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Lo scenario

Ricordiamo Augusto come uno dei più grandi condottieri di Roma, il quale, come sostengono vari storici, fu l’unico capace di compiere una rivoluzione senza in realtà compierla concretamente. Fu il primo a riuscire a costruire un’identità per Roma tale per cui egli restò nella storia come il più grande princeps. La sua celebre frase che sottolinea il fatto che sotto la sua azione Roma da città di mattoni divenne una città di marmo, non solo indica la riqualificazione architettonica di Roma ma anche la riqualificazione culturale che egli portò avanti.

L’azione di Augusto si concretizzò grazie all’attuazione di una nuova religione, simile a quanto teorizzerà Hegel, una religione sociale che aveva lo scopo di creare un’identità sociale che avrebbe reso il popolo romano coeso all’interno ma anche nei confronti delle situazioni esterne. Questa nuova religione si fondava sul mos maiorum, che in quel periodo sanguinoso di guerre civili era stato calpestato. Augusto inoltre si impegnò a rispecchiare egli stesso tutti i valori del mos maiorum affinché attraverso la sua figura i cittadini potessero identificarsi con i valori di Roma.

Questa religione fondamentale per la penisola italica e l’occidente conviveva con una religione altrettanto importante e sentita tra i popoli: il cristianesimo che in poco tempo si sarebbe fuso con la religione di popolo formando così una forma inscindibile che avrebbe costituito la forza di Roma. Augusto inoltre cercò di evitare una sorta di culto della personalità in suo cospetto, in modo da rappresentare quel ponte di passaggio tra la conciliazione di Roma con gli dei, segnando una nuova pax.

Strategia e monumenti

Il modo di rendere concreto questo cambiamento da parte di Augusto seguiva una strategia assai dettagliata, dal lato architettonico con la promozione di monumenti e statue in suo onore, ma soprattutto con la monetazione, azione che permetteva la diffusione anche nei paesi limitrofi assoggettati all’urbe di una moneta la quale imposta raffigurava Augusto. Egli inoltre, proprio come Carlo Magno, fondò delle città che portavano il suo nome: Augusta Praetoria (Aosta) e Augusta Taurinorum (Torino).

Il governo e la cultura

In generale, il governo di Augusto si caratterizzò per essere un assolutismo morbido in quanto non si opponeva fortemente contro chi avesse idee politiche diverse dalle sue, come accadeva con Tito Livio. Ma si opponeva contro chi promuoveva ideali molto differenti dalla linea adottata dal princeps, come ad esempio accadde con Ovidio. L’opera che Augusto portò avanti si rifletteva ampiamente anche in campo culturale in quanto egli seppe ben indirizzare i cittadini anche grazie all’aiuto del suo fedelissimo ministro della cultura Mecenate il quale, con il suo circolo letterario, promuoveva degli ideali unici per Roma, che rinforzassero il sentimento comune verso il mos maiorum.

L’opera di Augusto inoltre tendeva a tenere lontani e rigettare ogni influenza esterna come l’ellenismo o altre correnti che potessero distogliere i romani dalla loro sacra cultura. Quanto fatto da Augusto era stato progettato per durare in eterno, la forza della cultura che Roma aveva costruito gli permetteva di rimanere coesa e stabile anche quando i successori di Augusto non avrebbero dato abbastanza attenzione a questo aspetto. La pace e la tranquillità che Augusto aveva fornito non durò in eterno, in quanto tra il 270 e il 275 un’altra guerra civile era alle porte, e l’imperatore Aureliano decise di costruire altre mura intorno a Roma che presero il suo nome.

Il protagonista

Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, nato a Roma il 23 settembre del 63 a.C. Il padre di Ottavio era originario di Velletri e fu il primo ad accedere al senato, egli morì in età molto giovane e lasciò 3 figli: Ottavio che aveva solo 4 anni, Ottavia Maggiore, avuta da un precedente matrimonio, e Ottavia Minore e Ottavio avuti da Azia figlia di Giulia, la sorella di Gaio Giulio Cesare. Azia si risposò e mandò Ottavio alla casa della nonna, nella quale vi rimase fino al 51 a.C. fino alla morte della nonna. All’età di 12 anni sarà lui a celebrare in pubblico la morte della nonna dimostrando valide doti nel parlare al pubblico. La vita con la madre sarà molto travagliata, sia perché lei era molto protettiva nei suoi confronti, ma anche per le condizioni di salute del figlio, il quale spesso si ammalava.

Quando nel 49 scoppiò la guerra tra Cesare e Pompeo, Azia decise di allontanare il figlio e mandarlo a Velletri. Alla sconfitta di Pompeo, Cesare una volta arrivato a Roma vedeva Ottaviano come un possibile erede, non a caso al trionfo dalla spedizione in Africa Cesare volle al suo fianco il nipote Ottaviano per la celebrazione del trionfo. Da questo punto in poi era evidente l’approvazione che Cesare avesse nei confronti di Ottaviano, il quale prima sarà messo a capo di un corpo di spedizione, fino ad arrivare alla morte di Cesare ad essere designato come suo successore. Ovviamente i dissensi erano molto forti, come ad esempio Marcantonio che voleva fortemente la successione di Cesare, tanto che Azia aveva consigliato ad Ottaviano di rifiutare la carica e allontanarsi dalla città.

Ottaviano ovviamente accettò la carica assumendo così il nome di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augustus, e nominato dal senato la politica messa in atto da Augusto era alquanto lungimirante, mise in campo le promesse che lo stesso Cesare aveva fatto prima di morire, ottenne quasi subito il consenso da parte della plebe e dell’esercito, cosa che lo aiutò con la spedizione del 43 contro Antonio. Tornato vittorioso, Ottaviano decise di stringere un’alleanza con Antonio e Lepido, il secondo triumvirato (il primo era tra Cesare, Crasso e Pompeo). Lo scopo di questo secondo triumvirato era quello di essere una vera e propria magistratura sancita da una legge che affidava ai triumviri il compito di ordinare la repubblica.

Il triumvirato e le divisioni

In questo anno morì anche la madre Azia e fu proclamata la divinizzazione di Cesare, quindi a tutti gli effetti Ottaviano era figlio di un dio. Dopo il triumvirato, in segno di coesione, Ottaviano sposò Clodia, figlia della moglie di Antonio. Matrimonio che presto verrà rinnegato in favore di Scribonia, sorella del figlio minore di Gneo Pompeo. Antonio, che prima era stato mandato in Asia, fa ritorno in Italia, stesso periodo in cui strinse un’alleanza con Cleopatra cosa che fece temere un'altra guerra civile, ma con l’accordo di Brindisi si decise la spartizione dei domini romani:

  • Ad Antonio l’Oriente
  • Ad Ottaviano l’Occidente
  • A Lepido l’Africa

Gli scontri fra i tre triumviri si fecero sempre più accesi tanto che il primo a essere espulso dall’alleanza sarà Lepido e successivamente anche Antonio. Il processo che portò alla separazione di Antonio da Ottaviano fu molto più lungo, in quanto Ottaviano prima intraprese una campagna ideologica che designava Antonio come nemico di Roma e dell’Italia. A far scoppiare la guerra tra i due sarà il ripudio da parte di Antonio della moglie Ottaviana, sorella di Ottaviano, il quale sconfisse sia Antonio che la sua nuova amata Cleopatra, riducendo l'Egitto a una provincia romana. L’anno seguente sconfisse i due anche ad Alessandria dove si erano rifugiati e poi suicidati.

Il principato di Augusto

Tornato a Roma, Ottaviano non pretese la dittatura, ma si preoccupò di ottenere il ruolo di console anno dopo anno. Nel 28 a.C. fu nominato dal senato Princeps Senatus, con il diritto di esprimere per primo il parere nelle sedute e nel 27 a.C. il senato gli attribuì la carica di proconsole della durata di 10 anni e lo insignì della nomina di Augustus, legato etimologicamente alla parola autorità, egli aveva un potere senza precedenti, tutto in assoluta legalità, inizia così il periodo del principato.

Il programma di Augusto

Il programma di Augusto fu senza dubbio, come anche lui stesso voleva, un programma lento e controllato, il quale in prima battuta si concentrò sulla pacificazione di quei popoli ribelli che ancora cercavano di sovvertire l’ordine creato. Augusto insieme al genero Agrippa, architetto e generale, cercarono di calmare tutte le sovversioni che si stavano verificando in quel periodo. In campo culturale e architettonico fu molto presente l’intervento di Augusto, a lui si devono costruzioni come il Foro Romano, il Pantheon, l’Ara Pacis, e gli acquedotti. Il princeps inoltre divise Roma in 14 quartieri e l'Italia in 11 regioni, istituì delle magistrature addette all’ordine pubblico.

Un altro mezzo per Ottaviano di impadronirsi di questa rivoluzione culturale, fu appunto la letteratura, portata avanti dal fedele amico Mecenate, il quale istituì un circolo di intellettuali appunto il circolo di Mecenate, accolse al suo interno i più grandi scrittori di quel tempo, come ad esempio Tito Livio, Virgilio, Orazio, ecc. il cui compito sarà quello di elogiare il princeps e il principato tramite le loro opere.

Successione e morte

In materia di successione, Ottaviano non aveva nessun figlio maschio, l’unica figlia era Giulia avuta nel matrimonio con Scribonia. Preoccupato per la successione fece sposare Giulia con il figlio di sua sorella e successivamente con Agrippa: matrimonio dal quale nacquero 4 figli. Morto Agrippa, Ottaviano diede in sposa Giulia a Tiberio, uomo il quale avrebbe poi succeduto Augusto. Ottaviano morì nel 14 d.C. a Nola, venne cremato nel Campo Marzio e il discorso pubblico fu pronunciato da Tiberio suo successore.

Livia Drusilla

Moglie di Ottaviano dopo il matrimonio che quest’ultimo ebbe con Scribonia, fu una donna molto risoluta e capace. Stette al fianco del marito sia come consigliera che come gestore delle finanze private, si occupò del marito quando la salute di quest’ultimo iniziava a vacillare. Inoltre, dietro gli omicidi in tema di successione, si pensa ci fosse il suo zampino in quanto voleva al trono il figlio Tiberio. Arrivato al trono, Tiberio soffrì molto la pressione della madre che al momento della sua morte nel 29 d.C. non ne proclamò l’orazione funebre. Livia verrà divinizzata solo molti anni dopo da Claudio.

Lucio Anneo Seneca

Figura molto importante nello scenario romano, Seneca proviene da una famiglia molto abbiente. Egli nel corso della sua vita si sposta spesso tra Roma, Egitto e altri paesi dell’Europa. La sua formazione in campo grammaticale e anche filosofico lo porterà ad essere designato da Agrippina Minore come il precettore del figlio, il futuro imperatore Nerone. Si narra che Seneca sarà il suo più fedele consigliere fino a quando il neo imperatore si macchierà di numerosi delitti che porteranno Seneca ad allontanarsi dagli ambienti romani, e ritirarsi in solitudine per condurre una vita serena e tranquilla. Accusato di aver partecipato ad una congiura contro l’imperatore fu costretto al suicidio nel 65.

Giulia Agrippina Minore

Figlia di Agrippina Maggiore, sorella di Caligola, e madre di Nerone, e non di meno nipote di Augusto. L’imperatore Tiberio impose ad Agrippina Minore il matrimonio all’età di 13 anni con Gneo Domizio Enobardo da cui ebbe il futuro imperatore Nerone. A Tiberio nel 37 succedette Caligola, in questo periodo a seguito di alcuni scandali Agrippina fu esiliata nell’isola di Ponza. Nel 41 morto Caligola diventa imperatore Claudio.

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vittorio.dimiceli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Felici Maurilio.
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