FILOSOFIA DEL DIRITTO
Tags GIURISPRUDENZA
CODICE CORSO
SCADENZA
PROGRAMMA
Tema centrale della filosofia è la definizione del DIRITTO e il rapporto che esso
ha con la giustizia, si prefige di definire il concetto di norma e di eguaglianza,
studia la tutela dei diritti fondamentali e degli orgini giuridici.
PERCHE BISOGNA OBBEDIRE AL DIRITTO, tema centrale della filosofia.
Bisogna comprendere a pieno cosa il diritto rappresenta per noi, in modo da
valutare in modo critico delle cose che riguardano il diritto.
1. DEFINIZIONE DEL TERMINE DIRITTO
2. LA SCIENZA GIURIDICA
3. LA REGOLA E LA NORMA
4. LA SANZIONE
5. INTERPRETAZIONE E LINGUAGGIO GIURIDICO
6. L’ARGOMENTAZIONE GIURIDICA E GLI ARGOMENTI INTERPRETATIVI
7. DIRITTO E MORALE
8. LA GIUSTIZIA
FILOSOFIA DEL DIRITTO 1
9. I DIRITTI UMANI
10. LIBERTA’ E UGUAGLIANZA
11. DIRITTO E SOCIETA
12. ISTITUZIONE
13. FATTO E GIUDIZIO
14. IDENTITA
15. SPAZIO
16. RELIGIONE E DIRITTO
TESTO: DIMENSIONI DEL DIRITTO, A.ANDRONICO, T.GRECO, CAPP
1,3,4,5,6,7,8,9 SECONDA PARTE, 10,11,12,13,14,17
DISPOSIZIONI: L’ENUNCIAZIONE, IL TESTO SCRITTO, cio che si legge
LA NORMA: IL CASO CONCRETO, LA DISPOSIZIONE VIENE CALATA NEL
CASO CONCRETO
PARTE INTRODUTTIVA SUL DIRITTO
DEFINIZIONE DEL TERMINE DIRITTO:
KANT nella critica della RAGION PURA nel 1781, dice: I giuristi ancora oggi
cercano una definizione di diritto. Definizione valida ancora ai giorni d’oggi,
perchè siamo in un periodo di scetticismo definitorio, oggi si ritiene che sia
davvero difficile individuare il significato proprio di diritto, poiche noi non
sappiamo effettivamente definirlo in maniera compiuta, in questo periodo
non siamo pornti per definirlo a causa delle copiose teorie e pratiche del
diritto, tali che nel corso della storia, la definizione di diritto subisce
ovviamente delle definizioni diverse, in stile PIRANDELLIANO.
Le diverse definizioni del diritto in realtà presentano un aspetto un punto
ognuna diversa dalle altre, non sono ne vere ne false, ma si focalizzano su
una parte di cio che è il diritto.
L’essenza del diritto o la dimensione del diritto che vive nella storia, che resti
ASSOLUTA E ASTRATTA, la dimensione storica ricopre un ruolo
fondamentale.
il diritto vive nella storia, esso si intreccia con altre materie che lo
riguardano, COME LA POLITICA, poiche essa sfrutta il diritto per fare gli
interessi del popolo, e anche perchè sfrutta il diritto per dare delle risposte
FILOSOFIA DEL DIRITTO 2
che lei non puo dare. I diritti sono quella parte del diritto che si differenzia
come parte assenstante e si differenzia appunto dalla parte che la politica
sfrutta.Nel corso della storia la politica ha influenzato la definzione del diritto.
Anche l’economia ha a che fare con il diritto, vedi ad esempio tutte le regole
che all’interno dell’economia permettono di agire.
L’etica anch’essa si lega al diritto in senso sia positivo che negativo, perchè
talvolta l’etica quando si divide dal diritto nascono episodi come il NAZISMO,
grazie al fatto che nel 1900 si sviluppano delle teorie come il
NORMATIVISMO che portano alla realilzzazione di avvenimenti non voluti,
un esito incompatibile con il pensiero di chi lo aveva pensato, FATTISPECIE
IL CASO HEICKMANN. o il caso della signore che uccide i figli facendo
riferimento alla cultura propria. In riferimento alla storicità del diritto
dobbiamo considerare l’iimgrazione e l’allargamento degli orizzonti, e di
conseguenza adattare il diritto alla varie oocasioni
Studiare il diritto con metofo scientifico è possibbile farlo, vi sono varie terie
sul diritto, CHIAMATA E TEORIE GENERALI DEL DIRITTO, studiate con
metodo scientifico che però n0n ci permettono di studiare tutti gli aspetti del
diritto. é difficile definire in maniera univoca il diritto, a causa delle numerose
variabili, che non ci permettono di redigere una teoria univoca che valga per
tutti gli individui. Il diritto non è matematica è difficile dare una definizione,
poichè tutte le definizioni sono corrette, ma anche parziali.
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ESEMPI DI DELLE TEORIE GENERALI
NORMATIVISMO: diritto ridotto a norme quilificate da SANZIONI, Ha
difficoltà a tematizzare dimensioni giuridiche che rispondo a prassi SOCIALI
(CONSUETUDINE), comportamento necesario, derivante da un abitudine
che si ripete nel tempo. Le quali hanno perso potere all’interno della
gerarchia con la crescita dello stato, l’avvento dello stato di diritto. Teoria che
ha caratterizzato la scienza del diritto del 900….→ In filosofia del diritto,
FILOSOFIA DEL DIRITTO 3
teoria, elaborata da H. Kelsen (1881-1973), che concepisce il diritto
come un sistema di norme.
ISTITUZIONALISMO: diritto ad un’organizzazione sociale SANTI ROMANO.
Per santi romano il diritto è una organizzazione sociale, la quale ha una
serie di caratteristiche. Teoria posta sotto critica, vista la sottile somiglianza
verso la criminalità organizzata. La crititca riconduce al fatto che non tutte le
organizzazioni sociali sono giuridiche
REALISMO GIURIDICO: privilegia il momento giudiziale, abituandoci a
vedere il diritto nel momento patologico, e quindi dimentica che le prassi
giuridiche non arrivano sempre alle AULE. teoria ancora ad OGGI parziale.
tutte queste teorie studiano il diritto nella sua manifestazione, nel suo
manifestarmi come fatto. La filosofia del diritto pura, non solo studia il
manifestarsi, ma cerca il fondmaento ONTOLOGICO, Cosa è il diritto a
prescindere dal suo manifestarsi. Le due posizioni ONTICA e
ONTOLOGICA non sono in contrasto tra di loro.
Le scienze a differenza dell’ontologia cercano la verità, una verità che per
l’ontologia è fonte di senso che permette all’uomo di porsi nel mondo come
soggetto intelligente e responsabile. Il diritto fa parte della vita è da senso ad
essa stessa, poichè la maggior parte delle azioni che compiamo ha una
rilevanza giuridica ES: L’AMORE
Due faccie della stessa medaglia che si completano vicendevolmente.
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LA CONOSCENZA DEL DIRITTO
Il fenomeno giuridico è un fenomeno che si interseca con milioni di materie.
Noi possiamo affrontare lo studio giuridico da molteplici aspetti:
STORICO
SOCIOLOGICO
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POLITOLOGICO
ANTROPOLOGICO: antropologia giuridica, giudice
ANTROPOLOGO
GIURIDICO: significo fare scienza del diritto, o definita come
GIURISPRUDENZA, possiamo affrontare lo studio da un punto di
vista prettamente scientifico. L’oggeto della scienza del diritto, è il
diritto positivo, cioè il DIRITTO APPLICABILE all’interno di uno stato
in un determinato MOMENTO. La scienza del diritto ha come ogetto
LE LEGGI.
studia come si forma il diritto, come si articole, come opera. DIRITTO
POSITIVO —> DIRITTO DI GENTE, lo scienziato satudia come si integra
quest’ultimo nella società. IL DIRITTO COME SCIENZA E’ VALUTATIVO, la
scienza che studia il diritto è per forza valutativo perchè all’intero del diritto
positivo sono presenti dei giudizi di valore. Perchè per leggittimare una certa
azione, noi siamo tenuti a dare una certa VALUTAZIONE, di tipo qualitativo.
Gli scienziati del diritto sono costretti a valutare delle regole che riguardano
azioni che hanno gia subito un giudizio di tipo valutativo
LA SCIENZA GIURIDICA
la scienza giuridica nel 900 ha sviluppato 3 livelli di approfondimento ognuno
di loro si occupa di qualcosa in particolare
1. dogmatica giuridica: IL SUO COMPITO è quello di interpretare le
disposizioni giuridiche usando 2 metodi: METODO ESEGETICO ( diretto
alla ricognizione del significato delle disposizioni normative nel loro
senso letterale e logico-grammaticale, cioè il metodo che permette di
leggere una regola normativa e capirne il significato) E METODO
SISTEMATICO (rivolto a ridurre la molteplicità della materia giuridica in
forma unitaria, in modo da permette la padronanza logica sell’oggetto da
conoscere mediante la sua trasformazione in concetti —> i concetti cosi
modellati tendono a rimodellare la prassi giuridica influenzando la
produzione del diritto positivo. TRASFORMARE L’INISEME DI
DISPOSIZIONI IN UN INSIEME E CREARE DEL DIRITTO
POSITIVO……RICONDURRE GLI ELEMENTI IN UN INSIEME
CONCETTUALE, CHE FORMO IO. ES: NEGOZIO GIURIDICO,
LYSING, Un qualcosa che nel c.c non esiste ma lo importiamo da altri
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elementi in modo tale da ridefinire il diritto) FORMAMENTIS DEL
GIURISTA
2. teoria generale del diritto : è un secondo livello di conoscenza
giuridiche prodotto dalla costituzione di un insieme stabile di concetti
giuridici. IL DIRITTO POSITIVO (diritto vigente in un determinato posto
in un determinato momento), oggi viene visto come il raggruppamento di
più parti connesse fra loro —> la TGD mostra cioò che c’è di comune tra
i vari settori di un ordinamento giuridico (norma; sanzione;fatto giuridico)
…concetti presenti in tutti gli ambiti del diritto…..
Sia la dogmatica che la TGD restano però ancorate sempre ad un
determinato sistema giuridico → quando ci poniamo il problema del
confronto ci occupiamo di DIRITTO COMPARATO: Comparazione
giuridiche, la quale consiste nella presa in esame di un altro
ordinamento, partendo dal contenuto delle prescrizioni che quel
determinato ordinamento esprime. Comparazione guardando al
contenuto delle prescrizioni al fine di comparare tale ordinamento con
altri. (intesa la proprietà in francia, inghilterra ecc), il comparatista ha il
compito di evienziare come le altre nazioni si comportano su alcune
tematiche, consigliando al legislatore come si agisce in un altro
ordinamento.
Esempio CIVIL e COMMON law, come tra paesi differenti viga un modo
di fare diritto e sopratutto giustuzia completamente diverso. In usa e in
Uk l’obiettivo della giustizia è l’EUQUITY, cosa che in italia non esiste,
essa si trova all’ultimo posto delle priorità del legislatore, poichè in italia
vige il principio del CIVIL LAW. Il giudice deve quindi sapere come e
quando applicare la legge
3. la teoria del diritto positivo: se ci occupiamo della struttura formale dei
sistemi normativi. Con questa teria ci occupiamo di capire come sono
strutturati i vari sistemi normativi, per capire come e quali caratteri sono
presenti all’interno degli ordinamenti.
Questo approccio fu sviluppato da HASN KELSEN
(giuspositivista)che si ricollega agli studi di Austin (teorico inglese
del diritto) e cerca di scoprire la natura del Diritto stesso a partire dalla
comparazione di tutti i fenomeni che vanno sotto il nome di diritto (cosa
è il diritto per i vari ordinamenti), non si occupa del contenuto delle
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prescrizioni ma si occupa di capire cosa è il diritto per gli altri
ORDINAMENTI.
La teoria del diritto si colloca a confine tra scienza e filosofia del diritto,
la teoria del diritto, fa si che si sviluppi un approccio filosofico al
DIRITTO. Secono kelsen la scienza giuridica deve essere una scienza
valutativa, differenzia la giustizia con il diritto e la morale. Il diritto ha una
struttura di tipo formale, e noi dobbiamo vedere e studiare questo.
Paradossalmente le sue teorie vengono portate avanti da soggetti
facenti parte dell’ideologia NAZISTA, a causa della sua idea
GIUSPOSITIVISTA, secondo il quale una norma è tale solo se viene
emanata seguendo una procedura definita da un ordinamento, una
norma cosi emanata è giusta perche è valida, La giustizia non è data
dall’esterno, ma dal solo fatto che si sta seguendo un procedimento,
valido e giusto. Eglil infatti definisce la sua concezione del diritto PURA.
Kelsen è uno dei teorici della Corte Costituzionale
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APPROCCIO FILOSOFICO AL DIRITTO
a chi serve la filosofia del diritto? servono agli uomini comuni come ai
professionisti, poiche sono sogetti che usano il diritto, lo vivono, alcuni lo
trattano da un punto di vista specialistico, altri si chiedono a cosa serve il
diritto, oerche anche l’uomo comune ogni giorno ha a che fare con il diritto.
Filosofare è un sapere libero, utile per il giurista, visto la possibilità che il
giurista ha di saper argomentare ed interpretare i testi scritti, tutti gli
specialisti del diritto, devono capire a fondo il diritto, usando anche la
filosofia.
FARE filosofia è importante per tutti, perchè è creato dagli uomini, e
sopratutto ha a che fare con la cultura di un determinato popolo. La filosofia
del diritto non deve appartenere solo ai filosofi, ma deve appartenere anche
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a l’uomo comune che ragiona sul diritto, e indagare come l’uomo comune
agisce sul DIRITTO.
Essa ci permette di approcciarci in modo PRECETTIVO unico, tramide una
PRE-CONCEZIONE, o un PRE-GIUDIZIO, la quale contriubisce a dare
forma a cio che il diritto effettivamente è.
Bisogna comunque sempre ricondurre la percezione del diritto in base ai
CONTESTI STORICI CHE SI VIVONO, un esempio lampante può essere la
fiducia verso il diritto sotto il periodo NAPOLEONICO, fino ad arrivare allo
scetticismo GIURIDICO, nei confronti della LEGGE.
La filosofia del diritto deve essere per noi una critica razionale di queste
precomprensioni, le quali sono frutto di tutte le opinioni, le quali ci aiuteranno
a formare la nostra precomprensione.
I vari settori del diritto ci fanno comprendere come il diritto entra nella vita
UMANA:
DIRITTO PRIVATO: ogetto; autonomia della volonta’ individuale
DIRITTO AMMINISTRATIVO oggetto interesse pubblico
QUALE E’ IL DIRITTO OGGETTO DELLA FILOSOFIA? il diritto non è una
cosa materiale, ma ci sono cose materiali che ci fanno pensare al DIRITTO
come ad esempio un poliziotto una lezione sul contratto ec…. → il diritto
esiste in modo diverso come esistono cose materiali quali una pietra un
albero ecc….
Il diritto esiste piu come la musica, ci sono gli strumenti, chi li suoni, gli
spartiti, nessuno di questo è musica ma insieme fanno musica
IL diritto si identifica con una oarte di esso come LE REGOLE, LE
SANZIONI, LE PROCEDURE, LE AZIONI
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LE REGOLE GIURIDICHE
FILOSOFIA DEL DIRITTO 8
spesso il diritto viene identificato come un insieme di regole ( accettabile
solo in maniera parziale, ma sopratutto moderna), che governano sulla vita
sociale (non sempre stato cosi, per esempio nella roma antica il diritto era
AZIONE), IL MONDO è POPOLATO DI REGOLE, ma non tutte sono
giuridiche, le quali devono essere differenziate :
REGOLA : “regolato” un comportamento guidato da una norma. Esiste
una regola Normativa la quale prescrivono che gli eventi devono aver
luogo in un determinato modo, Es il testamento scritto di pugno o scritto
da un notaio sotto dettatura alla presenza di 2 testimoni. LE cose vanno
fatte in un certo modo, solo in quel caso avranno efficacia.
REGOLARITA’ ; “regolare” un comportamento che si ripete in maniera
uniforme, gli animali si comportano con regolarità.
LE REGOLE NORMATIVE; possono essere prese in considerazione da 3
punti di vista:
1. GIUDA DEL COMPORTAMENTO; Quando prescrive un certo modo di
fare (quando vi sono più modi di fare le cose→ altrimenti sarebbe
inutile)→ i comportamenti non devono essere nè necessari nè
impossibili (ad impossibile nemo temetur). Es; i vari modi di fare il
testamento. ES Art.54 CP “stato di necessità”
IL FILO SPINATO NON GUIDA IL COMPORTAMENTO; il sogetto deve
essere libero di scegliere tra tante azioni possibili→ ci sono tante ragioni
per decidere, ma non tutte hanno egual peso. La regola deve essere
sempre seguita dalla ragione, altrimenti non è una vera regola. Noi
siamo sempre liberi di scegliere in base alle ragioni
Josef Raz parla di RAGIONI DI ESCLUSIONE; quelle che hanno una
forza maggiore rispetto alle altre, in virtù della loro provenienza (non del
contenuto)→ FONTE AUTORITATIVA, io non decido in base al
contenuto ma decido perche quella ragione, o norma proviene da una
fonte autoritativa. Noi scegliamo cio che lo stato ci dice ES: posso
calpestare o meno un aiuola, (ragione di utilità (si le calpesto cosi
abbrevio)- no non le calpesto (rispetto la natura : ragione morale), c’è un
divieto, ragione giuridica.)
Le RAGIONI sono diverse dai MOTIVI (influenzano l’azione). LE
RAGIONI GIURIDICE; sono sempre delle ragioni per agire in un
deteminato modo, sono ossia delle REGOLE PER AGIRE
FILOSOFIA DEL DIRITTO 9
REGOLE NON SONO ORDINI O COMANDI: (questi però ne possono
essere l’origine o il fondamento)→ ma non tutte le regole sono originate
da atti della volontà
—ogni regola normativa ha un contenuto, che consiste—:
a. DESCRIZIONE DEL COMPORTAMENTO: non rubare, descrizione
del comportamento
b. NELLA SUA QUALIFICAZIONE NORMATIVA IMPLICA DEI LIVELLI
DI GIUSTIFICAZIONE: suggerisce una spiegazione, perchè rubare
è un atto di una persona non buona
Non rubare (descrive il comportamento di non appropriarsi di cose altru,
prescrive che è vietato, ne suggerisce la ragione)
Le regole contengono sempre delle giustificazioni (o ragioni) se non ne
hanno sono una limitazione ingiustificata e arbitraria della libert&a
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