Estratto del documento

Nell’istologia ci si confronta con strutture biologiche

con dimensioni nell’ambito del micrometro e del

nanometro, pertanto l’istologo si avvale dell’utilizzo

di un MICROSCOPIO OTTICO. L’occhio umano

infatti ha un potere risolutivo limitato e per poter

apprezzare le ultrastrutture si ha bisogno di uno

strumento che ingrandisca il campione.

Il microscopio ottico è un sistema che permette di ingrandire il campione. Il PRELIEVO BIOTTICO è

importante per visualizzare se un tessuto o un organo asportati hanno una morfologia anomala. In tal caso si

deve cercare di comprendere quali erano le caratteristiche del tessuto di partenza in condizioni di normalità.

Come funziona il microscopio?

 C’è un sistema di lenti: gli dove si pone l’occhio. Gli oculari apportano

OCULARI, un potere di

ingrandimento di 10 volte, forniscono dunque un

ingrandimento e sono fisse.

 C’è una manopola: il REVOLVER alla quale è

poggiato un ulteriore sistema di lenti: gli OBIETTIVI

che forniscono un ingrandimento diverso del campione

(poiché devo focalizzar e meglio un dettaglio). Spesso

quando uso gli obiettivi si applica una goccia di olio tra

il vetrino e l’obiettivo per diminuire le complicazioni di

questa osservazione

 C’è un TAVOLINO dove si alloggia il vetrino in

si effettua l’autopsia

cui è presente il campione (quando

viene prelevato un pezzetto di organo solido, viene

sezionato e verrà colorato e successivamente osservato).

 il braccio è detto STATIVO

 lateralmente vi sono due manopole: la più piccola è

la VITE MICROMETRICA e la più grande è la

MACROMETRICA. Quando pongo il vetrino sul

tavolino, regolo la sua messa a fuoco e per questo mi

aiuto con la vite MACROMETRICA che offre dei movimenti più evidenti del tavolino. In seguito

posso esercitare movimenti più fini del tavolino con la vite MICROMETRICA per migliorare la

messa a fuoco.

 la fonte di luce è la LAMPADINA

 al di sotto della lampadina è posizionato il DIAFRAMMA che regola, aprendo o chiudendo il

sistema, la quantità di luce che deve arrivare al campione

oltre al microscopio ottico, vi è anche il MICROSCOPIO ELETTRONICO. Le differenze tra il

microscopio ottico e quelle elettronico sono: MICROSCOPIO ELETTRONICO:

MICROSCOPIO OTTICO:

 Meno costoso  Più costoso

 Si può posizionare sul bancone di tutti i laboratori  Molto ingombrante

 Come fonte di energia si usa la luce visibile  Come fonte di energia si adopera l’eccitazione di un

 Il POTERE DI RISOLUZIONE è più basso (permette fascio di elettroni

di ingrandire il campione un numero limitato di volte)  Il POTERE DI RISOLUZIONE è maggiore. Potrò

 Il campione può essere colorato (ciò permette di quindi apprezzare le ultrastrutture della cellula

evidenziare ciò che sto cercando  Il campione lo osservo solo in bianco e nero

Cenni introduttivi dell’istologia

L’istologia studia la composizione dei tessuti del corpo, che entrano nella costituzione di ORGANI e

APPARATI

Di seguito si riportano 3 esempi di sezioni che sono state tagliate, colorate e osservate al microscopio ottico.

 La parte scura centrale è il NUCLEO, quindi il colorante ha

maggiore affinità col nucleo

invece è roseo (sempre derivante dall’affinità del

Il CITOPLASMA

colorante)

 di seguito viene riportato un esempio di sezione del TESSUTO

NERVOSO, dove le cellule colorate più intensamente sono le cellule

del Purkinje presenti nella corteccia cerebrale

 che è l’unico tessuto

il tessuto più comune è il SANGUE

che non ha bisogno di essere fissato. Il sangue è raccolto nella

provetta (contenente anticoagulante) tramite un prelievo venoso. Una

goccia si posiziona sul vetrino e viene strisciata e successivamente

osservata. Le cellule più numerose sono i GLOBULI ROSSI (colorati

di roseo, mentre nella zon a centrale sono bianchi). Le cellule con un

nucleo violaceo sono invece i GLOBULI BIANCHI.

Quando viene prelevato un organo (ad esempio durante l’esportazione parziale del fegato), l’organo verrà

sezionato a seconda di ciò che voglio osservare. La SEZIONE può essere dunque

 TRASVERSALE

 OBLIQUA

 LONGITUDINALE: evidenzia nella sua composizione sfruttando la lunghezza.

Cosa differenzia le cellule

Le cellule possono essere diverse per DIMENSIONI e per FORMA

Dimensioni

 Il GLOBULO ROSSO è la cellula più piccola in assoluto. Non presenta il

deve svolgere gli scambi gassosi, cedere l’ossigeno e prendere

nucleo, poiché

l’anidride carbonica, non presenta neanche gli organuli. Diventerà pertanto

serbatoio di EMOGLOBINA

 Il GLOBULO BIANCO è leggermente più grande

 EPATOCITI: cellule del parenchima del fegato

 CONDROCITI: cellule del tessuto cartilagineo

 ADIPOCITA: si aumenta di dimensione, nel tessuto adiposo, raggiungerà i 120

micrometri.

 SPERMATOZOO: che si costituisce del flagello

 nell’intestino

ENTEROCITI:

 MEGACARIOCITI: nel midollo osseo.

 CELLULA MUSCOLARE LISCIA: aspetto fusiforme, negli organi interni

 NEURONE: raggiunge la lunghezza di 1 metro.

Forma:

 Il GLOBULO ROSSO: ha la forma di una lente biconcava, schiacciata

al centro e rotondeggiante all’estremità (per le sue necessità funzionali)

 NEURONI: hanno tante ramificazioni

 ADIPOCITA: forma globosa

 FIBROCELLULA STRIATA: contiene fino a 100 nuclei, molto grande e visibile a

occhio nudo

La cellula dunque acquisisce cambiamenti MORFOLOGICI e DIMENSIONALI per

rispondere meglio alla funzione e alle esigenze del tessuto in cui si colloca per svolgere meglio la

loro funzione.

Cenni di embriologia

1. Quando la cellula gametica femminile (ovocita) incontra la cellula gametica maschile (spermatozoo) avviene la

dove si andrà a ricostituire l’assetto DIPLOIDE. Ciò avviene nella

FECONDAZIONE TUBA UTERINA,

l’ovocita rilasciato passa nella tuba e aspetta l’arrivo dello spermatozoo.

2. Una volta avvenuta la fecondazione i due pronuclei s i uniscono e si formerà lo ZIGOTE

3. Cominceranno a susseguirsi una serie di divisioni mitotiche dello zigote (da una cellula se ne formano 2 e così

Ciò si verifica nell’UTERO

via..) fino a quando non si formerà la MORULA.

4. A 14 giorni dalla fecondazione avviene la GASTRULAZIONE, dove

il differenziamento cellulare nell’utero e si identificano i 3

comincia

FOGLIETTI EMBRIONALI da cui avranno origine tessuti e organi:

 ENDODERMA: foglietto più interno da cui originano ad esempio

POLMONI, PANCREAS E TIROIDE

 MESODERMA: foglietto intermedio da cui hanno origine i

CONNETTIVI (muscolari e ghiandolari). Prendono anche origine le sierose

(PERICARDIO, PLEURA E PERITONEO)

 ECTODERMA: foglietto più esterno da cui avranno origine ad esempio

l’EPIDERMIDE e il TESSUTO NERVOSO

Tessuto epiteliale

è l’unico tessuto che può derivare da tutti e 3 i foglietti embrionali

Il tessuto epiteliale Caratteristiche generali:

 Le cellule sono CONTIGUE: strettamente vicine tra loro,

non ci sono spazi tra una e l’altra

 Non presenta vasi sanguigni: AVASCOLARIZZATO

 Presenta nervi: riccamente INNERVATO (ci sono molte

fibre nervose)

 Poggia su di una MEMBRANA BASALE: uno strato

sottilissimo formato da glicoproteine e mucopolisaccaridi che è

ulteriormente formato da 3 STRATI. I primi due superficiali

derivano dall’epitelio e sono lo STRATO RARO e lo

STRATO DENSO. Lo strato più profondo è la LAMINA

RETICOLARE che sono di natura connettivale.

La membrana basale divide il tessuto epiteliale dal connettivo sottostante (il quale è ricco di vasi

all’epitelio).

sanguigni che forniscono nutrienti per diffusione

La membrana basale inoltre suddivide la parte più alta chiamata FRONTE APICALE (che sporge

verso il lume) dalla parte più bassa detta FRONTE BASALE che poggia sulla lamina basale. Per

questo le cellule del tessuto epiteliale sono definite POLARIZZATE, per la presenza di una parte

alta e di una parte bassa.

 L’epitelio lo ritroviamo negli organi cavi, a tappezzarli

Funzioni:

 RIVESTIMENTO e PROTEZIONE

 ASSORBIMENTO

 SECREZIONE

Tipologie di epiteli:

 EPITELI DI RIVESTIMENTO:

tra gli epiteli di rivestimento ritroviamo gli ENDOTELI, epiteli

che tappezzano la parete dei vasi sanguigni. Ritroviamo gli epiteli

negli ORGANI CAVI, come nella vescica

Troviamo epiteli di rivestimento anche nell’EPIDERMIDE, che

si trova esternamente al nostro corpo. Le cellule superficiali sono

prive di nucleo, pertanto diventeranno serbatoi di CHERATINA

(che fornisce resistenza dalle abrasioni). Ci sono distretti i n cui

lo strato di cheratina è più sottile, mentre distretti in cui lo strato

corneo è più spesso per rispondere meglio alle abrasioni (come

nelle ginocchia o nelle mani)

Nello strato profondo ritroviamo le CELLULE STAMINALI

TOTIPOTENTI che serviranno per rimpiazzare le cellule morte,

L’epitelio dell’epidermide è

poiché saranno pronte a dividersi.

All’interno troverò alcune cellule come:

definito CORNEIFICATO.

-MELANOCITI: che producono la MELANINA che impartisce il

colore alla cute. Essa si trova in profondità dell’epidermide

-CELLULE DI LANGHERANS: sono dei macrofagi che inglobano

i detriti cellulari tramite la FAGOCITOSI, pertanto svolgono

sorveglianza immunologica.

 EPITELI GHIANDOLARI: nelle ghiandole come nella tiroide o il pancreas. Secernono sudore,

saliva o ormoni.

 EPITELI SENSORIALI

CLASSIFICAZIONE DEGLI EPITELI

In base al numero degli strati di epitelio:

 EPITELIO SEMPLICE o MONOSTRATIFICATO: presenta un solo

strato di cellule che svolgono un ruolo di SECREZIONE, SCAMIO o

ASSORBIMENTO

 EPITELIO COMPOSTO o PLURISTRATIFICATO: presenta più strati

di cellule epiteliali in organi in cui ci sono forti abrasioni (ad esempio

nell’apparato digerente svolge funzione protettiva)

 EPITELIO PSEUDOSTRATIFICATO: dove riscontriamo nuclei

sfasati; l’epitelio all’apparenza sembrerà un epitelio

composto, ma in realtà è semplice. Lo ritroviamo nelle

VIE RESPIRATORIE o nelle VIE SPERMATICHE senza

ciglia.

Ad esempio nelle GHIANDOLE MUCIPARE, che

producono il muco, questo epitelio sarà importante poiché

le cellule sul fronte apicale presenteranno delle ciglia che

serviranno per spostare il muco prodotto dalla ghiandola

classificazione morfologica

 EPITELIO PAVIMENTOSO o SQUAMOSO

SEMPLICE: le cellule appaiono schiacciate. Si ritrova

negli alveoli polmonari, nell’endotelio dei vasi sanguigni, nell’ansa di Henle o nei glomeruli renali

 EPITELIO CUBICO: la cellula ha forma quadrata. Si ritrova nei tubuli renali o nella superficie

delle ovaie

 o COLONNARE: l’altezza delle cellule è maggiore della base. Si

EPITELIO CILINDRICO

ritrova a livello intestinale o nella tuba uterina

 all’apparenza noto che è formato da tanti strati di cellule, cambia

EPITELIO DI TRANSIZIONE:

di morfologia e accompagna l’ingrandimento volumetrico dell’organo. Si ritrova a livello della

vescica.

Caratteristiche citologiche

-SUL FRONTE APICALE (che sporge al lume)  VIL

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Scienze biologiche BIO/17 Istologia

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