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Logica e argomentazione

L’interpretazione è un’attività che consiste nell’attribuire a testi

autoritativi un significato al fine di risolvere problemi pratici.

L’interpretazione giuridica è tipicamente un tipo di interpretazione

testuale, in particolare, di testi autoritativi e quindi ci si aspetta un grado

elevato di fedeltà, inoltre:

Sono spesso vincolanti per alcuni soggetti

⁃ Sono spesso dotate di una certa influenza anche nei confronti degli

altri interpreti

—> non tutti gli interpreti hanno lo stesso ruolo e lo stesso peso

—> capiamo anche che per considerare qualcosa come interpretazione

giuridica occorre fare riferimento non solo al risultato ma anche al modo

in cui l’interprete vi è arrivato, cioè, deve poter essere giustificato —>

questo anche perché l’interpretazione inevitabilmente trasforma il suo

oggetto anche se ciò che essa produce deve poter essere presentato

come equivalente

Una teoria è un’attività dotata di finalità conoscitive, una riflessione che

intende rendere maggiormente perspicua, più facilmente accessibile alla

conoscenza una porzione di realtà che si presenta come complessa —>

la teoria del diritto ha la funzione di elaborare concetti, definizioni e

distinzioni

È possibile ricondurre i discorsi sull’interpretazione, tra i quali vi sono

spesso intrecci e interazioni

Discorsi conoscitivi

Discorsi teorici—> vanno ad elaborare modelli che servono a

 l’interpretazione(ex: se sia possibile elaborare un

capire che cosa è

concetto di interpretazione unitario)

—> vi rientra anche la metodologia dell’interpretazione che si occupa di

interpreta(ex: metodo letterale, teleologico…)

come si accade(ex:

Discorsi empirici --> hanno ad oggetto ciò che di fatto

il modo in cui l’attività interpretativa è o può essere condizionata )

—> vi rientrano anche le indagini sulla psicologia dell’interpretazione

Discorsi prescrittivi

Discorsi della dottrina —> vanno a prescrivere un modello di

 interpretazione(ex: l’utilizzo di ceri canoni interpretativi e in che

buona

modo debbano essere utilizzati)

Discorsi dell’ideologia —> il giusto ruolo dell’interprete(ha spesso

un sottofondo politico)

Si possono individuare due tipi di atteggiamenti dei teorici del diritto nei

confronti del problema dell’interpretazione giuridica:

Approccio strutturale, in cui essa viene confinata

 Approccio ‘integrato’

—> ciò può essere collegato alla distinzione tra:

Problemi fondamentali, la cui trattazione è concettualmente

prioritaria a tutti gli altri perché la sua soluzione condiziona fatalmente la

trattazione degli altri

Problemi centrali, che sono trasversalmente presenti in tutti o

molti degli altri problemi

—> le antinomie e le lacune dipendono dall’interpretazione

Interpretazione giuridica

Bisogna intanto distinguere tra interpretazione-attività e interpretazione-

prodotto.

L’interpretazione giuridica è tipicamente l’interpretazione di un testo e, in

particolare, di una fonte del diritto.

L’unità-base del processo interpretativo è l’enunciato(significante), cioè

un frammento linguistico di un testo normativo dotato di una autonoma

struttura da un punto di vista sintattico-grammaticale —> esso è idoneo

ad esprimere un significato

Ogni volta che un enunciato figura in un discorso, si ha l’enunciazione di

quell’enunciato —> un enunciato conta come disposizione se contenuto

in un testo di tipo particolare, ovvero una fonte del diritto, che ha

tipicamente carattere testuale

La disposizione è un testo e l’interpretazione giuridica è l’attività che

consiste nell’attribuire a questo testo un significato, ovvero la norma.

Non è detto che le norme vengano prodotte solo tramite l’interpretazione

di testi normativi, ad esempio tramite procedimento di integrazione o

costruzione.

—> capiamo che il legislatore non produce norme, ma l’interprete

Vediamo perché, norme e disposizioni non sono interscambiabili:

Disposizioni e norme vengono ad esistenza in modo diverso

⁃ Disposizioni e norme hanno condizioni di validità diverse

⁃ Disposizioni e norme sono soggette a modalità di abrogazione

diverse

—> abrogazione espressa, per le disposizioni, e abrogazione tacita, per

le norme

Le disposizioni e le norme sono oggetto di tipi diversi di decisioni

della Corte costituzionale

—> le sentenze di accoglimento e manipolati hanno ad oggetto

disposizioni; le decisioni di tipo interpretativo hanno ad oggetto norme

Disposizioni e norme vengono viste in modo diverso

⁃ usare una disposizione vuol dire interpretarla; usare una norma vuol

—>

dire applicarla

Una stessa norma può essere espressa da disposizioni differenti

⁃ Una singola norma può essere tratta dalla combinazione di più

disposizioni

Una disposizione può esprimere più norme, in maniera alternativa

⁃ Un disposizione può non esprimere alcuna norma

⁃ Una norma può non essere espressa da alcuna disposizione

—> norme esplicite v/s norme implicite —> non ricavate

testuale(ex: principi generali o norme individuate

dall’interpretazione

tramite procedimento analogico)

Struttura della norma

In ogni norma giuridica troviamo una fattispecie(si presenta come

proposizione condizionale), ovvero un caso generico, e una

conseguenza giuridica —> la fattispecie concreta corrisponde ad un

accadimento concreto che corrisponde nella realtà alla descrizione

astratta fatta dalla fattispecie di una norma

Ex: se una norma afferma che l’ingresso nei ristoranti è permesso solo ai

maggiorenni vaccinati, la fattispecie sarà composta dall’essere

maggiorenni e vaccinati, se ci si ritrova nella fattispecie concreta in cui

siano presenti queste proprietà scatterà la conseguenza giuridica

—> la conseguenza giuridica può essere una modalità

deontica(permesso, vietato, obbligatorio); per le norme rivolte agli organi

dell’applicazione, l’obbligo di applicazione di una sanzione

Si potrebbe misurare lo sforzo interpretativo in base alla quantità di

lavoro che egli deve compiere per individuare gli elementi che andranno

a comporre la fattispecie e quelli che andranno a comporre la

conseguenza della norma.

Formulazione della disposizione

Vediamo come l’interpretazione giuridica non solo sembra ad avere

oggetto dei testi, ma sembra anche produrre altri testi —> le

disposizioni genuine sono disposizioni dotate di una formulazione

canonica in testi ufficiali, invece, le disposizioni spurie sono enunciati

interpretativi(ovvero una riformulazione), sono cioè il risultato

dell’interpretazione di disposizioni genuine e dunque appartengono al

discorso degli interpreti

Riassumendo, le prime sono prodotte da un’autorità ufficialmente

investita del potere di produzione normativa, mentre le seconde sono

prodotte dagli interpreti —> una disposizione spuria non vincola per

forza altri interpreti

L’oggetto primario dell’interpretazione è ciò che deve essere

interpretato(ex: nell’interpretazione giudiziaria è la norma da applicare al

caso), l’oggetto secondario è qualunque altro testo di cui l’interprete si

serva per trarre elementi utili per l’interpretazione dell’oggetto

primario(il cui uso può essere permesso, obbligatorio o vietato).

Ex: inizialmente, la Corte costituzionale aveva individuato il principio

costituzionale della ragionevolezza nell’art.3 Cost., poi, con il passare del

tempo il contenuto di tale principio venne abitualmente cercato nel

corpus delle sentenze della Corte costituzionale

Applicazione

Spesso interpretazione e applicazione vengono confuse tra loro.

l’applicazione è uno dei possibili modi di usare una norma giuridica —>

l’uso di una norma va distinto da una situazione in cui semplicemente di

agisce in conformità ad una norma

Applicazione-attività

Essa è un ragionamento che può essere rappresentato come composto

da due passaggi:

1. La sussunzione, ovvero ricondurre un certo caso alla fattispecie di

una norma

2. Ove il passaggio precedente ha raggiunto un esito positivo, il

secondo passaggio consiste nell’associare alla fattispecie concreta le

conseguenze giuridiche previste dalla norma in questione

Il caso individuale è un accadimento, il caso generico è la classe

costituita dall’insieme dei casi individuali che condividono certe

caratteristiche.

—> una sussunzione individuale consiste nel ricondurre un caso

ex: qualificare come furto la condotta di Tizio

individuale ad una classe,

—> applicazione in concreto(qualificazione giuridica)

—> una sussunzione generica consiste nel ricondurre un caso

ex: ricondurre il furto di polli alla

generico ad un altro caso generico,

classe ‘furto’ —> applicazione in astratto(qualificazione giuridica)

Applicazione prodotto

È la decisione dotata di effetti costitutivi che consiste nell’associare ad

una fattispecie concreta le conseguenze giuridiche previste da una

norma —> può essere effettuata solo da un soggetto appositamente

autorizzato(organi dell’applicazione)

Quindi applicazione e interpretazione sono due cose distinte, sia per

quanto riguarda gli scopi(scopo dell’interpretazione è la ricerca della

giustizia), sia per quanto riguarda gli oggetti(oggetti dell’interpretazione

è un testo e oggetto dell’applicazione è una norma).

Vedremo che non è detto che si presentino sempre in coppia.

L’interpretazione è applicazione?

Vediamo due tesi false e una vera.

1. (Falsa) è falso che l’interpretazione comporti sempre una

applicazione-prodotto —> l’applicazione è un atto autoritario che può

essere adottato soltanto da un soggetto dotato di una specifica autorità

attribuita da norme di competenza, invece, l’interpretazione giuridica

può essere svolta da chiunque

2. (Falso) l’interpretazione comporta sempre un applicazione-attività

se intesa come applicazione in concreto, cioè sussunzione individuale —

> l’interpretazione è già avvenuta, non è una vera interpretazione, la

sussunzione individuale è una mera operazione logica di riconduzione

inoltre la tesi che prevede che l’interpretazione giuridica richiedesse

—>

necessariamente di far riferimento a casi concreti dovrebbe portare alla

conclusione che solo i giudici fanno davvero interpretazione

3. (Vero) vi è un rapporto profondo tra l’interpretazione e

l’applicazione-attività, se intesa come applicazione in astratto ovvero

sussunzione generica

L’applicazione è interpretazione?

Cioè, l’applicazione presuppone sempre e si accompagna sempre ad un

esercizio di interpretazione.

Vi sono anche le norme inespresse, norme prive di una

formulazione testuale e che quindi non vengono individuate per mezzo di

un procedimento interpretativo —> può essere difficile distinguere tra

interpretazione e integrazione del diritto

Non è detto che ad ogni applicazione si accompagni sempre anche

una attività interpretativa

l’interprete può decidere di affidarsi all’interpretazione-prodotto di

un altro soggetto —> non sarà interpretazione giuridica in senso proprio,

ma di disposizioni spurie

L’applicatole può semplicemente avere presente una norma e la

usa senza dover effettuare ogni volta una nuova apposita attività

interpretativa

—> bisogna distinguere tra contesto dell’interpretazione e contesto

dell’applicazione

Argomentazione

Essa è la giustificazione di una certa interpretazione: gli strumenti

argomentativi possono influenzare anche i risultati dell’attività

interpretativa —> l’interprete sarà portato a privilegiare gli esiti

interpretativi che può giustificare

I soggetti dell’interpretazione

Vi sono vari tipi di interpreti, che si accostano all’interpretazione con

finalità diverse —> privilegeremo l’interpretazione giudiziaria e

dottrinale, le quali:

Contribuiscono alla formazione del linguaggio giuridico

⁃ Le interpretazioni sono solitamente esplicite, articolate e

argomentate(i giudici per preciso obbligo istituzionale, la dottrina per

rendere maggiormente persuasive le proprie tesi interpretative)

Interpretazione giudiziaria

—> è finalizzata all’applicazione-prodotto —> è guidata e condizionata

e sopratutto prende tale interpretazione come ‘unica’, almeno per quel

caso —> in via definitiva, rendendo definitiva anche tale interpretazione

del testo

Interpretazione dottrinale

È l’interpretazione degli studiosi del diritto: non ha fini direttamente

pratici, va a proporre agli organi dell’applicazione possibili

interpretazioni(testuali o metatestuali) —> spesso dogmatiche in

quanto vanno ad elaborare categorie concettuali con funzione ordinatoria

Possono anche proporre delle metodologie interpretative: dove

cercare i materiali normativi da utilizzare al fine di giungere a

determinate decisioni e come giustificare la decisione del caso.

—> il suo fine è quello di contribuire alla formazione e trasformazione del

diritto

Tra le due interpretazioni non per forza vi sono nette differenze: spesso

si sottolinea il fatto che la prima è un’interpretazione orientata ai fatti e

la seconda è in astratto, la prima si riferisce a un caso individuale e la

seconda ad un caso generico —> l’interpretazione richiede sempre il

riferimento a casi generici

Ciò su cui differiscono è il rispettivo impatto: l’insieme delle

interpretazioni giudiziarie tendono ad influenzare il legislatore stesso, il

diritto positivo si conforma a quello giurisprudenziale, invece,

l’interpretazione dottrinale, non essendo decisione autoritativa, può solo

incidere indirettamente e solo in contesti in cui i giuristi godano di una

certa autorevolezza.

In Italia il formante giurisprudenziale ha assunto un ruolo di fatto

predominante rispetto a quello dottrinale.

Concezioni dell’interpretazione

Per problema interpretativo si intende una domanda sul significato di

un testo normativo: la questione fondamentale è se ogni problema

interpretativo abbia una sola risposta giusta oppure possa ricevere più

risposte.

Possiamo distinguere due fondamentali strategie di risposte:

oggettivismo, che ammette la possibilità di risposte giuste a problemi

interpretativi, e lo scetticismo, che non lo ammette —> a loro volta si

possono presentare in versioni radicali o moderate

Oggettivismo

Radicale(‘formalismo interpretativo’ o ‘cognitivismo

interpretativo’)

È sempre possibile individuare una sola risposta oggettivamente giusta

—> tramite concezioni ingenue(scoperte) o più sofisticate(formali) —>

fanno ricorso a criteri diversi per assicurare l’oggettività

—> può concedere anche situazioni di indeterminatezza

Moderato(‘teoria eclettica’ o ‘teoria intermedia’)

Esistono problemi interpretativi che ammettono una sola risposta

corretta e problemi che ammettono più risposte possibili —> il diritto è

solo parzialmente determinato

—> diventa essenziale la distinzione tra casi facili e casi difficili, che

potrà essere tracciata in vari modi

Scetticismo

Moderato

Per ogni problema interpretativo vi è sempre una pluralità di risposte

possibili, anche se in numero finito —> il diritto è sempre

sottodeterminato: o perché il linguaggio in cui sono formulate le

disposizioni giuridiche è vago, o perché sono disponibili ai giuristi

molteplici strumenti di attribuzione(che non sono illimitati)

se l’interprete rimane all’interno della cornice, sta facendo

—>

interpretazione di norme esplicite o espresse; se l’interprete esce dalla

cornice, sta facendo integrazione di una norma espressa o implicita

Radicale

Ogni problema interpretativo ammette qualunque risposta —> il diritto è

sempre indeterminato o quasi mai, ovvero la determinatezza è rara e

residuale

—> non vi sono limiti giuridici di ammissibilità

L’unico criterio di verità consiste nel fatto di essere stata adottata da

un’organo dell’applicazione —> le tecniche giuridiche appaiono come

strategie retoriche per rendere più accettabili all’uditorio tali soluzioni

Lacune nel diritto

Oggettivismo moderato

Le lacune sono esempi di casi difficili, non chiaramente regolati da alcuna

norma

Scetticismo moderato

Le lacune del diritto sono casi che non rientrano in nessuna delle possibili

cornici.

Oggettivismo radicale

Nega l’esistenza delle lacune: è comunque suscettibile di avere una

risposta giusta, e pertanto le lacune sono solo apparenti

Scetticismo radicale

Nega l’esistenza delle lacune: le lacune non esistono, sono un espediente

per porre in essere attività manipolati del diritto positivo.

Interpretazione o creazione

Oggettivismo moderato

La distinzione tra interpretazione e creazione ha senso: nei casi facili si

ha interpretazione, in quelli difficili ha luogo integrazione del diritto.

Scetticismo moderato

La distinzione tra interpretazione e creazione ha senso ed è

importantissima: l’interpretazione propriamente detta è quella che si

svolge dentro la cornice, invece, si ha creazione quando l’interprete

individua un significato che non è ricompreso nella cornice

Oggettivismo radicale

È sempre interpretazione

Scetticismo radicale

L’interprete innova sempre il diritto

Distinzione tra casi facili e difficili

Oggettivismo moderato

La distinzione, come abbiamo già detto, è centrale: nei casi facili si può

parlare di un’unica risposta giusta, invece, nei casi difficili sono possibili

più risposte, anche se non necessariamente qualunque risposta.

Scetticismo moderato

È aperto ad una pluralità di possibili soluzioni.

Oggettivismo radicale

Questa distinzione non ha senso: ogni caso ammette un’unica risposta

Scetticismo radicale

Ogni caso ammette qualunque soluzione.

—> in tutti questi casi si parla di discorsi di tipo teorico

Ciò che va tenuto in mente è che la mera esistenza di una pluralità di

interpretazioni tra i giuristi non può di per sé dimostrare che una teoria

sia preferibile all’altra —> ciò che succede è che spesso questioni e

posizioni teoriche vengono sovrapposte ad argomenti ideologici

Ex: accade che le teorie oggettiviste dell’interpretazione vengano difese

non sulla base di argomenti teorici, ma in virtù del valore della certezza

del diritto e della separazione dei poteri

Vediamo ora di criticare queste teorie.

Oggettivismo radicale

Quando un giurista interpreta, specialmente se in contesti decisionali,

egli presenta la propria interpretazione come l’unica giusta.

Il punto debole è che nessuno sembra essere in grado di assicurare la

sospirata oggettività dei giudizi interpretativi e tantomeno di assicurare

che ogni problema interpretativo abbia una sola risposta giusta —>

questo perché non è possibile risalire in maniera univoca alla volontà del

legislatore o alla ratio legis

—> questo anche perché si ammette l’utilizzo di più tecniche

interpretative, di solito non rigidamente organizzate in un ordine

gerarchico —> non esiste un’unica risposta oggettivamente giusta

Scetticismo radicale

Una interpretazione conta come giuridica solo se è presa da un organo

dell’applicazione, mentre il contenuto di quella interpretazione è

indifferente —> però, un organo di applicazione decide in base a regole

procedurali, che sono disciplinate da norme giuridiche

—> se si arriva a dire che anche queste norme giuridiche siano

indeterminate, allora è indeterminata anche la risposta alla domanda

‘quali sono gli organi dell’applicazione?’ —> bisognerebbe fidarsi

ciecamente di chi affermi di esserlo

Scetticismo moderato

Esso distingue tra interpretazione propriamente detta e creazione di

diritto nuovo da parte dell’interprete.

La famosa cornice dovrebbe avere due proprietà: essere netta e precisa

ed essere oggettiva, cioè vi deve essere un’unica cornice valida per tutti

gli interpreti.

Oggettivismo moderato

Dipende dalla possibilità di configurare casi facili o casi chiari —> si

verifica in tre modi:

1. Rispetto ad un certo problema interpretativo vi sia una convergenza

tra i risultati(accordo non completamente teorizzato), anche

utilizzando tecniche interpretative diverse

—> in una cultura giuridica frammentata al su interno questo risultato

non sarebbe possibile

2. È possibile che, per un certo verso, si sia creata una interpretazione

consolidata(adesso anche da parte dello scetticismo interpretativo) —>

quella interpretazione assume uno status privilegiato e questo perché le

decisioni interpretative hanno effetti costitutivi anche sul linguaggio

giuridico in generale

3. Un certo caso può essere facile perché ricade chiaramente nel

nucleo certo di applicazione di una norma —> il diritto sarà più o meno

determinato in funzione dell’am

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cami.sirianni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logica e argomentazione giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Pino Giorgio.
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