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Giustizia tributaria e diritti fondamentali

Parte prima: Il giusto tributo

Sezione 1: Le garanzie di democraticità e prevedibilità

La riserva di legge in ambito tributario

Per considerare un tributo ragionevole, deve avere un fondamento normativo. Affinché un tributo venga accettato dal soggetto inciso, si richiede che promani da una fonte autoritaria, autorevole ed affidabile. Chi decide dell’imposizione deve essere rappresentativo dei contribuenti tramite un iter prestabilito. Storicamente il regno d’Inghilterra fu il primo a portare le radici per la riserva di legge in ambito tributario tra gli ordinamenti civili occidentali.

Il principio di legalità era contenuto nella Magna Charta Libertatum, che poi è stato trasposto nel motto americano “no taxation without representation”. Le colonie inglesi, sottoposte a una tassazione iniqua da parte della Madrepatria inglese, rifiutarono il pagamento dei tributi, e chiesero rappresentanza nel Parlamento di Londra o in alternativa di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.

In Italia il principio di legalità era presente già nello Statuto Albertino del 1848: “Nessun tributo può essere imposto o riscosso se non preventivamente consentito dalle camere e sanzionato dal re”.

  • Previsto iter legislativo per le disposizioni di imposizione dei tributi
  • Riserva di iniziativa legislativa in capo al re e alle camere
  • Presentate prima alla camera dei deputati

Principio di legalità oggi è contenuto nell’art. 23 Costituzione: “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”, si tratta di una riserva relativa. Negli atti aventi forza di legge devono trovarsi gli elementi essenziali dei tributi, non ogni componente della norma impositiva. Lasciato un margine d’azione all’autorità amministrativa, che nel gestire i tributi, possono muoversi discrezionalmente, nel limite lasciato disponibile dai limiti legislativi.

Quali sono gli elementi essenziali di un tributo?

  • Soggetto passivo: chi è obbligato al pagamento
  • Presupposto: ricchezza sottoposta a imposizione
  • Criterio per determinare base imponibile e aliquota: non serve predeterminazione precisa, basta un minimo e un massimo, all’interno dei quali si individui la percentuale di imposta dovuta.

Art. 23 Cost. riguarda solo le norme tributarie sostanziali. Per il processo c’è una riserva di legge: art. 101 Cost.: “I giudici sono soggetti soltanto alla legge”.

Art. 97 Cost.: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Serve la legge per tutte le ipotesi di obblighi di collaborazione del contribuente/di terzi nel procedimento. Se si esercitano poteri che impattano su libertà o diritti costituzionalmente garantiti, la riserva di legge può derivare dalle norme costituzionali, che presidiano la singola libertà.

Cosa si intende per “legge”? Ex art. 23 Cost. Si intende una legge approvata dal parlamento, d.l., d.lgs., leggi regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano. Inoltre, ci sono regolamenti, direttive, fonti comunitarie (art. 11 Cost.).

Le leggi tributarie e lo statuto del contribuente

Non esiste un codice tributario. Ci sono una serie di leggi e provvedimenti aventi forza di legge, in particolare:

  • Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000)
  • T.U. imposte sui redditi
  • D.P.R. 600/1973
  • In materia di contenzioso tributario
  • In materia di sanzioni amministrative

Statuto dei diritti del contribuente Funzione: interpretazione ed applicazione degli artt. della Costituzione in materia tributaria. Norme diverse al suo interno: rivolte al legislatore, agli uffici tributari, al contribuente. Norme accomunate dalla tutela del legittimo affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica e nella buona amministrazione. Questo costituisce un limite all’esercizio dell’attività amministrativa, legislativa, tributaria, anche per l’interprete.

Norme per il legislatore: Divieto di retroattività (art. 3 L. 212/2000) per le norme tributarie, più il divieto di usare D.l. (art.4) per nuovi tributi/ estensione tributi esistenti. Rischiano di essere inefficaci: legislatore può modificare lo statuto con leggi successive. Questo non significa che le norme dello statuto siano senza effetto rispetto a norme di legge contrarie.

  • Interprete deve: Cercare di interpretare la norma in modo congruo allo statuto
  • Se non è possibile, interprete si domanda la legittimità delle norme contrarie allo statuto
  • Rimette questione a Corte costituzionale

Il principio di legalità e le fonti regionali, internazionali e comunitarie

Fonti aventi forza di legge ex art. 23 Cost. Leggi regionali: limiti della potestà legislativa tributaria regionale (art. 117 Cost.). Legislazione concorrente: coordinamento del sistema tributario. Regioni hanno ampi spazi di iniziativa, ma in realtà è usata molto poco (impatto politicamente negativo). In realtà dovrebbero mantenersi distinte le funzioni:

  • Programmazione economica e decisione sulla spesa
  • Reperimento dei mezzi con cui farvi fronte

Si tratta di diversi livelli di decisione (centrale e locale).

Fonti internazionali:

  • Principi generali che rafforzano le garanzie generali della Cost.
  • Norme di dettaglio

Le convenzioni internazionali diventano efficaci nell’ordinamento italiano tramite leggi di ratifica. Trattati internazionali dell’Unione Europea: non riguardano direttamente il diritto tributario, ma possono toccarlo indirettamente. Si enunciano principi come:

  • Principio di non discriminazione in base alla nazionalità
  • Libertà di stabilimento
  • Libertà di circolazione di capitali
  • Principio di proporzionalità
  • Principio del contraddittorio

Regolamenti e direttive: frequenti nel diritto tributario, prevalgono sul diritto interno (IVA e dogane), sono tributi armonizzati.

Cosa è un tributo armonizzato? Non vi è una definizione univoca, ma sono le fattispecie impositive riconducibili agli artt. 30 ss (dazi doganali), art. 110 (divieto per gli stati membri di applicare alle merci degli altri stati membri, imposizioni interne superiori a quelle ai prodotti nazionali), art. 113 (armonizzazione per IVA, imposte di consumo e altre imposte indirette) del TFUE.

Le fonti secondarie

Regolamenti:

  • Indipendenti (adottati in settori non regolamentati dalla legge)
  • Di esecuzione (della legge)
  • Integrativi (della legge)
  • Delegati (dalla legge)

Possono introdurre disposizioni in materia tributaria, per altri c’è rischio che vi sia un vizio di legittimità per violazione del principio di riserva di legge (art. 23 Cost.).

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Scienze giuridiche IUS/12 Diritto tributario

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