LA NEGAZIONE
Freud, nel suo saggio La negazione, riflette sul concetto di negazione come meccanismo di
difesa dell’Io: è il tentativo di tenere lontano dalla coscienza ciò che l’inconscio cerca di far
emergere, specialmente se considerato pericoloso o inaccettabile. In questo senso,
2 l’inconscio viene “negato”, cioè espulso dalla consapevolezza.
1 Nel percorso psicoanalitico, si instaura inizialmente un rapporto di fiducia tra paziente e
terapeuta. Tuttavia, durante l’analisi, possono insorgere delle resistenze: il paziente si
chiude, rifiuta inconsciamente ciò che vuole invece affiorare e nega ciò che in realtà afferma.
Questo meccanismo rende difficile il lavoro dell’analista, che spesso non riesce a individuare
con precisione il momento o il punto critico che attiva la difesa dell’Io. Di conseguenza, è
costretto a dichiarare “terminata” l’analisi, pur sapendo che la guarigione non è completa.
Freud si interroga quindi sulla terminabilità dell’analisi: non mette in dubbio la validità della
psicoanalisi, ma riconosce un limite strutturale, legato alla psiche umana stessa. Non si può
raggiungere uno stato di normalità assoluta perché, al fondo della psiche, resta una nevrosi
di base, radicata nella tensione tra due pulsioni fondamentali: Eros (vita) e Thanatos
(morte). L’analista può aiutare a gestire i sintomi nevrotici, ma non può estirpare
completamente questa nevrosi profonda, esistenziale.
Un esempio frequente è quando il paziente dice: «Ora lei penserà che voglia dire qualcosa di
offensivo, ma non è così». In realtà, questa frase è un modo per affermare proprio ciò che
apparentemente nega. Lo stesso vale per i sogni: il paziente può dire «Quella donna nel
sogno non è mia madre», ma in verità sta proprio pensando a lei e non vuole ammetterlo.
In questi casi, il “no” del paziente è un “sì” travestito, e il compito dell’analista è decifrare
questo linguaggio rovesciato, senza però forzare la realtà psichica del paziente. È un lavoro
delicato, in cui si rischia sempre di “dire per conto del paziente” ciò che lui non riesce a dire
da solo.
Freud conclude che il problema non sta nel trovare nuove tecniche terapeutiche, ma nel
comprendere perché il paziente, a livello profondo, rifiuta la realtà. Questo rifiuto ha origine
proprio nell’eterna tensione tra le due forze psichiche fondamentali: Eros e Thanatos. La
negazione, allora, non è solo un fenomeno psicologico, ma può anche essere letta in chiave
filosofica: è un modo paradossale in cui l’inconscio si esprime, rendendo possibile la sua
interpretazione.
LA RAZIONALITÀ DELL’INCONSCIO
Negli scritti di metapsicologia, Freud anticipa due concetti fondamentali:
. La dualità delle pulsioni, Eros (vita) e Thanatos (morte).
. Una nuova visione dell’inconscio, non più separato dal conscio, ma parte integrante
della psiche.
La mente umana, secondo Freud, non è più divisa semplicemente in conscio e inconscio, ma
è composta da tre istanze: Es, Io e Super-Io.
● L’Es è la parte più profonda, completamente inconscia, sede delle pulsioni primarie.
● L’Io è la parte razionale e consapevole, che media tra i desideri dell’Es e le regole del
Super-Io.
● Il Super-Io è l’insieme delle norme morali e sociali interiorizzate: agisce come una
coscienza che giudica e frena le spinte dell’Es.
L’Io non è però del tutto cosciente: contiene anch’esso una parte inconscia. Per questo entra
spesso in conflitto non solo con Es e Super-Io, ma anche con sé s
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