Estratto del documento

Diritto internazionale - Capitolo 1

Il diritto internazionale è una branca del diritto che si occupa di regolare i rapporti tra Stati e altri

soggetti della comunità internazionale. Sebbene non sia una disciplina immediatamente

funzionale agli operatori del diritto – come avvocati o dipendenti della pubblica amministrazione –

riveste oggi un ruolo centrale nel dibattito giuridico e politico contemporaneo, perché tocca ogni

aspetto delle relazioni globali, dai diritti umani all’ambiente, dalla sovranità statale alla

cooperazione economica e scienti ca.

Le relazioni tra gli Stati possono essere analizzate da diversi punti di vista: economico (come fa

l’economia internazionale), storico (storia delle relazioni internazionali), politico (relazioni

internazionali) e, in ne, giuridico, che è la prospettiva propria del diritto internazionale. Questo

settore studia la struttura e il funzionamento dell’ordinamento giuridico che disciplina i rapporti tra

Stati, ponendo regole e principi che garantiscono la convivenza paci ca e la cooperazione tra i

membri della comunità internazionale.

Esistono due rami: il diritto internazionale pubblico e privato.

-privato: costituito da norme di diritto interno, statale, che disciplinano i rapporti di natura

individuale (es. contratto le cui parti sono persone appartenenti a nazionalità diverse; successione

che viene aperta in uno stato diverso rispetto a quello di nazionalità dell'interessato)

-pubblico: composto da norme proprie dell'ordinamento internazionale, che hanno natura

giuridica diversa, regolano i rapporti tra stati e soggetti del diritto internazionale.

ORIGINE E SVILUPPO STORICO

L’origine del diritto internazionale è oggetto di diverse interpretazioni. Un’opinione di usa fa

Trattati di Westfalia del 1648,

risalire la sua nascita ai che posero ne alla Guerra dei Trent’anni.

Quei trattati, conclusi tra il Sacro Romano Impero e diversi Stati europei, sancirono per la prima

volta il riconoscimento formale dell’autonomia e della sovranità degli Stati, ponendoli su un piano

di parità e senza vincoli di subordinazione reciproca. Da qui nasce la consapevolezza di trovarsi di

fronte a una comunità internazionale composta da entità politiche indipendenti ma coordinate tra

loro, e la conseguente esigenza di regolare i rapporti tra esse mediante principi e norme comuni.

Tuttavia, la nascita del diritto internazionale può essere ricondotta anche a epoche precedenti. In

Mesopotamia, tra il VII e il III millennio a.C., esistevano già accordi tra regni con nanti; in Egitto e

nell’Asia Minore si stipulavano trattati tra sovrani; a Roma lo ius gentium disciplinava i rapporti tra

Res Publica Christiana,

cittadini e stranieri. Nel Medioevo, poi, si sviluppò la una comunità

giuridica dei popoli cristiani, in cui il diritto canonico e il pensiero giuridico scolastico

contribuirono alla formazione di principi comuni. Con la dissoluzione dell’Impero romano e la

nascita del Sacro Romano Impero germanico, le relazioni internazionali assunsero nuove forme,

intrecciando elementi politici e religiosi.

La pace di Westfalia segna comunque un punto di svolta, poiché da quel momento la comunità

euro-mediterranea si trasformò in una comunità internazionale tendenzialmente universale.

L’espansione coloniale europea nei secoli successivi, tuttavia, deformò profondamente il diritto

internazionale, piegandolo agli interessi delle potenze coloniali e negando parità giuridica ai popoli

soggetti. Si svilupparono così fenomeni di conquista, tratta degli schiavi e sfruttamento

Convenzione

economico, cui si cercò di porre rimedio solo secoli più tardi con strumenti come la

di Ginevra Protocollo di Palermo del 2000

del 1926 sull’abolizione della schiavitù e il contro la

tratta di persone. Americhe

Nel corso del XIX secolo, l’ingresso delle sulla scena internazionale – con

l’indipendenza degli Stati Uniti e delle repubbliche latino-americane – introdusse nuovi principi,

Dottrina Monroe

come la (“l’America agli americani”) e istituti propri del diritto internazionale

diritto di asilo diplomatico uti possidetis iuris.

regionale, tra cui il e il principio Parallelamente,

l’Africa e l’Asia continuarono a subire regimi giuridici diseguali: capitolazioni, trattati ineguali e

protettorati che sancivano la subordinazione giuridica delle popolazioni colonizzate.

fi fi fi fi fi ff

COMUNITÀ INTERNAZIONALE E SOVRANITÀ

comunità internazionale

La può essere de nita come l’insieme degli esseri umani e delle entità

politiche che intrattengono rapporti organizzati e costanti tra loro. Essa si con gura come una

società di coordinamento, fondata sull’eguaglianza sovrana degli Stati, che non riconoscono

autorità superiore a se stessi (reges superiorem non recognoscentes). Si tratta inoltre di un

sistema policentrico, in cui i soggetti che creano le norme coincidono con i destinatari delle

stesse.

Un soggetto di diritto internazionale è un destinatario di norme proprie dell’ordinamento

principali soggetti Stati organizzazioni

internazionale.I del diritto internazionale sono gli e le

internazionali. Queste ultime svolgono un ruolo sempre più rilevante, sia nella produzione Santa

normativa sia come attori autonomi della scena mondiale. Altri soggetti riconosciuti sono la

Sede e i movimenti di liberazione nazionale, mentre il singolo individuo, secondo gran parte

della dottrina, non ha ancora piena soggettività internazionale, pur essendo tutelato dal diritto

internazionale dei diritti umani. Le organizzazioni non governative (ONG), nonostante la loro

in uenza, non sono considerate veri soggetti giuridici internazionali.

sovranità interna,

Gli Stati sono caratterizzati da cioè il potere di esercitare le proprie funzioni

sovranità esterna,

fondamentali sul proprio territorio, e ovvero l’indipendenza rispetto ad altre

territoriali

autorità. La giurisdizione statale può estendersi in base a criteri (sul territorio e sulle

personali

risorse naturali) o (sui propri cittadini e organi), ma vi sono anche aree che restano

comuni a tutta l’umanità, come l’alto mare o lo spazio extra-atmosferico, che non possono essere

oggetto di sovranità da parte di nessuno Stato.

Per essere considerato Stato, un ente deve avere:

Popolo: un gruppo di persone stabilmente presente, non necessariamente con la stessa

1. cittadinanza.

Nel diritto internazionale, il “popolo” non coincide strettamente con i cittadini, ma con le

• persone siche stabilmente residenti sul territorio dello Stato.

Non esiste una soglia minima di popolazione per il riconoscimento dello Stato (esistono

• microstati come San Marino o Liechtenstein).

Il concetto di “popolo” si lega all’identità nazionale e al vincolo di appartenenza politica e

• sociale.

Territorio: uno spazio de nito su cui esercitare il potere.

2. Governo: autorità e ettiva e indipendente in grado di governare il popolo e il territori

3.

FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE consuetudine trattati internazionali.

Le principali fonti del diritto internazionale sono la e i

Convenzione di Vienna del 1969

La rappresenta lo strumento fondamentale per la disciplina dei

trattati: essa regola la loro formazione, interpretazione, applicazione, invalidità ed estinzione, oltre

a questioni come le riserve e l’estensione dei trattati stessi. Esistono poi i principi generali del

diritto riconosciuti dalle nazioni civili, le decisioni giudiziarie e la dottrina come mezzi sussidiari per

determinare le norme internazionali.

L’ORDINAMENTO INTERNAZIONALE CONTEMPORANEO

Dopo la Prima guerra mondiale, la comunità internazionale tentò di organizzarsi attraverso la

Società delle Nazioni (1919), primo esperimento di cooperazione multilaterale e di garanzia

collettiva della pace, dotato anche di una Corte Permanente di Giustizia Internazionale. Tuttavia,

le sue debolezze portarono al fallimento del sistema e allo scoppio della Seconda guerra

mondiale. Carta delle Nazioni Unite, l’Organizzazione delle Nazioni Unite

Nel 1945, con la nacque

(ONU), che tuttora rappresenta il principale punto di riferimento del diritto internazionale. Essa si

fonda su principi fondamentali quali:

l’uguaglianza sovrana degli Stati;

• il divieto dell’uso della forza nelle relazioni internazionali;

• la soluzione paci ca delle controversie;

fl fi fi ff fi fi fi

il rispetto dei diritti umani.

• Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948

La tradusse questi principi in un

linguaggio giuridico universale, ponendo l’individuo al centro della tutela internazionale. Negli anni

decolonizzazione

successivi, la e la nascita di nuovi Stati portarono a una progressiva

universalizzazione della comunità internazionale, sempre più aperta al contributo di culture e

tradizioni giuridiche diverse.

Con la ne della guerra fredda si ra orza il ruolo dell’ONU nella gestione delle crisi internazionali.

Il Consiglio di Sicurezza, ai sensi dell’articolo 41 della Carta ONU, può adottare misure non militari

come sanzioni economiche, interruzione delle relazioni diplomatiche e altre forme di pressione per

mantenere la pace e la sicurezza internazionale.

Oggi l’ordinamento internazionale è attraversato da tensioni e crisi, in particolare in relazione al

ruolo privilegiato dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e all’esercizio del diritto di

veto, che mettono in discussione l’equilibrio del sistema

DIRITTO GLOBALE E NUOVE SFIDE diritto globale

Nel mondo contemporaneo, il diritto internazionale tende a trasformarsi in un

dell’umanità, in cui la centralità della sovranità statale lascia spazio a valori comuni come la

pace, la tutela dell’ambiente e i diritti fondamentali. Le dottrine mondialiste e la nascita di

strumenti come la Corte Penale Internazionale (2002) testimoniano questa evoluzione verso una

giustizia sovranazionale.

Anche le conferenze mondiali dell’ONU e i vertici internazionali (G7, G8, G20) svolgono oggi un

ruolo importante nella de nizione di strategie globali condivise. La Dichiarazione del Millennio

delle Nazioni Unite (2000) ha rappresentato un momento decisivo in questa direzione, ponendo gli

Obiettivi di sviluppo sostenibile come base di una cooperazione internazionale fondata sulla

solidarietà tra i popoli.

TEMI E ISTITUTI CENTRALI DEL CORSO

Il diritto internazionale comprende un’ampia gamma di materie. Oltre alle fonti e ai soggetti, è

fondamentale lo studio:

della responsabilità internazionale degli Stati e delle organizzazioni internazionali, che

• sorge in caso di violazione di obblighi internazionali;

della disciplina del diritto del mare, de nita dalla Convenzione di Montego Bay del 1982,

• che regola le diverse zone marittime (acque interne, mare territoriale, zona contigua, zona

economica esclusiva e alto mare);

del regime giuridico dello spazio cosmico, considerato patrimonio comune dell’umanità;

• degli organi diplomatici e consolari, disciplinati dalle Convenzioni di Vienna del 1961 e del

• 1963;

delle controversie internazionali, con particolare attenzione alla Corte Internazionale di

• Giustizia dell’Aia, organo principale dell’ONU per la risoluzione paci ca delle controversie

tra Stati.

La Corte esercita due tipi di competenze: consultiva, quando fornisce pareri su richiesta degli

organi delle Nazioni Unite, e contenziosa, quando decide le controversie tra Stati con sentenze

vincolanti. Lo studio delle sentenze, della loro redazione e della loro esecuzione è parte essenziale

della conoscenza del diritto internazionale contemporaneo.

Capitolo 2

Piramide delle fonti:

-primo grado: norme consuetudinarie e norme imperative

-secondo grado: trattati internazionali (accordi)

-terzo grado: altre fonti in particolare gli atti vincolanti.

La dottrina degli autori piu quali cati e le decisioni giudiziare costituiscono mezzi ausiliari e sono

dunque “fonti di conoscenza e cognizione”, non fonti di produzione.

fi fi fi ff fi fi

Per quanto riguarda la dottrina, intesa come complesso delle conoscienze scienti che, la corte ha

a ermato che non è fonte del d.i. Ma strumento essenziale per l’interpretazione delle norme

fondate su trattati, consuetudine e principi generali di diritto.

Stesso discorso vale per le decisioni giudiziarie.

L’unica ipotesi in cui una decisione giudiziaria internazionale è da considerare fonte di diritto

internazionale è quella della sentenza dispositiva.

Di regola, i giudici internazionali (come la Corte internazionale di giustizia) devono decidere

applicando il diritto internazionale.

Però esiste un’eccezione: se tutti gli Stati coinvolti lo accettano, la Corte può decidere ex aequo

et bono, cioè secondo ciò che è giusto ed equo, anche se non esiste una regola giuridica precisa.

In questo caso la Corte non applica una norma già esistente ma ne crea una apposta per quel

caso, basandosi sull’equità.

Questa possibilità è prevista dallo Statuto della Corte (art. 38, par. 2), ma nella pratica non è quasi

mai usata: gli Stati non vogliono lasciare al giudice un potere così libero. Infatti, la Corte non ha

mai deciso davvero ex aequo et bono.

Il consenso degli Stati è fondamentale, poiché ogni vincolo giuridico internazionale nasce dalla

loro volontà. Anche la fase di attuazione delle norme non è centralizzata: in caso di violazione, la

reazione è normalmente a data all’autotutela, che costituisce la regola nell’ordinamento

internazionale, mentre negli ordinamenti interni è solo un’eccezione.

L’assenza di un assetto istituzionale sovraordinato comporta che tutti gli Stati si trovino in una

posizione giuridicamente paritaria. Da ciò deriva uno dei principi fondamentali del diritto

internazionale: la sovrana uguaglianza degli Stati, sancita dall’articolo 2 della Carta delle Nazioni

Unite. Questo principio signi ca che tutti gli Stati membri sono uguali dal punto di vista giuridico e

devono poter partecipare, in condizioni di parità, alla vita dell’organizzazione internazionale e alla

formazione del consenso.

Sebbene non esista un giudice universale con competenza obbligatoria, esistono numerosi organi

giurisdizionali internazionali, tra cui la Corte internazionale di giustizia, il Tribunale internazionale

del diritto del mare, la Corte penale internazionale e le corti regionali, come la Corte europea dei

diritti dell’uomo e la Corte africana dei diritti dei popoli. Questi organi possono esercitare le loro

funzioni solo sulla base del consenso degli Stati, che si manifesta principalmente attraverso i

trattati. La Corte internazionale di giustizia, in particolare, è l’organo giurisdizionale principale delle

Nazioni Unite e può occuparsi solo delle controversie che gli Stati le sottopongono.

L’ordinamento internazionale non ha come destinatari esclusivi gli Stati: nel tempo sono divenuti

soggetti rilevanti anche le persone siche e giuridiche, soprattutto attraverso il diritto

internazionale dei diritti umani e il diritto penale internazionale, segnando una forte discontinuità

rispetto al passato.

FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

L’articolo 38 dello Statuto della Corte internazionale di giustizia individua le norme applicabili dalla

Corte nella risoluzione delle controversie. Tra queste gurano principalmente la consuetudine

internazionale e i trattati internazionali.

consuetudine internazionale

La è de nita come una pratica generale accettata come diritto ed è

formata da due elementi:

un elemento oggettivo, consistente nella ripetizione costante e uniforme di un

• comportamento da parte della generalità degli Stati;

un elemento soggettivo, rappresentato dalla convinzione che tale comportamento sia

• giuridicamente obbligatorio (opinio iuris ac necessitatis).

Secondo la teoria dualistica, entrambi questi elementi devono essere presenti a nché una norma

consuetudinaria possa dirsi formata. Questa impostazione è confermata dall’articolo 38,

paragrafo 1, lettera b) dello Statuto della Corte internazionale di giustizia e dalla prassi della Corte

stessa.

In passato si diceva che fosse un “accordo tacito”, ma oggi questa idea è superata:

se fosse un accordo, varrebbe solo per chi ha accettato mentre la consuetudine vale per tutti

La consuetudine può essere generale, se vincola tutta la comunità internazionale, oppure

particolare, se vincola solo un gruppo di Stati o i membri di un’organizzazione internazionale.

ff ffi fi fi fi fi ffi fi

Nel diritto internazionale non tutte le consuetudini valgono per tutti gli Stati del mondo. Alcune

nascono e funzionano solo all’interno di una certa area geogra ca: si parla allora di consuetudini

regionali.

Il caso di Julian Assange lo mostra chiaramente: nel 2012 si rifugiò nell’ambasciata dell’Ecuador a

Londra chiedendo asilo politico. L’Ecuador lo accolse secondo la consuetudine latino-americana,

ma il Regno Unito non riconobbe alcun obbligo, perché l’asilo diplomatico non è una norma

universale, ma solo regionale.

Non c’è regola che stabilisce la duratata minima o massima di una consuetudine

Uno Stato che si oppone all’applicazione di una norma consuetudinaria non è vincolato a seguirla,

a patto che dimostri chiaramente di essersi opposto n dall’inizio del processo di formazione della

norma. norme imperative di diritto internazionale generale

Accanto a queste fonti vi sono le (jus

cogens), che solo norme consuetudinario ma sono inderogabili e prevalgono su qualsiasi trattato

in con itto. Non costituiscono una fonte autonoma, ma fanno parte del diritto internazionale

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 59
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 1 Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 59.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale, Prof. Manca Luigino, libro consigliato Corso di diritto internazionale, Marchisio Pag. 56
1 su 59
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wdefdgbvdfsef di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Manca Luigino.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community