Lezione 1 – 3 ottobre
Che cos’è?
Il marketing è una filosofia gestionale, un modo di operare sul mercato.
Il marketing è un modo diverso di vedere le cose.
L’impresa che attribuisce importanza al marketing si fa delle domande e, cerca di darsi delle
risposte. L’azienda prima pensa ai prodotti e poi li progetta mettendosi nei panni del mercato.
Prima di realizzare i prodotti, interroga il mercato per cercare di integrare quello che il mercato
vuole.
L’azienda deve però mettersi nella prospettiva di chi può comprare il prodotto.
Più riesce a proporre qualcosa che incontra i desideri del consumatore, più le persone sono
portate a comprarle, facendo anche un passaparola positivo.
I consumatori apostoli sono i consumatori talmente innamorati dell’impresa che non la mettono
mai in discussione, perché amano l’impresa e si fidano solo di quella.
Quindi, quando si riesce a creare qualcosa che calza a pennello con il consumatore, questo sarà
entusiasta creando molti benefici per l’azienda. Viceversa, se l’azienda crea prodotti senza un
target definito non avrà tutti questi benefici.
Quali domande si fanno le aziende?
L’azienda che dà importanza al marketing si fa continuamente delle domande:
1. Che cosa vogliono o potrebbero volere i consumatori?
Tutti i consumatore hanno dei bisogni espressi, che già ha ricercato nei vari brand che possono
soddisfare il bisogno.
Esistono anche i bisogni latenti, cioè bisogni che le aziende cercano di ricavare dal
consumatore ma che esso non è ancora stato in grado di ricavare. L’azienda ‘precede’ quindi il
consumatore.
L’impresa studia bene cosa c’è nella testa del consumatore per capire se questo prodotto può
stuzzicare l’interesse di tutti i consumatori. Essa cerca di far venire fuori questi prodotti dalla
testa del consumatore con le ricerche di mercato, cercando di creare questi prodotti prima di
tutti gli altri.
Il marketing gioca sulla irrazionalità dei consumatori e non sulla loro razionalità.
2. Ma i consumatori sono tutti uguali? Ci sono consumatori migliori di altri?
I consumatori non sono tutti uguali. Più le analisi del mercato sono fatte bene più si riesce
ad intercettare le idee del consumatore
3. Che cosa dobbiamo fare per conquistare i consumatori?
I brand stanno scoprendo ora, ad esempio, le differenze tra la nostra generazione e quelle
più giovani. Si deve immaginare dei modi completamente nuovi di parlare ai nuovi
consumatori, che nascono nel digitale.
4. Quali sono i modi migliori per raggiungere il consumatore?
I brand hanno iniziato a entrare nei film, nei brand musicali entrando in modo diverso dalle
classiche pubblicità nel consumatore
5. Difficilmente saremo i soli ad offrire una soluzione al consumatore: cosa offrono gli altri
player e che cos’hanno in più o meno di noi?
La concorrenza ha tante forme diverse che vedremo.
6. Quali sono gli attori chiave nel mercato, oltre a concorrenti e consumatori? Come
possono agevolarci o ostacolarci? Come possiamo muoversi nei loro confronti?
Non ci sono solo i consumatori e i concorrenti ma anche altri soggetti che fanno la
differenza, ad esempio, i distributori che possiamo rendere alleati o concorrenti molto
aggressivi.
Ad esempio Ikea, è un distributore che ha tolto quote di mercato a molti distributori
perché vende solo ciò che produce l’azienda.
C’è anche la figura dei prescrittori cioè, chi prescrive. Se non li riconosciamo arrivano i
competitor e ci taglia fuori dal mercato. Essi sono chi consigliano e prescrivono di
comprare tale prodotto. Il loro consiglio è davvero molto importante per i consumatori. Ad
esempio il medico prescrive un farmaco sulla base di varie elementi, preferisce un farmaco
ad un altro. Un altro esempio può essere l’interior design nell’ambito degli arredi, il
consumatore si lascia guidare da questo soggetto.
Quindi dobbiamo chiederci quali sono gli attori più importanti di cui tener conto.
professione
Marketing come
Product Manager: gestisce le attività che servono per far andare forte il prodotto nel mercato, si
occupa di ricerche di mercato. Cura assieme ai colleghi l’innovazione di prodotto. Fa il prezzo del
prodotto. Lavora per far in modo che il consumatore abbassi le sue resistenze e ti scelga. Sceglie i
canali nei quali vendere il prodotto.
Quindi, fa tutto il marketing relativo un certo prodotto.
Marketing come disciplina scientifica
Il marketing è anche una disciplina di studio scientifica dove c’è qualcuno che viene pagato per
lavorare con le imprese per offrire alle imprese soluzioni nuove, per assumere valore; per
generare nuovi strumenti per aiutare le imprese ad affrontare meglio i mercati.
Esempio Airb&b non è proprietario delle strutture ma abilitando un interscambio tra ospiti e il
proprietario. È un contenitore di esperienze .
Gli orientamenti strategici
Percorsi che le imprese possono fare sul mercato per arrivare all’obiettivo. Ogni impresa decide il
suo percorso. La filosofia del marketing prevede un percorso che mette al primo posto l’analisi di
mercato. Questo però è solo un percorso che le aziende possono percorre per raggiungere
successo, ce ne sono molti. produzione:
Imprese orientate alla
•
Ci sono imprese che puntano sulla massima efficienza produttiva realizzando un prodotto
standard, dando poca importanza al marketing. Ad esempio i produttori di bottiglie, questi
vincono con le altre imprese se hanno il prezzo più basso, non hanno bisogno del marketing
perché la bottiglia è quella. Più bottiglie produco più posso abbassare il prezzo. Se il prodotto è
standard, che quindi viene prodotto in serie (uno dietro l’altro), si cerca di abbassare il prezzo il più
possibile.
Questo orientamento lo troviamo nel Business to business, imprese creano bottiglie e le vendono
a imprese che le imbottigliano con olio, vino…
Una strategia utilizzate da alcune imprese può essere la strategia di penetrazione del mercato:
prezzo nettamente più basso per stravolgere il mercato ( esempio Illiad)
prodotto:
Imprese orientate al
•
l’impresa cerca di vincere puntando tutte le risorse che ha sull’innovazione del prodotto, sulla sua
capacità di rendere il prodotto diverso da qualsiasi altro prodotto presente sul mercato.
E’ un’impresa che fa un’innovazione distruttiva o radicale, che cerca di realizzare dei prodotti
diversi. Un’innovazione che vuole asfaltare ciò che c’era prima. Inoltre, l’impresa innova i prodotti
senza interpellare il mercato.
Il prodotto nasce quindi dalle capacità di innovazione dell’impresa con l’idea di imporsi sul
mercato.
L’innovazione è: radicale, sistematica e persistente che non considera il gusto del mercato, deve
soddisfare l’impresa.
Questa logica funziona solo se l’impresa è dotata di una grande superiorità tecnologica. C’è il
rischio però che il prodotto creato sia troppo avanti per il mercato; il mercato può quindi seguire il
prodotto come può non farlo.
Chi incarna queste logiche è il signor Dyson, il quale mette al primo posto la ricerca per
l’innovazione tecnologica, investe su ingeneri, progettisti.
Nel marketing il re è il mercato che ti guida nel prodotto; secondo questo orientamento invece il
re è il prodotto che nasce dalla superiorità tecnologica delle imprese.
Mentre noi compriamo questi prodotti, loro stanno già pensando ad altri prodotti da realizzare.
Devono essere prodotti che rivoluzionano il mondo.
Altro soggetto è Musk, che ha creato l’auto intelligente. Auto tutta basata sulla tecnologia.
Un’altra impresa è Google, il quale ha lanciato una serie di cose che neanche immaginavamo e che
oggi sono la nostra quotidianità.
Queste sono quindi imprese che provocano, distruggono per creare cose completamente nuove
senza interpellare il mercato.
Queste imprese creano dei fondi rischi per far fronte a dei flop che sicuramente ci saranno. Ad
esempio Google Plus.
L’orientamento al prodotto lo troviamo anche nell’alta cucina con i grandi chef. Gli chef stellati
non chiedono cosa vogliamo ma ci propongono il loro menù. Utilizzano anche molto la tecnologia
in cucina, per creare alimenti nuovi e per fare particolari preparazioni.
vendite
Orientamento alle
•
Prevede di realizzare un prodotto che ha delle caratteristiche del tutto simili ad altri prodotti nel
mercato ma, l’impresa lavorerà talmente bene sulla comunicazione e sulla distribuzione che
riuscirà a far percepire una nette differenza agli occhi del consumatore.
Quindi, un prodotto non cosi diverso dagli altri ma che l’impresa riesce a far apparire come
qualcosa di unico. Questo meccanismo viene chiamato differenziazione psicologica, cioè una
percezione di una netta differenza tra una marca e l’altra che nasce esclusivamente da un lavoro di
persuasione e manipolazione sul consumatore. In quel prodotto non c’è cosi tanta differenza come
la percepisce il consumatore.
La comunicazione in questo caso è insistente, presente e pervasiva; una comunicazione che non si
ferma mai, che invoglia al prodotto e che lo mostra come qualcosa che non è.
La distribuzione è altrettanto capillare, arriva in tutte le case dei consumatori.
Quindi comunicazione e distribuzione sono visibili e invadenti, devono convincere.
Abbiamo l’esempio di caffè Borbone, un caffè simile ad altri ma per molti è il migliore di tutti.
In questa pubblicità cosa emerge?
Hanno utilizzato codici di comunicazione efficaci. Il nome Borbone viene associata alla napolinità,
alla aristocrazia. Nessuno prima aveva fatto leva sul caffè napoletano, definito il più buono di tutti.
Il colore blu richiama il cielo e il mare. Anche il testimonial Gerry Scotty ha un ruolo importante, è
un testimonial che non dice bugie,
che entra nelle case delle persone.
Inoltre è caratterizzato da product
placement, lo possiamo vedere in
programmi come uomini e donne,
forum… ed inoltre da promozioni
sistematiche, lancia delle promozioni
periodicamente. marketing
Orientamento al
•
Esempio della Redbull. Il nome deve comunicare la potenza, un energia. Nome, logo, immagine
non sono casuali ma esprimono il posizionamento cioè, l’operazione attraverso la quale le imprese
prendono i loro prodotti e le inseriscono nella nostra testa.
Il primo obiettivo da raggiungere per queste imprese è la notorietà, far sapere al consumatore che
quel brand esiste sempre. Secondo obiettivo è che, il consumatore deve sapere che noi ci siamo e
che siamo un brand con determinate caratteristiche.
Redbull questo lo ha raggiunto appunto con la scelta dei vari elementi come nome, logo, colori e
forma. Questo deve ridurre il più possibile il rischio di flop.
Anche il sapore è stato studiato per attivare determinate percezione, non deve essere buona ma
deve sembrare una posizione magica. Deve essere efficacie rispetto alla promessa della bevanda.
Qui introduciamo un altro concetto cioè, chiave del posizionamento (qual è la chiave che convince
il consumatore? In questo caso il sapore)
Il marketing serve per rendere la concorrenza meno rilevante. Quando riesco a rendere il mio
brand qualcosa di oggettivamente diverso dagli altri agli occhi del consumatore ho vinto.
Con l’orientamento al marketing quindi, prima di fare il prodotto lo si pensa tarandoli sul mercato,
interrogando il mercato. L’obiettivo è di ritagliarci uno spazio distintivo e magri unico nella
percezione del consumatore. Si confeziona il prodotto per fare centro sul consumatore. L’impresa
orientata al marketing ragiona molto sui segmenti orientati al marketing, a chi voglio piacere?
Il valore aggiunto del marketing
In cosa/da cosa vediamo che il marketing può dare valore alle imprese? Dare valore alle imprese
significa aiutarle ad essere più competitive, a raggiungere più ricchezza.
Ad esempio il bacio perugina non rappresenta solo un cioccolatino ma, secondo l’impresa vuole
essere un gesto d’attenzione e, entra prepotentemente nelle occasioni per regali.
In questo caso si è scelto di rendere un cioccolatino qualcosa che nella testa del consumatore non
deve avere niente a che fare con il cioccolato. Non è un cioccolatino ma un gesto di attenzione.
Anche qui colori, nome e soprattutto il bigliettino fanno vincere il prodotto e, lo rendono un gesto
di attenzione. Il consumatore non farà il confronto tra il prezzo di questo e di un altro cioccolato
perché non hanno la stessa capacità simbolica del bacio perugina.
I concorrenti di questo prodotto non sono altre aziende di cioccolato, ma i regali.
Lezione 2 – 10 ottobre
Il fallimento
Il flop della smart:
Questo prodotto nasce con delle credenziali uniche, sembrava essere un prodotto
eccezionalmente vincente. Fino ad allora nel mercato non esisteva la City car (taglia più piccola
delle macchina), esistevano solo le utilitarie.. Mercedes introduce sul mercato la Smart, la
macchina più piccola che esisteva. È stato geniale l’idea di introdurre una macchina che potesse
essere easy, colorata, facile da parcheggiare, che semplifica la vita alle persone.
Ma, Mercedes ha pensato alla Smart senza interrogare il mercato, ha ritenuto che avesse già tutti
gli ingredienti per pensare a quest’auto, sbagliando.
Mercedes decide quindi che l’auto sarà un successo, invece l’impresa non raggiunge mai il break
even point. La smart entra nel mercato, se ne vendono un po’ ma l’impresa non coprirà mai i costi
Break even point: il punto di pareggio che copre i costi e si va verso il guadagno, il margine.
Ma perché Mercedes non riesce a raggiungere il punto di pareggio?
I motivi dati dai consumatori sono:
Percezione di insicurezza. I consumatori la ritenevano insicura rispetto ad altre
macchine. L’auto non data grandi garanzie in termini di sicurezza.
Troppo piccola
Merced ha dovuto ritirare la macchina dal mercato e stoppare la produzione.
Nel frattempo però, avevano fatto un altro errore, avevano lanciato due varianti di auto smart,
Spider e ForFor (una a due posti e una a quattro).
Questo non si fa, si lancia prima una solo variante e quando si raggiunge il break even point si può
lanciare delle varianti. Prima si diventa quindi forti sul prodotto che deve raggiungere il punto di
pareggio e, solo dopo lancio degli spin-off di prodotti. Cosi hanno perso un sacco di soldi.
Questo è stato uno dei flop più clamorosi della storia. Dopo Smart sono arrivate altre aziende a
fare city car; Mercedes in questo caso ha aperto il mercato ad altre aziende.
In seguito Mercedes ha ridimensionato la macchina, rilanciandola nel mercato e funziona.
Come detto prima però, hanno aperto il mercato ad altri concorrenti non facendo così un grande
successo, i concorrenti avrebbero avuto meno spazio nel mercato se Mercedes avesse aspettato e
lanciato dopo la smart già ridisegnata, vincendo appunto nel mercato.
sintonizzati
Quindi in conclusione, le aziende devono essere con il mercato pervenendo il rischio di
flop, di danni.
Essere sintonizzati significa che prima di lanciare un prodotto si interroga il mercato prevenendo
l’errore.
Essere sintonizzati con il mercato aiuta quindi a ridurre i rischi dell’impresa, non ci sarà mai la
certezza al 100% ma il rischio si riduce notevolmente perché abbiamo interrogato il mercato.
Esempi di sintonizzazione con il mercato
Esempio: fazzoletto di carta Tempo
Il fazzoletto Tempo è un esempio di un prodotto che è stato oggetto di una pesantissima
banalizzazione.
Banalizzazione: processo per cui un prodotto diventa banale per il consumatore. È un processo che
nasce dal consumatore che lo porta a vedere determinati prodotti in modo uguale.
In questo caso non è importante la marca perché tutti i fazzoletti sono uguali quindi, si guarda il
prezzo. Il consumatore sceglie quello che lo fa risparmiare.
Il brand quindi, cerca di far diventare il prodotto speciale cosi che, il consumatore è portato a
pagare qualcosa che è visto come speciale rispetto agli altri.
Il fazzoletto tempo infatti, fino a qualche anno fa, era un brand che riusciva ad essere visto come il
migliore e di conseguenza a farsi pagare dal consumatore.
Tempo ha perso però questa capacità nel tempo e si è dovuta reinventare cominciando ad
ipersegmentare il mercato, andando alla
ricerca di cose che possono stuzzicare il
consumatore.
Tra le varie cose arriva la nuova campagna
pubblicitaria che, mette in risalto la sicurezza
del fazzoletto dal contagio, impedendo la
diffusione del virus. I consumatori vedono il
fazzoletto Tempo come qualcosa che può
proteggere. Tira fuori al consumatore il
bisogno di proteggersi dal contagio.
Esempio: copertina per quaderni Colibrì
Colibrì lancia durante il Covid una copertina magica per libri e quaderni. Prodotto che era perfetto
per quel determinato periodo.
Colibrì dice che, con questa
copertina si crea uno schermo che
rimanda indietro il virus. Quindi
spendendo di più ho un quaderno
che mi protegge, non portando a
casa un virus. Cosa che ha
funzionato molto in questo
periodo
Il covid ha creato una serie di
opportunità per le imprese.
Esempio: uovo Naturelle
Essere sintonizzati con il mercato vuol dire anche cercare di capire cosa vuole il mercato, dove sta
andando, che cosa è cambiato rispetto al passato e, capire se l’impresa può soddisfare tali bisogni
del consumatore.
L’uovo della gallina non è mai stato un prodotto oggetto di
marketing in passato,
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