L'oggetto di studio e le funzioni economiche
L'oggetto di studio
©Castagna Sara 1I L quadro di riferimento L’oggetto di studio e le funzioni economiche (cenni), Lezione 1. L’oggetto di studio. L’ oggetto di studio di economia aziendale è l’Azienda Universale, ovvero la ricerca, l’individuazione e la condivisione dei caratteri universali dell’azienda, nonché la comprensione di tale fenomeno nella sua essenzialità, interezza ed unitarietà.
L’azienda si può intendere come:
- Un “luogo” fisico dove si realizzano processi di produzione di beni e/o di servizi;
- Un “gruppo” di persone che lavorano in modo continuativo;
- In base ad un modello organizzativo;
- Sviluppano conoscenze, impiegano capacità, svolgono determinate attività lavorative, utilizzano particolari strumenti.
L’economia aziendale, quindi, è una disciplina che studia i criteri che presiedono alla gestione (conduzione) di qualsiasi tipo di azienda. Essa:
- Indaga sui criteri da seguire per assumere decisioni razionali e responsabili;
- Organizzare le risorse destinate alle attività intraprese;
- Recepire e realizzare innovazioni di prodotto e di processo.
Utilizza informazioni quantitativo-monetarie acquisite ed elaborate da strumenti contabili (Metodologia Contabile/Contabilità e Bilancio/Ragioneria).
- Comunità di individui tesa al soddisfacimento dei bisogni umani;
- Ha quale suo fine ultimo la soddisfazione mediata ed immediata dei bisogni umani;
- Assolve una funzione economica;
- Organismo strutturato in più organi;
- Depositaria di autonomo potere decisionale;
- Soggetto riconosciuto dall’ordinamento giuridico;
- Possiede un patrimonio destinato all’esercizio della funzione economica assunta;
- Polo di partenza e di arrivo di flussi (comunicazione) generati da rapporti di gestione esterna.
Le funzioni economiche (cenni)
L’uomo è essere vivente perché continuamente avverte bisogni che tenta di soddisfare nella misura più elevata possibile. ©Castagna Sara 2. Si considerano bisogni tutte le manifestazioni fisiche o psicologiche di uno stato di disagio, di sofferenza, di tristezza, di insoddisfazione.
- Rilevano la mancanza di qualcosa ritenuto indispensabile od opportuno e di cui si avverte l’esigenza.
- Si correlano, si riferiscono ed attengono ad oggetti o cose, materiali od immateriali (servizi).
Gli studiosi di psicologia individuano che all’uomo si presentano:
- Problemi (richiedono “soluzioni” e non sono preannunciati da eventi periodici o ricorrenti);
- Bisogni (richiedono interventi risolutivi, ma non definitivi; sono tenuti a ripresentarsi);
- Mancanze (non se ne avverte l’essenzialità);
- Desideri (non sono determinati dalla presenza di problemi o di bisogni).
L’insufficiente disponibilità dei mezzi atti all’appagamento dei bisogni comporta la necessità di effettuare delle scelte tra differenti combinazioni di due o più beni, ovvero alla scelta del momento dal quale conviene rinunciare all’uso di un determinato bene/servizio per poter soddisfare il bisogno di un’altra cosa, in modo da ottenere la massima soddisfazione possibile.
Alcuni bisogni risultano più forti e pressanti di altri ed è per questo che occorre realizzare la “scala dei bisogni” (dipende dal momento – lo scorrere del tempo modifica gli orizzonti culturali delle persone – in cui si definisce e dall’area territoriale – che influisce sulle manifestazioni di certi bisogni piuttosto che di altri – in cui vivono le persone oggetto di indagine).
La scala dei bisogni individuali
- Sviluppo del proprio potenziale umano e professionale (motivazionali);
- Stima di sé e rispetto degli altri (bisogni individuali);
- Buone relazioni e integrazione con il gruppo/i gruppi di appartenenza;
- Condizioni non minaccianti; continuità di reddito (igienici);
- Elementare sopravvivenza: cibo, vestiario, casa.
Utilità e valore
Capacità del bene di soddisfare i bisogni. “Contenuto”, “essenza” del bene; materiale (non necessariamente fisico) di cui è composto, con l’utilizzo del quale si calmano i bisogni. Un bene è ciò che serve a soddisfare un bisogno. Possono essere:
- Materiali (maggiore grado di controllabilità) e immateriali (minore grado di controllabilità);
- Economici (esiste un prezzo di mercato nella sua acquisizione) e non economici (liberamente disponibile: aria, acqua, sabbia e similari);
- A fecondità semplice – beni di attivazione, a veloce rigiro, annuali – (esauriscono il loro valore in un unico atto di utilizzo o comunque tipicamente entro il periodo amministrativo) e fecondità ripetuta – beni strutturali, a lento rigiro, pluriennali – (cedono la propria utilità in più atti di utilizzo, o comunque tipicamente in più periodi amministrativi; originano “flussi” di servizi che rimangono attivi per un arco di tempo pluriennale);
- Intermedi/strumentali (rientrano tra i beni a lento rigiro e costituiscono il “patrimonio” o “capitale tecnico”; devono essere sostituiti al loro esaurimento).
* Rigiro tempo di sostituzione di quel bene. →
* L’utilizzo dei servizi deve essere immediato, altrimenti il valore disponibile si volatilizza e viene definitivamente perso (non sono cumulabili – non possono diventare “ricchezza” usufruibile nel tempo a meno che non si vanti un “diritto” a godere di un determinato servizio).
* La diminuzione o l’aumento dell’intensità del flusso di beni e di servizi necessario al soddisfacimento dei bisogni, influenza il grado della soddisfazione raggiunta da ogni individuo e, in fondo, la qualità della vita che viviamo. Tutti i beni sono “scarsi” e per questo vengono detti anche “economici”. Essendo disponibili in quantità limitata, per assicurarsene il godimento, i componenti delle comunità sociali sono disposti a pagare un prezzo.
In un’economia di mercato, infatti, si suppone che acquirenti e venditori possano confrontare le loro esigenze e manifestare domande ed offerte del bene considerato fino ad individuare un prezzo e proseguire allo scambio. ©Castagna Sara 4
Le funzioni aziendali
- Produzione: processo di trasformazione degli inputs in outputs che conduce all’aumento del valore intrinseco dei beni e, quindi, della loro capacità a soddisfare i bisogni umani (imprese);
- Consumo: utilizzo di beni o servizi ai fini del soddisfacimento dei bisogni umani;
- Consumo intermedio: quando il valore incorporato nei beni fabbricati o nei servizi apprestati viene assemblato in comunità a valle da cui sorge “nuovo” valore incorporato in beni o servizi destinabili al soddisfacimento dei bisogni.
- Risparmio: parte non consumata del reddito (risorse) disponibile;
- Investimento: destinazione del risparmio all’ottenimento di beni intermedi (di produzione);
- Innovazione: mettere in opera una concezione nuova nei processi di produzione;
- Innovazioni di prodotto: ampliano il mix dei beni fabbricati o dei servizi resi per soddisfare nuovi bisogni;
- Innovazioni di processo: Tecniche o tecnologiche (nuove tecnologie nei processi di lavorazione); Gestionali (riguardano gli strumenti di decisione e di controllo degli effetti delle decisioni assunte); Organizzative (modelli di combinazione di funzione di nuova sperimentazione).
* La funzione primaria sarà la funzione caratteristica. Di produzione imprese → Di consumo aziende di erogazione → Miste aziende di erogazione composta.
L'azienda come...
©Castagna Sara 5, Lezione 2. L’azienda come organismo, sistema, unità economico, cellula insieme di contratti, attori insieme, comunità di individui. L’esistenza di un’azienda è irripetibile: ogni azienda è un’opera d’arte, ma si inserisce in un contesto storico, socio-politico, economico ed ambientale che è sempre differente (unicità nella molteplicità).
L’azienda è “attore” che agisce su di uno scenario socio-economico, svolgendo una sua precisa funzione, quella cioè di creare valore, sintetizzandolo in beni e in servizi, per il soddisfacimento dei bisogni umani ed il miglioramento della qualità della vita dei componenti della comunità sociale.
Le aziende “vivono della vita” di quelle con le quali hanno rapporti di comunicazione: la cattiva salute o la morte di un’azienda crea un “effetto domino” di trascinamento sull’insieme delle aziende che hanno con essa rapporti di comunicazione economico-finanziaria e numerose altre aziende, come le famiglie dei componenti la comunità aziendale.
* Ogni unità economica appare come un “insieme coordinato di…” lasciando la specificazione dell’oggetto del coordinamento alla sensibilità dell’osservatore. Seguendo tale modo di pensare si pongono in concreto tre direttrici di ricerca con la denominazione di teoria: Contrattualistica; Sistemica; Organicistica.
Teoria contrattualistica
©Castagna Sara 6. Inizio del secolo XX, Facoltà di diritto francesi. L’ azienda è un “insieme di contratti (rapporti giuridici)” messi in essere per realizzare una determinata attività economica e raggiungere il fine prefissato. In tale ottica di analisi, l’attività aziendale esercitata deve essere lecita.
Ogni fatto inerente comportamenti aziendali ha rilevanza anche giuridica, generando diritti e/o obbligazioni, ed è per questo che tali comportamenti devono uniformarsi all’ordinamento giuridico vigente: tutte le operazioni di gestione esterna (acquisto di fattori produttivi e vendita di prodotti) ed interna (utilizzo risorse e assemblaggio del valore incorporato nei fattori produttivi) hanno il loro riferimento in disposizioni legislative. Molto più importante della norma di legge appare la definizione, la diffusione e la condivisione fra gli attori economici di codici morali di comportamento.
La norma disciplina e configura situazioni ed eventi che si sono ripetutamente verificati e che l’esperienza richiede di uniformare e di definire nelle ricadute giuridiche. Ma quale norma anticipa gli eventi o ne prevede le modalità di manifestazione? In conclusione, tale teoria è considerata parziale, nel senso che coglie un solo aspetto del complesso fenomeno aziendale: i rapporti interaziendali, oltre che effetti giuridici, producono anche effetti economici, finanziari, tecnici, sociali e politici. Fabio Besta; Giuseppe Cerboni.
Poiché la teoria contrattualistica non sembrava rappresentare più, negli studi economico-aziendali, un prioritario riferimento di studio, è stata proposta l’interpretazione “agenziale” dell’azienda e del suo modo di operare. Tale posizione vuole presentare l’unità aziendale (in particolare quelle in forma societaria), come estrinsecazione specifica di un rapporto che si configura nella fattispecie del contratto del “mandato” (i manager compiono atti giuridici per conto degli azionisti) o di “agenzia” (i manager assumono l’incarico di promuovere, per conto degli azionisti e ricevendone una retribuzione commisurata, la conclusione di contratti in una determinata area territoriale).
Teoria sistemica
©Castagna Sara 7. Metà del secolo XX. L’azienda viene definita come “insieme coordinato di risorse umane e materiali”. Il passaggio dalla teoria contrattualistica a quella sistemica è dipeso dalla diffusione e dal prevalere di una cultura tecnico-scientifica rispetto a quella tradizionale giuridico-umanistica.
Consente di esprimere in sintesi concetti variegati, molteplici interpretazioni di grandezze e correlazioni e legami fra grandezze quantitative e monetarie posizionandole in unico sistema di cui è possibile individuare ed apprezzare le parti, le dipendenze funzionali fra di esse e l’unitarietà dell’insieme. Si è attuato un processo di scambio di informazioni e di conoscenze tra i gestori che ricercano i modi di acquisizione dei fattori produttivi (es.) e gli ingegneri che predispongono le tecnologie dei processi di creazione del valore, le direttrici dei flussi informativi e le meccaniche dell’attività di controllo.
Tale teoria ha contribuito all’implementazione dello studio della “ricerca operativa” e dell’area dei “modelli dinamici”. Visione dell’azienda come sistema “chiuso”, definito e stabile in determinate circostanze di tempo e di luogo che non ammette cambiamenti strutturali ed operativi che non siano espressivamente previsti. Visione eccessivamente meccanicistica che riconduce l’azienda ad un modello matematico, le cui grandezze possono essere dimensionate in modo da raggiungere il risultato atteso nella misura più elevata possibile. In conclusione, tale teoria riduce l’uomo ad elemento di unitario complesso meccanico e renderebbe ad esempio possibile clonare aziende perfettamente uguali per operare in ambienti diversi.
Teoria organicistica
©Castagna Sara 8. Anni ’70, Lezione 3. L’azienda è un organismo socio-economico (crea valore) e politico vivente, costituito da più organi. Ogni azienda è organismo originale, unico ed irrepetibile; gli organi di cui è composta, costituiti in sistema unitario, assolvono a specifiche funzioni tra loro coordinate, in modo da permettere l’equilibrata crescita dimensionale ed un armonioso inserimento nell’ambiente.
Pone il focus sull’uomo quale attore e destinatario dei processi economici e componente privilegiato dell’unità aziendale. I presupposti di tale teoria sono sette. L’azienda:
- Esercita in continuo l’attività per la quale è stata generata, attraversando fasi di sviluppo tipiche di un qualunque organismo vivente;
- Reagisce dinamicamente ai cambiamenti dell’ambiente, attivando processi di omeostasi economico-finanziaria;
- Adotta un sistema di valori cui adegua i propri comportamenti: ha un’anima, una sua coscienza, una sua individualità, una sua cultura;
- Possiede capacità di comunicazione;
- Memorizza gli eventi;
- È in grado di fare previsioni;
- Manifesta dei bisogni.
Primo presupposto
©Castagna Sara 9. L’azienda esercita in continuo l’attività per la quale è stata generata, attraversando fasi di sviluppo tipiche di un qualunque organismo vivente (cit. Alberto Ceccherelli).
Ciclo di vita di un'azienda
- Gestazione;
- Avvio/decollo;
- Crescita e sviluppo;
- Maturità/stallo;
- Crisi;
- Declino;
- Dissolvenza.
©Castagna Sara 10. Periodo/arco di tempo caratterizzato da eventi similari/atti. → Istanti in cui c’è un evento caratterizzante la vita dell’impresa/azienda. →
Concepimento
A. (non sempre conduce alla creazione di nuove aziende). Motivazioni economico-finanziarie; Ragioni motivazionali/personali; Motivazioni giuridico-normative; Motivazioni ambientali.
- Business plan (“progetto”, “piano strategico aziendale”, “piano industriale”, “studio di fattibilità”), che ha lo scopo di verificare la fattibilità dell’idea e la validità economica, tecnica e finanziaria e di prevedere eventi e situazioni almeno fino al raggiungimento di una condizione di equilibrio economico.
- Individuazione della forma giuridica, dei partner, della dimensione e della capacità produttiva e valutazione dell’impatto ambientale.
- Autorizzazioni e concessioni che caratterizzano il processo burocratico e amministrativo e che sono necessarie per il “riconoscimento giuridico” dell’azienda e individuarla come “persona giuridica” (iscrizione in appositi pubblici registri).
L’azienda assume rilevanza economico-patrimoniale, sociale e politica, in quanto diventa un fatto istituzionale e comunitario.
Nascita
B. Riconoscimento giuridico forma giuridica. → 2) (decollo/ “start up” – circa 18 mesi): Registrate e messe a regime le direttrici operative previste nel piano industriale.
Crescita e sviluppo
Andamento legato ad un parametro in aumento, misurato in termini quantitativi ed esaltando, quindi, la natura sistemica (natura fisico-economica):
- È apprezzabile solo in termini quantitativi;
- Riguarda specifiche e singole grandezze gestionali o patrimoniali;
- Si riferisce a singoli portatori di interessi.
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