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DIRITTO DEL LAVORO
SEZIONE I
Il diritto del lavoro si occupa di:
- lavoro nelle imprese industriali:
Il settore dell’ordinamento che disciplina il regola dunque il
lavoro operaio, sia sotto il pro lo del contratto che del soggetto collettivo (sindacato) che tutela
i lavoratori
- Il settore dell’ordinamento che regola sia i soggetti collettivi (sindacati) ed il loro agire, sia i
contratti di lavoro in cui è implicato il lavoro personale di chi lo svolge
- contratti di lavoro
Il settore dell’ordinamento che regola tutti i (subordinati o autonomi ed
anche il lavoro dell’imprenditore) di tutti i lavoratori privati (di ogni settore produttivo e quale
che sia il lavoro che svolgono - operai, dirigenti, lavoratori dello spettacolo ecc.) e pubblici
(cioè dipendenti dalle pp.aa.)
Per lavoratori s’intende sia quelli che lavorano per le imprese che i lavoratori pubblici (lavorano
per lo stato).
Dal 1992 anche la gran parte dei lavoratori pubblici sono stati inglobati nell’area del diritto del
lavoro (prima diritto amministrativo).
Cos’è il lavoro?
Quando si parla di lavoro l’ordinamento giuridico fa riferimento ad un’attività umana volontaria
che contribuisca al progresso materiale o spirituale della società.
Lavoro non è essenzialmente retribuito, art 4 Cost: rilievo ad ogni attività umana che pre guri un
progresso materiale o spirituale della società.
Il diritto del lavoro si espande a tutte le forme di attività umana prestate volontariamente.
rivoluzione industriale,
Storicamente nasce per proteggere il lavoro retribuito, si a erma con la
con la nascita delle fabbriche (protezione lavoratori delle prime fabbriche nascenti).
L’inizio del diritto di lavoro è quello del lavoro subordinato. Il diritto del lavoro si automizza dal
diritto privato quando i lavoratori delle fabbriche, sottopagati, rivendicano la loro condizione.
In anni recenti il diritto del lavoro si espande, per inglobare e proteggere anche il c.d lavoro
autonomo debole (parte del lavoro autonomo è inglobato nell’area del diritto del lavoro)
Solo alcune forme di lavoro sono oggetto della regolazione del diritto del lavoro
a) Lavoro subordinato o dipendente—> è escluso il lavoro autonomo semplice (regole di diritto
privato); il lavoro dell’imprenditore (diritto commerciale) e il lavoro di cura nei contesti
famigliari (non riconosciuto dall’ordinamento)
b) Il lavoro autonomo “debole” dagli anni 70
c) Lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione (con una legge di inizio anni 90)
Il diritto del lavoro si divide in:
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diritto sindacale:
1. il diritto dei rapporti collettivi di lavoro (i sindacati, il contratto collettivo, il
con itto, i rappresentanti dei lavoratori in azienda, la partecipazione dei lavoratori e dei
sindacati alla gestione delle aziende). Studia cosa sono i sindacati e come si organizzano; i
diritti di cui i sindacati sono titolari e le regole che si applicano al prodotto della loro azione
(contratto collettivo e quali e etti esso produce). La legge non riesce a regolare
minuziosamente tutti i rapporti di lavoro tra loro molto diversi perché il lavoro nei diversi
settori è molto diverso di conseguenza diventa essenziale l’intervento del contratto di lavoro.
l’a ermarsi del sindacato rappresenta una grande libertà dopo la caduta del regime fascista. I
sindacati sono riconosciuti dalla costituzione come produttori di norme. Contratto colletitvo
come fonte parziale nel nostro ordinamento giuridico, non si applica a tutti i lavoratori
indistintamente ma è fonte in senso tecnico in quanto vincola tutti i lavoratori.
diritto del lavoro in senso stretto:
2. il diritto del rapporto individuale di lavoro subordinato e
degli altri rapporti ad esso assimilati o contigui (lavoro autonomo «debole»).
Ulteriori distinzioni nell’ambito della materia di diritto del lavoro:
3. Diritto della previdenza e sicurezza sociale: comprende un complesso di istituti destinati a
realizzare nalità di solidarietà sociale a favore del lavoratori dipendenti in condizioni di
bisogno quali cato. È un settore del diritto del lavoro che si colloca nell’ambito del diritto
pubblico. Legittimazione costituzionale all’art 38. Comprende istituti previsti a tutela della
vecchiaia e di carattere pensionistico gestiti dall’INPS (= istituto nazionale previdenza sociale).
Comprende inoltre forme previdenziali proposte per la tutela dell’invalidità e l’inabilità al
rischio professionale (assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali,
gestite dall’INAIL); alla tutela per l’invalidità e inabilità da rischi comuni; alla tutela alla salute
per quanto concerne il sostegno economico in caso di malattia o infortunio; maternità e
sussidiariamente paternità; disoccupazione; tutela della famiglia.
4. Diritto del mercato del lavoro: studia le regole volte a far incontrare domanda ed o erta di
lavoro ed a sostenere il lavoratore che cerca una nuova occupazione o viene espulso dal
mercato del lavoro
Fonti internazionali del diritto del lavoro: al momento non esiste un diritto del lavoro dell’UE,
problema perché le norme di diritto del lavoro degli stati membri sono tutte diverse.
Funzione del diritto del lavoro:
- Funzione di riequilibrio del potere: esso persegue innanzitutto una funzione sociale che
consiste nella vocazione protettiva di lavoratori reputati economicamente, socialmente e
giuridicamente deboli. Il diritto del lavoro, in sostanza, interviene là dove ritiene che vi sia
bisogno di proteggere, tramite regole di ordine pubblico o comunque esterne alla negoziazione
individuale tra le parti, un lavoratore altrimenti non in grado di determinare, al pari con la
controparte imprenditoriale, le condizioni (retributive, professionali, di orario, ambientali ecc.)
del lavoro. Tentativo di controbilanciare la disparità di potere che si veri ca tra datore di lavoro
e lavoratore, nella relazione di lavoro subordinata.
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- Funzione di demerci cazione (il lavoro non è una merce), per difendere la dignità del lavoratore
in quanto persona.
- Funzione di redistribuzione del reddito a vantaggio della classe storicamente penalizzata
rispetto a quella dei detentori del capitale.
A quale branca dell’ordinamento appartiene il diritto del lavoro? Diritto privato o diritto pubblico?
1. Diritto privato: regola i rapporti tra i privati; garantisce gli interessi dei singoli
2. Diritto pubblico: regola i rapporti ai quali partecipa lo stato o enti pubblici (diritto
costituzionale, amministrativo, penale, processuale civile e penale); garantisce l’interesse
della colletività
Il diritto del lavoro rientra in una sottocategoria del diritto privato, con alcune peculiarità, in
quanto regola i rapporti tra i cittadini che prestano lavoro e i datori di lavoro ovvero quei cittadini
che o rono lavoro. Il diritto del lavoro ha delle peculiarità che permettono al diritto del lavoro di
rispondere al bisogno per cui è nato il diritto del lavoro.
- Il contratto collettivo (che intercorre tra le parti collettive), menzionato dalla costituzione, è
regolato per ragioni storiche dal diritto privato. Il contratto collettivo tra sindacati è un contratto
di diritto privato (art 1321 cc)
- Il datore di lavoro e il lavoratore sono legati tra di loro da un contratto di diritto privato (2094 e
1321 cc)
Nel diritto del lavoro però viene negato il principio di parità tra le parti tipico del diritto privato; il
diritto del lavoro nasce per proteggere i lavoratori (che rappresentano la parte debole del
rapporto) ed evitare il loro sfruttamento. Il diritto del lavoro nega il principio della parità delle parti
nel contratto, tutto il diritto del lavoro è improntato a sostenere la parte debole attraverso due
principi (sanciti dalla legge):
- principio di inderogabilità in pejus della norma di legge o clausola del contratto collettivo
a danno del lavoratore (art. 2077 c.c. e art. 40 St.lav.). Questo principio a erma che, a
di erenza del diritto privato dove la volontà delle parti è sovrana, nel diritto del lavoro vi sono
delle regole minime inderogabili a danno del lavoratore. Questo principio assiste sia le norme di
legge contenute nel codice civile e nello statuto del lavoratore, sia con riferimento al contratto
collettivo.
- principio dell’indisponibilità dei diritti acquisiti dal lavoratore: per evitare che il lavoratore in
sede di contratto rinunci ad un proprio diritto la legge introduce tale principio. Impedimento al
lavoratore di agire a proprio danno e di conseguenza a danno dell’intera categoria di lavoratori.
Questi due principi sono alla base del diritto del lavoro; senza di essi il diritto del lavoro non può
esistere.Il diritto del lavoro sostanzialmente consta di norme imperative e inderogabili che
limitano la libertà di acquisto e di vendita della forza lavoro e, con essa, l’autonomia contrattuale
delle parti implicate (lavoratore, datore). Il lavoratore deve dunque non può stipulare patti
derogatori delle norme legali o contrattuali in quanto da tale azione l’imprenditore potrebbe
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giovarsene sfruttando la circostanza di bisogno di lavorare del lavoratore (il quale pur di lavorare
accetterebbe di lavorare in condizioni di lavoro inferiori agli standard minimi).
Massimo D’Antuona: “ il contratto di lavoro subordinato è un contratto imposto e non o erto alle parti”. Se di solito i
contratti sono modelli o erte ai privati che poi verranno da loro adattati (aggiunta o modi ca di clausole contrattuali)
per i contratti di lavoro non è cosi. Vi sono delle barriere a nché si mantengano le condizioni minime di lavoro.
Il diritto del lavoro pur restando con nato nell’ambito del diritto privato presenta comunque degli
spiccati canoni pubblicistici. È presente un corpus di discipline riferibili al diritto amministrativo
del lavoro: volto a regolare la struttura e le funzioni degli organismi pubblici destinatari di
Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
competenze in ordine al lavoro. Primo tra tutti il Il
ministero del lavoro interviene sul terreno interpretativo con prese di posizione che hanno molto
seguito tra gli operatori pratici; ha inoltre funzioni di amministrazione del mercato del lavoro e
nazionale del
funzioni ispettive. Le funzioni ispettive sono esercitate soprattutto dall’Ispettorato
lavoro (INL) che vigila sull’osservanza di disposizioni amministrative relative alla gestione dei
rapporti di lavoro (tenuta del Libro unico del lavoro, obblighi relativi alla gestione degli orari,
riposi…). Ha la possibilità anche di irrogare sanzioni amministrative nel caso in cui siano accertati
illeciti (lavoro nero, lavoro sommerso)
Come, quando e perché nasce il diritto del lavoro?
Il diritto del lavoro è un diritto recente che nasce nell’Ottocento, in alcuni paesi è più precoce, alla
ne del ‘700, in Italia invece dalla seconda metà dell’ottocento.
È glio dell’industrializzazione/rivoluzione industriale. In questo periodo nasce la fabbrica come
luogo in cui si concentra la produzione, in un unico luogo l’imprenditore concentra macchinari,
risorse economiche, crea stabilimenti e utilizza forza lavoro. Si crea una nuova gura di lavoratore
e masse di lavoratori i quali non sono proprietari di nulla (non hanno strumenti, capitale) e
possono o rire solo la loro forza lavoro (energie lavorative). La forza lavoro diviene sempre meno
professionalizzata.
Il previgente sistema economico-produttivo viene progressivamente trasformato: quello che era il
mercante capitalista espropria l’artigiano e compra la forza lavoro dell’artigiano.
Le condizioni che rendono possibile questa trasformazione sono moltissime: trasformazioni di
tipo tecnologico, trasformazioni di energia...
Passaggio della produzione artigianale personalizzata alla produzione di serie standardizzata,
realizzata sotto direzione di un unico imprenditore che acquista sul mercato la forza lavoro degli
operai. lavoratore standardizzato
Questa evoluzione porta alla creazione di una gura di un (oggi
operaio) che prima non esisteva.
Caratteristiche di questo nuovo lavoro:
- concentrazione di lavoro
- standardizzazione del lavoro
- merci cazione del lavoro: il lavoratore vende semplicemente le sue energie lavorative e non più
un saper fare quali cato.
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- compiti semplici e ripetitivi: dunque compiti intercambiabili (non è importante il soggetto che
lavora); è facile sostituire un lavoratore con un altro in quanto è facile imparare un lavoro.
Abolizione del sistema di classi tipico del periodo precedente alla rivoluzione francese, abolizione
del sistema delle corporazioni (gruppi di lavoratori, con regole di accesso, solo appartenendo alla
corporazione si poteva esercitare tale produzione). L’abbattimento del sistema corporativo
consente di liberare risorse: chi aveva capitale poteva creare delle imprese e assumere chiunque
(per svolgere il medesimo lavoro).
Condizioni giuridiche glie della rivoluzione francese: il codice napoleonico è il primo codice
europeo dal quale deriva anche il nostro codice civile. I principi fondamentali della rivoluzione
francese vengono recepiti nel codice; ad esempio il principio principale quello dell’uguaglianza
formale.
Idea secondo la quale il contratto è un libero accordo tra parti liberi; non vi sono vincoli esterni
che limitano le parti. Questo è vero per il contratto in generale ma anche per il contratto di lavoro.
La parità formale incorporata nei codici permette all’imprenditore di contrattare condizioni
giuridiche per i lavoratori per lui vantaggiose; trova nel mercato un’enorme disponibilità di forza
lavoro (sia maschile che femminile, ma anche infantile). Donne e bambini sono retribuiti molto
meno in quanto considerati forza minore.
Ciò che si produce è la possibilità per l’imprenditore di imporre i trattamenti che vuole.
formale
Sulla base dell’uguaglianza il contratto non protegge la parte debole del rapporto, che è
esposta alle condizioni imposte dall’imprenditore.
Questo scenario si realizza anche in Italia dopo la metà dell’Ottocento (dopo l’unità d’Italia).
Norme giuridiche che agevolano il processo di creazione di un sistema industriale in Italia:
Nel 1865 non esisteva una norma dedicata al contratto di lavoro nel codice civile; i giuristi
dovevano dunque inquadrare il contratto di lavoro.
Non era chiaro se il contratto di lavoro rientrasse nella vendita di forza lavoro o nella locazione di
forza lavoro. Nasce un dibattito che si concluse con la prevalenza della teoria secondo la quale il
lavoratore o risse in locazione la propria forza lavoro.
Art. 1627 codice civile 1865:
In questa norma sono presenti oltre alla locazione sono comprese anche il lavoro operaio, il
lavoro degli imprenditori e i trasporti. Norma nella quale vengono compresi diversi tipi di lavoro; la
cosa importante è che a tale articolo non faceva seguito nessuna norma protettiva. Fattispecie
confusa senza protezione (il codice era arretrato rispetto alla realtà e non dava protezione)
Negli anni successivi, tra 800 e 900, esplode la questione sociale dovuta allo sfruttamento dei
lavoratori nelle fabbriche, al fatto che la paga non garantisse la sussistenza e in generale alle
cattive condizioni di lavoro dei lavoratori.
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I lavoratori cominciano ad organizzarsi, a creare i primi embrioni di quelli che saranno i sindacati,
leghe di resistenza.
ovvero creano le Ovvero associazioni di lavoratori che hanno lo scopo di
sostenersi, spesso creano delle azioni di sussistenza per sostenere gli altri lavoratori e le azioni di
lotta (azioni di sciopero e di contrattazione collettiva che richiedono però un sostegno
economico). La nalità di questi gruppi è evitare la concorrenza al ribasso, evitare che i lavoratori
singoli si facciano concorrenza tra di loro innescando una situazione che porti al peggioramento
della condizione di tutti gli altri lavoratori.
questione sociale: legislazione sociale
La cd. viene emanata la tra il 1880-1900 il cui obiettivo
è fornire protezione in quelle situazioni più disagiate e problematiche. Lo stato liberale interviene
a spot, la legislazione è mirata a interventi speci ci:
- legislazione riferita alle donne e ai fanciulli (soggetti deboli), pregiudizio nei confronti delle c.d.
mezze forze (bambini e donne). Posti di lavoro senza alcun mezzo di sicurezza, senza
precauzioni e utilizzando materiali nocivi. Oltre a subire l’incidente l’operaio doveva anche
risarcire il danno.
- Legislazione sulle pause per limitare la giornata lavorativa, riposo settimanale
- Legislazione dedicata ai lavori più pesanti
Chi è il soggetto protetto/ bisognoso di protezione: rimane aperta la questione del campo di
applicazione delle tutele di protezione assicurate al lavoratore. De nire la gura signi ca de nire
anche l’applicazione della legislazione.
La legislazione sociale non de niva la fattispecie, non conteneva una chiara de nizione di
lavoratore protetto e delle caratteristiche che tale lavoratore debba avere per essere protetto ma
si riferisce genericamente agli operai, ai lavoratori…
magistratura specializzata
Nel 1895 viene istituita una (collegi dei probiviri) composta in
maniera tripartita: rappresentanti lavoratori, rappresentanti imprenditori e un giudice togato.
Questa magistratura inizia ad applicare anche i contratti collettivi e principi che derivano dalla
prassi, dagli usi. Iniziano a consolidarsi, dal basso, attraverso tale magistratura dei principi
importantissimi che verranno poi accolti dalle norme.
Con riguardo ai sindacati e al contratto collettivo la legislazione tace completamente. Non
de nisce ne i sindacati ne i contratti collettivi. I contratti vengono dunque classi cati come
contratti retti dalle regole privatistiche (ovvero vinco
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