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CAPITOLO 3: GIOVANI IN UNA SOCIETÀ COMPLESSA

La fase giovanile parte grosso modo dai 18 anni, è collocabile nel decennio 20-30, può

proseguire per molti individui anche fino ai 34-35 anni.

Il fenomeno del giovane adulto riguarda in prevalenza le culture occidentali, i ceti medio-alti e

il genere maschile.

1. I giovani e i luoghi dell’adultità: interpretazioni a confronto

Arnett individua cinque aspetti, sia positivi che negativi, dell’emerging adulthood:

1) periodo di numerose esplorazioni identitarie;

2) periodo di instabilità;

3) periodo di focalizzazione sul Sé;

4) periodo del sentirsi in bilico;

5) periodo delle possibilità.

Uno dei tratti considerati tipici degli adulti consiste nella capacità di costruire legami di coppia

duraturi, caratterizzati da cura e responsabilità reciproche. Charmet vede proprio nella

capacità di costruire una coppia la linea di demarcazione fra l’adolescente e il giovane adulto.

Erikson indica nella capacità di amare uno specifico compito esistenziale, che emerge dal

conflitto vitale fra intimità e isolamento.

Regalia e Iafrate sottolineano le difficoltà di costruire legami di coppia stabili nell’epoca

contemporanea, e indicano almeno tre aspetti che fragilizzano le unioni:

la tendenza alla sperimentazione;

Ø la convinzione che la coppia si basi prima di tutto sulla passione e sul forte

Ø coinvolgimento emozionale;

la perdita dei legami sociali.

Ø

Scabini vede nelle attuali generazioni di giovani adulti la crisi della generatività. Da un lato, la

mancanza di generatività può essere riferita al consistente fenomeno della decrescita delle

nascite. Ciò riguarda soprattutto le donne, che non vivono più la maternità come un destino

sociale. Tuttavia, il concetto di generatività va ben oltre quello di procreazione: Erikson indica

nella generatività una componente fondamentale dell'identità adulta, in quanto supera la

posizione narcisistica infantile e comprende la responsabilità e la cura, la preoccupazione per

l'altro da sé.

Hurrelmann e Quenzel sostengono che per essere adulti a tutti gli effetti bisogna ricoprire i

seguenti ruoli sociali:

r. di stipendiato nel mondo del lavoro;

§ r. di partner e di genitore;

§ r. di consumatore nel mondo del tempo libero;

§ r. di cittadino politico.

§

Lancini ritiene che il ruolo sociale costituisca una dimensione centrale del nuovo assetto

identitario dei giovani, e identifica due sottofasi nel cambiamento di ruolo sociale: l’entrata

all’università e l’ingresso nel mondo del lavoro.

Kaneklin e Gozzoli riflettono sullo snodo fra identità e mondo lavorativo, caratterizzato dai

due termini di flessibilità e globalizzazione. Il concetto di flessibilità può avere la sua

connotazione positiva nell'idea di creatività, apertura a realtà inedite, ma può anche significare

senso di incertezza e precarietà, impossibilità di fidelizzarsi ad un'organizzazione, di

riconoscersi in un ruolo, maturando esperienze specifiche. Il concetto di globalizzazione

rimanda, in senso positivo, ad un mondo che si connette, che permette il contatto con altri

lontani con cui costruire progetti, ma può voler dire delocalizzazione, perdita di punti di

riferimento, sperdimento, solitudine.

NEET = not engaged in education, employment or training giovani al di sotto dei 30 anni che

à

non studiano e non lavorano. In Italia, i NEET sono il 27%, e le femmine sono più numerose

dei maschi. Il rischio di questa situazione è il ripiegamento su di sé, l’autoisolamento, il ritiro

dal legame con l’altro. 9

Una delle condizioni più a rischio nel periodo giovanile è quella di stallo, di blocco, che si

concretizza in immobilismo di fronte alle difficoltà, e che rimanda inevitabilmente a vissuti

d’incertezza, insicurezza, confusione.

FRAGILITÀ NARCISISTICA = grande fragilità rispetto alle esperienze sociali che può assumere

varie forme, da un eccesso di permalosità di fronte alle critiche a sostanziali difficoltà ad avviare

relazioni sociali improntate a fiducia e apertura all’altro.

2. Essere giovani oggi tra percorsi rischiosi e virtuosi

Il lavoro

Gli svantaggi dei giovani in ambito lavorativo sono di vario genere: la disoccupazione giovanile

è più elevata di quella degli adulti; vi è una forte differenza di genere nell’accesso alle

opportunità occupazionali, con svantaggio netto per le giovani donne; vi sono consistenti

differenze territoriali nella situazione occupazionale giovanile.

Molti giovani accettano lavori dequalificati rispetto alla propria formazione, fatto che

contribuisce a creare sentimenti di frustrazione, delusione, ansia per il futuro, ma anche timore

di perdita delle competenze.

Nel sottogruppo dei NEET che dichiarano di non cercare lavoro vi sono:

gli «scoraggiati attivabili» coloro che pur non cercando lavoro, sarebbero disposti a

Ø à

lavorare anche da subito;

gli «indisponibili» coloro che, per problemi familiari, non sono disposti a valutare

Ø à

possibili opportunità;

gli «attivabili relativi» coloro che accetterebbero il lavoro solo a determinate

Ø à

condizioni.

Una prima considerazione su quanto si possa fare per i giovani è di ordine politico. Le attuali

politiche nei confronti della disoccupazione giovanile non sembrano far fronte in modo efficace

al problema, anzi, la piattaforma politica europea nei confronti delle giovani generazioni è

affetta da un “crudele ottimismo”.

Fiducia negli altri, prosocialità, partecipazione civica e senso del tempo

La fiducia sociale diminuisce col crescere dell'età, forse come indicatore dell'aumento di

consapevolezza di quanto in questo paese l'apparato istituzionale sia poco efficace e poco dalla

parte dei cittadini.

A fronte della perdita di fiducia istituzionale, permane nei giovani italiani la fiducia

nell'entourage prossimo: gli amici, il partner, i genitori.

COMPORTAMENTO PROSOCIALE = azioni di aiuto materiale e immateriale agli altri, in

condivisione e cura dell'altro. La prosocialità appare connessa ai valori di benevolenza e

universalismo. La prosocialità necessita anche di convinzioni di autoefficacia, cioè della

persuasione di poter raggiungere certi obiettivi e di poter incidere sugli eventi. Inoltre, il

comportamento prosociale è considerato come un antecedente dell'impegno civico e della

partecipazione a favore della comunità.

Zani sottolinea il fatto che ci sia ancora una certa confusione concettuale a proposito della

partecipazione politica e del suo declino.

Ekman e Amnå individuano una zona intermedia fra non-partecipazione e partecipazione

politica. Questa zona, detta della partecipazione civica o politica latente, riguarda diverse

attività di impegno sociale che, però, non sono legate direttamente agli aspetti istituzionali della

politica .

(es: riciclare, fare beneficenza…)

Il volontariato contribuisce alla costruzione di un'identità adulta e favorisce l'assunzione di

atteggiamenti attivi nei confronti della realtà. Chi lavora nel volontariato mostra tratti positivi,

quali estroversione, fiducia negli altri, maggiore autoefficacia, minore propensione al narcisismo

e ottiene approvazione sociale.

Fra i rischi psicosociali del giovane adulto odierno vi è la perdita di ruolo sociale legata

principalmente alla disoccupazione, la sensazione di stallo, il ripiegamento su di sé che

comporta fragilità narcisistica e, non di rado, un vero e proprio isolamento sociale con la sola

compagnia dei mezzi tecnologici, come è il caso estremo dell’hikikomori giapponese.

10

Hendry e Kloep sostengono l’importanza costruttiva e promotiva delle attività del tempo

libero, affinché esso venga sfruttato con una certa capacità di scelta e impegno, al fine di

strutturare il senso della giornata e di costruire skills, abilità, competenze.

Zimbardo e Boyd sostengono che la prospettiva temporale costituisce un processo fondativo

tanto nel funzionamento individuale quanto in quello societale. Affermano che nel presente vi

sono due dimensioni: il fatalismo e l’edonismo. Il presente fatalista è un orientamento

caratterizzato dalla convinzione di essere in balia del caso e che gli sforzi per raggiungere gli

obiettivi siano inutili. Il presente edonista è invece caratterizzato dalla ricerca di novità, dal

desiderio di provare sensazioni forti, dalla voglia di divertirsi e di cogliere l'attimo.

3. Quali possibilità per uno sviluppo positivo dei giovani?

Uno dei maggiori rischi che riguardano le giovani generazioni è quello di sentirsi alla mercè del

destino.

Bandura ritiene che lo sviluppo debba essere considerato in un'ottica che privilegia l'iniziativa,

l'azione e l'intenzionalità dell'individuo.

Fra i meccanismi dell’agenticità umana, uno dei più importanti sono le convinzioni di

AUTOEFFICACIA = capacità personale di produrre determinati risultati mediante le proprie

azioni. L'autoefficacia si costruisce nel tempo sia attraverso l'esempio di altri, sia attraverso le

esperienze di padronanza in questo o quell'ambito. L'autoefficacia è un meccanismo che va da

al sociale.

AGENTICITÀ COLLETTIVA = consiste nel riunire le conoscenze, le risorse per collaborare e

aiutarsi a vicenda nel perseguimento di scopi comuni.

SINDROME DELL’ALIENAZIONE = risulta da una combinazione di vari elementi: da un lato una

serie di problemi di natura interpersonale e sociale quali sfiducia, ostilità, diffidenza e senso di

estraneità nei confronti degli altri; dall'altro aspetti di tipo più personale, come il pessimismo,

l'autobiasimarsi, il sospetto, l'esitazione a prendere impegni. La componente principale della

sindrome dell'alienazione è la sfiducia sociale. 11

CAPITOLO 4: PERCORSI SCOLASTICI E CRESCITA DELL’INDIVIDUO

Un'esperienza scolastica positiva è in grado di arrestare la catena di reazioni negative che può

dar luogo a carriere devianti in ragazze istituzionalizzate a seguito di gravi difficoltà familiari.

Gli effetti benefici della scuola non sono tanto dovuti al successo scolastico nelle discipline più

importanti, ma a un insieme di esperienze positive che possono riguardare ambiti forse meno

centrali, ma più coinvolgenti per l'individuo.

1. Esperienza scolastica e traiettorie individuali

Dinamiche sociorelazionali in classe

Un buon

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.botter di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disagio e risorse nello sviluppo psicologico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Raccanello Daniela.
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