Estratto del documento

Letteratura italiana contemporanea

Ugo Foscolo — Ultime lettere di Jacopo Ortis

Ugo Foscolo e la Rivoluzione francese

Nasce nel 1778 in Grecia, colonia della Repubblica di Venezia. È emarginato. Figlio di una famiglia veneziana che ha fatto fortuna in Grecia. Il padre e il nonno sono dei medici. Arriva a Venezia a metà degli anni 90 del ‘700 ed è un migrante, non sa bene l’italiano. L’Italia è divisa in tanti Stati in quel periodo, Venezia è l’unica Repubblica. Sta cominciando la Rivoluzione Industriale in Inghilterra, i grandi Stati nazionali hanno potere ed economico militare con cui le piccole Repubbliche non riescono più a fare la guerra, Venezia è in fase di decadenza.

Poco prima, 6 anni prima, nel 1789 in Francia scoppia la Rivoluzione Francese. Per l’Italia è stata fondamentale. Tutto un intero sistema politico crolla in pochi giorni. Nel 1787-88 il Re, in Francia, deve fare delle leggi fiscali. La monarchia è povera, le casse dello Stato sono poverissime, bisogna fare delle tasse. Si manda in giro l’esercito perché non si vuole pagare le tasse, diventa un problema. Il Re convoca gli Stati generali, dove ci sono tre classi sociali: nobili, clero e borghesi. Il Re ha bisogno di avere dalla sua parte quest’ultimi, che accettano a patto di avere più potere nella politica. Il Re rinuncia al suo potere e a quel punto parte un grande scontro nel Paese fra classi sociali. Nasce un Parlamento. Grande trasformazione politica. Poche persone eleggono.

Contemporaneamente in Italia si formano dei gruppi di persone che sono d’accordo con questa grande rivoluzione e vogliono che accada anche in Italia. Nel 1796 la Francia decide di mandare una spedizione militare in Italia, perché uno dei suoi grandi nemici è l’Austria che controlla l’Italia del Nord. La Francia sta facendo guerra contro l’Austria e vuole fare una piccola digressione, vuole impegnarla sul fronte italiano. Da l’incarico a Napoleone.

Aprile 1796, Foscolo è appena arrivato a Venezia. In quella primavera arriva l’esercito napoleonico che porta in giro l’idea della rivoluzione e democrazia. In poco tempo sconfiggono su tutti i piani gli austriaci e gli inglesi. Quella che doveva essere una piccola azione, diventa il fronte principale dell’offensiva francese. Questo riempie di speranza e di sogni tutti gli italiani simili a quelli che hanno fatto la rivoluzione in Francia. I borghesi che non hanno niente da perdere fanno la rivoluzione. Foscolo è molto giovane, ha scritto una tragedia “Richieste” che viene fatta recitare nel gennaio del 97 nei teatri. Ha un discreto successo. La tragedia tratta sempre temi politici. Alieri è un modello a quel tempo. Foscolo diventa famoso già a 17 anni, ma è un po’ simpatizzante dei francesi e della rivoluzione. Ha un po’ paura perché la Repubblica di Venezia non è simpatizzante, decide quindi di andarsene. Napoleone ha portato in Italia la rivoluzione.

Foscolo se ne va via e va a Bologna. Si arruola nell’esercito. Si formano eserciti di civili. Nel maggio del 1797 a Venezia arriva Napoleone. Foscolo torna a Venezia, non ha più paura, e partecipa al nuovo sistema politico (Repubblica Giacobina). In questi anni, tra il 1797 e il 1799, si fanno in Italia tutte queste repubbliche, che poi crolleranno. Foscolo partecipa alle sedute della società di istruzione pubblica. Iniziative che vengono dalla Francia. Piccoli gruppi di borghesi che si incontrano e discutono anche di leggi, di questioni politiche. Foscolo deve guadagnare qualcosa; a differenza degli altri scrittori lui non è un nobile o chierico, non ha ricchezze proprie. Per questo sta nell’esercito e cerca impiego anche nell’amministrazione pubblica. La Repubblica veneziana finisce il 17 ottobre 1797. Napoleone non è molto potente, il direttorio ha visto che la guerra in Italia va bene e vorrebbe che Napoleone si tenesse tutto quello che ha preso, ma lui invece fa un accordo con gli austriaci, trattati di pace tra cui quello di Campoformio. Trattato complicato, di alleanza. Discutono per giorni, fino all’ultimo non sanno se andrà a buon fine. Il trattato dice che il Veneto e le proprietà veneziane vengono cedute all’Austria. Napoleone ottiene di non fare guerra con l’Austria, perché la Francia è già impegnata in guerre con altre Nazioni. I veneziani si sentono venduti.

Molti fuggono e vanno a Milano, così come fa anche Foscolo. Scelta opposta a quella presa da Jacopo Ortis nel suo romanzo, che invece decide di ritirarsi nella campagna; si isola perché la vita politica lo disgusta, decide di smettere di fare politica. Foscolo, invece, continua a fare politica, ha bisogno di guadagnare. Fa quello che fanno gli intellettuali, si mette a scrivere giornali. Sempre per ragioni di soldi, nel 1798, da Milano si trasferisce a Bologna, dove trova lavoro al Tribunale come impiegato. Qui comincia a pubblicare un romanzo, “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, con un editore bolognese (Marsigli).

L’Austria e la Russia si alleano e decidono di dare un colpo alla Francia e all’Italia. L’Austria vuole riprendersi la Lombardia e parte un’altra campagna militare. Foscolo stampa fino a metà del romanzo, ad Aprile si arruola e parte per la guerra. Lascia il romanzo a metà. Alla fine del 1800 torna alla vita normale. Non tutti gli italiani sono simpatizzanti della Francia.

L’editore non è molto contento che il romanzo sia stato lasciato a metà, chiama quindi un giovane scrittore bolognese, Sassoli, e gli chiede di finire il romanzo. Non è chiaro quanto abbia scritto. Il libro è pronto nel momento in cui sono arrivati gli austriaci. Non si può pubblicare il libro, si capisce che è un libro di un filo-francese. Ritira e brucia quasi tutte le copie. Con quelle rimaste, le fa cambiare da Sassoli per pubblicare anche con gli austriaci in giro. Il libro viene finalmente mandato alla censura e viene respinto. Viene fatto correggere un’altra volta e finalmente lo fanno passare. Rapidamente circola a Bologna e per tutto il nord Italia, ha successo. Non si chiama più “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, ma “Vera storia di due amanti infelici”. Romanzo che ha un notevole successo. Periodo in cui in Europa vanno tantissimo i romanzi epistolari, come “I dolori del giovane Werther”. Foscolo non sa nulla di tutto ciò, arriva a dicembre del 1800, si trova a Firenze e trova questo libro. Si infuria perché hanno trasformato il suo romanzo in una “robaccia sentimentale” e perché non c’è mai il suo nome. Si vanta che siano lettere di due innamorati. Pubblica una lettera nel 1801 in cui dice che non ha pubblicato lui quel libro lui e che è lui che tiene veramente le lettere di Jacopo Ortis, è tutto falsificato e tocca a lui pubblicare quelle vere. Si occuperà lui di ristampare per bene le lettere e farà mettere questa spiegazione su ogni volume. Battaglia per il controllo del mercato. Vuole arrivare ad un pubblico molto più ampio.

Foscolo: vita

Scrive un testo in cui si rivolge a Napoleone (allocuzione) in cui dichiara quanto sia bello che lui stia creando uno Stato italiano, però aggiunge una richiesta di una Costituzione che metta al riparo anche da lui. Perché? Gli devono avere una Costituzione che possa permettere agli italiani di liberarsi anche da Napoleone, evitando che tutto possa dipendere da lui. Gli italiani vogliono una nazione indipendente, sono questi i sogni del Risorgimento. Orazione che non viene letta, perché è una forma critica delle politiche che sono state prese in quegli anni.

Alcuni mesi dopo i Comizi di Lione, verrà poi stampata e pubblicata. Foscolo viene segnalato come un dissidente interno, pericoloso. È conosciuto a Napoleone e ai vari governatori francesi in Italia ed è considerato una testa calda. In Italia il potere napoleonico è una mediazione tra l’assolutismo e la democrazia. Non c’è libertà di stampa, c’è la censura. Il suffragio è ristretto ai possedenti, perché il resto sono considerati ignoranti. Il suffragio solo maschile avviene nel 1913.

Nel 1802 pubblica a Milano una versione definitiva e completa del romanzo “Ultime lettere di Jacopo Ortis”. È un solo volume, ma la storia c’è tutta. Si capisce che il protagonista alla fine muore, ma nelle edizioni precedenti non si era mai concluso con la sua morte. Romanzo che ha un notevole successo. Lo scrive per un pubblico ampio. Negli anni successivi viene tradotto anche al di fuori dell’Italia. Allora come per molti anni, è difficile quantificare il successo di un romanzo, l’Italia è ancora divisa e in mezzo ci sono le dogane. Bisogna pagare le tasse per far girare un romanzo e gli editori fanno stampe pirata. Non si può sapere esattamente quante copie girano; si sanno però di lettere di persone che ne parlano ed effettivamente ha successo. Il periodo tra il 1802 e il 1808 sono gli anni di maggiore attività di questo scrittore. L’anno dopo pubblica una raccolta di poesie molto piccola. Qualche anno dopo, nel 1806, pubblica un poemetto: “I Sepolcri” (poemetto politico).

Nel 1805 Napoleone in Francia si fa incoronare dal Papa Imperatore. Passaggio enorme, perché non c’è più un Re. Napoleone vuole rinforzare il suo potere. Si autoincorona. In quanto Imperatore di Francia, diventa Re d’Italia, poiché l’Italia appartiene all’impero. Naturalmente ha il controllo della censura e la spinta a far diventare sempre più importanti i ceti proprietari. Foscolo non gradisce tutto questo; continua a far parte dello Stato napoleonico, perché continua a credere come altri che con questa strada si possa arrivare a una Repubblica.

Foscolo, dal momento in cui ha lasciato a metà il suo romanzo, è diventato un ufficiale dell’esercito e per tutta la sua vita è un militare di carriera. Fa parte dell’esercito, ha varie cariche importanti. Lui sta lì fino al 1815, quando andrà via dall’Italia, per una ragione particolare. Primo, non ha denaro. Con la scrittura non si vive, o sei un nobile o un prete, altrimenti devi fare il funzionario. La seconda ragione è perché crede che ci sia un esercito italiano, fatto soprattutto di italiani. Per loro l’esercito è importante per progettare una nazione indipendente.

Nel 1808 gli viene assegnata la cattedra di eloquenza alla facoltà giuridica all’università di Pavia. Viene incaricato per la fama. Gli viene dato questo incarico importante, però solo pochi mesi dopo quelle cattedre vengono soppresse. Si fa un riordinamento degli insegnamenti universitari e si decide che quell’insegnamenti sono inutili e tutte le cattedre vengono soppresse. Non gli va molto bene, l’insegnamento era l’altra cosa che cercava di avere per liberarsi un po’ della vita militare e dedicarsi di più allo studio. Il Governo consente agli incaricati come lui di fare il primo anno di insegnamento e lui decide di farlo. Prova in tutti i modi a convincere le persone che quell’insegnamento conta e nel gennaio del 1809 a Pavia tiene la prolusione del corso di eloquenza, nel quale spiega il significato dello studio della disciplina che deve insegnare. Critica in maniera abbastanza aperta gli intellettuali che si occupano di ottenere benefici dal potere per il proprio interesse personale. Dichiarazione su cosa deve fare l’intellettuale della società. Il suo compito, infatti, è quello di mediare gli interessi tra i ceti sociali, controllare il potere.

Questo discorso non piace a molte persone a lui vicini, neanche al vice Re e alla corte reale. Discorso che esce anche sotto forma di opuscolo e ha avuto un grande successo presso i giovani. Foscolo è anche bravo a parlare. Molti giovani hanno applaudito e molti giovani sono venuti ad ascoltare la lezione pur non essendo frequentanti, perché è un famoso scrittore. Episodio culturale importante. Foscolo è controllato. Discorso che lo mette in contrapposizione con l’ambiente culturale Milanese, dell’intellettuale di corte da lui pesantemente criticato. (Vincenzo Monti). Partono una serie di articoli insultanti verso Foscolo, soprattutto di amici di Monti. Foscolo risponde con altrettanti scritti violentissimi. Monti è dalla parte di Napoleone, Foscolo no.

Nel 1811 mette in scena a Milano una tragedia, in cui la gente vede una parabola sul potere in quel momento. Tragedia letta come una violenta critica del sistema politico vigente in Italia. Situazione che diventa molto forte e gli viene consigliato di andarsene a Firenze, ducato autonomo. Pubblica la traduzione del “Viaggio sentimentale” di Laurence Sterne, da cui sta lavorando da molti anni.

Nel 1813 cominciano seri problemi per Napoleone. È un generale bravissimo, vince tutte le guerre, però inizia a prendere mazzate. Va in Russia, ma perde. Centinaia di soldati francesi massacrati, carneficina spaventosa come tutte le altre battaglie napoleoniche. Fa ammazzare un sacco di soldati, lo da per scontato ed è per questo che ne manda sempre in campo un numero elevato. Ad un certo punto deve abdicare, durante il 1813-1814 ha perso troppo e la Francia è in serio tracollo economico. Le guerre costano un sacco di denaro. Lo convincono con una certa pressione a togliersi di torno.

In Italia Foscolo torna a Milano a sorpresa di molti. Lui come altri è convinto che questo sia il momento giusto per l’Italia di staccarsi dalla Francia e diventare una nazione indipendente. Non funziona. Le altre nazioni non vogliono rinunciare alla loro sovranità. Nel 1814 tornano gli austriaci a Milano e ci rimangono fino alla terza guerra di indipendenza. Comincia il periodo della Restaurazione. In Francia torna il Re, torna tutto come prima, così come in Italia. Gli austriaci impongono a tutti i militari di fare un giuramento sull’impero e Foscolo non lo vuole fare. Nel marzo del 1815 attraversa la frontiera e passa in Svizzera. Non tornerà più in Italia. Cambia tutta la sua vita.

Prima in Svizzera, poi a Londra, ristampa “Ultime lettere di Jacopo Ortis”. Romanzo che ha tre versioni. La prima stampata contro il suo volere nel 1799, la seconda nel 1801 controllata da lui, la terza nel 1816 controllata da lui. Ogni volta il romanzo cambia. È il libro della sua vita. In Inghilterra conosce un mondo che gli italiani non conoscono: l’industria. Conosce la modernità vera che a breve invaderà l’Europa (rivoluzione industriale). L’Italia è un paese di miseria contadina, non c’è niente di simile. Smette di scrivere opere letterarie e si mette a fare il critico letterario, l’Italia va di moda. Muore nel 1827. Nel 1871 Foscolo è morto da ormai quasi.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 20
Riassunto esame Letteratura italiana contemporanea, Prof. Stracuzzi Riccardo, libro consigliato Ultime Lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo Pag. 1 Riassunto esame Letteratura italiana contemporanea, Prof. Stracuzzi Riccardo, libro consigliato Ultime Lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura italiana contemporanea, Prof. Stracuzzi Riccardo, libro consigliato Ultime Lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura italiana contemporanea, Prof. Stracuzzi Riccardo, libro consigliato Ultime Lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura italiana contemporanea, Prof. Stracuzzi Riccardo, libro consigliato Ultime Lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo Pag. 16
1 su 20
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannamustone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Stracuzzi Riccardo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community