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Le français dans tout le sens

Origine e evoluzione del francese

Il francese è una lingua neolatina, ciò vuol dire che si evolve dal latino e lo fa con un processo di circa 2000 anni, influenzato da un sostrato e un superstrato.

Sostrato e superstrato

Sostrato: lingua parlata in un determinato territorio a cui si è sovrapposta un’altra lingua di maggiore prestigio socio-culturale. La lingua indigena che costituisce il sostrato scomparirà in una fase successiva lasciando delle tracce nella lingua dominante.

Superstrato: lingua che si è, in un certo periodo storico, sovrapposta alla lingua indigena senza riuscire a imporsi, ma determinando reazioni di identità più o meno notevoli nelle strutture fonologiche, morfologiche, sintetiche e lessicali di quella lingua.

Tutte le stratificazioni linguistiche che troviamo in Francia derivano da un progenitore in comune, l'indoeuropeo. Il latino era una lingua indoeuropea che è riuscita a imporsi in una buona parte d'Europa e del Mediterraneo.

Dal latino al francese

Le tappe attraverso le quali il latino diventò francese possono essere costruite attraverso dei documenti, ma il Gallico è ancora un mistero. La popolazione dei Galli era poco conosciuta già dalla seconda metà del XIX secolo, ma la storia della Francia iniziò già nel V secolo D.C. I Galli si sono stabiliti nell’esagono tra il 700 e 500 D.C., ma il territorio francese prima di loro era già occupato dai Liguri nella Provence, dagli Iberi nella pianura del Languedoc, gli Aquilani nel sud-ovest; queste popolazioni non erano popolazioni indoeuropee.

I Galli scrissero poco, lasciando poche testimonianze scritte. I Druidi erano i custodi della religione e si rifiutarono di trasmettere la loro conoscenza per iscritto. Sono state ritrovate circa 60 iscrizioni in greco e latino nel territorio dell'antica Gallia, ma sono iscrizioni brevi e che forniscono poche informazioni sulla struttura della lingua.

Per avere maggiori informazioni sul Gallico bisogna fare riferimento alla lingua ancora viva del Bretone, poiché il Gallico è un parente stretto di questa lingua. Datare con precisione il momento in cui la lingua Gallica non è più parlata in Gallia è impossibile, ma sappiamo che in Gallia, la latinizzazione colpì innanzitutto, per ragioni di interesse sociale ed economico, i nobili e i mercanti. Infatti, per molto tempo il gallico era probabilmente rimasto la lingua della “casa”, soprattutto tra la gente e le campagne. Quello che sappiamo con certezza è che alla fine del V secolo il Gallico aveva cessato di esistere, ma possiamo trovare ancora delle tracce di questa lingua nel vocabolario delle lingue che le sono succedute. Nel francese troviamo circa una settantina di parole del Gallico, alcune di uso comune, altre no. Queste 71 parole riguardano soprattutto il mondo dell'agricoltura e riflettono la modalità di esistenza di popolazioni che vivono di prodotti della coltura, della pesca e della caccia.

Il latino, che si evolverà nel francese, si diffuse in larga parte sotto l’impero romano, dove si parlava latino in misure molto diverse, poiché l’impero è molto ampio e differenziato. Il latino si diffuse ancora di più grazie al Cristianesimo, che ne permise il radicamento nei diversi strati della società, essendo la lingua della religione e la religione è la portatrice di questa lingua.

La cristianizzazione e la diffusione del latino

Le tappe della cristianizzazione: con l’imperatore Costantino, nel 313, attraverso l'editto di Milano che permette la libertà di culto per tutti, mentre nel 391, attraverso Teodosio, il cristianesimo diventa la religione ufficiale dell’impero romano. Il fatto che l’impero scelse il cristianesimo come religione ufficiale fa sì che faccia da modello a molti altri che si convertirono al cristianesimo e ciò portò una notevole diffusione del latino.

La lingua continua ad evolvere e di queste evoluzioni abbiamo solo delle tracce, come di errori, che con il passare del tempo non vengono più considerati tali, poiché entrano a far parte dell’uso comune della lingua. Tuttavia, questi documenti sono solo spie di ciò che accadeva realmente, poiché la forma scritta maschera una serie di evoluzioni fonetiche (ciò che accadeva alla lingua parlata).

C’è un’evoluzione naturale della lingua latina, influenzata da un sostrato (celtico, gallico, ecc.) e da un superstrato (lingue germaniche).

I toponimi e la loro importanza

Un'altra cosa importante di questa lingua sono i nomi delle città. I toponimi ci aiutano a capire quale sia stata l’evoluzione linguistica di quei luoghi. I nomi delle città di origine gallica sono innumerevoli e costituiscono la fonte più viva e di informazioni sulla lingua e vita dei Galli. Grazie alla toponomastica e ai toponimi possiamo specificare i quattro tipi di città conosciute dai Galli: luoghi difensivi, città di mercato, luoghi sacri e situazioni particolari.

  • Luoghi difensivi: -dunum, -durum, -rato (es. Verdun, Nanterre, Carpentras).
  • Luoghi di mercato: -manus (es. Noyon o Rouen).
  • Luoghi sacri: nemeto (es. Nanterre deriva dalla forma Nemetodurum santuario fortezza).
  • Situaioni particolari: lano bona (es. Meulan) riconoscibili grazie a termini come Medoilanum o Lillebonne.

Sappiamo che Lutetia è il nome di una piccola isola della Senna, intorno alla quale si sviluppa Parigi, ma in pochi sanno che il nome Lutetia ha origini preceltiche che significa probabilmente “marais” (palude). Il nome di Parigi deriva dalla piccola popolazione gallica Parisii che vivevano in quella piccola isola e nella zona tra la foresta dell’attuale grande sobborgo parigino: Chantilly, Fontainebleau, Compiègne.

Se la maggior parte dei nomi della popolazione gallica ci sono pervenuti, è perché a partire dal IV secolo gli antichi nomi delle città sono stati rimpiazzati dai nomi delle popolazioni galliche che le hanno occupate, probabilmente a causa delle distruzioni delle città fortificate da parte dei barbari. Non solo la popolazione dei Parisii ha donato il nome di Paris, ma quella dei Senones ha dato il nome alla città di Sens, i Pictavi a Poitiers, i Bituruges a Bourges. Alcuni nomi di popoli hanno anche dato nomi diversi a seconda che fossero pronunciati in gallico o in latino, come il caso di Nimes e di Nemours, che provengono dalla stessa parola.

Dal crollo dell’Impero romano ai Giuramenti di Strasburgo

Tra la caduta dell’Impero romano (476) e quello che noi chiamiamo il primo grande monumento della lingua francese, cioè i Giuramenti di Strasburgo (842), ci sono quattro secoli di oscurantismo per le popolazioni, a causa della mancanza di documenti. È, tuttavia, un periodo decisivo per la storia francese, perché è quello dove si è sviluppato il processo di differenziazione e dialettalizzazione. Due sono i fatti storici attestati: le invasioni germaniche e in particolare quella dei Franchi, perché la lingua di questi invasori ebbe effetti su quello che diventerà il francese e, per contrappunto, la diffusione del cristianesimo, dove la lingua liturgica divenne ufficialmente il latino del IV secolo.

Gli invasori che sono importanti per la storia della lingua sono le popolazioni germaniche del IV secolo: Franchi, Visigoti e Burgundi. I Franchi svolsero il ruolo più importante (il loro insediamento in Gallia si prolungò per secoli). Quando nel IV secolo la nobiltà gallo-romana si ritirò verso le campagne, le popolazioni germaniche diventarono sedentarie e coltivarono le terre. Geograficamente i Franchi si trovavano nel nord, i Visigoti nel sud della Gallia, dalla Loire alla Durance e i Burgundi nella regione che attualmente è la Savoie e poi si sono estesi verso Troyes, la Loire e la Durance.

Divisioni dialettali e i loro effetti

Sul piano linguistico, le occupazioni del territorio da parte di popolazioni di origine diversa sono responsabili di divisioni dialettali ancora presenti in Francia:

  • Dialetto d’oïl: al nord del territorio (dove "oui" si diceva oïl)
  • Dialetto d’oc: al sud (dove "oui" si diceva oc)
  • Francoprovenzale: dialetto zona intermediaria

La zona d’oïl corrisponde approssimativamente alla zona occupata dai Franchi, dove l’influenza linguistica sulla lingua francese era considerevole. La zona meridionale, molto antica e romanizzata, fu poco influenzata sul piano linguistico dall’insediamento breve dei Visigoti. Il dominio d’oc si estendeva dal nord di Bordeaux includendo la Santoigne, la varietà d’oc è molto più conservativa della varietà d’oïl, rimanendo molto più vicina al latino. La zona intermedia, che costituisce il dominio francoprovenzale, condivide alcune caratteristiche con i parlanti d’oïl e altre con i parlanti d’oc, è quella varietà che rimane ancora oggi tra la Germania, Francia e Svizzera.

I cambiamenti nei linguaggi avvengono lentamente, ed è per questo che solitamente avvengono senza che gli utenti se ne accorgano. Circa i 100 popoli gallici che originariamente occupavano la Gallia non parlavano tutti la stessa varietà di gallico e di conseguenza ognuno poteva portare il tocco del suo accento nella sua pronuncia latina; per l’effetto dei contatti delle popolazioni con usi linguistici diversi e anche dei bisogni di comunità che si trasformano, il latino parlato in Gallia si è modificato, diversificato, donando la nascita a lingue le cui differenze erano più o meno percepibili a seconda delle regioni.

L'unificazione sotto i Franchi

C’è un’importante unificazione sotto il regno dei Franchi. Tra l’VIII e il X secolo, Carlo Magno riesce ad avere una grande area d’influenza sotto il suo controllo. Carlo Magno, la cui lingua era un dialetto germanico, aveva una grande ammirazione per il latino e voleva riportarlo al suo pieno splendore. Attraverso il Rinascimento carolingio, poiché la lingua parlata continuava ad evolversi, l’istituzione scolastica tendeva a frammentarsi ed essere meno efficace, Carlo Magno attraverso una serie di politiche culturali ha cercato di ripristinare una forma linguistica più standard, il che avveniva con più scuole e una maggiore attenzione nella copiatura dei testi; ma tutto ciò non funzionò, perché non si può cambiar...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/04 Lingua e traduzione - lingua francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zmc.01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Marziali Peretti Alessio.
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