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18/09

NO PRIMI 2 capitoli esame

Economia politica, mix di macro e micro economia; microeconomia: economia dei settori,

dei mercati. Macroeconomia : economia della moneta, tassi

L’economia è un problema di soggetti, soggetti economici.

Il 1° modello economico: realtà dei consumatori, modello spesso irrealizzabile che non lo

fa essere quel che è

Esistono 4 diverse forme di mercato

L’Europa da modello di concorrenza, più gente c’è sul mercato, più il prezzo si abbassa e si

risparmia. Il consumatore sceglie in base ai propri bisogni, ci sono dunque variabili: 1)

proprio reddito disponibile 2) propria soddisfazione.

19/09

Il consumatore è presente in tutte le forme di mercato, le forme di mercato hanno sempre

una Domanda e un’offerta. I consumatori propongono la domanda, le imprese l’offerta. Ciò

che il consumatore guarda, per scegliere una determinata offerta, sono le cose attorno

all’offerta. L’economia studia l’interazione tra domanda e offerta (consumatore e impresa).

Mercato per l’economista è inteso come forma di mercato.

Costruzione della domanda, della curva di domanda. Caratteristiche fondamentali per la

costruzione sono: composizione della spesa del consumatore, il reddito del consumatore, i

prezzi dei beni, le preferenze del consumatore, la soddisfazione del consumatore.

Composizione della spesa del consumatore: ognuno di noi, spende una determinata cifra

in cose che predilige. Consideriamo la scelta del consumatore legata ad un periodo di

tempo. Paniere= una delle varie combinazioni di scelta dei 2 beni. Il paniere delle spese, è

legato a più beni poiché la nostra soddisfazione è legata anche alla quantità di quel bene

(dimensione della presenza di un bene nel paniere) all’interno della nostra vita; più un bene

nel paniere (qualsiasi combinazione di quantità differenti di due beni) è presente, meno ci

dà soddisfazione.

La retta di bilancio è una retta sulla quale i punti rappresentano le varie possibilità di

composizione dei panieri con la stessa spesa. La pendenza della retta (in valore assoluto)

rappresenta il prezzo relativo del bene x rispetto y. Essa rappresenta il vincolo di bilancio. Lo

spostamento su un’altra retta parallela a questa, è dato da un aumento o diminuzione del

budget disponibile. L’inclinazione della retta ovviamente, varia nel momento in cui cambia il

prezzo di uno dei 2 beni (cambia una sola intercetta sugli assi, quella del bene variato).

Il consumatore ragiona su vincoli, il vincolo di bilancio. Ha una certa somma di denaro da

spendere in un determinato periodo. Consumi (sono le spese) devono stare in quella

determinata dimensione. Una parte della domanda, viene risparmiata. Ma nel modello di cui

parliamo (nel modello teorico) è già stata sottratta, la cifra di cui disponiamo può essere

spesa completamente. Il vincolo di bilancio è appunto la scelta di come spendere la somma

di cui dispone. Il consumatore è quindi price-taker, subisce il prezzo (non fa il prezzo, lo

subisce). Nella curva c’è una variabile data. Ci sono nella scelta 2 situazioni limite

(l’acquisto di un solo bene), e tante situazioni intermedie. La formula che fa costruire il

vincolo, prende in considerazione il prezzo del 1°bene per la quantità del bene + il prezzo

del 2°bene per la quantità del 2*bene. R = px x + py y. Questa è la spesa del consumatore.

Costruiamo quindi una frontiera oltre cui il consumatore non può andare, poiché non

dispone il consumatore del reddito sufficiente.

Sull’asse x e sull’asse y abbiamo la quantità dei 2 beni. Ovviamente più aumenta il reddito,

più la retta si sposta verso dx e viceversa.

La soddisfazione

Il concetto è rappresentato dalle curve di indifferenza, che rispondono a 3 principi:

1. Principio di non sazietà: il consumatore preferisce sempre avere maggiori

quantità di un bene, in un modo o nell’altro conta avere qualcosa in più;

2. Capacità di confronto. Il consumatore ha totale capacità di confronto, pone un

ordine; se nell’ordine sono pari 2 beni, essi sono indifferenti;

3. TRANSITIVITA’. Dati tre panieri qualsiasi A, B e C, se il consumatore preferisce C a

A e preferisce A a B, allora deve anche preferire C a B. Lo stesso vale per i panieri

indifferenti.

La curva di indifferenza mostra tutte le composizioni di beni che danno al consumatore la

medesima soddisfazione. Nei punti sulla curva i beni hanno la stessa utilità e il

consumatore ad essi è completamente indifferente. Essa ha un’inclinazione negativa, in

quanto già costruendola abbiamo visto che i punti di maggior soddisfazione fossero da

ricercare in alto a sinistra e in basso a destra (quindi geometricamente è così) in più sotto

analisi economica, se avesse un tratto di inclinazione positivo, uno dei 2 panieri avrebbe

maggiori quantità e quindi sarebbe sicuramente preferito, di conseguenza su un’altra curva

di indifferenza.

Le curve di indifferenza non si incontrano con le altre, poiché se si incontrassero avrei la

stessa soddisfazione di un’altra curva, ma è impossibile avere la stessa soddisfazione di un

contesto in cui compro di meno e quindi mai si incontreranno. Se analizziamo a livello

economico, avremmo un punto A ad esempio con minore preferenza di quello B, ma B ha la

stessa preferenza di C, che ha anche la stessa di A; in questo modo si trasgredirebbe il

principio di transitività. La curva aumentando le quantità di un determinato bene, si inizia

ad appiattire, la disponibilità del consumatore alla sostituzione aumenta poiché ci si sazia di

quel determinato bene. Più le curve sono lontane dall’origine, più compro e di conseguenza

sono più soddisfatto e viceversa. Il consumatore proverà a stare sempre nella curva di

indifferenza più lontana dall’origine, per avere maggiore soddisfazione. La forma delle curve

di indifferenza, a differenza della retta di bilancio che una volta stabilito reddito e costi è

sempre uguale, cambia da consumatore a consumatore a seconda dei differenti gusti

espressi.

Quindi bisogna ricercare un modello che tenga conto del reddito e della soddisfazione (retta

di bilancio e curva di indifferenza). La curva di indifferenza da scegliere deve per forza

toccare la retta e deve stare massimo sulla retta di bilancio (perché non disponiamo più

reddito). La curva dà scegliere è quella determinata (vedi grafico), tangente alla retta di

bilancio e più lontana possibile.

Introduciamo inoltre il concetto di saggio marginale di sostituzione (quantità di x che

sostituisco con y in modo da avere la stessa soddisfazione). Lungo le curve di indifferenza il

SMS decresce, l’inclinazione delle curve di indifferenza diminuisce man mano che ci

avviciniamo all’asse x, esse sono quindi convesse rispetto all’origine. La convessità

aumenta se i beni diventano sempre meno sostituibili l’uno con l’altro.

Disponibilità di un consumatore a scambiare 2 beni

2 beni si dicono sostituti perfetti, se per il consumatore essi hanno la stessa utilità, e quindi

fondamentalmente non cambia se viene utilizzato l’uno o l’altro. Il SMS è costante e le

curve di indifferenza sono rette con inclinazione negativa e pendenza pari al SMS.

2 beni sono perfettamente complementari quando per assolvere a una certa funzione

devono ricorrere in proporzioni fisse; devono di fatto essere usati in modo congiunto per

soddisfare il consumatore. E’ inutile per il consumatore, aumentare la quantità dell’uno

senza aumentare quella dell’altro secondo proporzioni fisse. Le curve di indifferenza sono ad

angolo retto, massima convessità. La complementarietà può essere infatti considerata

come un caso di totale assenza di sostituibilità.

Il consumatore ricerca tra i panieri appartenenti al vincolo di bilancio, quello sulla curva di

indifferenza più alta. Il punto di equilibrio è quello dove la pendenza della retta di bilancio,

pari al rapporto fra i prezzi dei due beni è uguale alla pendenza della curva di indifferenza,

che è anche uguale al SMS (prezzox/prezzoy (retta) = SMS). Parliamo di punto di equilibrio,

poiché l’economista cerca sempre un punto di equilibrio. E’ il punto in cui non c’è incentivo a

deviare. Il punto dove non c’è deviazione è importante perché il consumatore se cambia

sempre beni non avrà mai stabilità, e nemmeno l’impresa saprà quanto produrre. E’ tramite

la razionalità che le 2 parti scelgono. Il consumatore sceglie il paniere della retta del

bilancio che si trova sulla curva di indifferenza più alta. Nella curva di indifferenza più alta,

scelgo il punto di minimo in modo che potrò avere la stessa soddisfazione che magari ho in

un punto che non riesco nemmeno a raggiungere col mio reddito disponibile.

20/09

La domanda si basa fondamentalmente sul prezzo di un determinato bene.

L’aggregazione delle curve di domanda individuali, mi daranno la curva di mercato.

La fase recessiva dell’economia si innesca, a causa della sfiducia delle famiglie e delle

persone nell’economia; le persone iniziano a risparmiare e in questa maniera anche le

imprese iniziano a fallire. In più, altro motivo della recessione è il credito al consumo

(indice delle banche) ovvero il pagamento a rate ad esempio con finanziamenti; ciò poiché

diciamo che le persone smettono di consumare. E’ importante proprio per questo conoscere

la domanda di mercato.

Alla diminuzione del prezzo di un bene x, il consumatore sarà più disponibile a sostituire agli

altri beni, il bene x. Sembrerebbe quindi però che riducendo le quantità del bene y, si possa

ottenere una diminuzione del SMS. In realtà così non è, infatti non è detto che quando

diminuisce il prezzo di un bene il consumatore ne aumenti il consumo a scapito di altri beni.

Quindi la domanda è come possa avvenire una sostituzione del bene x a y e un eventuale

aumento di consumo del bene y? La diminuzione di prezzo porta da un lato la convenienza

del bene x rispetto a y, dall’altro amplia la possibilità di spesa del consumatore.

Il passaggio da qa a qb (vedi figura 4.1) è ciò che definiamo effetto totale. Nell’effetto totale

distinguiamo a su volta 2 effetti.

L’effetto di sostituzione rappresenta l’aumento del consumo di x che risulta da una

diminuzione del prezzo relativo, a parità di capacità d’acquisto. Con questo effetto

tralasciamo l’aumento di reddito che otteniamo con la diminuzione del prezzo del bene x;

per compensare ciò a livello grafico, riportiamo indietro la retta vb sulla vecchia curva di

indifferenza, lasciando quindi invariata la soddisfazione del consumatore (tralasciando

effettivamente l’aumento della spesa disponibile). Nel punto B’ il consumo del bene x

aumenta passando da qa a q’b (effetto di sostituzione) mentre il bene y diminuisce da ya a

y’b.

L’effetto di reddito rappresenta l’impatto della variazione della capacità di spesa sul

consumo di x. Il consumo di x aumenta da q’b a qb (effetto di reddito). Il bene y subisce un

aumento grazie all’aumento dell’effettivo reddito reale e questo compensa la diminuzione

dovuta all’effetto di sostituzione.

Per l’aumento del prezzo di un bene invece otteniamo l’effetto esattamente contrario.

La curva di domanda individuale ha lo

stesso andamento del vincolo di bilancio.

Sull’ascissa ho la quantità di un bene e

sull’ordinata ho un prezzo. L’andamento

negativo esprime il fatto che più

aumento il prezzo, meno quantità compro

e viceversa. Tutte le combinazioni di prezzo

e quantità, costituiscono la curva di

domanda.

La quantità che compro di un bene, è influenzata anche dai prezzi degli altri beni e dal

proprio reddito disponibile. Perciò la domanda è determinata: dal prezzo del bene, dal

reddito, dal prezzo degli altri beni, dalle preferenze, dalle aspettative (se sappiamo ad

esempio che tra una settimana iniziano i saldi, aspettiamo a comprare un vestito, aspettativa

ad esempio di riduzione del prezzo).

Spostamenti sulla curva di domanda, se aumenta o diminuisce il prezzo, ci sarà uno

spostamento sulla curva e non della curva. Gli spostamenti sulla curva sono determinati

dalla nostra sensibilità alle variazioni di prezzo, non siamo sensibili alle variazioni in modo

eguale su tutti i beni. La sensibilità di un bene, determina l’inclinazione della curva di

domanda: meno sensibili si è a quel bene, più essa è ripida. Su certi beni la variazione di

prezzo non mi sposta tantissimo sulla curva di domanda (siamo insensibili per i beni

necessari, poiché non ne posso stare senza). In questo caso la domanda è più rigida,

non è elastica. Considerando invece altri beni di minor importanza, lì sì che siamo sensibili.

L’elasticità misura di quanto la quantità domandata di un bene reagisce alla variazioni

del prezzo del bene.

L’elasticità è il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e

variazione percentuale del prezzo, preso positivamente.

IL VALORE ASSOLUTO DELL'ELASTICITA‘ nelle curve di domanda lineare

● Va da infinito (intercetta verticale) a zero (intercetta orizzontale))

● Il punto intermedio è 1

● Nel tratto sopra il punto intermedio è maggiore di 1

● Nel tratto sotto il punto intermedio è minore di 1

● È sempre diverso lungo la curva.

La domanda reagisce molto nella parte alta perchè a piccole variazioni percentuali del

prezzo, corrispondono alte variazioni percentuali della quantità (discorso grafico 4.4 su

differenti valori dell’elasticità).

Domanda elastica, quando il valore assoluto dell’elasticità è superiore ad 1, cioè quando la

variazione percentuale della quantità domandata è maggiore della variazione percentuale

del prezzo. Domanda anelastica, quando il valore assoluto dell’elasticità è compreso tra 0 e

1, cioè quando la variazione percentuale della quantità domandata è minore della variazione

percentuale del prezzo. Domanda ad elasticità unitaria, quando il valore assoluto

dell’elasticità è uguale ad 1, cioè quando la variazione percentuale della quantità domandata

è uguale alla variazione percentuale del prezzo.

Analizzando la scelta del consumatore a seconda dell’elasticità, dobbiamo considerare

differenti parametri:

● Presenza di beni sostituti perfetti, imperfetti o beni uguali (vedi libro).

Più varia il prezzo di un bene, più mi sposto su un altro. Più i beni sono sostituibili, più io

sarò sensibile alla variazione del prezzo.

Quando l’effetto di sostituzione è molto forte, allora l’elasticità della curva di domanda è

molto alta.

Altri fattori influiscono sull’elasticità, oltre alla sostituzione: la natura del bisogno che il

bene soddisfa (beni lusso o necessari), la quota del reddito rappresentata dalla spesa

nel bene (se il mio bene, incide tanto sul mio reddito, ogni variazione che subisce di prezzo

è importante per me), il tempo (se un bene è importante per me, occorrà tempo affinchè

nonostante l’aumento, inizi a consumarlo di meno…col passare del tempo la curva diventa

più elastica).

25/09

L’economia può distinguere 4 tipologie di beni: beni sostituti perfetti, sostituti imperfetti,

non sostituti, beni inferiori.

Bene sostituto perfetto, bene identico nella funzione e nella soddisfazione. Di fatto la

concorrenza perfetta è difficile da raggiungere, in quanto esistono pochissimi sostituti

perfetti, la maggior parte sono imperfetti. Se 2 beni sono sostituti perfetti, all'aumentare di un

prezzo ci si sposta sull’altro bene e viceversa.

Se il sostituto è imperfetto, la domanda è sensibile ma non così elastica come se fosse il

sostituto perfetto. Il bene di lusso è più rigido rispetto a un altro bene (se tipo una ferrari

costa 100.000 euro, a te 10.000 euro non cambiano la vita, es. di costo in relazione al

proprio reddito). Nel breve risulta difficile modificare le composizioni del mio paniere, nel

lungo quindi la domanda è più elastica ed è più rigida nel breve.

Spostamenti della curva di domanda, sono dati dai beni sostituti e dalle variazioni del mio

reddito. Influiscono anche i gusti, perchè se quel bene mi piace meno mi sposto verso

sinistra.

L’aumento del prezzo di un bene sostituto, provoca lo spostamento della curva di

domanda verso destra e viceversa.

L’elasticità incrociata ci dice di quanto varia la quantità del mio bene x al variare del prezzo

del bene y. E’ una misura della sostituibilità dei beni.

Nei beni complementari, l’elasticità risponde in direzione opposta rispetto ai beni sostituti. Di

conseguenza l’elasticità incrociata può essere utilizzata per misurare anche la

complementarietà fra 2 beni (più sono complementari, più ha valori negativi e bassi).

La domanda tende ad essere più elastica: se il bene è di lusso, quanto più è lungo il periodo

che consideriamo, quanto più è elevato il numero di beni sostituti, quanto più è strettamente

è definito il mercato.

La domanda tende ad essere più anelastica (rigida), se il bene è di prima necessità, quanto

più è breve il periodo che consideriamo, quanto più è ridotto il numero di beni

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ilgiunzio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Valeriani Elisa.
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