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Il diritto tributario

Il sistema giuridico italiano si divide in due rami: nel diritto pubblico e nel diritto

privato.

Il diritto pubblico regola il rapporto tra i soggetti privati e l’autorità pubblica (stato,

ente locale). Nell’ambito del diritto pubblico troviamo lo studio della legge

costituzionale, diritto amministrativo, diritto urbanistico, e tra questi vi è anche il

diritto tributario. Il diritto tributario nasce attorno agli anni 20.

Il diritto privato che regolamenta il rapporto tra i soggetti privati. Nell’ambito del

diritto privato abbiamo il diritto commerciale., diritto civile, dei contratti.

Il diritto tributario disciplina i tributi; disciplina i rapporti tra amministrazione

finanziaria e i soggetti privati (contribuenti, cioè coloro che sono chiamati a contribuire

alle spese dello Stato in base alla loro capacità contributiva. Soggetto passivo

contribuente)

Il diritto tributario si divide in 2 filoni:

1. Disciplina sostanziale: il complesso di norme che disciplinano il presupposto

sostanza

di un tributo. Si occupa della della contribuzione, della

regolamentazione dei tributi: Irpef, Ires, iva, imposta di registro, imposta

catastale…

2. Disciplina procedimentale e processuale: disciplina l’attuazione del tributo,

gli obblighi posti a carico del contribuente e l’attività dell’Amministrazione

Finanziaria. Si occupa delle norme che regolano l’attuazione dei tributi, quali

sono gli obblighi che gravano sul contribuente, controllo dell’attività svolta dal

contribuente (se ha versato l’importo esatto…).

Disciplina dei tributi

Disciplina tributaria insieme di atti normativi che regolano i tributi (l’irpef o l’ires

o l’iva).

La definizione di tributo è individuata in via interpretativa dalle norme costituzionali

(in particolare attraverso l’analisi dell’articolo 23, 53, 2 e 3 della Costituzione).

TRIBUTO = Il tributo è una prestazione patrimoniale imposta coattivamente dallo

stato per legge, o atto equiparato dalla legge e il suo pagamento è destinato a

recepire risorse affinché lo stato provveda alla copertura delle spese pubbliche (Es.

servizio sanitario, difesa, trasporti). Il tributo comporta il sorgere di un’obbligazione, o

altra forma di decurtazione patrimoniale.

Il tributo è un’entrata COATTIVA, autoritaria. È caratterizzato da coattività, ossia è

imposto con atto dall’autorità.

Secondo l’articolo 2 e 3 è un sistema di riparto delle spese pubbliche.

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia

Articolo 2 

come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede

l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale ”. 1

Il tributo è uno strumento di riparto delle spese pubbliche ma è anche un dovere

inderogabile di solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno, economica e sociale.

I diritti inviolabili dell’uomo, (es. diritto alla salute, il diritto all’istruzione), sono

riconosciuti alla persona in qualità di soggetto sia singolo che appartenete ad una

collettività. Inoltre, sancisce il principio di obbligatorietà di adempiere a doveri in

modo solidare sia a livello politico (es. partecipare alla vita politica del Paese) che

economico (es. pagare tasse) e sociale (es. aiutare coloro in difficoltà)

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla

Articolo 3 

legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,

di condizioni personali e sociali”.

Tale articolo sancisce il principio di eguaglianza formale in base al quale tutti i

cittadini sono uguali davanti alla legge. Lo Stato non deve quindi effettuare

discriminazioni tra i cittadini. tassazione uguale di situazioni uguali sotto il profilo della

capacità contributiva, trattamenti diseguali dove la capacità contributiva è diversa.

Spetta al legislatore stabilire se le due situazioni sono uguali o diverse tra loro. Sono

quindi incostituzionali le norme che non prevedono parità di trattamento tra fatti che

esprimono pari capacità contributiva.

Elementi essenziali del tributo:

Soggetto attivo = chi chiede il tributo (Es: stato, regione, enti locali)

 Soggetto passivo = soggetto che è tenuto al pagamento del tributo

 (contribuente), la legge lo deve identificare.

 Presupposto del tributo = fatto valutabile economicamente che determina,

quando si verifica, il sorgere dell’obbligazione tributaria. I tributi variano in ragione

del presupposto.

Es: il presupposto richiesto per il pagamento dell’IRPEF è il possesso di un reddito.

 Criterio di determinazione della base imponibile = ricchezza sulla quale si

devono calcolare le aliquote.

 Aliquota = tasso che deve essere applicato alla base imponibile ai fini del calcolo

dei tributi.

Tipologie di tributi:

La differenza tra le varie tipologie di tributi è data dall’atteggiarsi del presupposto, che

è la caratteristica essenziale. I tributi si distinguono tra :

Imposta = tributo per eccellenza, viene utilizzato dal legislatore per riscuotere

 somme di denaro finalizzate alla copertura delle spese pubbliche, a finanziare le

spese “indivisibili”. Tributo che è posto in essere dal contribuente stesso. Il

presupposto dell’imposta è un fatto economico posto in essere dal soggetto

passivo, dal contribuente. Le imposte sono dovute a titolo di solidarietà (art.2).

Esempio: acquisto un immobile, pago l’imposta ipotecaria catastale, il

presupposto è realizzato dal soggetto che è tenuto dal pagamento. 2

 Tassa = è una prestazione patrimoniale imposta in ragione di una richiesta del

singolo per ottenere un servizio. La tassa serve a finanziare le spese “divisibili”.

Ha una natura connotativa, la paghiamo per ottenere un servizio. Il presupposto

della tassa è la richiesta di un servizio individuale all’ente pubblico. (Isee =

situazione patrimoniale della famiglia). Esempio: tari per i

Nella tassa il presupposto è realizzato dall’ente pubblico.

rifiuti

Contributi (previdenziali e assistenziali) = nel diritto tributario è

 denominato contributo il tributo che ha come presupposto l’arricchimento che

determinate categorie di soggetti ritraggono dall’esecuzione di un’opera

pubblica destinata alla collettività in modo indistinto.

I contributi previdenziali e assistenziali consistono in un “premio assicurativo”

che si paga per assicurare il lavoratore per un determinato evento come la

malattia, la maternità, la disoccupazione o la pensione. Le aliquote contributive

interessano i lavoratori e il datore di lavoro.

Oneri di miglioreria = trasformare un sottotetto, oneri di urbanizzazione.

 Prestazioni patrimoniali imposte … a favore della collettività. Presupposto è la

richiesta di una attività di cui può beneficiare una collettività di persone

(urbanizzazione di un territorio).

Monopolio = Il monopolio di Stato o monopolio pubblico o monopolio fiscale è

 un tipo di mercato in cui il solo produttore (o fornitore) di un determinato bene o

servizio è lo Stato. Esso impedisce tramite leggi l'entrata nel mercato da parte

di soggetti privati. (esempio tabacchi).

Differenza tra corrispettivo e tributo il corrispettivo ha una radice negoziale,

mentre il tributo ha una radice legislativa che impone il pagamento.

Le nozioni teoriche di reddito tassabile sono tre: reddito come prodotto, reddito

come entrata e reddito come consumo.

Reddito - entrata = considera reddito qualsiasi entrata, quale sia la fonte

(comprende patrimonio e attività del soggetto).

Reddito – consumo = viene tassata solo la ricchezza consumata.

L’imposta e le sue caratteristiche

L’imposta può essere:

Patrimoniale = colpisce il patrimonio, l’attività finanziaria. Il patrimonio è uno

 stock, indica ciò che si ha, è una realtà statica.

Esempio: IMU per gli immobili che sono situati sul territorio italiano .

Reddituale = colpisce il reddito, ovvero il flusso di ricchezza che deriva

 dall’esercizio di un’attività economica. Il reddito è un fenomeno dinamico, è un

flusso.

Nel nostro sistema italiano abbiamo prevalentemente imposte che colpiscono il

reddito .

Diretta = colpisce direttamente il patrimonio o il reddito al momento della sua

 produzione. Colpiscono una manifestazione diretta di capacità contributiva. 3

Esempio: imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e imposta sul reddito

delle società (IRES)

Indiretta = colpisce indirettamente la ricchezza nel momento del suo consumo.

 Colpiscono una manifestazione indiretta di capacità contributiva.

Esempio: iva, accise sulla benzina.

Ordinaria / Periodica = imposta che viene chiesta al contribuente regolarmente,

 imposta che è dovuta con riferimento a un periodo. Il periodo è l’arco temporale di

riferimento per la quantificazione della base imponibile (reddito) che deve essere

colpito da tassazione.

Questo dato lo troviamo attraverso l’analisi dell’ Articolo 7 Testo

“L'imposta è dovuta per anni solari, a

unico delle imposte sui redditi (TUIR) 

ciascuno dei quali corrisponde un'obbligazione tributaria autonoma”.

L’irpef è un’imposta periodica, dovuta ad ogni periodo d’imposta. Deve essere

quantificata con riferimento a ciò che il contribuente riceve dal 1 gennaio al 31

dicembre.

Si verifica nell’arco temporale indicato nella normativa. Si fa riferimento al

termine di approvazione del bilancio.

Straordinaria / una tantum = Imposte che vengono imposte dallo stato quando

 si verificano eventi straordinari, e che vengono applicate una tantum.

Esempio: terremoto marche è stata introdotta una addizionale a tutta la nazione .

Esempio: Negli anni 70 c’è stata una crisi petrolifera, negli anni 80 una crisi

energetica (fine settimana non si poteva andare in giro in macchina), la situazione

era talmente critica che ci fu una comunicazione nella quale il governo ha varato

un decreto dove le banche hanno prelevato da ogni conto corrente 6x1000.

Imposte di scopo = imposte il cui gettito è destinato a finanziare in modo

 parziale opere pubbliche, eventi ad alto interesse turistico, mobilità urbana, asili,

etc. È stata introdotta dal governo Prodi con la legge n. 296 del 2006.

Possono essere istituite a livello regionale e applicate a livello locale, comunale e

provinciale tramite atti.

Esempio: tassa di soggiorno, che va al comune per la copertura delle varie spese .

Proporzionale = l'aliquota di applicazione è costante e non muta con il variare

 flat tax

della base imponibile (es. IVA,) . La (tassa piatta) è un tributo sul reddito

delle persone fisiche con aliquota fissa. “Tutti sono tenuti a concorrere

Progressiva = Articolo 53 della costituzione

 

alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario

è informato a criteri di progressività”. L’imposta progressiva aumenta più che

proporzionalmente con l’aumento della base imponibile.

Il sistema tributario deve garantire la progressività del sistema. La progressività

impone che tanto più elevata è tua capacità economica tanto più elevata sarà il tuo

contributo alle spese dello stato (l’aliquota aumenta all’aumentare del reddito).

Imposte regressive = l’aliquota diminuisce con l’aumentare della base imponibile.

Esempio imposta progressiva : IRPEF

Possiamo distinguere due tipologie di progressività: 4

Progressività per classi = io individuo la classe dove sono e applico l’aliquota

corrispondente. L'aliquota aumenta in modo discontinuo all'aumentare della base

imponibile. Quest'ultima è divisa in classi. Ad ogni classe si applica una determinata

aliquota: passando da una classe a quella successiva si applica un'aliquota maggiore.

Progressività per scaglioni = prevede che l’imponibile venga suddiviso in scaglioni,

ad ogni scaglione di reddito corrisponde un’aliquota via via crescente. L’imposta

complessiva è data dalla somma degli importi corrispondenti ai diversi scaglioni.

Oggi abbiamo 4 scaglioni di reddito:

1) Da 0 € a 15.000€ prevede un’aliquota del 23%

2) Da 15.001€ a 28.000€ prevede un’aliquota del 25%

3) Da 28.001€ a 50.000€ prevede un’aliquota del 35%

4) Oltre i 50.000€ vi è un’aliquota del 43%

IL PRINCIPIO DI RISERVA DI LEGGE

Articolo 23 Costituzione Nessuna prestazione personale o patrimoniale può

 “

essere imposta se non in base alla legge ”

Con tale articolo viene riprodotto e ampliato un principio classico delle democrazie

“No taxation without rapresentation”,

liberali: risalente alla Magna Charta Libertatum

"nessuna tassazione senza rappresentanza",

(1215) è uno slogan politico utilizzato

durante la rivoluzione americana secondo il quale il governo non può tassare una

popolazione a meno che quella popolazione non fosse rappresentata politicamente.

Ma la riserva di legge, oltre che garanzia per i singoli, è soprattutto espressione della

democrazia rappresentativa.

Questa norma ci dice che i tributi possono essere imposti solo in base alla legge (dove

per base si intendono gli elementi essenziali del tributo (la base normativa, la base del

tributo)), o da atti normativi aventi forza di legge, ovvero i decreti legislativi e i

decreti-legge. La funzione legislativa spetta al Parlamento, ma il Governo può

emanare decreti con forza di legge.

I decreti legislativi (strumento usato dal legislatore in materia tributaria per

l’approvazione dei tributi) sono atti aventi forza di legge adottati dal Governo previa

autorizzazione del Parlamento, il quale ne stabilisce materia, limiti, principi e termini.

Esso dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri, viene emanato dal Presidente della

Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrano in vigore dopo 15 gg dalla

loro pubblicazione.

Il Parlamento può delegare al Governo l’esercizio della funzione legislativa “con

determinazione dei principi e criteri direttivi e soltanto per un tempo limitato e per

oggetti definiti” (art. 76 Costituzione).

I decreti-legge sono atti aventi forza di legge e possono essere adottati dal Governo

casi straordinari di necessità ed urgenza

in ; hanno efficacia dal giorno della

pubblicazione e perdono efficacia, se non sono convertiti in legge, entro 60 giorni dalla

l'esercizio della funzione legislativa non

pubblicazione. Come afferma l’articolo 76 “ 5

può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi

e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti “il Governo non può, senza

” e 77

delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria”

della Costituzione.

Secondo l’articolo 4 dello Statuto: NON SI PUÒ DISPORRE CON DECRETO-LEGGE

L’INTRODUZIONE DI NUOVI TRIBUTI:

Articolo 4 Statuto del contribuente “Non si può disporre con decreto-legge

l'istituzione di nuovi tributi né prevedere l'applicazione di tributi esistenti ad altre

categorie di soggetti”.

Ci possono essere dei casi di necessità e urgenza, ma la legge dice che non puoi

utilizzare questo strumento giuridico. Questo perché negli anni 80/90 si abusò di

questo atto di normazione primaria, per ovviare alla lungaggine delle procedure

parlamentari, per cui i governi anche in assenza di necessità individuavano i tributi e li

applicavano. Esso consisteva nella riproduzione delle norme di un decreto-legge, non

convertito in legge, in altro decreto-legge, adottato alla scadenza del termine di

decadenza di quello precedente.

Dato che il decreto-legge deve essere convertito in legge dai due rami del parlamento,

succedeva che venivano emendati, modificati anche una piccola parte e venivano

reiterazione dei decreti legge fenomeno dei

riemessi gli stessi decreti ( ). 

decreti catenaccio .

La prestazione personale è un’attività che lo Stato può imporre di fare ai

 cittadini per fini pubblici (es. il servizio militare).

La prestazione patrimoniale è una prestazione che ha un contributo

 economico, prestazione di una somma di denaro, tutte le prestazioni possono

essere imposte solo dalla legge. I tributi sono prestazioni patrimoniali.

Art.70 costituzione “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle

due Camere.”

Il Parlamento è costituito dalla Camera dei deputati e dalla Camera dei senatori.

Perché una legge sia considerata tale, deve essere approvata da entrambe le Camere,

da entrambi i rami del Parlamento. atto di

Se lo stato volesse introdurre nuovi tributi, lo potrebbe fare solo tramite un

normazione primaria, che è una legge (testo normativo).

La riserva di legge non riguarda tutte le norme tributarie, ma soltanto quelle di

diritto sostanziale. Oggetto della riserva di legge sono le norme che definiscono i

soggetti passivi, il presupposto, la base imponibile e la misura del tributo.

L’articolo 23 non concerne solo i tributi, ma tutte le “prestazioni personali e

patrimoniali imposte”. Essa comprende sia le prestazioni imposte “in senso

formale”, ovvero imposte con un atto autoritativo, i cui effetti sono indipendenti dalla

volontà del soggetto passivo, sia le “imposizioni in senso sostanziale”, cioè le 6

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Scienze giuridiche IUS/12 Diritto tributario

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SaraaaaM di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Pierro Maria.
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