Iconografia e iconologia
Quintiliano sosteneva che per diventare bravi in qualcosa è necessario semplicemente incontrare bravi insegnanti. Nel suo testo “l'insegnante ideale”, descrive una figura sensibile all'arte, ossia che sente l'arte attraverso un processo conoscitivo e cognitivo. Dunque l'arte affronta tematiche sul piano cognitivo, socio-relazionale e corporeo.
La didattica è la scienza che trasmette la conoscenza, sostiene l'apprendimento con metodi e strumenti adatti. Infatti, solitamente le tappe della didattica sono tre e possono essere assemblate in tutti gli ordini possibili. Più genericamente si tende a seguire questo:
- Progettare attività
- Attuare le attività, metterle in pratica
- Valutarle
Ma come detto prima, non è necessario che si presentino in tale ordine perché, ad esempio, può capitare di dover prima valutare il mio pubblico per poter poi progettare, o a volte posso andare incontro a una riprogettazione in itinere quando valuto durante il processo di progettazione o attuazione di non aver creato qualcosa di efficace.
Distinzione tra pedagogia e didattica
Allora è utile fare ancora una distinzione tra pedagogia e didattica in quanto se la prima si limita ad avere delle finalità educative, la seconda deve prendere la teoria per trasferirla nella pratica, per realizzare le teorie. Si può dunque definire la didattica come scienza della pratica, che dunque spiega come si fanno determinate cose, che però non può distinguersi dalla teoria con cui crea delle relazioni di senso.
Cos’è l’arte?
L'arte è tantissime cose, racchiude molti ambiti della conoscenza. L'arte è creatività, ispirazione, sensibilità, comunicazione, libertà, esigenza, protesta, tecnica, cultura, condivisione... Dunque dobbiamo trovare la modalità di portare tutte queste parole nell'ambito dell'educazione. Per farlo è necessario imparare a conoscere e riconoscere l’arte per poi insegnarla.
Definizioni dell'arte
- Attività umana: l'arte è qualcosa che appartiene strettamente all'uomo perché, seppur la natura spesso ci affascini, non è possibile definirla arte in quanto priva di intenzione. L'uomo invece decide di realizzare un'opera artistica, è un'attività voluta con valore estetico, ossia che si percepisce con i sensi. Per capirla è importante dunque attivare più sensi possibili perché l'estetica è una scienza cognitiva nata nel 1700 incentrata sul conoscere il mondo attraverso appunto i sensi. L’arte è dunque esperienza. Secondo una rivista l'arte è l'invenzione più importante dell'uomo, superando anche il fuoco e poi la ruota e così via. Questo perché queste scoperte sono state fondamentali per la sopravvivenza dell'uomo, ma l'arte convive con l'uomo da sempre. Questo conferma che è un'attività umana universale, cioè unisce l'umanità.
- Opere artistiche: l'arte è specchio di un periodo storico, di un'epoca o di un popolo.
- Esperienza: L'arte necessita di essere esperita (ad un certo punto non si può più spiegare, ma va messa in pratica).
L'arte è sia studio che estro personale. (Arte come Tèchne) Esistono sicuramente dei soggetti che sono particolarmente predisposti all'arte. Solitamente questi durante un periodo di crescita che va dai 10 ai 12 anni sono riusciti ad alimentare questa loro predisposizione o sono stati particolarmente seguiti da professionisti che hanno sostenuto questa capacità che prima di questo periodo d'evoluzione è comune a tutti. Coloro che invece, all'età di 10 anni hanno abbandonato il Segno Simbolico, hanno dedicato le loro capacità ad altro, diciamo che tendenzialmente si sono definitivamente allontanati dal disegno. La tecnica, però, permette di dare a tutti gli strumenti necessari per rompere gli stereotipi che si creano nel disegno sin da piccoli e che ci portiamo dietro e dunque tutti riescono nuovamente a disegnare in maniera personale e unica. Tutti hanno diritto ad avere un percorso, a provare a fare, dunque l'insegnante deve dare la tecnica, gli strumenti per mettere tutti sullo stesso piano.
Le funzioni dell'arte
- Evocativo-religiosa: lo vediamo dalle pitture antiche fino all'arte primitiva portando alla nascita di leggende, miti, raffigurazione della divinità. Arte che prende origine da una necessità di tipo propiziatorio portando alla nascita di leggende e miti, alla raffigurazione di divinità. Le immagini elaborate in tal senso rappresentano un canale comunicativo con un mondo immateriale a cui rivolgere suppliche o richieste.
- Celebrativa: l'uomo lascia traccia di sé esaltando momenti di particolare importanza attraverso opere di memoria.
- Decorativa: Arte che risponde alla necessità di riempire superfici vuote con segni considerati di particolare gradevolezza.
- Simbolica: rispondere alle necessità con i simboli che rappresentano ideologie, significati. Arte che risponde alla necessità di porre in alcuni disegni particolari proprietà rappresentative a cui attribuire rilevanti significati. Questi segni vengono eletti a categoria di simboli.
- Didattica: testo e figura che spiega, oppure simbologie stradali, simboli che insegnano qualcosa. Risponde all’intenzione di insegnare attraverso segni e raffigurazioni determinati concetti o comportamenti.
- Provocatoria: per rompere la quotidianità. Arte che vuole provocare reazioni decise, anche di opposizione, sfidando il gusto tradizionale e il senso comune; vuole irritare con accostamenti sorprendenti, insoliti, a volte persino inaccettabili che sollecitano però un nuovo modo di guardare le cose e di concepire la realtà.
Il linguaggio artistico si sviluppa nei bambini proprio quando questi entrano nella fase delle lallazioni (prime forme di comunicazione con versi). Il bambino cerca il segno nella sostanza. Mentre imparano a parlare, iniziano anche a scarabocchiare, proprio a dimostrare che l'uomo ha due linguaggi di comunicazione: l'arte e la lingua. Essendo l’arte un vero e proprio linguaggio dell’uomo, Rudolf Arnheim nel suo testo “Arte e percezione visiva” cerca di analizzare l’arte come linguaggio individuando la sintassi dell’arte. Crea una sorta di grammatica per gli elementi base dell’arte (luce ed ombre, forma e spazio, colori). Il colore è molto importante nella sintassi artistica. È qualcosa che arricchisce, che descrive le cose (come gli aggettivi).
Inoltre, dedica anche un capitolo all'educazione di questa facoltà perché l'arte è un processo già innato nel bambino e perché l'insegnante è una figura importantissima per l’evoluzione della produzione artistica del piccolo e non solo. Afferma infatti che “l'arte serve per formare un bambino che sia non un artista ma che sviluppi e conosca la sua personalità completa in qualsiasi momento.”
Il processo artistico del bambino
È necessario, infatti, sostenere il processo artistico del bambino nei migliori dei modi e per farlo lui individua due punti fondamentali:
- La mente duttile e flessibile dell'insegnante (noi cresciamo i bambini): Il nostro modo di pensare ha un'importanza fondamentale nello sviluppo del bambino. Per questo dobbiamo studiare molto e conoscere il mondo, fare esperienze.
- La classe d'arte (l'atelier): Per fare arte in un certo modo ci vuole un ambiente predisposto con i materiali adeguati. Arnheim li definisce come il “medium espressivo” facendo riferimento alle proprietà fisiche ed evocative del materiale. È importantissimo scegliere i materiali in funzione dell'espressione. Il bambino deve poter scegliere il materiale che più lo aiuta ad esprimersi al meglio perché l’arte non è solo il segno. Come medium espressivo intendiamo anche il medium utilizzato da artisti che lo hanno convertito in un simbolo della loro produzione, in uno stile per il quale diventano riconoscibili. Il concetto del “medium espressivo” è fondamentale perché, come già detto all’inizio, l’arte è estetica perché si fa con i sensi.
Non è necessario saper disegnare per fare arte, ma si può anche fare semplicemente osservando o leggendo, capendo. Dunque l’arte è sensibile ed è esperienza. È importante dunque fare arte in un luogo apposito che stimoli i sensi, un luogo adatto e ricco di materiali appositi che possano migliorare le mie capacità percettive, in modo che l’esperienza artistica sia fonte di piacere, sia fruizione, produzione e invenzione, ma con la funzione anche di conoscere la cultura perché ogni periodo storico ha prodotto un'arte che è un patrimonio.
L'arte contemporanea è importante perché il bambino vive in questo periodo ed è anche quella che conosce meglio. Nell'arte contemporanea si utilizzano soprattutto materiali come passamaneria, uncinetto, bottoni. Lana per dare senso di morbidezza, cannucce, sassi, matite...
Allora Arnheim vuole anche chiarire cosa voglia dire percezione che è un termine così importante nell’arte e soprattutto nell’educazione all’arte:
- Differenza tra visione e percezione: il percettivo si basa sugli organi di senso, sulla vista ed è qualcosa che è abbastanza oggettivo, la visione invece si rifà a quello che ho percepito insieme al fatto di avere una propria esperienza. La visione si arricchisce di elementi dati dall'esperienza. Quindi io posso fare conoscenza solo se ho già fatto esperienza. Quindi è necessario capire che l'espressione di un bambino è frutto della sua esperienza.
- Da processi di indifferenziazione a differenziazione: il bambino più piccolo ha una visione meno precisa perché ha poche esperienze e non riesce a ricordarsi tutti gli elementi (fase generale), pian piano facendo esperienza arricchisce anche la sua rappresentazione che diventa più ricca di dettagli e dunque più autentica. Quindi il segno infantile evidenzia il fatto che le rappresentazioni devono essere in relazione all'esperienza e al medium in cui sono eseguite.
Conoscendo questi due punti (il processo di differenziazione e l’importanza dell’esperienza) posso fare didattica in un certo modo. Considerando che se io non ho esperienza non conosco e dunque se non conosco non vedo, allora posso decidere di far esperire il bambino per arricchire il suo bagaglio creativo.
La creatività è infatti un processo in cui l’esperienza ha un ruolo fondamentale. L’immaginazione è il livello più elevato di esperienza, di conoscenza. Ma se l'arte dei bambini non è voluta, così come la natura non crea volontariamente arte, allora si può definire arte il disegno di un bambino? No, perché il bambino non è un artista, cioè non ha intenzione di fare arte, ma (a differenza dei “non umani”) è dentro un percorso artistico che è simile per tutti. Il bambino ha bisogno di rispondere ad alcuni dei suoi bisogni e lo fa appunto con l'arte.
L'arte nei bambini
Negli anni '50 si studia l'ambito psicologico – si pensava che tutto quello che rappresentava il bambino era libertà di espressione, un modo di esporre le proprie emozioni. Arnheim, che veniva da quel periodo, metteva in guardia le insegnanti dicendo che bisogna stare attenti al fatto che c'è una tendenza al considerare l'arte come sviluppo emotivo. L'emozione si sviluppa legata anche a tanti altri fattori, tra cui quello cognitivo. Non sempre quando il bambino fa arte è emozione, lo può fare per molte cause diverse. Può essere anche molto pericoloso pensare così perché l'arte è anche molta tecnica, ha un suo linguaggio. No arte come spontaneità ed emozione libera, ma arte come processo graduale di crescita in cui intervengono molti piani come quello cognitivo, motorio, socio-relazionale.
Cos'è l'arte per i bambini? A differenza dell'adulto, il bambino non ha bisogno di rifarsi alla realtà per creare arte (che in verità via via che cresciamo la realtà, l'autenticità, la corrispondenza al vero è proprio il nostro criterio per valutare l'arte. Un'opera è bella quando riesce a ricreare più dettagliatamente e autenticamente possibile la realtà). Il bambino, però, seppur veda tutto come noi adulti, semplicemente sceglie un simbolo per rappresentare ciò che vede — il cerchio. Tendenzialmente il bambino sceglie di disegnare le cose più complicate, ossia quelle animate come persone o animali perché hanno significato affettivo per lui. Disegna infatti inizialmente le persone che lo accudiscono ad esempio o i suoi amici di scuola. L’elemento naturale subentra successivamente nelle sue rappresentazioni. Tende comunque, in ogni caso, a forme semplici frutto del suo comportamento visivo e motorio, infatti il bambino in questi anni di vita si trova ancora nella fase di indifferenziazione. Usa il cerchio per rappresentare qualsiasi cosa.
Quindi capiamo che il bambino è proprio dentro a un processo che noi insegnanti dobbiamo conoscere per accompagnarlo in esso. La valutazione è dunque necessaria se intesa come una presa in considerazione. Dire che un disegno è bello in ogni caso, è controproducente tanto quanto dire che è un disegno brutto. Bisogna piuttosto fare delle valutazioni, accompagnarlo nel processo per quindi considerarlo e soddisfarlo. L'insegnante deve offrire al bambino il paio d'occhiali necessario per permettergli di vedere un mondo diverso, un mondo che ha senso per lui ma che non necessariamente debba avere un senso anche per noi. In questo modo migliora la capacità percettiva, ossia il nostro modo di vedere e percepire le cose intorno a noi, che influenza la nostra visione del mondo. L'obiettivo è quello di offrire al bambino un modo di guardare la realtà in modo diverso, quindi fare arte è avere un diverso modo di lettura del mondo.
Possiamo dunque dire che l'arte è punti di vista, pensiero critico perché concede anche l'assurdo (ciò che è diverso dalla realtà per poi percepirla). Insegnare arte è indispensabile per vedere il mondo nella sua complessità anche staccandosi da esso, andando oltre, per capire magari cosa non è.
Perché i bambini disegnano?
- Il primo orientamento dice che il disegno è un prodotto finito frutto della sua capacità di generalizzazione. In altre parole considera il disegno come prodotto finito e ritiene che ciò che lo rende particolare e lo distingue da quello degli adulti sia dovuto ad aspetti generali della mente infantile e alla scarsa conoscenza della realtà. Per Luquet, Case, Piaget il disegno rispecchia l’evoluzione cognitiva del soggetto: approccio evolutivo (guardando il prodotto leggono l'evoluzione del bambino).
- Il disegno deriva da un’inclinazione umana all’essere attivi:
- Pre-esercizio: il disegno serve per fare pratica e perfezionare attività necessarie nell’età adulta. Il disegno come esercizio.
- Ricapitolazione: il disegno per scaricare istinti primitivi con la forma simbolica.
- Spiegazione piagetiana: il disegno come passaggio tra il gioco simbolico e le immagini.
-
Riassunto esame iconologia e iconografia prof Cavicchioli, libro consigliato Iconologia e critica, Salvini
-
Riassunto esame iconologia e iconografia prof Cavicchioli, libro consigliato Trionfi di Cesare Martindale
-
Riassunto esame Museologia e iconografia, prof. Maffei, libro consigliato Studi di iconologia, Panofsky
-
Riassunto esame iconologia e iconografia, prof. Cavicchioli, libro consigliato Immagine insepolta, Didi Hubermann