Michela Verlato A.A. 2022-2023
ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO
modulo 1
- cos’è un diritto, un ordinamento giuridico e il contenuto del diritto pubblico
Ovunque ci sia un'organizzazione complessa (società) c’è un sistema di regole che la
segue. Ovunque c’è una società c’è diritto, perché c’è bisogno di una serie di regole che la
faccia funzionare, infatti il diritto è ciò che tiene insieme una società e ne regola il
funzionamento.
● REGOLA GIURIDICA (l'insieme di norme giuridiche che regolano il funzionamento
dello Stato e i rapporti tra cittadini e Stato, quando quest'ultimo si pone in una
posizione di supremazia): ha carattere prescrittivo: cos’è? Vuol dire che non ha
valore descrittivo, ma impone un comportamento (ad es. il diritto privato è pieno di
definizioni, come contratti e locazioni).
La regola giuridica si distingue dalla regola morale e religiosa anche perché le norme
giuridiche sono norme relative unicamente a rapporti tra soggetti. La regola giuridica c’è solo
quando c’è un rapporto tra 2 o + persone nella società, non come la religione, che vincola
magari solo una persona. La regola giuridica si applica solo quando ci sono 2 o + soggetti,
non è quindi unicamente individuale (serve per la convivenza della società, quindi quando
c’è un rapporto tra 2 o + componenti di essa.)
Diritto dello stato-> ma il diritto non è una prerogativa dello stato.(es. c’è la comunità
internazionale con le regolamentazioni internazionali o anche società sportive, con
regolamenti sportivi) -> ogni organizzazione ha un suo ordinamento (TEORIA DELLA
PLURALITÀ DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI), cioè ogni organizzazione ha il suo
ordinamento giuridico.
● ORDINAMENTO GIURIDICO: è l'insieme di regole giuridiche espressione che
disciplina una determinata organizzazione sociale. (IL NOSTRO È L’ORDINAMENTO
GIURIDICO ITALIANO, ma esiste anche quello internazionale, europeo ecc). Quindi
l'ordinamento giuridico dell’Italia è quello italiano.
Nell’ordinamento giuridico, tutte le regole che lo compongono sono organizzate in maniera
sistematica. (è una caratteristica: sistematicità). Queste regole devono essere coerenti le
une con le altre.
I SISTEMI GIURIDICI CIVIL LAW E COMMON LAW
Civil Law: Le regole giuridiche possono essere scritte o non scritte. Il nostro è un
ordinamento nel quale prevale l’ordinamento scritto (Civil Law). La regola è posta in essere
consapevolmente dagli organi che ne hanno l’autorità. Produce quindi un testo scritto.
Common Law: (derivano dal modello giuridico della Germania), in questo sistema giuridico
la norma scritta non prevale, c’è una prevalenza di norme consuetudinarie. Queste norme si
creano con il passare del tempo e con il ripetersi di un comportamento, è una vera e propria
regola giuridica (la applicano i giudici), tutto ciò è applicabile in tribunale.
Consuetudine: affinchè si crei una regola giuridica consuetudinaria non basta che i soggetti
coinvolti ripetano il comportamento, ma occorre anche che sia ritenuta obbligatoria da coloro
che ne prendono parte, deve esserci una convinzione da parte di tutti. 1
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1. Ripetizione del fatto (Repetitio Facti)
2. Convinzione di tutti che sia qualcosa di imposto dall’ordinamento (Opinio Iuris)
Quando questi 2 elementi si ripetono nasce una convinzione applicabile dai giudici. Esistono
anche norme costituzionali consuetudinarie che integrano la Costituzione. Il giudice
costituzionale riconosce l’esistenza di queste norme.
Tutti i sistemi di Common Law hanno il principio di precedente vincolante. Ogni giudice deve
decidere in base alle decisioni dei giudici precedenti (permette coerenza nel sistema).
Caratteristiche dell’ordinamento giuridico:
- si comporta maniera sistematica: caratteristiche della sistematicità
1. L’ordinamento giuridico è un sistema sistematico in quanto unitario: ossia ha
un’unica fonte (lo Stato in Italia, in ambito internazionale la comunità di stati).
Tutte le norme dell’ordinamento sono riconducibili a un’unico potere
costituente. A lui si può ricondurre l’ordinamento giuridico.
2. L’ordinamento giuridico è un sistema sistematico in quanto completo: Non ha
vuoti normativi, non ammette lacune, altrimenti non è un insieme sistematico
di regole. In caso non ci fosse una regola precisa, si ricorre all’interpretazione
analogica (si prende una norma giuridica pensata per un caso simile e la si
applica per il caso specifico -> es. privacy posta elettronica, prima non c’era->
per analogia applicano le discipline vigenti per le lettere fisiche)
- Principi generali dell’ordinamento: si applicano in caso di non analogia
né di norma vigente. Sono elementi che aiutano il giudice a decidere il
risultato di un caso se non c’è la norma vigente per il caso specifico e
se non ci si può affidare all’analogia
- Il giudice è tenuto quindi a rispondere: se c’è, con la norma, se
non c’è per analogia, se non c’è applicando i principi
dell’ordinamento. Bisogna dare una risposta sempre,
utilizzando una di queste 3 modalità.
3. L’ordinamento giuridico è un sistema sistematico in quanto è coerente: non
devono esserci contraddizioni tra norme, l’ordinamento deve offrire una sola
risposta univoca, per tanto deve essere coerente. (Quest’aspetto è difficile da
tenere.)
- Per questa necessità di coerenza, si devono applicare i criteri di
risoluzioni delle antinomie delle normative (criteri di risoluzione di
conflitti fra norme). Cioè quando ci sono 2 normative che dicono cose
diverse. Per questo si applicano i criteri di risoluzione dei conflitti fra
norme. Questi criteri sono conseguenza di una coerenza, in quanto la
società deve essere regolata.
● NORMA GIURIDICA: è al centro del diritto costituzionale, perché in realtà
l’ordinamento è composto di disposizioni (di testi). La norma è diversa, è frutto
dell’interpretazione della disposizione (del testo). Non sempre c’è una disposizione
con un significato chiaro, a volte una disposizione può avere più significati. (es. art.
59 comma 2 della costit.). La disposizione è una, le norme sono 2, ma una lettura
sistematica della costituzione fa capire che ne esiste una. 2
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ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO: fondamenti di diritto pubblico, le dottrine del diritto
pubblico in senso ampio riguardano tutte le materie nelle quali lo stato ritenga si tratti di
fattispecie importanti per la vita dei cittadini, ritenute essenziali da gestire dal pubblico
potere.
DIRITTO PRIVATO: lo stato ritiene che le situazioni non siano essenziali, quindi possono
essere affidate all’autonomia dei privati (contratti di locazione ecc).
DIRITTO: si divide in pubblico (situazioni essenziali, da affidare a una regolazione pubblica)
e privato (situazioni non essenziali, affidati ai privati)
Le istituzioni di diritto pubblico è il diritto costituzionale, le costituzioni.
Il contenuto delle costituzioni:
1. Ci sono le modalità di produzioni del diritto. Chi e come produce le norme giuridiche
è scritto in costituzione. È scritto lì per evitare che un organo abbia più potere degli
altri. Le fonti del diritto sono la distribuzione del potere politico, decisionale dello
Stato.
2. Ci sono i principi che devono guidare l’attività del legislatore. (diritto e dovere).
3. Ci sono la divisione e l’organizzazione dei pubblici poteri (rapporti tra parlamento e
governo, tra governo e presidente. ecc)
Le costituzioni si dividono in:
- rigide (si possono modificare con una procedura complessa, molto più complessa di
quella delle leggi: 2 approvazioni e possibile referendum). è il documento dello stato,
questo procedimento molto lungo serve per condividere al meglio le revisioni
costituzionali.
- flessibili (si possono modificare con la stessa procedura di modificazione delle leggi,
es. stat. albertino)
21/09/2022
- caratteristiche giuridiche dello stato, caratteristiche delle principali forme di stato
LO STATO MODERNO nasce con l'affermazione di 2 caratteristiche fondamentali:
● politicità: deriva dal fatto di essere un ente a fini generali, un ente che si preoccupa di
provvedere completamente a ogni sfera della vita dei suoi cittadini. Non ha una
singola finalità, ma si occupa di tutti gli aspetti della vita dei suoi cittadini, amministra
diritti civili ecc. Caratteristica di provvedere a tutte le necessità della polis.
● sovranità: idea che lo stato non riconosca alcun potere politico superiore a sé stesso
(es: integrazione europea, diritto internazionale, monopolio della forza)
Affinché ci sia uno stato occorre che ci siano 3 elementi: popolo, territorio (sul quale il popolo
è stanziato) e governo sovrano (amministra il popolo). Ci sono popoli che non hanno un
governo sovrano o un territorio. La prima espressione della sovranità è la costituzione,
quindi un documento fondante che detta i 3 punti. La sovranità statale è unica e non ripartita,
ma fa eccezione a questa idea il modello dello stato federale. Ne fa eccezione perché
ciascuno stato membro (stato federato) può decidere sulle sue leggi.
Lo stato federale nasce per l’idea che la sovranità possa essere divisa, ciò che viene
➔ condiviso è il potere legislativo. Lo stato federale divide la sovranità tra gli stati 3
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membri attraverso il potere legislativo tra stato federale e stati federati. Il potere
ultimo sta comunque agli stati federali, quindi l’idea è teorica.
LE FORME DI STATO
Forma di Governo: definisce la distribuzione del potere politico tra gli organi costituzionali
(parlamento, governo, presidente…)
Forma di stato: Categoria che permette di definire i rapporti tra lo stato e i suoi cittadini, il
diritto costituzionale trasforma in modelli le esperienze storiche
- Prima forma di stato: stato assoluto, da un punto di vista costituzionalistico ci sono
alcune caratteristiche.
- mancanza della separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario)
- mancanza della costituzione, il sovrano non è vincolato da alcuna legge
superiore, si rispetta solo la regola della successione
- mancanza di diritti: c’è un diritto quando si può esigere un diritto, nessuno è
titolare di un diritto, ci sono solo concessioni da parte del monarca.
- Seconda forma di stato: stato liberale, vede l’emergere della classe borghese,
plasma dal punto di vista costituzionalistico la nostra forma di stato, con IL VOTO AL
CETO. Lo stato liberale riconosce il diritto di voto all’alta borghesia. Da un punto di
vista costituzionalistico ci sono alcune caratteristiche.
- separazione dei poteri tra esecutivo e legislativo (non ancora giudiziario,
perché i giudici sono emanazione del re). Il legislativo si sgancia
dall'esecutivo perché nel legislativo è rappresentata l’alta borghesia (ci sono
quindi i rappresentati del popolo-> i parlamenti traggono legittimazione dal
popolo), nel potere esecutivo ci sono i ministri del re (emanazione del
monarca). Questo permette la separazione del potere, grazie alla
rappresentanza che ha il popolo.
- alcuni diritti tutelati: proprietà privata, diritto alla vita, diritto all'elettorato (per
censo), iniziativa economica, libertà di stampa. Non ci sono diritti ad esempio
quello dell’istruzione perchè non interessa l’alta borghesia, infatti contengono
solo i diritti che interessano solo la classe votante..(non lavorano, possono
pagare l’istruzione). L’alta borghesia può esigere diritti costituzionali -> si
chiamano libertà negative dallo stato.
- Libertà negative/libertà dallo stato (PRIMA GENERAZIONE DI
DIRITTI): si chiamano così perchè vengono soddisfatte da un
mancato intervento dello stato -> lo stato non si oppone (diritto
proprietà -> si chiede che la proprietà non sia invasa)
- Costituzione flessibile-> (tranne gli usa, che hanno un patto tra stati membri).
è espressione di un solo ceto, quindi nessuno ha interesse politico per
modificare la procedura. Non è una costituzione che media fra conflitti, quindi
non si ha nessun interesse a complicarla.
*ci possono essere involuzioni (es: involuzione fascista)*
- Terza forma di stato: stato liberal-democratico/democratico-sociale:
- Suffragio universale maschile e suffragio universale femminile. Produce
alcune conseguenze. Aumentano i diritti, e questi richiedono l'intervento attivo
dello stato, non solo sono negativi, ma sono libertà mediante lo stato (diritti 4
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sociali ecc). I diritti interessano le classi meno abbienti, non solo i ceti alti.
Questi diritti si chiamano diritti di prestazione, in quanto presuppongono una
prestazione per essere garantiti.
- Legittimazione non più monarchica della magistratura (consiglio superiore
della magistratura, garantisce l’indipendenza dal potere esecutivo) -> il potere
giudiziario si toglie dal potere monarchico
- Costituzione rigida: la costituzione è espressione di più classi sociali che
trovano un compromesso nella costituzione, c’è bisogno di una procedura
aggravata per evitare che la costituzione sia modificata dalla maggioranza
che viene eletta (maggioranza legislativa). La maggioranza non può cambiare
la costituzione.
- principio di eguaglianza (art.3)->
- comma 1: eguaglianza davanti alla legge
- comma 2: richiede allo stato di rimuovere gli ostacoli che
impediscono ai cittadini di partecipare -> EGUAGLIANZA
SOSTANZIALE
- quindi: lo stato quindi rimuove gli ostacoli che ci impediscono
di essere uguali (rimuove gli ostacoli fattuali)
LA PROCEDURA DI REVISIONE DELLA COSTITUZIONE
Protetta attraverso la procedura di revisione attraverso l’art. 138, che disciplina la procedura
di revisione.
L’art.138 prevede che, per modificare un articolo, sia necessaria una doppia lettura, ossia
una doppia approvazione da parte delle due camere (camera dei deputati e senato della
repubblica). Una legge ordinaria deve essere approvata dalla camera dei deputati e dal
senato, invece la costituzione deve ripetere questa procedura (per la legge ordinaria) 2
volte. Si approva 2 volte perché fra le 2 approvazioni devono passare almeno 3 mesi (pausa
di riflessione), che costringe i parlamentari a confermare la volontà di riformare la
costituzione. La costituzione è il patto fondante dello stato, quindi per cambiarla occorre che
i parlamentari confermino la loro volontà di approvare la modifica. Ci deve essere almeno la
maggioranza assoluta (50% + 1) dei componenti di ciascuna aula (non dei votanti) che
approvino la modifica, poi si può proseguire l’iter. Se la seconda approvazione/lettura passa
solo con la maggioranza assoluta, allora o 500mila elettori o 5 consiglieri regionali
(assemblee legislative di ciascuna regione) o dei componenti di ciascuna camera
⅕
(deputati/parlamentari) possono chiedere di fare un referendum confermativo (non conta il
quorum strutturale in questo caso, vince si o no). Se invece la seconda lettura viene
approvata dai 2⁄3 delle camere, la riforma è approvata e non si può chiedere un referendum
costituzionale. Il referendum costituzionale non ha quorum strutturale, in quanto non c’è un
numero minimo di votanti affinché la consultazione produca effetti-> =/= referendum
abrogativo. Non ha quorum in quanto ci deve essere almeno una parte di popolazione che
deve avere il diritto di bloccare/approvare la modifica, anche se gli altri sono disinteressati,
serve quindi per proteggere la costituzione.
● L’unico articolo che non può essere cambiato è l’art.139, cioè che la forma
repubblicana non può essere cambiata, perchè con il 2 Giugno 1946 si è creato il
vincolo della repubblica. 5
Michela Verlato A.A. 2022-2023
● Si è discusso di ulteriori limiti oltre all’articolo 139, che sono i Principi Fondamentali,
sono limiti impliciti alla revisione costituzionale (diritti, suffragio universale,
uguaglianza…), cambiare questi significherebbe far venir meno lo stato democratico.
● Limite logico: non può essere eliminata completamente la procedura aggravata della
costituzione (art 138), altrimenti viene meno la rigidità della costituzione. L’art. 138 in
realtà non è intoccabile, basta che venga modificato tutelando la rigidità della
costituzione (modifica ad es: referendum obbligatorio).
L’ORDINAMENTO INTERNAZIONALE
Ogni organizzazione ha un suo sistema di regole (teoria della pluralità degli ordinamenti), e
quindi anche la comunità internazionale. L’ordinamento internazionale incide sul diritto dello
stato italiano.
Il diritto internazionale viene prodotto tra gli stati, quindi l’ordinamento della comunità degli
stati (la pace di Vestfalia è considerata la data d’inizio del diritto internazionale).
1. Non c’è un ente sovraordinato (ogni stato è sovrano). La comunità è composta di
stati parimente sovrani. Le norme giuridiche vengono quindi prodotte dagli accordi
internazionali.
a. Una delle due principali fonti sono le fonti pattizie, quindi dei patti e accordi tra
gli stati.
b. L’altra fonte è la consuetudine (fonti consuetudinarie). Le consuetudini hanno
infatti un ruolo importante (es: immunità dei diplomatici)
Le fonti entrano quindi nel nostro ordinamento giuridico. Nel momento in cui si firma un
acco
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