Diritto privato
Capitolo 1: Diritto positivo
Il diritto non coincide con la giustizia. Diritto è questione di latitudine e longitudine, dipende dal luogo e dal tempo; il diritto ad essere giusto ma non arriva mai a coincidere con il concetto di giustizia. Molte volte è questione di prospettiva. Il diritto deve compiere delle scelte necessarie. Nel compiere delle scelte si deve favorire un soggetto rispetto a un altro.
Di chi è il vaso?
A e C. Rimane a C, poiché possesso vale titolo. Art. 1153: possesso vale titolo A non domino-dal non proprietario. Se:
- B.f = buona fede
- Acquisto idoneo, titolo idoneo, fattura
- Possesso (mi è stato consegnato il bene)
Questa regola consente la circolazione dei beni mobili in maniera veloce. Io devo pensare che colui che mi vende il bene sia il proprietario per la buona fede. Il diritto segue questa regola, altrimenti sarebbe difficile sostenere se compro cose rubate.
Diritto positivo
Il diritto positivo è il complesso di norme (giuridiche) che costituisce l'ordinamento giuridico. Il diritto positivo è definito in un luogo, (Italia) e oggi. La norma giuridica è una regola dettata da un'autorità, che ha due caratteristiche: astratta e generale.
Generale perché si riferisce a tutta la collettività o a categorie omogenee (art. 143: con il matrimonio i coniugi assumono gli stessi diritti e doveri, esso vale solo per gli individui sposati.) Astratta perché non prende in considerazione un caso completo ma la fattispecie astratta, cioè una fattispecie descritta in via ipotetica (non ci sono nomi e cognomi, Tizio e Caio, NO, la fattispecie è descritta in modo astratto, un coniuge…). Alla norma è legata una sanzione, poiché la sanzione rende efficace la norma che è un ordine e la sanzione fa sì che l’ordine venga rispettato.(art 2043, scriverlo)
Norme derogabili e inderogabili
Norme derogabili = norme dispositive, sono norme che il legislatore pone ma che le parti potrebbero derogare, gli interessati potrebbero accordarsi in modo diverso. (Salvo diverso accordo tra le parti…) Norme inderogabili = norme imperative, la regola è quella, e le parti non possono accordarsi in maniera diversa, norme di applicazione necessaria.
Diritto privato
Il diritto privato si occupa dei rapporti tra privati cittadini. La differenza è che i privati cittadini sono sullo stesso piano, mentre nel diritto pubblico, nei rapporti con il privato cittadino e l’ente pubblico è su un livello più alto, e quindi vi è la supremazia dell’ente. Non è detto che se ho a che fare con un ente pubblico, serva il diritto pubblico.
L’interpretazione della legge
La norma va interpretata perché è difficile trovare una norma che abbia solo un’interpretazione. Alcune norme parlano di attività pericolosa, ma quanto pericolosa? Cos’è pericoloso?
Art. 147: Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall'articolo 315 bis. Sembra chiaro, ma non dice abbastanza (es. dopo 18 i genitori buttano fuori il figlio). L’obbligo è a vita? BOH
L’obbligo del 147 non cessa automaticamente al 18esimo d’età ma se la famiglia se lo può permettere economicamente l’obbligo perdura fino al completamento degli studi (con tempi ragionevoli, no fuoricorso 10 anni) e all’inserimento nel mondo del lavoro (con tempi ragionevoli) con la acquisizione di autosufficienza economica (non per caviale ma per pasta al sugo).
Come va interpretata la norma?
- Interpretazione teleologica, dobbiamo capire la ratio della norma, cosa voleva dire il legislatore della norma.
- Interpretazione sistematica, la norma fa parte di un sistema e quindi va interpretata anche in relazione alle altre norme del sistema.
- Interpretazione storica, si basa sulla storia della norma, vale a dire sulle ragioni storiche della sua introduzione, sull’evoluzione normativa che ha portato ad essa. Ci sono principi che hanno millenni di storia, (diritto romano, vedi actio pauliana).
Analogia
Non tutti i casi sono disciplinati dal diritto positivo. Viene sottoposto un caso e cerca una norma ma non la trova che determina il caso, si usa quindi l’analogia. Quando la fattispecie concreta non rientra in nessuna norma, il giudico rincorre al procedimento analogico: analogia legis e analogia iuris.
ANALOGIA LEGIS: quando il giudice trova una norma che non è esattamente il caso che gli è stato sottoposto, ma un caso simile, c’è somiglianza tra la fattispecie concreta e quella astratta. Il giudice rileva la somiglianza fra le due e trova la ratio della causa e della norma e la applica per analogia.
ANALOGIA IURIS: consente al giudice di risolvere il caso applicando i principi generali dell’ordinamento giuridico. Principio di uguaglianza, di buona fede…
Quando è vietata l’analogia?
- Nelle cause penali. O il soggetto ha compiuto esattamente la stessa azione, altrimenti non si può utilizzare la legis.
- Nelle leggi eccezionali, legge dettata per regolare situazioni contingenti e che detta antinomici, (dettare) principi totalmente difformi, rispetto a quelli del codice civile. In altre parole: sono leggi eccezionali quelle che prevedono delle eccezioni rispetto a una regola generale.
Es. i terremotati non pagano le tasse (antinomico perché tutti i cittadini devono pagare le tasse), allora anche coloro che subiscono un’alluvione non pagano le tasse = NO.
Leggi eccezionali e speciali
Non confondere le leggi eccezionali con quelle speciali (Lex specialis: si trovano al di fuori del codice civile, dettano per specifiche materie regole diverse rispetto a quelle del diritto comune ma non antinomiche, es. contratto di locazione è disciplinato dal codice civile, però ci sono delle leggi speciali che hanno regolato le locazioni di abitazioni urbani ad uso abitativo, tutelano non qualsiasi immobile, ma quello urbano).
Fonti di diritto
Fonti di diritto = l’atto che è idoneo a produrre norme giuridiche
NORME DI PRODUZIONE: sono volte a determinare da parte di quali autorità e con quali modalità possono essere emanate norme giuridiche.
- In cima ci sta la costituzione e le leggi costituzionali (fonti subprimarie);
- Sotto ci sono le leggi ordinarie (fonti primarie) (fatte dal parlamento, il potere legislativo); sullo stesso piano decreti leggi e decreti legislativi che hanno natura diversa perché sono emanati dal governo ma hanno lo stesso rango delle leggi ordinarie;
Il decreto legge è emanato dal governo in caso di necessità ed emergenza, perché non si può aspettare l’iter del parlamento. Esso deve essere convertito in legge entro 60 giorni, se non avviene la conversione (che può anche modificare il decreto), esso perde efficacia ex tunc (da allora) retroattivamente, dal primo giorno, non dalla scadenza.
Il decreto legislativo è quel decreto che il governo emana su delega del parlamento che specifica il campo di azioni; sullo stesso piano ci sono le leggi regionali, hanno fonte primaria.
- Norme secondarie, i regolamenti vengono emanati e hanno una normativa di dettaglio che si rifà a una legge e in una materia, Vi sono regolamenti ministeriali, interministeriali, consob.
- Sotto, ci sono gli usi, quasi scomparsa, possono disciplinare aspetti non contemplati da norme.
La gerarchia va rispettata, Le leggi ordinarie devono seguire le costituzione. La gerarchia è fissa; per modificare le leggi costituzionali serve ovviamente una norma di pari livello, quindi una costituzionale.
L’unione europea emana atti normativi. Sono:
- Regolamenti, atto normativo che diviene immediatamente efficace in tutti gli stati membri
- Direttive, è un atto normativo non immediatamente efficace nei diritti nazionali, ma diretto alle autorità degli stati membri. La normativa contenuta nella direttiva deve essere recepita in un atto normativo interno, che da noi è una legge ordinaria. (legge di attuazione della direttiva). Nella gerarchia dove si collocano? Tra la costituzione e le leggi ordinarie. Devono per forze essere recepite? SONO OBBLIGATI
Vacatio legis
Il presidente della repubblica promulga le leggi, dopo la vacatio legis entra in vigore la norma, dalla pubblicazione delle norma sulla gazzetta ufficiale a quando entra in vigore (in modo che i cittadini si informino della norma), una volta era di 15 giorni. Alcune norme entrano in vigore subito, tipo i decreti leggi che sono urgenti.
Abrogazione
Quando una norma viene abrogata avviene da ex nunc, (es. va dal 1942-1975, la legge va bene in quel periodo fino al 1975, poi ce n’è un’altra). L’abrogazione può essere:
- Espressa, (il legislatore dice: “sono abrogati i seguenti articoli…”) di facile comprendonio
- Tacita, più complicata e succede quando:
- La nuova norma è incompatibile con quella precedente, allora vale quella nuova sulla vecchia
- Una certa materia viene regolata interamente da una nuova legge, che sovrasta le disposizioni precedenti.
Referendum abrogativo: è vietato per la ratifica dei trattati internazionali e le normative tributarie. Può esserci abrogazione per incostituzionalità: si può vagliare se quella norma è costituzionale, se è incostituzionale quella norma viene cancellata totalmente (ex tunc). Se la norma è stata cancellata ma è stata emessa una sentenza decisiva, essa vale e non si torna indietro anche se viene eliminata ex tunc.
Principio di irretroattività: la norma di solito si dispone solo del futuro, principio inderogabile per leggi penali. Normalmente la retroattività si ha per situazioni favorevoli e non per situazioni sfavorevoli. Quando il legislatore sostituisce una norma a un gruppo di norme, si usano disposizioni transitorie, servono a facilitare il passaggio tra una normativa vecchia a una nuova, es nel 1975 quando è stato riformato il diritto di famiglia.
Fonti di cognizione
Fonti di cognizione consistono nei documenti che contengono le norme giuridiche e le rendono conoscibili da parte dei consociati. Le leggi dello Stato sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica: Le leggi regionali sono invece pubblicate nei Bollettini ufficiali regionali. Gli atti normativi dell’Unione sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea.
L’ordinamento giuridico è diviso in tre parti, per interpretare la legge, sono da usare tutte e tre insieme:
- Formante legislativo = vado a cercare dove sono le leggi (le più recenti sulla gazzetta ufficiale), leggi e norme, e diritto positivo
- Formante giurisprudenziale = uso le sentenze del passato, le affermazioni dei giudici contenute nelle sentenze
- Formante dottrinale = Indica le opere di chi studia diritto.
Capitolo 2: Processo civile
Sentenza del giudice è il provvedimento per eccellenza che chiude il processo o una sua fase. Una sentenza del tribunale può essere impugnata, ma entro un certo limite.
1 GRADO = tribunale o giudice di pace = la parte che ha perso può richiamare e chiedere l’impugnazione. 2 GRADO corte d’appello, può confermare o riformare la sentenza del giudice di primo grado. L’appellante richiede che la corte d’appello riformi la sentenza del giudice di primo grado.
Quando ho perso anche il secondo grado e penso che abbia sbagliato vado alla CASSAZIONE = la parte lesa può impugnare la sentenza. La cassazione controlla che il giudice abbia applicato bene la norma, e controlla che l’interpretazione della norma da parte del giudice sia corretta. Se è corretta, la cassazione conferma, se invece non condivide l'interpretazione la cassazione cassa la sentenza e dà la propria interpretazione corretta e rimanda al secondo grado alla corte d’appello. NON SI TRATTA DI UN TERZO GRADO perché la cassazione non prende in esame il caso dall’inizio ma giudica solo l’interpretazione delle norme.
Valore del precedente= quanto vale il precedente? Il giudice è soggetto soltanto alla legge, il precedente nel nostro regolamento non è vincolante; la sentenza ha valore solo per le parti che hanno preso parte al processo= limiti soggettivi del giudicato. Ciò differisce dai paesi in cui vi è la common law, dove il precedente è vincolante. Esso è comunque influente, per esempio è particolarmente significativo quando su una determinata questione sia riscontrabile un elevato numero di pronunce conformi.
Quando finisce l’iter?
La sentenza è definitiva, quindi quando non si può più rimettere in discussione, quando arrivo alla cassazione e conferma il tutto oppure quando scadono i termini per impugnare (costa tempo e soldi). (entro 30gg).
CORTI D’APPELLO = 26 CORTI DI CASSAZIONE = 1 TRIBUNALI = ovunque
Il precedente non è vincolante; però se il giudice di tribunale cerca i precedenti della cassazione e della corte d’appello, 9/10 dicono la stessa cosa (5 della cassazione), allora il giudice userà il precedenti per più del 90%. Il precedente non è vincolante ma è influente, questo però non impedisce il giudice di qualsiasi giudice che ritiene un’interpretazione obsoleta di aggiustarla e cambiarla per innovare il diritto.
Civil law
Il diritto è scritto ed è contenuto in codici o leggi: Europa continentale, centro e sud America, parte dell’Asia.
Common law
Tipica dei paesi anglosassoni, nasce in Inghilterra con Guglielmo battaglia di Hastings 1066, non c’erano leggi scritte ma le sentenze diventano leggi. (judge-made law), STARE DECISIS, rispettare quanto già deciso, il precedente è vincolante. DIFETTO: che il diritto diventa un diritto ingessato; Il giudice opera il distinguishing: afferma che il caso sottoposto alla sua attenzione sembra identico a quello deciso dalla sentenza precedente, ma in realtà non lo è per una serie di ragioni. In tal modo consente al giudice di svincolarsi dal precedente. Usato con prudenza, perché può creare eccessiva incertezza. Oggi però anche nei paesi di common law, esistono leggi scritte.
Autotutela
Articolo 2907: Alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l'autorità giudiziaria su domanda di parte e, quando la legge lo dispone, anche su istanza del pubblico ministero o d’ufficio. Divieto di autotutela: Alla tutela dei diritti provvede l’autorità giurisdizionale, cioè il giudice. Farsi giustizia da solo è di norma non consentito.
Casi eccezionali: ad esempio diritto di ritenzione previsto dal codice civile (il meccanico tiene la macchina finché non viene pagato)
Diritto all’azione
Il diritto all’azione è il diritto ad agire in giudizio. Tale diritto non va confuso con il diritto ad avere ragione. Ciascuno ha il diritto di rivolgersi al giudice. Il diritto all’azione è un diritto riconosciuto dalla Costituzione: chiunque, se ritiene, a ragione o a torto, di essere stato leso nei suoi diritti, può ricorrere all’autorità giudiziaria, e nessuno può impedirglielo. ATTORE = chi agisce in giudizio CONVENUTO = chi è chiamato in giudizio. Così come il diritto all’azione, vi è anche il diritto alla difesa.
Processo di cognizione
Il processo si distingue in tre grandi categorie. Processo di cognizione, dove il giudice conosce di una certa vicenda e si esprime in relazione a quella. Il processo di cognizione è diretto ad accertare la situazione giuridica fra le parti, cioè l’attore e il convenuto. Può essere:
- Di mero accertamento: processo il giudice si limita a emettere una sentenza di accertamento
- Di condanna: processo non si limita a emettere una sentenza
- Costitutiva: sentenza tale sentenza modifica una situazione giuridica. Le sentenze di accertamento e condanna presuppongono la presa d’atto di una situazione giuridica, mentre quella costitutiva comporta la modifica di una situazione giuridica. (sentenza di divorzio, cambia status).
Processo di esecuzione, serve per evitare che la giustizia rimanga sulla carta. Il processo di esecuzione fa in modo che si ottenga in maniera coattiva quello che un soggetto non vuole fare spontaneamente. Può essere:
- Forzata per consegna o rilascio: esecuzione per ottenere la consegna di un bene mobile o il rilascio di un bene immobile, se necessario anche con l’ausilio della forza pubblica.
- Di obblighi di fare o di non fare: esecuzione per ottenere la rimozione e l’esecuzione forzata all’obbligo inadempiuto.
- Espropriazione: esecuzione forzata relativa a somme di denaro. Il procedimento inizia con un atto che viene chiamato pignoramento. Verranno pignorati i beni mobili o immobili del debitore, il quale, se insiste nel non pagare, vede i suoi beni venduti all’asta, nel rispetto di però garanzie, dal momento che il giudice sovrintende a tutta l’operazione. Con il ricavato si soddisfa il creditore che ha agito in esecuzione e se avanzano dei soldi, questi tornano al debitore, perché il bene era suo.
Processo cautelare, il processo cautelare serve a evitare che la sentenza futura diventi completamente ineseguibile.
Art. 671: Il giudice, su istanza del creditore che ha fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, può autorizzare il sequestro conservativo di beni mobili o immobili del debitore o delle somme e cose a lui dovute, nei limiti in cui la...
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