CAPITOLO I – LA RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE
La dell’ d’ è principalmente caratterizzata da , nei
DISCIPLINA PENALISTICA ATTIVITÀ IMPRESA REATI PROPRI
quali cioè il è definito in virtù di una o di che esprime
SOGGETTO ATTIVO QUALIFICAZIONE GIURIDICA FATTO
un con il : tale modello implica rilevanti effetti in
PARTICOLARE COLLEGAMENTO BENE GIURIDICO TUTELATO
relazione al concorso di persone ed all’oggetto del dolo. Ma il più pericoloso è quello di giungere ad
RISCHIO
una “ di ”, in cui il è chiamato a rispondere per il solo fatto di aver
RESPONSABILITÀ POSIZIONE SOGGETTO
ricoperto un certo nell’ , e non per ciò che ha concretamente posto in essere. Il di
RUOLO IMPRESA CRITERIO
delle , in sede penale commerciale, è stato oggetto di ampio
SELEZIONE QUALIFICHE SOGGETTIVE
in dottrina e giurisprudenza, con il formarsi di fondamentali riconducibili alla “teoria
DIBATTITO DUE INDIRIZZI
formale” ed alla “teoria sostanziale”.
• TEORIA FORMALE: per i delle fattispecie incriminatrici del diritto
INDIVIDUARE SOGGETTI DESTINATARI
penale economico è necessario fare alle di (diritto civile)
RIFERIMENTO ESCLUSIVAMENTE NORME LEGGE
che i e regolano l’ , il e la delle
ATTRIBUISCONO SINGOLI POTERI ACQUISIZIONE MANTENIMENTO PERDITA
diverse . In sarebbe il costituzionale di .
QUALIFICHE CASO CONTRARIO VIOLATO PRINCIPIO LEGALITÀ
Affinché́ il soggetto possa quindi risultare imputabile, è necessario che il medesimo sia in possesso di una
determinata qualifica. Così facendo però si di verso il della le
RISCHIA CONCENTRARE VERTICE SOCIETÀ
varie , in quanto è ad esso che la disciplina civilistica attribuisce il nucleo di poteri
RESPONSABILITÀ
necessari alla tutela dei beni giuridici protetti dalle singole fattispecie incriminatrici.
Tale teoria è stata sottoposta a numerose , soprattutto riguardo all’eccessivo rigorismo applicativo
CRITICHE
cui essa conduce, introducendo delle “ da ” con il di
RESPONSABILITÀ POSIZIONE INCOMPATIBILI PRINCIPIO
ex art. 27 comma 3 Cost., soprattutto alla luce delle sentenze 364/1988 e 1085/1988:
COLPEVOLEZZA
nessuno può essere punito se non in virtù di un fatto proprio colpevole.
• TEORIA SOSTANZIALE: questa teoria ha come quello di il
OBIETTIVO PRINCIPALE SUPERARE MERO
e di sullo di da parte dell’ .
DATO GIURIDICO CONCENTRARSI SVOLGIMENTO EFFETTIVO FUNZIONI AGENTE
Fondamento della teoria è il fatto che il deve prendere in considerazione l’
DIRITTO PENALE EFFETTIVA
delle , spogliandosi di ogni formalismo. Esso quindi dovrà̀ tener conto della funzione che i
REALTÀ COSE
soggetti effettivamente esercitano piuttosto che del titolo che la definisce: prevalenza della sostanza sulla
forma. Viene così in gioco il concetto di di , entro la quale il e che
SFERA COMPETENZA SOGGETTO OPERA
costituisce il della sua : non è più dalla qualifica formale stabilita dalle
LIMITE RESPONSABILITÀ PENALE
norme extrapenali che si deduce la titolarità della posizione di garanzia, ma dalla funzione che in un
momento storico il soggetto riveste ed alla quale sono collegati precisi poteri e doveri, il cui scorretto
esercizio può fondare il rimprovero penale.
• Di recente è emersa una concezione mista, che in vario modo tenta di sintetizzare ed integrare le due
teorie sopra accennate, valorizzando sia l’apparato normativo, sia l’esercizio fattuale delle funzioni. Il
criterio funzionale è fondamentale, ma deve essere integrato con il complesso normativo interno che regola
l’organizzazione aziendale, perché solo così si può risalire alla persona fisica a cui sono attribuiti poteri.
L’estensione delle qualifiche soggettive: i soggetti di fatto
Molte delle questioni esposte hanno trovato soluzione con la riforma dei reati societari: d.lgs. 61/2002, che
ha introdotto nel Titolo XI del Libro V l’art. 2639, rubricato “estensione delle qualifiche soggettive”.
Art. 2639 c.c. “per i previsti dal presente titolo al della
REATI SOGGETTO FORMALMENTE INVESTITO
o della prevista dalla civile è sia chi è tenuto a
QUALIFICA TITOLARE FUNZIONE LEGGE EQUIPARATO
la , , sia chi esercita in e
SVOLGERE STESSA FUNZIONE DIVERSAMENTE QUALIFICATA MODO CONTINUATIVO
i inerenti alla o alla . dai casi di
SIGNIFICATIVO POTERI TIPICI QUALIFICA FUNZIONE FUORI APPLICAZIONE
delle norme riguardanti i dei pubblici ufficiali la , le sanzionatorie relative
DELITTI CONTRO PA DISPOSIZIONI
agli si applicano anche a coloro che sono legalmente dall’
AMMINISTRATORI INCARICATI AUTORITÀ
o dall’ di di la o i dalla stessa
GIUDIZIARIA AUTORITÀ PUBBLICA VIGILANZA AMMINISTRARE SOCIETÀ BENI
o per di ”.
POSSEDUTI GESTITI CONTO TERZI
Nella d’ spesso accade che le ricollegate al di
REALTÀ IMPRESA FUNZIONI POSSESSO QUALIFICHE FORMALI
siano , in , da : caso di scuola è l’impresa formalmente gestita
SVOLTE CONCRETO SOGGETTI SPROVVISTI
da un prestanome, ma di fatto amministrata da un soggetto terzo privo di formale investitura. Lo
svolgimento delle e dei delle può aversi anche in di
FUNZIONI POTERI TIPICI FIGURE DI DIRITTO ASSENZA
, o anche quando l’ di sia per qualsiasi ragione o .
FORMALE INVESTITURA ATTO NOMINA INVALIDO REVOCATO
La tematica dei di è stata ripetutamente affrontata, soprattutto con riferimento alla figura
SOGGETTI FATTO
degli di , anche se essa può riguardare tutte le altre qualifiche soggettive (es.
AMMINISTRATORI FATTO
imprenditore, liquidatore, direttore generale) in cui sia riscontrabile un fenomeno simile.
, invece, è l’ipotesi del o di , visto che in difetto di nomina lo
MARGINALE SINDACO REVISORE FATTO
svolgimento in concreto di queste funzioni è un’ipotesi di .
DIFFICILE VERIFICAZIONE
Con la dei nel 2002 il legislatore ha , all’art. 2639, i
RIFORMA REATI SOCIETARI TIPIZZATO TRATTI
le di , stabilendo al comma 1 che, per i previsti dagli
CARATTERIZZANTI FUNZIONI FATTO REATI SOCIETARI
artt. 2621- 2638, al della qualifica o titolare della funzione prevista
SOGGETTO FORMALMENTE INVESTITO
dalla legge è chi in modo e i inerenti
EQUIPARATO ESERCITA CONTINUATIVO SIGNIFICATIVO POTERI TIPICI
alla alla . Il legislatore, quindi, non ha fatto altro che recepire e tipizzare le
QUALIFICA O FUNZIONE
indicazioni che da tempo dottrina e giurisprudenza avevano fornito, privilegiando il dato “sostanziale”.
Ai fini dell’ la norma richiede la di :
EQUIPARAZIONE SUSSISTENZA 2 PARAMETRI
1) : “ della in ”: esclude il
QUANTITATIVO-TEMPORALE ESERCIZIO FUNZIONE MODO CONTINUATIVO
soggetto che compie occasionali/rari atti di gestione;
2) : “ degli E”: cioè le operazioni realizzate devono
QUALITATIVO SIGNIFICATIVITÀ̀ ATTI POSTI IN ESSER
rispecchiare poteri tipici inerenti alla funzione e non mere mansioni esecutive, di scarsa rilevanza o
di natura accessoria.
Si quindi l’ della nelle ipotesi di meramente
ESCLUDE ESTENSIONE QUALIFICA SVOLGIMENTO
dei ad essa . Dunque, per l’
OCCASIONALE POTERI TIPICI INERENTI DISTINGUERE ATTIVITÀ GESTORIA
dalla mera , assume il e
PENALMENTE RILEVANTE INGERENZA RILEVANZA POTERE DECISIONALE
tipico della e quello di , cioè di manifestazione
DELIBERATIVO GESTIONE APICALE RAPPRESENTANZA
all’esterno della volontà sociale. La Cassazione, inoltre, ha precisato che l’ è da
AMMINISTRATORE DI FATTO
ritenere dell’ di cui è soggetto l’ , per cui,
GRAVATO INTERA GAMMA DOVERI AMMINISTRATORE DI DIRITTO
ove concorrano le condizioni di tipo oggettivo e soggettivo, egli assume la penale responsabilità per tutti i
comportamenti penalmente rilevanti a lui addebitabili. Inoltre, l’art. 2639 c.c. che l’
NON ESCLUDE ESERCIZIO
dei e dell’ di possa in con
POTERI FUNZIONI AMMINISTRATORE FATTO VERIFICARSI CONTEMPORANEA
l’ dell’ di altri , i quali esercitino, in tempi successivi o
ESERCIZIO ATTIVITÀ SOGGETTI DI DIRITTO
contemporaneamente, in modo continuativo e significativo i poteri tipici inerenti la qualifica o funzione.
Prima dell’introduzione dell’art. 2639 c.c., la aveva chiarito che l’ ,
CASSAZIONE AMMINISTRATORE DI FATTO
per le concrete , risponde del a , con la conseguenza che
FUNZIONI ESERCITATE REATO TITOLO AUTONOMO
sul è la della della da parte di questo. In
PIANO PROCESSUALE SUFFICIENTE PROVA GESTIONE SOCIETÀ
ordine alla della di , essa si traduce nell’ di
PROVA POSIZIONE AMMINISTRATORE DI FATTO ACCERTAMENTO
dell’ del con , in
ELEMENTI SINTOMATICI INSERIMENTO ORGANICO SOGGETTO FUNZIONI DIRETTIVE
della organizzativa, produttiva o commerciale dell’ della .
QUALSIASI FASE SEQUENZA ATTIVITÀ SOCIETÀ
(es conferimento al soggetto di deleghe in fondamentali settori dell’attività d’impresa).
L’ambito di applicazione dell’art. 2639 c.c.
L’art. 2639 c.c. si riferisce ai soli “ dal ”, cioè i del c.c.
REATI PREVISTI PRESENTE TITOLO REATI SOCIETARI
Occorre valutare se i indicati dalla norma possano trovare anche in
CRITERI APPLICAZIONE ALTRI SETTORI
del dell’ . Parte della adotta un’ : il
DIRITTO PENALE ECONOMIA DOTTRINA INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA
legislatore ha voluto riservare alla sola materia penale societaria l’estensibilità delle qualifiche soggettive. Si
è infatti osservato come l’ della finisce per dar luogo ad
ORIENTAMENTO GIURISPRUDENZA NON
un’ della norma, ma ad una in . Tale conclusione
INTERPRETAZIONE ESTENSIVA ANALOGIA MALAM PARTEM
non è smentita nemmeno da quella parte della dottrina che ritiene l’art. 2639 un principio di ordine generale,
cioè una definizione ai fini della legge penale di amministratore di fatto. Anche in tal caso si ricorrerebbe
all’analogia, visto che la clausola iniziale dell’art. 2639 è più ristretta di quella “agli effetti della legge penale”.
Infatti, quando il ha voluto le anche in
LEGISLATORE ESTENDERE QUALIFICHE SOGGETTIVE AMBITI DIVERSI
da quello l’ha fatto . La prima di legittimità, pur
PENAL-SOCIETARIO ESPRESSAMENTE GIURISPRUDENZA
negando automatiche proiezioni dell’art. 2639 c.c. a settori diversi da quello societario, ha però
NON
la possibilità di un’ in . L’art. 2639 c.c.
ESCLUSO ANALOGA RESPONSABILITÀ MATERIA FALLIMENTARE
tipizza la responsabilità penale degli amministratori di fatto in campo societario, ma non esclude, anche
perché sarebbe irragionevole, un’analoga responsabilità in materia fallimentare, che è settore diverso dotato
di una disciplina autonoma e suscettibile di autonoma interpretazione. Con riferimento all’applicabilità della
norma ai , la ha chiarito che l’art. 2639 c.c. anche se riferito esplicitamente ai
REATI TRIBUTARI CASSAZIONE
reati societari, contiene la codificazione di un applicabile ad altri settori
PRINCIPIO GENERALE
dell’ordinamento.
La responsabilità dell’amministratore di diritto per i reati commessi dell’amministratore di fatto
È pacifico che si ha un di , nel caso di tra di
CONCORSO PERSONE ESPRESSO ACCORDO AMMINISTRATORE
e di per il . è, invece, il caso in cui
DIRITTO AMMINISTRATORE FATTO COMMETTERE REATO PROBLEMATICO
l’ di , in di un espresso , di
AMMINISTRATORE DIRITTO ASSENZA ACCORDO OMETTA CONTROLLARE
l’ dell’ di . Per costante la di
OPERATO AMMINISTRATORE FATTO GIURISPRUDENZA POSIZIONE GARANZIA
dell’ di viene fondata sull’art. 2392 c.c. Però, la
AMMINISTRATORE DIRITTO NON BASTA SEMPLICE
della a una della di in quanto, ai fini
ACCETTAZIONE CARICA FONDARE RESPONSABILITÀ TESTA LEGNO
della della di una vera e propria di dell’ di
VERIFICA SUSSISTENZA POSIZIONE GARANZIA AMMINISTRATORE
rilevante ex art. 40 c. 2 cp, occorrerà il esistente tra e
DIRITTO VERIFICARE RAPPORTO QUESTO
l’ di . Dunque, nel del di della
AMMINISTRATORE FATTO RISPETTO PRINCIPIO PERSONALITÀ
, la ha sostenuto che la di di
RESPONSABILITÀ PENALE CASSAZIONE QUALIFICA AMMINISTRATORE DIRITTO
comporta un di (non potendo fondare la colpevolezza su una
NON AUTOMATICO GIUDIZIO COLPEVOLEZZA
responsabilità da posizione). Infatti, la colpevolezza dell’amministratore di diritto è esclusa, quando la
concreta gestione da parte dell’amministratore di fatto sia così complessiva e sostitutiva da ridurre
l’amministratore di diritto ad un mero fatto nominale. Altre pronunce, offrono una più del
LETTURA ATTENTA
di e ritengono che vi sia della di
PRINCIPIO RESPONSABILITÀ PERSONALE RESPONSABILITÀ TESTA LEGNO
se sia accertata una sua degli in via di commissione: si ha
SOLO CONSAPEVOLEZZA ILLECITI NON
se egli è stato tenuto alla dell’ ,
RESPONSABILITÀ COMPLETAMENTE ESTRANEO GESTIONE IMPRESA
mancandogli in questo caso ogni visibilità della condotta tenuta dal soggetto di fatto.
Quanto all’ , la valorizza il : la
ELEMENTO SOGGETTIVO GIURISPRUDENZA PREVALENTE DOLO EVENTUALE
Cassazione ha affermato che la della di formale
SEMPLICE ACCETTAZIONE CARICA AMMINISTRATORE
“ di e , il cui comporta
ATTRIBUISCE DOVERI VIGILANZA CONTROLLO MANCATO RISPETTO RESPONSABILITÀ
o a titolo di (per la consapevolezza che dalla condotta omissiva possano scaturire
PENALE DOLO GENERICO
gli eventi tipici del reato), a titolo di (per la semplice accettazione del rischio che gli
O DOLO EVENTUALE
eventi tipici del reato si verifichino). Però, la Cassazione ha precisato che il va nel caso in
DOLO ESCLUSO
cui l’ di rimanga alle , di fatto gestite da altri o
AMMINISTRATORE DIRITTO ESTRANEO VICENDE SOCIETARIE
se dimostra la totale dissociazione dall’operato degli stessi gestori. Tenuto conto, inoltre, di quanto affermato
nella , anche nell’ambito del diritto penale dell’economia occorre considerare come
SENT. THYSSENKRUPP
per la dell’ di per il reato commesso dall’amministratore di fatto
RESPONSABILITÀ AMMINISTRATORE DIRITTO
non si possa ricorrere a generalizzazioni. sarà, dunque, che il soggetto, la
NON SUFFICIENTE ACCETTANDO
di di della società, il che l’ di
CARICA AMMINISTRATORE DIRITTO ACCETTI RISCHIO AMMINISTRATORE FATTO
un . Ma occorrerà per , sulla base degli elementi fattuali raccolti,
COMMETTA REATO VALUTARE CASO CASO
quale sia stato l’ del (amm. di diritto).
EFFETTIVO ATTEGGIAMENTO PSICOLOGICO SOGGETTO
Le altre equiparazioni previste dall’art. 2639 c.c.
Oltre all’ di di una o , l’art. 2639 prevede altre
ESERCIZIO DI FATTO POTERI TIPICI QUALIFICA FUNZIONE 2
:
EQUIPARAZIONI
1- Comma 1: “al della o della
SOGGETTO FORMALMENTE INVESTITO QUALIFICA TITOLARE FUNZIONE
prevista dalla è chi è tenuto a la
LEGGE CIVILE EQUIPARATO SVOLGERE STESSA FUNZIONE
”. Per l’ di questo occorre far riferimento ai
DIVERSAMENTE QUALIFICATA INDIVIDUAZIONE SOGGETTO
di introdotti dalla riforma delle società di capitali 2003. Accanto al
MODELLI CORPORATE GOVERNANCE
modello tradizionale di gestione e controllo (organo amministrativo, monocratico o collegiale, e collegio
sindacale), sono previsti altri 2 modelli:
a) Monistico: la di è svolta da un per il
FUNZIONE CONTROLLO COMITATO INTERNO CONTROLLO
sulla , dal , che esercita al ;
GESTIONE NOMINATO CDA POTERI ANALOGHI COLLEGIO SINDACALE
b) Dualistico: il di , dall’assemblea dei , ed il
CONSIGLIO SORVEGLIANZA NOMINATO SOCI CONSIGLIO
di esercitano rispettivamente e .
GESTIONE CONTROLLO AMMINISTRAZIONE
L’art. 2639 c. 1 consente di alle la di
APPLICARE NUOVE TIPOLOGIE SOGGETTIVE DISCIPLINA
e , in ;
AMMINISTRATORI SINDACI QUANTO COMPATIBILE
2- Comma 2: “le relative agli si anche a
DISPOSIZIONI SANZIONATORIE AMMINISTRATORI APPLICANO
coloro che sono dall’ e dall’ di
LEGALMENTE INCARICATI AUTORITÀ GIUDIZIARIA AUTORITÀ PUBBLICA
di la o i da questa o per di
VIGILANZA AMMINISTRARE SOCIETÀ BENI POSSEDUTI GESTITI CONTO
”. La previsione è dovuta all’abrogazione dei delitti commessi degli amministratori giudiziali e
TERZI
commissari governativi. La norma si applica anche ai commissari nominati da Consob, Banca d’Italia o
giudice. Resta ferma l’applicabilità dei delitti contro la PA.
La responsabilità dei componenti di organi collegiali: gli amministratori
Gli amministratori hanno diretti e concreti poteri di gestione, organizzazione e controllo sui fattori produttivi
nell’attività economica della società. L’art. 2380-bis c.c. prevede che la dell’ spetta
GESTIONE IMPRESA
agli , i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione
ESCLUSIVAMENTE AMMINISTRATORI
dell’oggetto sociale. L’art. 2381 c.c. prevede che, se lo o l’ dei lo ,
STATUTO ASSEMBLEA SOCI CONSENTONO
il può proprie ad un composto da alcuni dei suoi
CDA DELEGARE ATTRIBUZIONI COMITATO ESECUTIVO
membri, o ad o dei suoi . Quindi sorge il problema di definire i della
UNO PIÙ COMPONENTI LIMITI
dei di nelle ipotesi in cui il
RESPONSABILITÀ PENALE SINGOLI MEMBRI ORGANI SOCIALI COLLEGIALI REATO
sia mediante:
COMMESSO
1) : ci sono circa la delle di
DELIBERA COLLEGIALE NON PROBLEMI RILEVANZA CONDOTTE
e , ex art. 110 cp, alla di da parte dei
PARTECIPAZIONE ATTIVA VOLONTARIA COMMISSIONE REATO
dell’ . Comunque, la di dovrà essere
MEMBRI ORGANO COLLEGIALE RESPONSABILITÀ OGNI MEMBRO
oggetto di autonomo da parte del ;
ACCERTAMENTO GIUDICE
2) ad una : problematica &
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Diritto penale commerciale, Prof. Monaco Lucio, libro consigliato Diritto penale dell'economia, Maz…
-
Riassunto esame Diritto Romano, Prof. Monaco Lucio, libro consigliato Diritto penale dell’economia, E. Amati
-
Riassunto esame Diritto Penale, prof. Mazzacuva, libro consigliato Diritto Penale dell'Economia: Problemi e Casi
-
Riassunto esame Diritto penale dell'economia, Prof. Baron Luca, libro consigliato Diritto penale dell'economia, Ama…