metodologia economica, Metodologie diverse si basano su ipotesi e
sistemi di valori differenti che influenzano il modo in cui un problema viene
considerato. Probabilmente la metodologia dominata è l'approccio
neoclassico, detto anche 'economia mainstream' o convenzionale.
● Economia femminista, L'economia femminista mette in discussione molte
delle ipotesi della scuola neoclassica. Il benessere economico secondo
determinati economisti, non è conferito solo attraverso lo scambio nei mercati,
ma include anche il lavoro non retribuito che viene svolto tra le mura
domestiche. (sia per maschi che per femmine). Di conseguenza, l'attività
economica deve includere una valutazione di questo tipo di lavoro non
retribuito.Partire dal presupposto che solo il 'lavoro' abbia un valore tradisce il
giudizio di valore che relega l'analisi del lavoro non retribuito a un livello
inferiore rispetto a quella del lavoro retribuito.
● L'economia marxista, presenta interpretazioni diverse ,essenzialmente per
gli stessi fenomeni, e si è sviluppata a partire dal lavoro svolto da Karl Marx
nel diciannovesimo secolo. Marx cercò di analizzare e comprendere il sistema
economico capitalista, nonché di spiegare le modalità e le ragioni della
produzione e le circostanze nelle quali diversi gruppi sociali detengono un
potere economico. L'economia Marxista concepisce imprese e mercati non
come entità ma come gruppi di esseri umani e sono questi ultimi a prendere
le decisioni. Alcuni controllano i mezzi di produzione e sono in grado di
sfruttare tale potere in modi che conducono a risultati diversi e portano
dinamismo all'economia. Ma tale dinamismo può essere autodistruttivo, e la
concorrenza tra capitalisti che tentano di mantenere il controllo sui mezzi di
produzione è parzialmente responsabile dell'alternarsi di espansioni e
contrazioni nelle economie capitaliste.
Gli economisti neo classici forniscono spiegazioni diverse delle fluttuazioni del ciclo
economico.
● La scuola austriaca, secondo gli accademici viennesi la massimizzazione
del benessere economico avviene quando ai mercati è permesso di
funzionare liberamente, e di conseguenza i governi dovrebbero ricoprire un
ruolo minimo nell'economia. Le libertà individuali sono un principio
fondamentale per la scuola economica austriaca. La scuola austriaca non è
più a Vienna ma in varie parti del mondo e due dei massimi esponenti sono
Carl Menger e Ronald Coase il quale ha vinto anche un premio Nobel per
l'economia. Gli economisti della scuola austriaca spiegano i cicli economici
focalizzandosi sul lato dell'offerta dell'economia, invece che su quello della
domanda. E' un eccesso di offerta a condurre l'economia in recessione; tale
eccesso può essere causato a sua volta da tassi di interesse troppo bassi,
che conducono a livelli troppo alti di investimento e alla disponibilità di moneta
a buon mercato. Questi sono i fattori che innescano l'inflazione. Ma per gli
economisti austriaci il problema dell'economia politica in sé non è l'inflazione,
ma piuttosto un sintomo di un disequilibrio nel settore finanziario
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dell'economia. La scuola austriaca si basa sull'analisi di tipo narrativo invece
che sono analisi matematica, statistica ed empirica, e di conseguenza e
conclusione a cui giunge non possono essere verificate.
L'ECONOMISTA COME SCIENZIATO
L'economia ha cercato di adottare le tecniche utilizzate dalle scienze fisiche. Per
esempio, se qualcuno avesse un'aspettativa tale da alzare entrate fiscali, così
elevate rispetto a quello che in realtà sarebbe, allora si afferma che l'economista non
fornisce un giudizio sulla validità della politica, ma indica solamente se i fatti
confermano o meno l'informazione iniziale. Gli scienziati affermano di cercare la
verità, ossia verificare se si possono raccogliere dati che confermano o confutano
determinate affermazioni sul funzionamento del mondo.l'approccio scientifico implica
la formulazione di teorie, la raccolta di dati, e poi la loro analisi nel tentativo di
convalidare o confutare le teorie formulate. Si tratta di un aspetto importante perché
le teorie sono predittive: se vogliamo fare previsioni sul futuro, su cui basare le
decisioni da prendere oggi, evitare che la teoria utilizzata sia solida. Questo è il
motivo per cui l'economia debba essere considerata una scienza. Ma l'essenza di
qualsiasi scienza è il metodo scientifico cioè la verifica delle teorie.
● L'empirismo, Come hanno fatto gli economisti a scoprire che stampando
troppa moneta i prezzi aumentano? Le prove a favore di questo principio sono
di natura empirica. Attraverso l'osservazione e l'esperienza si può parlare di
ipotesi, di teorie al fine di sviluppare modelli in cui sono presenti i dati raccolti,
soprattutto per sottoporre a verifica la teoria. Dopo aver formulato un'ipotesi,
l'economista può usare il metodo scientifico per sottoporla a verifica e stabilire
se essa possa essere confermata o rifiutata. Se l'ipotesi è confermata può
essere utilizzata per trarre conclusioni ed elaborare previsioni. Dato lo studio
di quest'ultimo è importante rispondere alla domanda fatta all'inizio. Se gli
economisti o servono una rapida crescita dei prezzi in un paese, potrebbero
notare anche che questi stata accompagnata da un veloce aumento
dell'offerta di moneta. Sulla base della loro analisi gli economisti potrebbero
essere spinti a formulare una teoria dell'inflazione che afferma che si genera
un elevato tasso di inflazione in presenza di un eccesso di moneta nel
sistema economico. Ad esempio: Se in molte altre nazioni la crescita della
quantità di moneta non fosse correlata al tasso di crescita dei prezzi, gli
economisti dubiterebbero della validità della loro teoria; se invece i dati
internazionali presentassero una forte correlazione sarebbero più sicuri della
sua correttezza. Economisti hanno difficoltà ad effettuare esperimenti in
campo economico. Un economista che studia l'inflazione non può pretendere
di modificare la politica monetaria di una nazione con il solo intento di potere
e poi disporre di dati utili alla sua ricerca quindi deve affermare il vero. La
storia è fondamentale in questo campo.
● Il ragionamento induttivo e deduttivo:
1. Il ragionamento induttivo si riferisce al processo di osservazione
attraverso il quale si possono individuare schemi ricorrenti che
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forniscono attraverso il quale si possono individuare schemi ricorrenti
che forniscono prove a sostegno di un'ipotesi, creando il terreno per la
formulazione di una teoria.
2. Il ragionamento deduttivo inizia con una teoria da cui viene poi desunta
un'ipotesi, che viene quindi sottoposta alla prova dell'osservazione per
essere confermata o rifiutata. Ci sono due metodi diversi di affrontare
la ricerca e possono essere strettamente collegati. E' necessario
metterlo in discussione e sottoporlo a ulteriori verifiche. Le ipotesi
possono essere poste in discussione col passare del tempo, e
cambiarne la teoria precedente.
Le teorie possono essere usate per spiegare un fenomeno e formulare previsioni.
La teoria delle curve di indifferenza e del vincolo di bilancio può essere utilizzata per
spiegare il comportamento del consumatore. La validità delle teorie risiede nella sua
capacità di prevedere il comportamento dei consumatori. La teorizzazione fine a se
stessa può essere considerata una traduzione dell'economia neoclassica. Tant'è che
se i risultati non sono conforme alla teoria, è possibile modificarla. In ambito
scientifico le teorie possono essere assoggettate al principio di falsificabilità, ossia
possono essere confutate o rifiutate all'emergere di nuovi dati. L'economia è stata
criticata perché, pur rivendicando la propria scientificità, spesso agire
convenientemente il principio di falsificabilità qualora emergano nuovi dati che
confutano teorie a lungo sostenute e apprezzate. Questo perché gli economisti
tendono a mettere in discussione i dati. Tutto ciò in un processo che non finisce mai.
Empirismo o Razionalismo?
● Razionalismo è il termine usato per riferirsi a una metodologia che persegue
la verità attraverso l'uso della ragione e della deduzione intellettuale, piuttosto
che facendo appello alle emozioni o alle sensazioni. Ad esempio: se un
consumatore esprime una preferenza per il cibo A rispetto al cibo B e per il
cibo B rispetto al cibo C, l
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