ISTITUZIONI DI DIRITTO PRIVATO, ESAME FACOLTA’ ECONOMIA E GESTIONE
AZIENDALE UCSC
APPUNTI PRESI A LEZIONE INTEGRATI CON IL MANUALE (TORRENTE E
SCHLESINGER)
L’ESAME
Esame prettamente di ragionamento
Strumenti di studio:
Non serve assolutamente studiare a memoria, bisogna capire gli argomenti.
Essenziale da avere è il Codice civile (ogni edizione va bene).
IMPORTANTE IL LINGUAGGIO
[Eventuali parti che il professore ha indicato come importanti per l’esame sono state evidenziate in
giallo]
Gaia Bernardini, Economia e Gestione Aziendale UCSC – A.A. 2021-2022 1
LEZIONE 1
IL DIRITTO
Il diritto è un insieme di regole che hanno come finalità quella di risolvere eventuali conflitti che
insorgono tra consociati (tra soggetti di diritto).
I soggetti di diritto possono essere delle persone fisiche, delle persone giuridiche, gli enti, lo stato etc.
Queste regole vengono chiamate norme giuridiche.
Il concetto di diritto (inteso come sistema di regole che lo Stato adotta per prevenire e dirimere i
conflitti tra cittadini) non s’identifica con il conetto di giustizia (intesta come sistema di valore,
soggettivamente e individualmente, concepiti come criteri che dovrebbero guidare la soluzione di
conflitti).
Esempio 1
Tizio ruba la bicicletta di proprietà di Caio e la posteggia nel proprio cortile condominiale. Caio
s’infiltra nel cortile, recupera la bicicletta e la riporta a casa sua. Tizio, spavaldo, fa causa a Caio,
chiedendo al giudice di condannare quest’ultimo a restituirgli la bici. Deve il giudice ordinare la
restituzione?
Questa condotta non è conforme al diritto; non è possibile farsi giustizia da soli.
Bisogna seguire una determinata procedura di diritto.
Esempio 2
Nel 2012 Tizio presta 100000 euro all’amico Caio, sapendo che questi versa in gravi difficoltà
economiche. Tizio e Caio concordano che quest’ultimo restituirà al primo la somma ricevuta nel
2019. Tra il 2012 e il 2019 si verifica un’inflazione del 7 per cento, sicché per eguagliare il valore dei
100000 euro di allora, occorrono, oggi 107000 euro. Caio deve versare 100000 euro o 107000 euro?
Potrebbe sembrare giusto; la regola di diritto dice invece l’opposto.
Il debito pecuniario si estingue per il valore nominale.
LA NORMA GIURIDICA
La norma è una proposizione (insieme di parole tra loro connesse).
Ma non tutte le proposizioni sono norme giuridiche
Esempio 1
“Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tento al risarcimento del danno, se
non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione
derivante da causa a lui non imputabile”
Esempio 2
“Tizio, commerciante di abbigliamento al dettaglio, non paga il canone di locazione dovuto al
proprietario dell’immobile adibito a negozio, perché messo in difficoltà dalla chiusura imposta dalla
legislazione emergenziale”
Solo la prima proposizione è una norma giuridica; questo perché è generale ed astratta per tutte le
persone e tutti i casi + c’è la sanzione.
Nel secondo caso, noi stiamo descrivendo un qualcosa di descrittivo (non è un racconto prescrittivo:
se tu ti comporti così verrai sanzionato).
CARATTERISTICHE della norma giuridica
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1. Prescrittiva
Non mira semplicemente ad informare, ma a modificare il comportamento dei suoi destinatari
(non mancano, tuttavia, alcune definizioni. Es. art 1321. Il contratto è l’accordo di due o più
parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale).
2. Coercitiva
Chi non la osserva viene sanzionato ed eventualmente, costretto ad osservarla.
3. Generale (non individuale)
Si rivolge a tutti i membri della collettività o a categorie di soggetti.
4. Astratta (non concreta)
Riguarda una serie ipotetica di fatti.
Generalmente la norma giuridica delinea una fattispecie generale ed astratta: la descrizione di un
fatto generale ed estratto.
Delineata la fattispecie, viene descritto l’effetto giuridico che si consegue all’avvenimento della
fattispecie.
FATTISPECIE
Consiste nella descrizione di un fatto definito in base ad alcuni elementi che lo caratterizzano (in
modo tale che in quella descrizione possano rispecchiarsi una moltitudine di eventi storici diversi,
che presentino tutte quelle caratteristiche)
Es. 2043 c.c “Qualunque fatto colposo o doloso che cagioni ad altri un danno ingiusto…” (manovra
imprudente dell’automobilista che causa il tamponamento di un’auto ferma al semaforo; errore del
medico durante un’operazione chirurgica che causa la morte del paziente; divulgazione di notizie
diffamatorie ai danni dell’imprenditore concorrente…)
EFFETTO GIURIDICO
Conseguenza che la legge ricollega al verificarsi della fattispecie (es. sanzione)
Es 20443 “… obbliga colui che lo ha commesso al risarcimento del danno”.
ORDINAMENTO GIURIDICO
Insieme (più o meno) coerente e completo delle norme che regolano lo svolgimento della vita di un
determinato stato.
ISTITUTO GIURIDICO
Insieme delle norme che regolano un determinato fenomeno della vita sociale.
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DISTINZIONE DEL DIRITTO
PRIVATO = regola i rapporti tra i privati, ed anche quelli cui appartengono Stato o enti pubblici se
si svolgono su un piano di parità.
Sono soggetti di pari livello (due signori costituiscono una società, una persona investe un signore,
rapporto di lavoro tra datore e dipendente).
Regolano rapporti sia patrimoniali che personali.
Principi
- Parità
- Autonomia
Sottoinsiemi
- Civile
- Commerciale
- Lavoro
- Industriale
PUBBLICO = regola i rapporti in cui lo Stato o enti pubblici si pongono in una posizione di
supremazia.
I soggetti non sono in una situazione di parità. Generalmente regola i rapporti tra soggetti privati e lo
stato.
Principi
- Disparità
- Soggezione
- Vincolo del pubblico interesse
Sottoinsiemi
- Costituzionale
- Processale
- Amministrativo
- Tributario
- Penale
ISTITUZIONI DI DIRITTO PRIVATO
Che cosa vuol dire: linee portanti, coordinate comuni ai vari sottoinsiemi del diritto privato (ossia del
diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto industriale).
Esempio. Il contratto è un istituto:
1. Del diritto civile: atto con cui si dispone di un proprio bene (art 1470 c.c.)
2. Del diritto commerciale: atto con cui si costituisce una società (v. art. 2094 ss)
3. Del diritto del lavoro: atto con cui si regola un rapporto di lavoro (v. art. 2094 ss)
4. Del diritto industriale: atto con cui l’autore di un’opera dell’ingegno concede all’editore
l’esercizio del diritto di pubblicarla (v. art. 118 l. n. 633/ 1941)
FONTI DEL DIRITTO
Da dove nascono le regole del diritto? Le regole del diritto nascono dalle fonti del diritto; ci sono
regole al di sopra che ci dicono come in un determinato ordinamento si producono le leggi.
Questa regola superiore si chiama regola di produzione delle norme in un determinato sistema.
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Qualunque atto che, in un dato ordinamento giuridico, è reputato idoneo a creare norme giuridiche.
A stabilire quali sono, in un certo ordinamento, le fonti di regole giuridiche sono, a loro volta, altre
regole legali. E così, via via, fino a risalire ad una regola “originaria” che si autolegittima: art. 70 ss.
Costituzione.
Codice civile:
- Articoli da 1 a 16 delle preleggi (che riguardano le fonti del diritto)
- Poi dall’articolo 1 iniziano le vere leggi
ARTICOLO 1 DELLE PRELEGGI
Indica le fonti
1. Leggi (fonti scritte)
2. Regolamenti (scritte)
3. Normi corporative (scritte)
4. Usi (fonti non scritte)
LE FONTI DOPO LA COSTITUZIONE
Oggi le fonti sono maggiormente complesse
Perché?
1. Dal 1° gennaio 1948 è entrata in vigore la costituzione repubblicana.
2. L’Italia, ormai da qualche decennio, fa parte delle istituzioni europee.
Questo significa che le leggi devono essere coerenti con la costituzione.
Prima lo stato albertino non era rigido, una legge poteva essere facilmente modificabile.
+ con la democrazia repubblicana nascono le leggi regionali (le leggi regionali e statali sono di pari
livello; cambia solo l’oggetto di competenza).
1. Costituzione e leggi costituzionali
2. Leggi statali (in senso formale e sostanziale: art. 76-77 Cost)
3. Leggi regionali (art. 117 Cost)
4. Regolamenti
Disposizioni scritte che si differenziano dalla legge perché hanno un contenuto specifico e
provengono generalmente dal governo o dall’autorità amministrativa.
Oltre alle leggi abbiamo anche i regolamenti in quanto le leggi non possono per definizione
entrare eccessivamente nei dettagli di certe discipline tecniche; quindi, delineano il quadro
generale dell’assetto normativo, ma rimandano a un regolamento (ministeriale o governativo)
la precisazione di determinati ambiti della normazione.
Esempio: viene approvata una legge che liberalizza la vendita di taluni farmaci da banco anche
nei supermercati e nelle parafarmacie.
Nella legge il parlamento non inserisce l’elenco del nome dei farmaci; la precisazione viene
fatta dal regolamento.
5. Usi
Diritto consuetudinario; è un diritto legato al fatto che certe regole vengono tradizionalmente
eseguite dai consociati nella convinzione che siano regole vincolanti (anche se non scritte da
nessuna parte).
Prima il diritto era di tipo consuetudinario. Oggi gli usi occupano un’area di competenza
ridotto.
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• Infine, influenza di legislazione comunitaria
LA LEGISLAZIONE COMUNITARIA
La legislazione comunitaria è fonte del diritto anche per l’ordinamento nazionale.
Atti normativi della legislazione comunitaria:
- Regolamenti
Introducono una regola che nello stesso momento diviene vincolante nei medesimi termini in
tutti i 27 stati membri dell’Unione Europea.
Attraverso il regolamento si raggiunge il processo di massima armonizzazione del diritto degli
stati dell’Unione. La stessa regola si applicherà in modo identico in tutti gli stati.
Con i regolamenti gli stati rinunciano a una propria discrezionalità nella disciplina di una
determinata materia.
Immediata efficacia nel diritto interno degli stati membri.
- Direttive
La direttiva detta delle regole che vincola gli stati.
Gli stati sono vincolati ad approvare delle leggi nazionali che recepiscano i contenuti della
direttiva; è un’armonizzazione indiretta che avviene mediante n atto normativo nazionale.
Con questa modalità ci sono degli spazi in più di discrezionalità per gli ordinamenti nazionali.
Se la direttiva è generica, lo spazio di discrezionalità sarà più ampio.
Se la direttiva ha dei contenuti iper-specifici, invece, lo spazio di discrezionalità sarà inferiore.
Le direttive estremamente particolareggiate possono essere self-executing
Self-executing = a prescindere dalla legge di recepimento sono direttamente applicabili.
VIGORE ED ABROGAZIONE
Delineati da articolo 10 e 15
Articolo 10 = le leggi e i regolamenti diventano obbligatori nel decimo quinto giorno successivo a
quello della loro approvazione.
La legge entrerà effettivamente in vigore 10 giorni dopo la pubblicazione (a meno che non venga
specificato dalla legge stessa).
Abrogazione espressa o tacita?
è Articolo 15: le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del
legislatore o per incompatibilità delle nuove disposizioni con le precedenti.
Il problema dell’abrogazione della legge pone il problema del conflitto tra regole. La presenza
di diverse regole una confliggente con l’altra.
Di massima si applica il criterio cronologico -> la legge successiva prevale sulla legge in conflitto
precedente (la legge successiva abroga la legge precedente).
L’abrogazione può essere espressa (è specificato nella legge).
Se non è espresso, l’abrogazione avviene tacitamente per una questione di coerenza e razionalità del
sistema.
Conflitto tra regole che hanno fonte di grado diverso.
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In questo caso si applica il criterio gerarchico: prevale la regola che origina dalla fonte
gerarchicamente più elevata.
Incostituzionalità della legge = decisa dalla Corte costituzionale; dal giudice delle leggi (giudica la
conformità delle leggi).
INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE
Le regole di diritto si pongono come preposizioni normative. Da quella disposizione come insieme di
parole si ricava la norma applicabile. Il passaggio da disposizione a norma non è banale -> è mosso
da un’attività ermeneutica o interpretativa. Alle volte dalla disposizione si rigava facilmente la norma
affidandosi al criterio testuale del senso delle parole, altre volte è più complicato.
Quella a sinistra è esplicita, mentre la seconda deve essere interpretata e capire l’intenzione del
legislatore riguardo ai “danni ingiusti”.
L’articolo 14 della disposizione della legge è molto preciso riguardo l’interpretazione delle leggi.
A proposito di criterio logico- sistematico sorge il problema dell’Analogia.
L’ordinamento giuridico è l’insieme delle regole operanti in un determinata nazione. È complesso e
potrebbe non essere completo perché non tutte le situazioni dell’esperienza umana sono disciplinate
da norme giuridiche (es. evoluzione scientifica).
Anche situazioni non disciplinate devono essere decise dal giudice.
I casi non disciplinati si risolvono nel seguente modo:
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1) vedere se regole precedenti possano dare informazioni e adattarsi ai nuovi fenomeni -> si riempie
tale norma precedente e si applica analogicamente una regola che regola un caso simile può
essere utile mediante un’interpretazione analogica -> ANALOGIA LEGIS
2) Se il caso rimane ancora dubbio si decide secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico
dello Stato -> ANALOGIA IURIS
REGOLE DI DIRITTO PRIVATO E AUTONOMIA PRIVATA
Le regole del diritto privato sono normalmente derogabili e sono regole dispositive o suppletive, ma
ci sono anche regole inderogabili chiamate norme imperative. (esempi pag. 1)
GLI USI NEL DIRITTO PRIVATO
Consuetudine: pratica costante ed uniforme che dà origine a norme vincolanti (es. obbligo del segreto
bancario che vincola la banca verso il cliente).
Qual è l’ampiezza delle consuetudini?
Nelle materie regolate dalla legge e dai regolamento gli usi hanno efficacia solo in quanto sono da
essi richiamanti -> gli usi gerarchicamente sono inferiori al regolamento.
Art. 8: “Nelle materie regolate dalla legge e dai regolamenti gli usi sono efficaci solo in quanto sono
da essi richiamati”. Mentre nelle materie non regolate dalla legge e dai regolamenti gli usi sono
efficaci.
Usi contra legem: NO -> gli usi in contrasto con la legge non si applicano
Usi secundum legem: SI -> gli usi si applicano quando la legge permette l’utilizzo della
consuetudine
Usi praeter legem: SI -> agli usi fuori dall’area della legge, laddove c’è una materia non regolata
dalla legge o dai regolamenti.
Nel passato visto le poche leggi gli usi avevano più spazio e efficacia, attualmente no.
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SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE
Situazioni in cui viene a trovarsi un soggetto in base alla gerarchia tra interessi confliggenti, stabilita
da una determinata norma giuridica.
L’ordinamento giuridico è costituito da un insieme di regole; questo insieme di regole hanno come
finalità quella di risolvere conflitti di interesse che insorgono tra i consociati.
Nel risolvere questi conflitti l’ordinamento giuridico darà ragione a uno e torto all’altro soggetto.
Nell’operare questa scelta l’ordinamento giuridico, in termini tecnici, opera attribuendo al titolare
dell’interesse prevalente n diritto soggettivo a soddisfare se fatto interesse ed attribuendo invece al
titolare dell’interesse giudicato perdente una posizione soggettiva passiva n obbligo di dovere,
obbligo o di soggezione. (conflitti di interesse)
Posizione soggettiva attiva = chi vince
Dovere della soggezione = chi perde
Le situazioni giuridiche sono quindi il modo in cui le norme regolano le attività dei soggetti. Tra
la più importanti di queste situazioni giuridiche vi sono i diritti soggettivi.
Attive: determinano la prevalenza dell’interesse del titolare rispetto a quello di altri soggetti
Esempi concreti di conflitti di interesse
Compro una villa con un parco interno esteso ed in una zona rurale; il parco non è quindi recintato.
Da sempre, nei giorni estivi i ragazzi si ritrovano in uno spazio verde a trascorrere la serata.
Il problema è che questo spazio è parte del parco della villa.
Sorge un conflitto di interesse.
Il mio: di non venire a disturbare nel mio territorio.
Dei ragazzi: di continuare la loro attività.
Il sistema giuridico da ragione al proprietario. Perché? Perché ha stipulato un contratto di acquisto
della villa
Come’ con il contratto ha acquisito una posizione di titolarità di n diritto soggettivo: il diritto di
proprietà.
Conseguentemente, avendo questo diritto; io prevalgo rispetto ai ragazzi. Vinco il conflitto di
interesse.
I ragazzi acquisiscono una posizione passiva, perdente; posizione di dovere (devono astener
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