IL PARLAMENTO
Il Parlamento italiano è stato progettato come il centro del sistema istituzionale, con il compito di
rappresentare la volontà generale dei cittadini.
Il Parlamento, eletto dai cittadini, svolge un ruolo cruciale nelle decisioni dello Stato. Il sistema
mira a garantire una cittadinanza attiva attraverso un Parlamento forte e supportato dai partiti, che
rappresenta le diverse esigenze della società italiana. È il luogo del confronto tra opinioni diverse,
dove le decisioni sono prese tramite compromesso e maggioranza.
Il Parlamento ha una serie di competenze fondamentali che riguardano i poteri dello Stato:
adotta le leggi, controlla gli atti del Governo e può determinarne la fine (ad esempio con la
mozione di fiducia o la sfiducia).
Inoltre, elegge il Presidente della Repubblica e parte dei membri di organi di garanzia
come la Corte costituzionale.
Nonostante le molte competenze, il Parlamento non adotta decisioni in modo rapido; la sua
centralità è garantire che ci sia un ampio dibattito tra tutte le forze politiche (maggioranza e
opposizioni).
Il Parlamento italiano è bicamerale, composto dalla Camera dei deputati (ex 630 membri ora
400 ) e dal Senato della Repubblica (ex 315 ora 200 ), entrambe con gli stessi poteri e compiti
nella formazione delle leggi e nel controllo del Governo.
→ Il bicameralismo in Italia è definito come perfetto o paritario, il che significa che entrambe le
Camere hanno gli stessi poteri, (ovvero entrambe devono approvare una legge affinché questa
diventi definitiva )a differenza di altri Paesi dove la seconda Camera ha funzioni diverse.
Le Camere hanno una durata di cinque anni (la legislatura), e le elezioni devono avvenire entro
settanta giorni dalla fine della legislatura. In caso di scioglimento del Parlamento, la prorogatio
consente agli organi uscenti di continuare a lavorare in attesa delle nuove elezioni, ma con limiti
nelle decisioni che possono prendere.
Inizialmente, il numero dei parlamentari era proporzionale alla popolazione.
Il Presidente della Repubblica può nominare fino a 5 senatori a vita tra i cittadini che hanno dato
contributi straordinari nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Inoltre, gli ex
Presidenti della Repubblica sono automaticamente senatori a vita.
Fino alla riforma costituzionale del 2021 (legge n. 1), l'elettorato attivo (il diritto ad
eleggere) per il Senato era limitato ai cittadini di almeno 25 anni, mentre per la Camera
dei deputati era sufficiente essere maggiorenni. La riforma ha uniformato questo requisito,
rendendo maggiorenni tutti i cittadini idonei a votare sia per la Camera che per il Senato.
Tuttavia, esistono ancora differenze nell'elettorato passivo (diritto ad essere eletti,
candidarsi) per essere eletti alla Camera, bisogna avere almeno 25 anni, mentre per il
Senato è necessario essere 40 anni. Il Senato è eletto su base regionale, il che rende le due
Camere del Parlamento strutturalmente diverse, e ciò può portare a composizioni politiche
differenti.
→ → Queste differenze furono pensate per dare al Senato il ruolo di una Camera di riflessione,
composta da cittadini più anziani, per evitare che la Camera dei deputati (più giovane) potesse
prendere decisioni troppo rapide che minassero la stabilità democratica, come accaduto nel
passato con lo Statuto Albertino.
Il modello di bicameralismo paritario in Italia ha influenzato la stabilità politica, causando
spesso difficoltà nell'esprimere maggioranze di governo. Ciò ha portato a instabilità nelle
legislature, con governi che non sono riusciti a durare fino alla scadenza naturale dei 5 anni.
→ Questo ha fatto sì che il Paese cercasse diverse riforme costituzionali (come nel 2005 e nel
2016) per cercare di rendere più chiaro il ruolo di Camera e Senato, affidando alla Camera il
compito di dare la fiducia al Governo e riducendo il ruolo del Senato a quello di una Camera
delle autonomie territoriali. (= più una Camera rappresentativa delle autonomie territoriali, cioè
una Camera che rappresenta le Regioni e le autonomie locali, un ruolo consultivo).
Furono bocciate a referendum costituzionale
In seguito alla legge costituzionale del 2020, il numero dei parlamentari è stato ridotto: la Camera
dei deputati ha ora 400 membri e il Senato 200 membri. Questa riduzione ha portato a un rischio
di governi più deboli numericamente, specialmente al Senato, dove le maggioranze sono già
storicamente più instabili. Inoltre, la riduzione dei parlamentari ha ridotto anche le risorse per le
commissioni di inchiesta.
Infine, ci sono casi in cui il Parlamento si riunisce in seduta comune, presieduto dal Presidente
della Camera dei deputati. Queste sedute comuni sono necessarie in casi specifici, come:
Elezione del Presidente della Repubblica;
Elezione di giudici della Corte costituzionale;
Impeachment (messa in stato di accusa)del Presidente della Repubblica;
Elezione degli 8 membri laici del Consiglio superiore della magistratura.
Formazione e aggiornamento della lista dei giudici aggregati alla Corte costituzionale
per i giudizi sulle accuse
Nel bilanciamento tra rappresentatività e decisione il nostro parlamento si colloca molto verso più la
rappresentatività e poco verso la decisione
Sfiducia costruttiva→ Consiste nell'impossibilità da parte del parlamento di votare la sfiducia al
governo in carica se, contestualmente, non concede la fiducia ad un nuovo esecutivo
SISTEMI ELETTORALI PER IL PARLAMENTO
Il sistema elettorale italiano per il Parlamento ha subito numerose modifiche nel corso degli anni,
con l'introduzione di diversi modelli per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica. i principali cambiamenti furono:
1. Sistema proporzionale (1948-1992):
sistema proporzionale puro per l’elezione di entrambe le camere, senza soglie di
sbarramento, dove gli elettori potevano esprimere una preferenza per i candidati.
2. Riforma del 1993 (Mattarellum):
delinearono un sistema misto: il 75% dei seggi veniva assegnato tramite un sistema
maggioritario uninominale a turno unico, mentre il restante 25% veniva assegnato
con un sistema proporzionale.
3. Porcellum (2005):
il sistema diventò proporzionale con liste bloccate (gli elettori non potevano
scegliere i singoli candidati), soglie di sbarramento più basse per le liste in
coalizione, possibilità di candidature multiple, premio di maggioranza per la lista
o alla coalizione su base nazionale alla camera dei deputati e su base regionale al
senato della repubblica
ma la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale il Porcellum nel 2014, in
particolare per la mancanza di una soglia minima per il premio di maggioranza e
per le liste bloccate, per il numero eccessivo di candidati.
4. Consultellum (2014):
il sistema divenne un proporzionale puro di lista e coalizione, senza premio di
maggioranza e senza liste bloccate, ma con soglie di sbarramento per l'accesso al
Parlamento, più basse per le liste coalizzate.
5. Italicum (2015):
un sistema previsto per la sola camera dei deputati, che prevedeva una
competizione tra liste singole (non coalizioni), su base proporzionale e con soglie
di sbarramento, con un premio di maggioranza al 40% dei voti (venivano
assegnati 340 deputati ad essa). Se nessuna lista raggiungeva il 40%, si passava a un
secondo turno con ballottaggio tra le due liste più votate.
6. Modifiche successive (2017-2019):
Dopo che l'Italicum fu dichiarato incostituzionale dalla Corte nel 2017,in
particolare riguardo al premio di maggioranza, essendo stata censurata
l'attribuzione dello stesso tramite ballottaggio, fu corretto dalla Corte
costituzionale e diveniva un sistema proporzionale di lista, senza coalizioni, con
capilista bloccati, con soglie di sbarramento fisse e con premio di maggioranza
eventuale, attribuito a chi ottenesse il 40% dei voti;
→ il Parlamento introdusse La legge n. 165 del 2017 ha introdotto un sistema elettorale misto,
combinando una parte proporzionale e una parte maggioritaria.
Sistema maggioritario: Collegi uninominali alla camera e al senato (36% dei
seggi) i candidati singoli (o sostenuti da coalizioni) si sfidano per ottenere il maggior
numero di voti. Il vincitore di ciascun collegio viene eletto direttamente.
Sistema proporzionale: Collegi plurinominali (64% dei seggi), i seggi vengono
assegnati con un sistema proporzionale tramite liste bloccate, con soglie di
sbarramento (differenti tra Camera e Senato e tra liste coalizzate e non). Inoltre,
sono consentite candidature multiple, sia nei collegi plurinominali che in quelli
uninominali. Se un candidato è eletto in più di un collegio, prevale l'elezione nel
collegio uninominale.
Contraddizioni del sistema attuale:
Da un lato, le coalizioni si competono tra loro, ma dall'altro, le singole forze politiche
all'interno delle coalizioni concorrono per raccogliere il maggior numero di voti.
Non è possibile il voto disgiunto , cioè l'elettore non può votare un candidato al
maggioritario di un partito diverso da quello della sua coalizione.
Queste contraddizioni rendono difficile per un partito o una coalizione ottenere più del 40% dei
voti, creando situazioni dove, come nelle elezioni del 2018, è necessario formare maggioranze di
governo tra forze politiche che si sono già competute durante le elezioni.
STATUS DI PARLAMENTARE E AUTONOMIA DEL PARLAMENTO
Esso infatti è disciplinato, come luogo, da delle garanzie costituzionali per garantire
l’indipendenza e l’autonomia.
La Costituzione garantisce al Parlamento autonomia organizzativa , finanziaria e normativa,
contabile permettendo a ciascuna Camera di adottare regolamenti e approvare bilanci senza
l'intervento della Corte dei Conti.
Garanzie della sede del Parlamento
Inviolabilità ( la forza pubblica non può accedere senza il permesso del Presidente della
Repubblica )
Alle Camere spetta il giudizio delle cause di ineleggibilità e incompatibilità ( verifica dei
poteri)
Alle camere è concessa, “ per consuetudine e tradizione” la giurisdizione domestica. Le
controversie nate in Parlamento devono essere risolte in Parlamento
Un aspetto centrale del mandato parlamentare, è che: ogni parlamentare rappresenta l'intera
Nazione e non deve seguire il ,mandato di un gruppo territoriale o sociale specifico.
→ Il mandato parlamentare è esercitato liberamente: ogni parlamentare può votare come crede,
cambiare gruppo politico e spostarsi da una parte all'altra (maggioranza o opposizione). Questo è
visto come un aspetto positivo della democrazia, in cui il parlamentare deve agire senza vin
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