Introduzione all’economia - Faillo
Economia e paleantropologia
Di cosa si occupano gli economisti?
- Scarsità, strategia, obiettivi e fini di un sistema economico
Che cos’è l’economia?
Alfred Marshall
1. (economista neoclassico, 1842-1924) - L'economia è lo studio del
genere umano negli affari ordinari della vita; essa esamina quella parte dell’azione
individuale e sociale che è più strettamente connessa col conseguimento e con l’uso dei
requisiti materiali del benessere. Così essa è da un lato studio della ricchezza; dall’altro, il
più importante, è una parte dello studio dell’uomo.
-> aspetto materiale della vita
Lionel Robbins
2. (economista neoclassico, 1898-1984) - L'economia è la scienza che
studia il comportamento umano in termini di relazione tra fini e risorse scarse che possono
avere usi alternativi.
Le risorse sono: fisiche, umane e tempo
L’accento viene posto sul concetto di scarsità -> i fini sono infiniti, il problema è che le
risorse restano scarse
Gary Becker
3. (economista neoclassico più estremista, 1930-2014) - Le ipotesi combinate
di comportamento massimizzante, equilibrio di mercato, e preferenze stabili, applicate
inflessibilmente e senza esitazioni, costituiscono il cuore dell’approccio di studio
dell’economia.
Pensava che l’economia fosse un metodo che si potesse applicare non solo in ambito
economico -> Metodo= ipotesi combinante di una serie di cose -> comportamento
massimizzante, equilibrio di mercato e preferenze stabili
L’economia quindi ha un solo metodo il quale resiste alle innovazioni anche perche funziona
molto bene
Il linguaggio e il metodo valgono per tutti, il dibattito si sviluppa su i risultati
Economia comportamentale -> si fa in modo che l’agente economico si avvicini a quello
che fanno le persone
4. La nostra definizione
Si parte dall’etimologia della parola -> “eco” dal greco oikos, dimora, ambiente + nemein:
amministrare
1
Si occupa del rapporto attivo che l’essere umano deve avere con l’ambiente circostante
allo scopo di soddisfare i propri bisogni.
Questa definizione introduce tre punti importanti: Il rapporto attivo, i bisogni, l’ambiente
Il rapporto attivo con l’ambiente circostante significa che l’essere umano moderno deve
esercitare delle attività di uso e trasformazione dell’ambiente stesso.
I bisogni dell’essere umano sono il fondamento delle attività di trasformazione che l’uomo
esercita sull’ambiente.
Molto spesso ci troviamo davanti a due scelte: riduciamo i bisogni e ci adattiamo
all’ambiente (scelta ecosostenibile) o sfruttiamo le risorse per i nostri obiettivi
L’ambiente all’essere umano viene visto come l’insieme delle risorse sostenibili ma questo
ha dei vincoli: La gran parte dei bisogni umani richiedono una trasformazione delle risorse
disponibili che non sono utilizzabili “così come sono” e le risorse possono essere scarse
(cioè insufficienti) rispetto a dati bisogni
Problema economico della società -> La trasformazione e l’uso delle risorse disponibili al
fine di soddisfare i bisogni umani rappresenta il problema economico nella società.
Siccome le risorse sono scarse, ciò richiede di risolvere problemi di scelta.
Definizione: L’economia è dunque lo studio di come le società risolvono il loro problema
economico e quindi di come i membri della società compiono scelte che hanno come
obiettivo quello di soddisfare i bisogni, loro e di altre persone, in presenza di risorse scarse
Come risolvono i problemi le società? Adattano un sistema economico che può essere
diverso da società a società -> noi abbiamo una società capitalista basata sul mercato
Da cosa è fatto il sistema economico? Le attività economiche, il sistema istituzionale,
organizzazione
Attività economiche: produzione, scambio, consumo
Sistema istituzionale: l’insieme degli obblighi, dei doveri e dei diritti che vincolano e
forniscono struttura alle interazioni di natura economica e politica di una società. 1.
Informali (codici di condotta non scritti, tradizioni) 2. Formali (norme costituzionali, sistemi
legislativi codificati) Il sistema istituzionale di una società stabilisce perciò chi interagisce
con chi, e determina le forme ed i modi di esecuzione delle transazioni tra gli individui.
Organizzazioni economiche: sono tutte le aggregazioni d’individui che sorgono ed
operano sulla base di regole formali disposte allo scopo di raggiungere un dato obiettivo
comune rispetto al problema economico. (es: l’azienda, la Banca Centrale o il sindacato)
L’individualismo metodologico
Concetto di Metodo
Il metodo funziona e tutti devono utilizzarlo, il metodo ha a che fare con delle scelte
teoriche/concettuali su come funziona il mondo metodologico
Ha due pilastri, il primo è quello dell’individualismo -> consiste nel dare
priorità allo studio dell’individuo assumendo che se noi comprendiamo le azioni degli
2
individui poi comprendiamo anche i sistemi economici -> processo di aggregazione dei
comportamenti individuali
È costituito da una serie di postulati:
- Postulato dell’individualismo: qualsiasi fenomeno sociale deriva da combinazioni di
opinioni, decisioni e azioni individuali.
- Postulato della comprensione: è possibile spiegare un fenomeno sociale solo se si
capisce quale senso hanno per l’individuo le sue azioni (quindi il suo obiettivo).
- Postulato della razionalità: le decisioni e azioni che un individuo adotta sono coerenti
con l’obiettivo che ha, per questa ragione le sceglie.
- Postulato della consequenzialità: il valore che l’individuo attribuisce alle proprie azioni,
e quindi la motivazione delle azioni stesse, si fonda sulle conseguenze che l’individuo si
attende.
Agenti economici: nella teoria economica gli agenti economici rappresentano gli individui
che agiscono rispetto ad un obiettivo economico secondo questi postulati.
Altri postulati:
Postulato dell’egoismo: tra tutte le possibili conseguenze derivanti da un’azione,
l’individuo è interessato solo a quelle che lo riguardano personalmente.
Postulato del calcolo costi benefici: nella scelta delle proprie azioni, l’individuo decide
sempre di compiere quelle in grado di massimizzare la differenza tra il beneficio personale
ed il costo personale.
Questi ultimi postulati appartengono più agli economisti i quali estendono questo approccio
alla teoria della scelta razionale.
La scelta dell’IM-TRS è una scelta di metodo, e quindi né univoca, né immutabile (es. teorie
strutturaliste)
Individualismo ed egoismo
- L’individualismo metodologico non assume che gli individui siano egoisti, né afferma che
essere individualisti o egoisti sia un bene per la società.
- Esistono molteplici comportamenti altruistici aventi valenza economica. Su questo punto,
però, tra gli economisti non vi è sempre stato accordo.
«Il primo principio dell'economia afferma che ogni agente è mosso soltanto dal proprio
interesse» (F. Edgeworth, 1881).
l’altruismo
Per alcuni ha una natura prevalentemente strumentale: migliorare la propria
reputazione, guadagnare stima.
Negli ultimi 30 anni economisti sperimentali e comportamentali hanno raccolto una grande
quantità di dati, dimostrando che altruismo, reciprocità, avversione alla diseguaglianza, ecc.
sono parte del bagaglio motivazionale degli agenti economici. In alcuni contesti siamo più
egoisti e in altri meno.
Ad esempio, nelle scelte di consumo potremmo tendere ad essere più egoisti rispetto a
quando scegliamo se pagare o meno le tasse o se impegnarci o meno nel lavoro.
L’individualismo metodologico trova applicazione nell’analisi del problema economico della
società perché
3
a) siamo interessati allo studio dei comportamenti intenzionali (non ci interessa sapere se
per caso gli individui risolvono il PEdS).
a) L’individuo è l’unico depositario del comportamento intenzionale
Esempio: quando noi indichiamo che la Fiat ha preso la tal decisione o che la famiglia
italiana si comporta in un certo modo, usiamo una metafora, perché è sempre e solo
l’individuo che agisce in relazione ad un dato obiettivo.
L’individuo è l’unico depositario dei propri bisogni
Interpretazione debole: semplicemente riconosciamo che il problema economico della
società nasce in quanto gli individui sono portatori di bisogni.
Interpretazione forte: l’individuo deve essere l’unico ed insindacabile portatore dei propri
bisogni. Non sono ammissibili soluzioni del problema economico che richiedano violazioni
dei bisogni individuali, qualunque essi siano.
Principio di razionalità
La teoria economica non si interessa di qualunque soluzione del problema economico, ma
solo di quelle che possono scaturire dal comportamento degli individui finalizzato alla
soddisfazione dei propri bisogni. Soluzioni di questo genere richiedono un comportamento
razionale
2 concetti di razionalità:
razionalità sostanziale -> ottenere il miglior risultato possibile scegliendo i mezzi
appropriati e tenendo conto dei vincoli (reddito, prezzi): l’opzione scelta è la migliore;
Razionalità procedurale -> l’adozione dei mezzi appropriati al raggiungimento di un
obiettivo dato, tenendo conto di eventuali vincoli. Accento sul processo: decisione basata
su deliberazione
Un agente economico può comportarsi razionalmente in senso procedurale ma non
sostanziale. In tal caso ha adottato un comportamento soddisfacente
La prima definizione è quella preferita dagli economisti
Gli individui agiscono sulla base di certe aspettative che desiderano raggiungere e cercano
di cercare i mezzi opportuni per raggiungere quella determinata soglia
L’individuo è come un agente artificiale e cerca l’opzione migliore e si accontenta appena
l’ha trovata
Uno schema di decisione razionale
Per disegnare uno schema di decisione razionale che contenga tutti gli elementi essenziali
per lo studio delle decisioni economiche si fa riferimento ad un approccio di tipo
“consequenzialista”
basato su questi principi:
cioè
- L’individuo è il depositario dei propri bisogni, la sua soddisfazione costituisce l’obiettivo
della propria attività economica.
- L’individuo ha conoscenza delle conseguenze delle proprie azioni
4
- L’individuo ha un insieme di azioni possibili e sceglie quella la cui conseguenza è più
prossima all’obiettivo
Esempio schema azione-conseguenza
la colonna azioni riporta tutte le azioni (o decisioni) possibili per l’agente economico
La colonna conseguenze rappresenta le conseguenze derivanti dall’azione a rilevanti in
n
base all’obiettivo dell’agente
Si ottiene la matrice di tutte le “Conseguenze” possibili per l’agente stesso.
Esempio x y,
Dovete effettuare un viaggio dalla città alla città e il problema decisionale che dovete
risolvere riguarda la scelta del mezzo di trasporto.
La colonna delle “Azioni” riporterà tutte le scelte del mezzo di trasporto a vostra
a a
disposizione, ad es: = auto, = treno,...
1 2
Ora dovete individuare quali conseguenze di ciascuna azione sono rilevanti rispetto
all’obiettivo: ad es., durata e comodità.
c c c
Quindi avremo (a ) = durata con auto, (a ) = comodità con auto,..., (a ) = durata con
1 1 2 1 1 2
c
treno, (a ) = comodità con treno ..
2 2
La costruzione di tale schema richiede due conoscenze fondamentali da parte dell’agente:
La conoscenza per poter associare ad ogni azione l’appropriato insieme di
1. conseguenze (es conoscere durata viaggio con i vari mezzi)
L’informazione sullo stato (condizione ambientale) in cui si verifica l’azione, dato che
2. le conseguenze potranno essere diverse in base allo stato in cui l’azione si verifica (es
sole, pioggia...)I problemi decisionali possono essere di due tipi:
• Quelli in cui l’agente ha conoscenza completa (da noi considerati)
Quelli in cui l’agente ha conoscenza incompleta (in questo caso bisogna stabilire se
• l’agente può apprendere la conoscenza di cui è privo) Esempio di schema azione
conseguenza e informazione
5
Esempio di schema azione conseguenza e informazione
Esempio pratico
Azioni Durata Comodità
Pioggia Sole Pioggia Sole
Auto 8h 5h 7 8
Treno 6h 6h 7 8
Conoscenza: quali sono gli stati possibili? Pioggia o sole
Informazione: in quale stato mi trovo? Pioggia o sole
La scelta ottima
Il principio di razionalità implica che l’agente scelga l’azione con la cui conseguenza è la più
appropriata al raggiungimento dell’obiettivo.
Una volta identificata la o le conseguenze l’agente deve:
Ordinare le conseguenze
1. c
In base al proprio sistema di preferenze, l’agente deve poter dire per ogni (a ),
1 1
c (a ),..., quale conseguenza è preferita o al più indifferente all’altra
1 2
Scegliere l’azione la cui conseguenza ha il livello di preferenza massimo (corrisponde
2. quindi alla massimizzazione della funzione di utilità)
6
Introduzione dell’incertezza
Quando non è noto in quale stato si verificherà l’azione.
Se esiste incertezza occorre saper attribuire una probabilità a ciascuno stato possibile,
rispettando le regole fondamentali del calcolo probabilistico:
1) gli stati devono essere "mutuamente esclusivi" (o c'è sole, o pioggia, o nebbia, ecc.)
2) la somma delle probabilità degli stati deve essere uguale a 1.
La tabella azioni-conseguenze, evidenziando le probabilità dei due stati possibili,
diventerebbe:
Se l’agente è in grado di attribuire una probabilità a ciascuno stato, è possibile costruire un
indice sintetico dei valori che assumono le conseguenze nei diversi stati (valore atteso)
Il valore atteso della durata del viaggio in auto è pari a:
(5 x 0,8) + (8 x 0,2) = 5,6 e quello del viaggio in treno
6 x (0,8 + 0,2) = 6
Quest’analisi indica che, se l’obiettivo è scegliere il mezzo che va a minimizzare la durata
del viaggio, l’auto è preferibile al treno data l’informazione disponibile.
Conoscenza
La conoscenza riguarda la possibilità di elencare tutte le possibili conseguenze delle
✓ proprie azioni, e quindi tutti i possibili stati del mondo.
I problemi decisionali possono essere di due tipi:
Quelli in cui la conoscenza dell’agente è Completa
✓ Quelli in cui la conoscenza dell’agente è Incompleta (in quest’ultimo caso occorre
✓ comprendere se l’agente può apprendere la conoscenza di cui è privo)
Informazione
L’informazione concorre con la conoscenza a determinare l’insieme appropriato
delle conseguenze di ciascuna azione segnalando all’agente in quale condizione
ambientale o “stato” si trova effettivamente.
7
Cosa, Quanto e come produrre
Problema economico della società -> come allocare le risorse scarse per rispondere ai
bisogni e ai desideri dei suoi membri
Esempio dell’isola deserta
Capitale: insieme dei mezzi fisici necessari alla produzione, ciò che serve per la produzione
Fattore lavoro: es. il professore, noi siamo i consumatori del servizio
-
- 250 persone potenzialmente impiegabili come lavoratori, il capitale fisico è costituito da
50 barche e 50 aratri
Gli unici bisogni materiali sono quelli di consumare una certa quantità di pesce e di mais
Queste persone hanno delle conoscenze tecniche, ognuno sa sia pescare che coltivare
Problema economico: decidere quante risorse a sua disposizione per produrre una certa
quantità di mais e di pesce -> più lavoratori impiego in un settore maggiore sarà la
problema allocativo
produzione di quel determinato bene = è un
A prendere le decisioni è un pianificatore -> decisioni allocative (allocare le risorse a un
settore produttivo piuttosto che ad un altro)
Introduzione concetto di funzione (lega una variabile ad un’altra)/scheda di produzione ->
quanto varia una certa cosa al variare di un altra, relazione tra l’input e l’output massimo
ottenibile -> Il fattore che viene fatto variare è il fattore lavoro
è fisso è
il capitale quindi per un certo periodo in questa società, l’altro fattore lavoro
variabile -> qual è la quantità massima che posso produrre facendo variare un certo
numero di lavoratori
Dati 100 aratri e 50 barche
Dati: 100 aratri e 50 barche
100 aratri e 50 barche
Lavoratori (N) Qp Lavoratori (N) Qm
Lavoratori (N) Qp Lavoratori (N) Qm
1 2 1 0,4
1 2 1 0,4
2 4 2 0,8
2 4 2 0,8
… … … …
… … … …
50 100 50 20
50 100 50 20
… … … …
… … … …
100 200 100 40
100 200 100 40
… … … …
… … … …
150 300 150 60
150 300 150 60
… … … …
… … … …
200 350 200 70
200 350 200 70
… … … …
… … … …
250 400 250 80
250 400 250 80
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La produzione aumenta al crescere dell’utilizzo dei due fattori.
1) La produzione aumenta al crescere dell’utilizzo dei fattori
Lavoratori (N) Qp Lavoratori (N) Qm
1 2 1 0,4
2 4 2 0,8
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