Alcaloidi a nucleo tropanico: atropina, scopolamina
Droga: belladonna (Erytroxylon
Li distinguiamo in alcaloidi delle solanacee e delle eritroxilacee
coca). Come alcaloidi delle solanacee troviamo l’atropina e la scopolamina
l’Atropa belladonna, Datura stramonium,
rappresentate in droghe come
Hyosciamus niger, Scopolia carniolica o Mandragora officinalis.
Dal punto di vista della struttura chimica sono degli esteri di alcoli che derivano
dal tropano e acidi alifatici o aromatici come nel caso dell’atropina che è un
estere di tropina e acido tropico. Nonostante tali alcaloidi condividano parte
della struttura chimica, dal punto di vista degli effetti farmacologici sono
completamente diversi, poiché atropina e scopolamina hanno come target i
recettori muscarinici dell’acetilcolina nei confronti dei quali si comportano da
antagonisti competitivi, quindi sono alcaloidi ad attività parasimpatico-litica.
La cocaina è un alcaloide tropanico che ha come target i canali al sodio
voltaggio dipendenti e i trasporatori di membrana della dopamina e
noradrenalina per cui ha un’attività simpatico mimetica ed anestetica locale.
Alcaloidi della Belladonna
Atropina e scopolamina li troviamo vagamente rappresentati in piante come la
Datura stramonium Hyosciamus niger.
e soprattutto la scopolamina nel Nella
Belladonna, in realtà, il contenuto in alcaloidi totali è dato per più del 90% dalla
iosciamina che nella droga fresca si trova sottoforma di l(-)iosciamina che
successivamente racemizza da origine all’atropina che è la d-l iosciamina.
Gli alcaloidi tropanici, atropina e scopolamina, sono degli antagonisti
competitivi reversibili dei recettori muscarinici dell’acetilcolina: il fatto che
l’antagonismo sia competitivo fa sì che un blocco eccessivo di questi recettori
muscarinici ad opera dell’atropina o della scopolamina, possa essere superato
incrementando i livelli sinaptici di acetilcolin,a ad esempio utilizzando un
inibitore delle colinesterasi. Non si tratta di antagonisti selettivi per un sottotipo
di recettori muscarinici (ne esistono 5 tipi diversi, da M1 a M5) per cui il blocco
di questi recettori, ad opera dell’atropina e della scopolamina, provoca un
blocco generalizzato del parasimpatico.
I recettori muscarinici li troviamo nel SNC ma anche nel periferico dove questi
recettori si trovano a livello delle sinapsi, tra le terminazioni del parasimpatico
e le cellule effettrici.
I recettori muscarinici li troviamo anche a livello delle sinapsi tra le fibre
simpatiche post gangliari e nelle ghiandole sudoripare . Il blocco di tali recettori
operato da questi alcaloidi tropanici provoca una paralisi degli organi innervati
dal parasimpatico e il fatto che non siano selettivi porta ad effetti a livello
dell’occhio, del cuore, delle ghiandole sudoripare e ad un blocco delle
secrezioni, una riduzione del tono e motilità della muscolatura liscia intestinale,
rilasciamento della muscolatura liscia vescicale.
La non selettività di questi alcaloidi tropanici nel corso degli anni ha portato
allo sviluppo di farmaci più selettivi per determinati sottotipi recettoriali ad
esempio B1M3 e di farmaci con presenza di azoto quaternario che ne limita
l’accesso al sistema nervoso centrale. Tra i farmaci sviluppati ricordiamo la
Pirenzepina per il controllo della secrezione gastrica o Ipratropio bromuro
per il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Ci sono dei tessuti che sono più sensibili agli effetti dell’atropina e in particolare
le ghiandole salivari, sudoripare o bronchiali. Per avere effetti importanti a
livello della frequenza cardiaca, questi effetti si accompagnano ad un blocco
della salivazione ed effetti importanti sullo svuotamento vescicale.
Atropina, scopolamina: SNC
Sono effetti dose dipendenti, la scopolamina ha una maggiore facilità ad
attraversare la barriera ematoencefalica per cui già le dosi terapeutiche in
alcuni soggetti può determinare amnesia e sonnolenza. In maniera dose
dipendente questi alcaloidi tropanici procurano irrequietezza, irritabilità, fino ad
arrivare ad allucinazioni e delirio.
Effetti degli alcaloidi tropanici a livello dell’occhio
Bloccano le risposte dell’acetilcolina del muscolo sfintere dell’iride e del
muscolo ciliare per cui producono dilatazione pupillare, quindi midriasi,
riducono anche secrezioni lacrimali e producono ciclopegia ossia paralisi del
muscolo ciliare. Ricordiamo che la contrazione del muscolo ciliare è importante
per mettere a fuoco gli oggetti da vicino. per cui la midriasi si accompagna a
visione indistinta proprio perché il muscolo ciliare non può esser contratto per
la visione da vicino.
Gli effetti sono di lunga durata sia per l’atropina che per la scopolamina: nel
grafico vediamo che la midriasi, la dilatazione pupillare, è di lunga durata e si
accompagna agli effetti, sempre di lunga durata, sull’accomodazione. Questo
ha portato allo sviluppo e all’utilizzo in oculistica di composti semisintetici o
sintetici che hanno una durata di azione molto più breve, ad esempio per
l’analisi del fondo oculare.
Perché il blocco dei recettori muscarinici può precipitare in attacco di
glaucoma?
Il blocco dei recettori muscarinici in soggetti sensibili può precipitare in attacco
di glaucoma perché la midriasi indotta, ad esempio dall’atropina, può
determinare un affollamento a livello dell’angolo della camera anteriore
dell’occhio, per cui l’umor acqueo che viene secreto dall’epitelio ciliare e che
defluisce nella camera anteriore, in realtà non può defluire attraverso il canale
di Schlemm, questo può portare ad un aumento della pressione oculare.
Effetto dell’atropina a livello cardiovascolare
Mentre sono evidenti gli effetti a livello del cuore che si esplicano tramite il
blocco dei recettori M2 a livello del nodo del seno, il nodo atrioventricolare, gli
effetti a livello della circolazione in realtà sono molto più blandi perché
l’atropina se è vero che determina tachicardia e una facilitazione della
conduzione atrio-ventricolare, non ha effetti significativi a livello della pressione
arteriosa e dei vasi proprio perché il parasimpatico non controlla il tono dei
vasi. Però il blocco della sudorazione indotto dall’atropina, che può essere
anche di grado elevato, porta in via riflessa ad una dilatazione dei vasi
rossore
sanguigni cutanei, nel tentativo di dissipare il calore. Si parla infatti di
da atropina.
Alcaloidi belladonna
Gli alcaloidi della belladonna inibiscono le secrezioni come quella salivare,
provocano secchezza della bocca, riducono le secrezioni bronchiali e inducono
anche bronco dilatazione. Per cui possono essere comunque efficaci contro la
bronco costrizione che è indotta da farmaci che stimolano i recettori
muscarinici o anche da farmaci anticolinesterasici che, inibendo le
colinesterasi, aumentano i livelli sinaptici dell’acetilcolina. Un tempo si
Datura stramonium
utilizzavano come droga le sigarette a base di per indurre
bronco dilatazione nei soggetti asmatici.
Effetti degli alcaloidi tropanici a livello gastrointestinale e vescicale
C’è una riduzione delle secrezioni, una riduzione della motilità e una
contrazione degli sfinteri. A livello della vescica l’atropina previene gli effetti
dell’acetilcolina che riguarda la contrazione del muscolo detrusore e il
rilasciamento dello sfintere e del trigono. Per cui l’atropina determina una
difficoltà alla minzione che può arrivare anche a ritenzione urinaria ad esempio
nei soggetti anziani.
Ghiandole sudoripare e temperatura corporea
Per quanto riguarda le ghiandole sudoripare, l’atropina riduce o blocca la
sudorazione e questa dipendenza della dose ha un’azione adiaforetica e la
compromissione della sudorazione può portare anche ad un aumento della
temperatura corporea, ad esempio può determinare nei bambini e neonati
febbre atropinica.
Gli effetti dell’atropina non si manifestano con la stessa intensità a livello degli
organi e tessuti perché alcuni sono più sensibili agli effetti dell’atropina per cui,
in maniera legata alla dose, vediamo prima secrezione salivare, riduzione della
secrezione bronchiale, riduzione della sudorazione per avere poi man mano che
si aumentano le dosi, effetti molto netti a livello dell’occhio o del cuore fino ad
arrivare ad un’ inibizione della minzione e della motilità intestinale. Quindi è
chiaro che per avere inibizione della motilità intestinale e della secrezione
gastrica con l’atropina inevitabilmente quest’effetto è accompagnato da
secchezza delle fauci, tachicardia, visione indistinta, inibizione e riduzione dello
svuotamento vescicale.
Sintomi da intossicazione da atropina:
-secchezza delle fauci
-midriasi
-tachicardia
-cute calda e arrossata
-agitazione e delirio
Un tempo per ricordare i sintomi da intossicazione da atropina si ricorreva ad
una sorta di filastrocca:
Secco come un osso
Cieco come un pipistrello
Rosso come una rapa
Matto come un cappellaio
Farmacocinetica
Gli alcaloidi della belladonna vengono ben assorbiti non solo dalla mucosa
intestinale ma anche dalla membrana congiuntivale per cui è possibile che
atropina e scopolamina instillate a livello oculare per produrre midriasi,
vengano ben assorbiti dalla mucosa congiuntivale cosa che può dar luogo
anche degli effetti centrali. L’atropina viene metabolizzata per circa metà della
dose a livello epatico, la quota restante viene escreta dai reni in forma
immodificata.
Utilizzi attuali di atropina e scopolamina sono piuttosto limitati perché oggi si
utilizzano o dei farmaci che hanno una durata di azione più breve, soprattutto
in ambito oculistico, o dei derivati di semisintesi o di sintesi che hanno un
profilo farmacocinetico o farmacorecettoriale diverso.
Atropina utilizzata attualmente per:
- Blocco AV
- In anestesia per inibire le secrezione ed il riflesso vagale
- Antidoto dell’intossicazione da ChEI (inibitori dell’acetilcolinesterasi come gas
nervini)
- Antidoto nell’intossicazione da funghi contenenti muscarina
Scopolamina utilizzata attualmente per:
- Prevenzione cinetosi, quindi per ridurre la nausea e il vomito in soggetti che
soffrono di mal di movimento che si manifesta durante i viaggi. In questo caso
vengono utilizzati delle preparazioni per via transdermica: sono dei cerotti dAi
quali la scopolamina rilasciata viene lentamente riassorbita. Questo riesce a
garantire dei livelli terapeutici per diverse ore.
Oggi si utilizzano soprattutto derivati contenenti un ammonio quaternario come
l’Ipratropio bromuro utilizzato per il trattamento della broncopneumopatia
cronica ostruttiva. La presenza di un ammonio quaternario ne limita i volumi di
distribuzione e anche la capacità di attraversare la barriera ematoencefalica
(l’Ipratroprio bromuro viene somministrato per via inalatoria).
Tossicità
È suggerita dalla paralisi degli organi innervati dal parasimpatico e
l’intossicazione è quasi certa se, somministrando fisostigmina, non si ottiene
ipersalivazione, ipermotilità intestinale, sudorazione. Questo a indicare che la
fisostigmina inibisce l’acetilcoliesterasi e aumenta i livelli sinaptici di
acetilcolina, quest’ultima trova i recettori muscarinici che in caso di
intossicazione da atropina e scopolamina sono per gran parte occupati dagli
alcaloidi tropanici.
Ricordiamo anche che i bambini sono più sensibili degli adulti agli effetti tossici
di tali alcaloidi per cui casi di intossicazione si sono verificati in seguito ad
instillazione oculare di atropina e scopolamina.
Atropa belladonna
È una pianta erbacea e la droga è rappresentata dalle radici anche se la
farmacopea ufficiale nella sua monografia la indica costituita dalle foglie e dalle
sommità fiorite. In realtà sia le foglie, le radici e le bacche sono ricche di
alcaloidi tropanici. Secondo la FU il contenuto minimo degli alcaloidi totali,
espresso come iosciamina, deve essere
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