L'impresa
Le imprese sono gli attori principali del sistema economico. Oggi le imprese hanno un ruolo importante nella nostra vita in ogni momento, abbiamo continuamente a che fare con l’impresa e con i prodotti e i servizi che le imprese producono.
Gestione = management. Consideriamo l’impresa dal punto di vista delle scelte e decisioni che devono essere prese per farla funzionare e farle raggiungere i suoi obiettivi. MGMT is getting things done through other people. Alla base del mgmt c’è la componente umana, gestire un’impresa alla fine dei conti vuol dire anche gestire un insieme di relazioni tra persone. Nell'impresa troviamo anche componenti finanziarie, tecnologiche, produttive, marketing. Ma tutte queste attività e funzioni alla fine passano attraverso delle persone.
Management e economia
Con il termine management si possono intendere diverse cose:
- Management come attività (scelte, decisioni)
- Management come persone, classe dirigenziale, executives
- Management come materia, disciplina di studio, scienza
Economia = in che modo questa attività di gestione si scarica e produce effetti sulle performance economico-finanziarie della nostra impresa. La gestione è soggetta a vincoli di natura economica e dovrebbe operare in condizioni di autosufficienza economica e creare ricchezza. Management come disciplina. L’economia in senso ampio è una scienza sociale, si occupa di problemi di convenienza economica (relazione tra mezzi scarsi e bisogni infiniti) relativi a produzione-distribuzione-scambio-consumo di ricchezza.
Osservazione e normatività
EGI si occupa di questi problemi con riferimento a soggetti particolari che sono le imprese (gruppi di persone), ed è sia disciplina positiva (descrittiva) che normativa (prescrittiva). È positiva perché studia la realtà così com’è per descriverla e comprenderla. Osserva le imprese, il loro comportamento, per capirlo e spiegarlo. Non è sperimentale nel senso che nell’osservazione delle imprese, la realtà è viva e in movimento (alive and kicking), non si possono fare esperimenti e ipotesi e verificare i risultati, possiamo solo vedere e interpretare cosa succede, alla ricerca di eventuali situazioni ricorrenti o consequenziali.
È anche per certi aspetti normativa, detta norme, suggerisce e fornisce indicazioni. Si osserva in maniera oggettiva e neutrale il comportamento delle imprese (osservazione) ma gli studiosi possono anche fornire suggerimenti e consigli sulla base di una serie di osservazioni e situazioni passate possono offrire linee guida. Il management non è una scienza esatta, è una disciplina in cui difficilmente si possono creare verità universali, non è sempre in grado di rilevare relazioni causa-effetto precise e stabilire che cosa fare.
Limiti del management
Esistono dei limiti che ridimensionano la scientificità del management come disciplina:
- One best way: Non esiste nella gestione delle imprese un’unica strada possibile, non esiste l’ottimo
- Inafferrabilità dell’innovazione e paradosso del management
- Paradosso della best practice
One best way esiste solo nella soluzione di problemi ridotti, in cui si deve capire ad esempio come organizzare una linea produttiva stando a certi vincoli. All’infuori di problemi tecnici circoscritti, ragionando sulla strategia dell’impresa esistono infinite modalità di operare, nessuna migliore dell’altra in termini assoluti. Si parla di equifinalità dei percorsi (portano tutti allo stesso fine) o meglio di pluralità dei percorsi: non esiste un’unica strada possibile, ma ci sono infiniti modi per arrivare al risultato, al successo.
Problema dell'innovazione
L’innovazione è fondamentale per le imprese. L’impresa per certi aspetti è condannata a innovare, se non evolve fa fatica a sopravvivere, per essere competitiva e affermarsi sul mercato dovrebbe essere il più possibile innovativa, introdurre cambiamenti e innovazioni in vari aspetti. Si parla di paradosso in quanto l’innovazione è difficile da prevedere, non si sa mai come sarà e quando si affermerà e diffonderà...
... L’innovazione, per definizione, è fare qualcosa di nuovo. Nel mgmt si dice che l’innovazione è fondamentale, ma non si riesce a definirla, non ci sono regole, si conosce solo a posteriori. Ci sono solo regole e indicazioni su come favorire l’innovazione, ma non si possono prevedere i risultati. Si sa che si deve innovare, ma non si sa come, si fanno una serie di tentativi e errori (Es Swatch).
Grande importanza dell’innovazione ma scarsa capacità di definirla e spiegarla.
Paradosso della best practice
Si può pensare di vedere chi ha avuto successo prima di noi, la best practice (impresa caso di eccellenza in un settore), e prendere ispirazione, imitare la sua struttura, pensando di ottenere gli stessi risultati (logica usata nelle business schools, es Harvard affronta la conoscenza attraverso casi aziendali). Questo modo di procedere ha una sua logica, in tutti i campi ci sono esempi di eccellenza da cercare di emulare, non è un’idea stupida ma non assicura il risultato, ci sono infinite variabili da considerare e infinite condizioni diverse...
...e anche se la replica funzionasse si rischierebbe di perdere l’individualità (effetto gregge).
Il management non è una scienza esatta, soprattutto se si intende da un punto di vista normativo, dire e suggerire azioni e comportamenti da usare per raggiungere certi risultati. Non ci sono regole universali, è un ambito in cui contano la storia, il passato, l’evoluzione alle spalle, la geografia (contesto in cui si opera), le persone. Si possono valutare soluzioni come migliori di altre, con più alta probabilità di successo, ma non si può mai avere la certezza del risultato.
Management scientists are human.
Relatività culturale
Hofstede, management science, 1994: Esiste anche una relatività culturale delle teorie di management: le teorie non sono universalmente valide, ma influenzate anche dal contesto culturale, così come le ricerche. La scienza sociale non è altro che buon senso ad un alto grado di elaborazione. Una scienza sociale “disinteressata” non è mai esistita, e logicamente non potrà mai esistere. Nessuna scienza sociale può pretendere di qualificarsi come ‘amorale’ o ‘apolitica’. Nessuna scienza sociale può mai essere ‘neutrale’ o semplicemente ‘fattuale’ vale a dire ‘oggettiva’ nel senso tradizionale del termine. (Mydral, L’obiettività nelle scienze sociali 1973)
Nello studio del comportamento umano, la verità non è elusiva, bensì liquida. Per lo studioso accademico il rischio non è confondere il vero con il falso, ma lasciarsi sedurre dall’idea che sia possibile dire qualcosa di risolutivo riguardo a qualunque tema. Quando si tratta del comportamento umano, la verità è più ampia di così. (Moon, 2010) Le persone riescono a credere ciò che vogliono credere, ciò che asseconda gli scopi del compromesso valutativo che è sotteso. (Mydral, 1973)
Le conclusioni di un pensiero lucido e razionale non sono altro che riformulazioni dei nostri desideri più profondi, travestite da frutti di un ragionamento logico. (rielaborazione da Nietzsche) Rivalutazione dell’importanza delle emozioni per spiegare i comportamenti individuali soggettivi ma anche dal punto di vista della ricerca e del comportamento dei ricercatori: le emozioni non sono qualcosa che disturba e interferisce con la ragione, l’essere umano è fatto di ragione e emozioni, e le emozioni in realtà completano il processo cognitivo, i processi razionali.
I sentimenti e le emozioni possono non essere affatto degli intrusi entro le mura della ragione (...); le strategie della ragione umana probabilmente non si sono sviluppate senza la forza guida di meccanismi di regolazione biologica dei quali emozione e sentimento sono espressioni notevoli (Damasio, 2015). Le emozioni possono essere considerate vere e proprie funzioni cerebrali e non semplici stati psicologici (LeDoux, 1998).
Definizione di impresa
L’impresa è una organizzazione stabile di persone e mezzi in cui vengono svolti i processi di produzione di beni e/o servizi da scambiare con entità esterne al fine della produzione di ricchezza. Fiducia, equilibrio finanziario, innovazione, scopo, sostenibilità, rischio.
EDELMAN TRUST BAROMETER, il centro di ricerche Edelman pubblica periodicamente questo barometro sulla fiducia, in seguito ad una indagine sul grado di fiducia raccolto a livello mondiale dalle varie istituzioni (governi, autorità politica, mezzi di comunicazione, imprese, ONG). Dall’ultimo report è emerso che tradizionali figure dell’autorità sono in crisi, i cittadini riconoscono maggiore fiducia alle imprese (mondo del business) rispetto a governi e media, come entità responsabili e capaci di risolvere i problemi del mondo.
Organizzazione
Organizzazione = mettere insieme il lavoro di più persone, riunirsi per fare delle cose che da soli sarebbe difficile o impossibile fare. Le organizzazioni nascono come forma di superamento dei limiti dell'azione individuale, è ancora più vero oggi: molte attività sono diventate più complesse per tanti motivi (più regolate, per il progresso) e quindi pensare che un soggetto solo riesca a fare qualcosa è sempre più difficile.
L’organizzazione ha alla base l’idea di un insieme di parti, organi che lavorano assieme per ottenere determinati risultati, ma tipicamente questo insieme di parti e organi si dedicano ciascuno a attività e funzioni specifiche, parcellizzate. La specializzazione è uno dei grandi vettori evolutivi delle società umane. Per certi aspetti tutta l’evoluzione è mirata a una crescente specializzazione, visibile in tutti gli ambiti e in tutte le attività che vengono svolte all’interno dell’impresa ma anche nella vita dei singoli (qualsiasi cosa si è specializzata e divisa in ambiti diversi, anche il semplice ciclismo si è diviso in diverse discipline) … Adam Smith, spillo.
L’organizzazione e la specializzazione comporta una attività di coordinamento, per evitare che le singole parti viaggino slegate, cercando la massimizzazione del proprio output senza entrare in relazione con le altre parti dell’impresa.
Stabile = l’impresa deve avere un orizzonte temporale sufficientemente lungo. “L’impresa è un istituto economico destinato a perdurare nel tempo”, nasce avendo di fronte a sé un orizzonte nel tempo ampio. Le imprese possono fallire, cessare di esistere, anche dopo poco tempo (demografia di impresa, disciplina che analizza la vita delle imprese nel territorio).
Rischio
Notare è da considerare anche il fattore rischio, se l’impresa non ottiene i risultati attesi fallirà, l’attività di impresa è una attività intrinsecamente rischiosa, l’imprenditore investe impegno, tempo, capitale senza avere la certezza del successo.
Unione imprese centenarie italiane, The Henokiens imprese bicentenarie → tema del passaggio generazionale → persone = mgmt is getting things done through other people, le persone sono al centro della gestione dell’impresa, sono la fonte autentica della competitività.
Rapporto sia tra persone e macchine (processo di sostituzione del lavoro umano con il lavoro svolto dalle macchine, digitalizzazione) che tra persone e capitale. Temi complicati perché hanno a che fare con la questione del ruolo che la tecnologia ha nella vita delle imprese, nei suoi processi, ma anche nella vita di tutta la popolazione. C’è chi manifesta una certa preoccupazione rispetto a ciò che resterà di umano nel comportamento delle persone nel momento in cui i sistemi di intelligenza artificiale e basati su algoritmi si diffonderanno sempre più.
È cambiato l’ordine di priorità, una volta erano le persone in una posizione privilegiata e più centrale rispetto a macchine e capitale, mentre oggi si tende a tutelare maggiormente il capitale rispetto alle persone nelle varie vicende dell’imprese … es fenomeni quali la delocalizzazione produttiva, economia delle app (gig economy, es rider). Solo negli ultimi anni la tendenza si è tornata a investire in favore delle persone. Le persone sono fondamentali, idiosincratiche (specifiche, uniche, irripetibili) … sono ciò che distingue realmente un’impresa da un’altra e che la rende competitiva, tecnologie e tecniche produttive sono, entro certi limiti, ripetibili. Gestire un'impresa è gestire relazioni con e tra persone.
Problema da sempre presente nelle imprese, affrontato da diversi studiosi in vari modi: Taylorismo, Scuola delle relazioni umane, oggi alcuni approcci affrontano il benessere delle persone nel posto di lavoro (concorso Great place to work / intelligenza emotiva).
Intelligenza emotiva
Intelligenza emotiva, Daniel Goleman, sottolinea l’importanza di capire come la persona si trovi sotto il profilo emotivo e del suo stato d'animo nel momento in cui è sul luogo di lavoro e nello svolgimento della sua attività. Mira a considerare i lavoratori come persone nel senso stretto e di interagire non solo sul piano di lavoro, doveri, responsabilità, ma cercando una situazione di consonanza emotiva. Auto-organizzazione, a dare il più possibile alle persone che si trovano a operare nei contesti effettivi di lavoro le decisioni sul come organizzare la propria attività, si traduce in un appiattimento delle strutture organizzative, della gerarchia (flat organization). Più si lascia che siano le persone interessate a decidere della propria attività, meno sovrastrutture si creano, meglio è.
Frederic Laloux, Reinventing Organization 2014, Teal organization, prendendo esempio da alcune imprese che hanno dimostrato di funzionare bene in questa forma auto-organizzata, sviluppa un ragionamento nel quale sostiene questa necessità di reinventare le organizzazioni, ridurre i livelli gerarchici e il controllo del management sull’operato dei lavoratori.
Gehry Hamel, Future of management, evidenzia come siano state create grandi strutture che alla fine sono solo grandi strutture burocratiche, in cui la risorsa umana viene persa o usata in modi poco proficui (e non per tutti). Il mgmt potrà trovare nuovo slancio solo nel momento in cui si metteranno le persone al centro e si avrà la possibilità di dare spazio alle persone, arrivare alla cosiddetta Humanoracy, al centro l’uomo.
Impresa come comunità, Melé, porta una visione meno aziendale, meno legata all’efficienza e più al vedere l’impresa come un gruppo di persone unite anche da determinati valori, che danno origine e si muovono in una logica di comunità. Non è più semplicemente mettere le persone al centro, trovare il modo per far sì che esprimano al meglio il loro potenziale, ma una cosa che va oltre … impresa non solo come entità economica ma con una forte componente umana.
Non è una tendenza generale ma si colgono alcuni segnali di come si stia cercando, sia all’interno dell’impresa che all’esterno, di recuperare lo human touch, il tocco umano. Si sente l’esigenza di andare oltre il ruolo dell’impresa molto tecnico, anonimo, freddo, e recuperare una dimensione relazionale interpersonale interna all’impresa e tra impresa e interlocutori esterni che sia più caratterizzata da contenuti di tipo umano. L’evoluzione dell’economia in generale è andata (anche per la specializzazione) verso una visione di luogo in cui si possono fare scambi, ottenere ciò di cui si ha bisogno, senza avere necessariamente relazioni con le persone dall’altra parte, relazioni focalizzate solo sugli aspetti dello scambio. L’economia civile ha iniziato a dire che questa vita fatta di relazioni poco significative, in un mondo sempre più efficiente, forse è diventata un po’ troppo asettica, si sente la necessità di tornare a relazioni più autentiche.
CONAD, persone oltre le cose. Tic Tac, spot sulla gentilezza. Le persone sono la vera fonte del vantaggio competitivo dell’impresa.
Mezzi
Mezzi = insieme delle condizioni necessarie per svolgere l’attività di impresa, si possono anche definire capitale dell’impresa e distinguere tra capitale finanziario (risorse liquide, disponibili), capitale industriale (impianti, macchinari, attrezzature, linee produttive) e capitale immateriale (insieme di risorse intangibili presenti nell’impresa, fondamentali per la capacità competitiva … brevetti, marchi, elementi intangibili quali reputazione, spirito di squadra). Il capitale finanziario ha il massimo grado di fungibilità, il capitale industriale ha un grado intermedio di idiosincraticità/specificità, il capitale immateriale ha il grado massimo di idiosincraticità.
Processi di produzione
Processi di produzione = il processo di produzione è la ragione d’essere dell’impresa (il fine è realizzare un qualsiasi processo di trasformazione di input in output, creando valore aggiunto). Si possono svolgere processi di tipo fisico, chimico, commerciale … varietà innumerevole di tipologie, caratterizzati da un diverso grado di materialità, ma sono sempre processi produttivi/di trasformazione. Per questo l’impresa è anche detta azienda di produzione, diversa dalle aziende composte/miste (articolazione aziendale della amministrazione pubblica, produce e eroga servizi pubblici) e dalle aziende di erogazione (istituto famiglia considerato dal punto di vista della sua attività economica, è un’organizzazione che...
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