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Capitolo I: Diritto e giuristi

Il diritto romano

Il diritto romano è:

  • La grammatica del nostro istituto giuridico.
  • Il portato di un'esperienza giuridica.

Spesso viene identificato come una serie di regole di comportamento abituario imposte dal potere politico. Il diritto si modifica nel tempo e nello spazio, e viene definito “Ars boni et Aequo”, ovvero l’arte del buono e del giusto.

Regole

Si tratta delle cosiddette norme giuridiche, con potere coattivo/costrittivo, che non si limitano a dire cosa è giusto e cosa non lo è, vanno considerate come obbligatorie. È bene specificare che quando parliamo di diritto romano il formarsi di regole giuridiche comporta un ordinamento giuridico che dà vita a un’attività di tipo interpretativo, la cosiddetta iuris interpretatio. Per rendere operativo lo “ius”, attraverso la iuris interpretatio, esistono due metodi:

  • Metodo logico-deduttivo: individuazione della regola, deducendo dal complesso di regole definite, quindi un diritto da applicare al caso concreto ricavato da regole predeterminate.
  • Metodo logico-induttivo: individuazione della regola partendo dalla fattispecie in esame, quindi un’analisi dei casi per determinare le regole da applicare.

Il diritto romano come matrice unica del diritto continentale, l’Europa come la conosciamo oggi non avrebbe questa struttura se non ci fosse stata la base del diritto romano. Il diritto è il portato di un'esperienza storica, la storia è la coscienza tipica del diritto. La memoria deve essere esercitata sempre in modo critico, non solo come registro di istituti. Nel diritto romano non troveremo mai le risposte a quello che accade nel presente, ma aiuta a porci le domande giuste. Il diritto romano soffre molto la storia, è quello che è stato più idealizzato nelle epoche. I romani per primi hanno la consapevolezza dell’importanza della storia.

Giuristi

I primi giuristi romani erano i pontefici, ovvero coloro che creavano un ponte con gli dei. Il giurista deve ricorrere a conoscenze e a metodi precisi, all’interpretatio, e deve tener conto della mutevolezza del diritto. Il diritto può essere sincronico o diacronico. I 5 giuristi romani per eccellenza furono: Gaio, Ulpiano, Papiniano, Modestino, Paolo. Celso era un filosofo greco antico d’ispirazione platonica, egli delineò lo scopo del diritto, ovvero quello del raggiungimento del “boni et aequo”, e dello strumento del diritto, quale parte, intesa come conoscenza tecnica e non soltanto matrice creativa. Tre verbi che descrivono l’attività dei giuristi:

  • Cavère: prestare attenzione alle forme negoziali, alle strutture giuridiche che mi servono per realizzare il mio affare. Quando si va dal giurista per chiedere come si fa, come si realizza questo interesse che esprime una volontà di un privato. Si va a chiedere un responso in ordine a come si ottiene la propria volontà.
  • Agère: da actio come azione legale, promuovere una causa, qui non sono sul piano della negoziabilità degli interessi dei privati, ma qui c'è un conflitto, qui chiedo al giurista come si fa a far valere un mio diritto di fronte a un amministratore.
  • Respondère: attività generica consistente nel dare un responso, una risposta, un parere, risposta che il giurista dà al soggetto che gli pone una domanda, la questio iuris.

Periodizzazione del diritto romano

Arco temporale di riferimento: 754 a.C. - 565 d.C.

  • 476 d.C.: fine dell’impero romano d’Occidente
  • 1453 d.C.: fine dell’impero romano d'oriente
  • 754-509 a.C.: Monarchia
  • 509-23 a.C.: Repubblica
  • 23 a.C.-235 d.C.: Principato, l’epoca nella quale l'imperatore viene considerato come un princeps, va sino alla morte degli ultimi severi.
  • 235 d.C.-565 d.C.: Dominato

Periodizzazione del diritto privato

Non coincidono:

  • 754-254 a.C.: Diritto arcaico, al 242 risale la fondazione del pretor peregrinus.
  • 242 a.C.-23 a.C.: Diritto preclassico, epoca feconda qui il diritto romano comincia ad assumere la veste con cui lo conosciamo noi, epoca che segue le guerre puniche.
  • 23 a.C.-235 d.C.: Diritto classico, coincide con il principato degli Antonini da Traiano a Marco Aurelio, qui si concentrano importanti giuristi come Salvio Giuliano che sarà colui che darà la struttura definitiva all’editto del pretore.
  • 235 d.C.-305 d.C.: Diritto tardoclassico, età di Diocleziano.
  • 312 d.C.-565 d.C.: Diritto postclassico

405: 12 tavole

Caratteri del diritto di Roma

Importanti a orma erano le figure dei prudente, ovvero gli uomini con cognizioni tecniche per operare giuridico. Loro diedero vita a un diritto giurisprudenziale fondato sui mores, sulla lex, sugli edita, sulle costitutiones. Si occupavano del diritto fra privati cittadini non del diritto pubblico che riguarda l’organizzazione delle istituzioni pubbliche. La iuris interpretatio dei prudentes si svolge secondo il metodo logico induttivo, in particolare si tratta di un modus operandi che viene definito “metodo casistico”, creando una scienti iuris organizzata in modo razionale. Inizialmente l’attività dei prudentes si svolgeva a favore dei privati e poi in un secondo momento (nell’età imperiale) a favore degli imperatori.

Ius Novum

È il diritto imperiale, il quale prevedeva rivisitazioni del metodo logico-induttivo. L'imperatore sarà l’unico vero interprete dello ius (accentramento di potere quindi assoluto). Ogni responsum (parere) dei giuristi anche solo per un elemento considerato idoneo può rendere discutibile o modificabile una fattispecie giuridica. Lo ius controversum è una forma di giurisprudenza non propriamente diritto ma il giudice ottiene un libero arbitrio.

Il corpus juris civilis

Opera di Giustiniano realizzata dal 528 al 534, è una raccolta di Iura (opere di giurisprudenza classica) e di Leges (costituzioni imperiali poste da Giustiniano). Nel 528 Giustiniano emana la costituzione imperiale “De novo codice componendo”, così crea la commissione che andrà a redigere il corpus. Ed è formata da tre parti: Institutiones, Digesta/ pandette, Codex. Un’altra fonte del diritto che va menzionata è la novellae digestae, un insieme di leggi emanate da Giustiniano post-corpus juris civilis.

  • Institutiones: 4 libri che costituiscono la parte più breve e semplice del corpus, pubblicate con la costituzione imperiale che si chiama Imperatoriam nel 533. 4 libri che sono scritti in forma di dialogo, con discorso diretto pronunciato dall’imperatore rivolto ai giovani che si dirigono verso gli studi giuridici. Dal punto di vista della struttura ricalcano la struttura delle istituzioni di Gaio. Dal punto di vista del contenuto riprendono Gaio e altre opere istituzionali.
  • Digesta: Da digestione, ciò che consente di essere meglio assimilato, è un’antologia di 50 libri che contengono pezzi della giurisprudenza classica, è la raccolta di iura, composta utilizzando parti di opere dei giuristi operanti fino al dominato per conservare il patrimonio giuridico. Con lo scopo di salvare il meglio della giurisprudenza classica (38-39 giuristi soprattutto Ulpiano). Composto in 3 anni. Teorie delle masse di Blume che nel 1820 teorizza che secondo lui il digesto è stato composto con sottocommissioni che erano in grado di sviscerare la mole di materiale a seconda della materia e aveva selezionato i brani della giurisprudenza classica più rilevanti in materia. I 50 libri sono organizzati per materia.
  • Codex “Codice”: Già Giustiniano aveva ordinato un codex delle raccolte imperiali nel 529 con una costituzione “summa rei publicae” costituzione imperiale che promulga il primo codice. Nel mentre i recettori del corpus iuris lavorano sul digesto, quindi, Giustiniano fa un nuovo codice che contiene nuove raccolte imperiale dell’arco di tempo dal 529 fino al 534 e con una nuova costituzione viene promulgato il secondo codice, quello del corpus, unico che ci è pervenuto.
  • Novellae Constitutiones: Sono volte a riformare intere branche del diritto, sono una raccolta di nuove costituzioni imperiali emanate da Giustiniano dopo la pubblicazione del secondo codice fino alla sua morte. Sono le raccolte attraverso le quali le novelle ci sono pervenute, (Giustiniano muore prima che possa essere curato un nuovo codex), sono tre:
    • La prima è una raccolta anonima greca di 168 novelle, di cui solo alcune appartengono a Giustiniano.
    • La seconda raccolta è denominata Epitome iuliani, una raccolta di 124 novelle in lingua latina, e aveva fini didattici.
    • La terza raccolta è chiamata authenticum, poiché definita appunto autentica dal giurista Irnerio.

Altre fonti

Si dividono in:

  • Fonti di produzione: si intende la sorgente dalla quale scaturisce il diritto con specifico riguardo dell’esperienza giuridica romana, tali fonti mutano a secondo del periodo di riferimento.
  • Fonti di cognizione: sono gli strumenti attraverso i quali conosciamo tutto ciò che ci lascia traccia della produzione del diritto, lo strumento attraverso il quale le norme prodotte dalle fonti di produzione vengono portate a conoscenza dei consociati.

→ Sono considerate fonti del diritto tutti i fatti giuridici ritenuti idonei a creare nuovo diritto.

Diversi tipi di fonti

  • Fonti giuridiche: testi di legge, atti del senato, scritti dei giuristi.
  • Fonti storiche: opere della storiografia, relative ad eventi del passato.
  • Fonti retoriche: opere indirizzate alla formazione dei retori e avvocati.
  • Fonti filosofiche/poetiche: opere di parodia giurista (Plauto).
  • Fonti letterarie: letteratura scritta tramandata.
  • Fonti materiali: rarefatte, oggetti o opere non letterarie.

Altre fonti giuridiche molto importanti sono:

  • Pauli Sententiae: 5 libri divisi in titoli, veniva trattato sia il diritto privato sia quello criminale. Opera non pervenuta direttamente ma trasmessaci da raccolte giuridiche post-classiche, prodotta nell’ambiente delle scuole occidentali in epoca Diocleziana, quest’opera testimonia la crisi del diritto.
  • Res Cottidianae: opera nota attraverso i frammenti richiamati nel Digesto e nelle istituzioni di Giustiniano, senza contraddire del tutto le institutiones, presentano un aggiornamento o revisione del pensiero Gaiano: potrebbero essere considerate quindi come una continuazione.
  • Fragmenta Augustodunensia: rinvenuta ad Autun nel 1898, è una parafrasi commentata delle istituzioni di Gaio.
  • Fragmenta Vaticana: opera scoperta dal cardinale Angelo Mai, nome è dato dalla biblioteca vaticana, contenuto del materiale legislativo, l’autore ha utilizzato opere dei giuristi Papiniano, Paolo, Ulpiano organizzate per argomenti e costituzioni imperiali.
  • Collatio o Rex Dei: è una collatio molto importante, contiene la disciplina di diritto, crimine e successioni. Lo scopo principale era di mettere a confronto norme mosaiche, ossia consegnate a Mosè da Dio, con frammenti di giuristi come Gaio, Papiniano, Ulpiano, Modestino. Era una raccolta di libri dei quali ci è pervenuto solo il primo, diviso in 16 titoli.
  • Consultatio: è una raccolta di pareri di un ignoto giurista provenzale del quinto secolo, indirizzati ad un avvocato, riproduce costituzioni imperiali e alcuni passi delle Pauli Sententiae. Il manoscritto è stato trovato e poi perduto.
  • Titoli ex corpore urbani: rielaborazione di un precedente liber, raccolta di codici disposti secondo l’ordine delle istituzioni gaiane, manuale elementare di diritto privato, una raccolta di massime Ulpiane, disposte secondo l’ordine delle istituzioni gaiane.

Capitolo III: La scuola di Bologna

Il contesto italiano

Nel caso dell’Italia l’emersione del diritto romano è legata ai comuni, la nascita dei comuni porta anche alla nascita di legislazioni proprie, ma determina un aumento di una domanda di diritto che nell’epoca precedente non c’era. L’innesco deflagrante è la fondazione dello studio bolognese, la prima università, l'invenzione dell’università. Nasce quando Irnerio, giudice del sacro romano imperatore, comincia a tenere lezioni aperte del digesto, che spunta di nuovo fuori nel 1075/1076 all’interno del placito di marturi. Irnerio comincia a dare lettura in pubblico del digesto all’università di Bologna. Universitas sono chiaramente queste confraternite che si ritrovano intorno ad Irnerio per ascoltarlo e prendono appunti, quindi accanto a queste copie che alcuni di loro acquistano, e sulla costola laterale di questo foglio prendono i loro appunti. Irenrio quindi legge e comincia a spiegare il testo latino parola per parola. L’operazione che fa Irnerio non è un'operazione neutra di lettura ma quando va a spiegare lui dá il valore che da lui stesso alla parola, non quella che era prima di lui, quindi c'è una modernizzazione nella glossa del diritto, onde attuale il diritto romano ma con un evidente problema dispersivo. Questa operazione culturale salva il diritto romanza attraverso operazione della glossa il diritto romano torna ad essere il diritto moderno, ma non era quello classico ma il portato dell’istanza romana apportato al presente.

Glossatori e post-glossatori

Quella che si chiama la scuola dei glossatori, ci troviamo tra 11 e 13 secolo. In realtà in questa scansione temporale rientra la scuola dei post-glossatori tra il 1260 e 1320. In questi 60 anni capita l’inserimento organico dei giuristi che tenevano lezioni all’università all’interno dell’impero romano d’Occidente, gli imperatori che pretendono per sé l’eredità dell’impero romano e chiedono pareri a chi leggeva il testo del corpo iuris. Si arriverà con la creazione del tribunale camerale dell’impero tedesco c’è soltanto i professori di diritto possono diventare giudici. La scuola dei glossatori nasce nell’Europa orientale nell’11 secolo. Per 600 anni il diritto romano non è scomparso del tutto ma quello che capita è molto simile alla commedia di Aristotele, quindi il di gesta di Giustiniano (pandette), la ragione per la quale studiamo il diritto romano, scompare nella circolazione colta dell’élite manca il portato della giurisprudenza romana, tutto ciò che a Roma nasceva fin dall’inizio. Nella parte occidentale noi non abbiamo traccia di quest’operatrice di Giustiniano, il cuore del diritto romano, la riflessione dei giuristi. Questi 600 anni sono anni di guerre continue che hanno conseguenze importanti, ovvero le epidemie, le invasioni portano le epidemie e le epidemie un crollo demografico (la grande peste del 300 arriva in un Europa già distrutta). La peste Antonina decreta la morte di Roma, non i barbari. Con la peste Antonina si dimezza la popolazione romana, e Commodo è costretto a federare barbari, a dirgli venite perché non avevano più gente per difendere i confini. Con la peste Antonina non finiscono però le pandemie. Abbandono delle terre anche, tecniche agricole non sufficientemente sviluppate, quindi diventano sterili. Si muore di epidemia e si muore di fame, e si ritorna ad un'encomia di sussistenza. Anno 1000 finalmente qualcosa comincia a cambiare, con la nascita del sacro romano impero domenica a riemergere una cultura del borgo, torna quella circolazione economica. Sul finire dell’11 secolo con il fiorire di una nuova economia, ricomincia la circolazione del diritto. Quando aumento gli scambi e quando aumentano le controversi aumenta la richiesta del diritto. Diverse versioni del di gesta: Littera pisana o fiorentina… L’ultimo faro della cultura occidentale è rimasta la chiesa, dove ha sede il vescovo fioriscono questi centri dove si insediano i copisti e loro preservano il diritto romano. Quindi in alcune abbazie cominciano a circolare copie non integrali più che altro parziali del di gesta di Giustiniano. All’interno dei centri vescovili il diritto non è una scienza autonoma ma viene insegnata insieme alla grammatica, la retorica e la dialettica. Per cui quando si insegnano queste tri il diritto è una sorta di palestra intellettuale. Accanto alla chiesa c'è il sacro romano imperatore, che nonostante sia germanico vuole chiamarsi sacro romano imperatore, neanche parlano latino però vuole chiamarsi romano e cosa fa? Comincia a chiamare i chierici a fargli da consiglieri e questo porta a veder circolare di nuovo le vestigia del diritto romano.

Il Code Civil

Codex vuol dire libro, il supporto non il contenuto, sono fogli di pergamena cuciti insieme. Codice civile che disciplina il settore civile. 1804. La codificazione attraversa tutto. Ci troviamo all’interno di formati aperti, ovvero che ho la possibilità di formare nuove regole sulla base di casi precedenti, la common law anglosassone per esempio, riflessione casistica. Nel mondo del diritto continentale a partire dalla riflessione degli illuministi si afferma un altro tipo di orientamento. La patria dell’illuminismo è la Francia, in cui la battaglia per un diritto certo è per prima cosa una battaglia ideale. La nobiltà di toga, in Francia rappresentata dai giudici dei parlamenti, e il parlamento di Parigi emette sentenze che non sono giustificate, l’idea che esista un gruppo di aristocratici che possono andare ad agire sulla vita di tutti e questo genera un odio feroce verso i giuristi. La costituzione francese decapita la classe reggente, ma si pone il problema di far comprendere anche agli analfabeti le leggi. Insediamento di una commissione che raccoglie tanti maestri di diritti sotto Napoleone porta alla creazione del codice napoleonico. Al centro del codice ci sono l'...

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cclaudd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Galeotti Sara.
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