Diritto dell'Unione Europea
Claudia Odone
Concetti, definizioni e quadro storico
Un trattato internazionale costituisce la base dell'integrazione europea – Ziller.
I trattati istitutivi sono:
- Trattati di Fondazione
- Trattati di revisione aggiungono o modificano leggi
- Trattati di adesione quando vengono aggiunti (e accettati) nuovi Stati membri
Trattato = legge primaria firmata da tutti i Capi di Stato membri
Carta dei Diritti Fondamentali: legge primaria dal 2009
Accordi Internazionali
Le tappe dell'UE
- 1951: nasce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), con sei paesi fondatori attraverso il Trattato di Parigi
- 1957: il Trattato di Roma istituisce il mercato comune - EURATOM (espansione economica, incremento occupazione e tenore di vita)
- 1973: la Comunità passa a nove Paesi membri, ed elabora politiche comuni
- 1979: prima elezione diretta del Parlamento Europeo
- 1993: completamento del mercato unico
- 1993: il Trattato di Maastricht fonda l'Unione Europea = unione monetaria
- 2001: Trattato di Nizza
- 2002: introduzione dell'Euro
- Nel frattempo: allargamento UE con nuovi Stati membri (Danimarca, Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna…)
- 2004: progetto della Costituzione, cade il progetto
- 2007: Carta dei Diritti Fondamentali, che entra in vigore del 2009
- 2008: crisi dell'euro e della politica monetaria
- 2016: referendum in Gran Bretagna
- 2021: Brexit
Obiettivi originari vs Obiettivi attuali
Il TCE nella versione del 1957 aveva l'obiettivo di promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche (Art.2 TCE). Gli obiettivi attuali, fissati nell'Art.3 TCE, sono: crescita economica equilibrata, economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, lotta all'esclusione sociale, coesione economica e sociale, politica ambientale.
Tappe dei Trattati di Revisione dopo il Trattato di Roma (1957)
- Atto Unico Europeo (1986-1987)
- Maastricht (1992-1993)
- Amsterdam (1997-1999)
- Nizza (2000-2003)
- Trattato di Lisbona (2007-2009)
L'Atto Unico del 1987 propone 3 importanti novità
- Si introduce il concetto di "coesione economica e sociale" (Art.130°)
- Promuove il miglioramento dell'ambiente di lavoro per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori (approvato a maggioranza qualificata, Art.118A)
- Si introduce il "dialogo sociale" attraverso cui la Commissione intende sviluppare dialogo tra le parti sociali a livello europeo (Art.118B)
La Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori (1989) rappresenta un trampolino di lancio per un programma di azione legislativa in materia sociale.
Teorie e il loro impatto sulle scelte economiche
Esistono vari tentativi teorici di comprensione e spiegazione del fenomeno dell'integrazione europea:
- Federalismo. La teoria classica sostiene che gli Stati federali hanno due obiettivi:
- Sicurezza: uno stato federale dev'essere in grado di difendersi con un proprio esercito e, nel caso, espandersi.
- Prosperità: per godere dei positivi vantaggi di scala, attraverso l'unione delle economie europee.
- Funzionalismo. I processi di integrazione avvengono quando stati mettono in comune determinate attività e risorse economiche, e proseguono finché traggono benefici (soprattutto economici) da quelle modalità di cooperazione. Si divide in:
- Teoria neo-funzionalista: pone l'accento soprattutto su interessi economici. Il meccanismo fondamentale è chiamato "spillover" (tracimazione), cioè il successo derivante dalla collaborazione, che produce domande e opportunità di collaborazione anche in altri settori. Questi "spillover" possono essere di tre tipi:
- Geografico: quando entrano nuovi stati nel processo di integrazione
- Di settore: quando si estende il processo di integrazione in nuovi settori
- Di confine: quando si passa da un'integrazione economica a una politica
- Teoria post-funzionalista: pone l'accento sul ruolo delle élite politiche ed economiche, e si concentra sul ruolo dell'opinione pubblica e sulle identità nazionali e culturali dei cittadini europei.
- Teoria neo-funzionalista: pone l'accento soprattutto su interessi economici. Il meccanismo fondamentale è chiamato "spillover" (tracimazione), cioè il successo derivante dalla collaborazione, che produce domande e opportunità di collaborazione anche in altri settori. Questi "spillover" possono essere di tre tipi:
- Teoria Intergovernativa. Secondo Moravcsik, uno dei principali esponenti di questa teoria, il processo di unificazione dell'Europa è stato dominato dagli interessi statali, di natura prevalentemente economica, che plasmano le preferenze dei governanti nazionali, chiamati a difendere il benessere dei loro stati, in contrapposizione con quello sovranazionale. Il comportamento esterno degli stati è motivato dal perseguimento dell'interesse nazionale in ottica di "power politics".
- Supranational Governance. Stone Sweet e Sandholtz intendono questo concetto come il modo in cui "strutture di governo centralizzate, a livello internazionale, hanno giurisdizione su specifici settori politici all'interno degli stati membri". L'integrazione è definita come "il processo attraverso cui legami orizzontali (quelli che intercorrono in maniera stabile tra attori non statali che operano in diversi stati membri dell'UE) e verticali tra attori sociali, economici e politici emergono e si evolvono". Secondo questa teoria, la crescita e lo sviluppo degli attori e delle relazioni transnazionali alimentano il processo "sopranazionale" dell'integrazione attraverso un potenziamento del ruolo di governo delle istituzioni sopranazionali, come Commissione, Parlamento, Corte di giustizia. Si mette in moto un meccanismo di spillover funzionale, per cui ad un aumento di richieste rivolte all'UE corrisponde una crescita dei poteri delle istituzioni sopranazionali. Questo processo di "istituzionalizzazione" provoca a sua volta uno sviluppo del processo di integrazione. I due poli dell'integrazione sono quello intergovernativo e quello sopranazionale. Quest'ultima si sviluppa attraverso un "continuum" di ruoli in tre dimensioni interconnesse: quella normativa, quella di governo, e quella della società transnazionale.
- Multilevel Governance. Costituisce il tentativo di unire le parti migliori del funzionalismo e del federalismo, per spiegare la realtà evolutiva del sistema internazionale nell'era dell'interdipendenza. I tre filoni di analisi sono: l'approccio funzionalista e neo-funzionalista, il paradigma stato centrico con l'approccio dell'intergovernativismo liberale, e il paradigma della supranational governance e della multilevel governance. Secondo Jorgensen la multi-level governance prende in considerazione due processi simultanei: la centralizzazione e la regionalizzazione. Le competenze decisionali sono condivise tra attori che agiscono a vari livelli; si sviluppa un processo decisionale collettivo che provoca una riduzione delle capacità di controllo e di rappresentanza, e la tradizionale distinzione tra politica interna e politica internazionale entra in crisi.
Mercato comune: integrazione positiva e negativa
Obiettivo principale dell'Unione è creare integrazione commerciale ed economica, un mercato comune unico interno, senza frontiere interne.
Art.1 TUE Con il presente trattato, le ALTE PARTI CONTRAENTI istituiscono tra loro un'UNIONE EUROPEA, in appresso denominata «Unione», alla quale gli Stati membri attribuiscono competenze per conseguire i loro obiettivi comuni. Il presente trattato segna una nuova tappa nel processo di creazione di un'unione sempre più stretta tra i popoli dell'Europa, in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini. L'Unione si fonda sul presente trattato e sul trattato sul funzionamento dell'Unione europea (in appresso denominati «i trattati»). I due trattati hanno lo stesso valore giuridico. L'Unione sostituisce e succede alla Comunità europea.
Art. 3.3 TUE L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri. Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.
La comunità europea ha adottato una doppia strategia:
- Integrazione negativa, con cui si intende l'eliminazione di ostacoli al commercio intracomunitario, in quanto ogni Stato in passato cercava di attuare il protezionismo per difendere e proteggere la propria economia nazionale attraverso barriere doganali come dazi e restrizioni quantitative (chiamato nazionalismo economico). Sono stati quindi eliminati gli ostacoli alle 4 libertà principali: merci, lavoratori, capitali e servizi.
- Integrazione positiva, Art. 114 TFUE: ravvicinamento delle legislazioni, armonizzazione di tipo funzionalista, correzioni del mercato comune (avviene negli anni '70).
Deroghe e restrizioni
I diritti alla libera circolazione non sono assoluti: alcuni valori e interessi importanti a volte dovrebbero avere la priorità. Per questo motivo esistono le deroghe al Trattato, quando una misura è:
- Discriminatoria
- Distintamente applicabile
- Restrittiva
Tuttavia, le finalità economiche non possono costituire un motivo di interesse generale che giustifichi una restrizione. Esempi:
- Art.36 TFUE (merci) limitazioni per motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali.
- Art.65 TFUE (capitale) esercizio dei pubblici poteri, ordine pubblico, sicurezza pubblica, vigilanza prudenziale.
Tutela della salute: si parla di prestazione di servizi e assistenza sanitaria prestata in uno Stato membro diverso da quello di residenza abituale del paziente. Causa C-372/04 Watts (2006): la Corte ha ritenuto che l'obbligo per gli Stati di rimborsare il costo delle cure ospedaliere fornite in un altro Stato membro si applichi anche agli enti finanziati con fondi pubblici come il NHS (National Health Service – Inghilterra).
È difficile mantenere un equilibrio tra libertà economiche e diritti fondamentali (interessi individuali, nazionali, e tensioni tra affari). Le principali aree di tensione sono:
- Lavoratori distaccati (posted workers) cioè coloro che vivono in uno Stato ma vengono mandati dal datore di lavoro in un altro Stato per lavorare.
- Cittadini di Paesi terzi.
- Capibanda.
- Cittadini dello Stato di adesione (es. Croazia, Ucraina).
- Servizi pubblici.
- Problemi di politica pubblica.
- Sovrapposizioni.
Servizi non approvati:
- Gioco d'azzardo. Causa C-67/98 Questore di Verona contro Diego Zenatti
- Aborto. Causa C-159/90 Grogan
- Chiamata a freddo (chiamate indesiderate a sfondo commerciale). Causa C-384/93 Alpine Investments
- Sovrapposizione con i lavoratori.
- Sovrapposizione con merci.
Unione Doganale e Libera Circolazione delle Merci
Unione doganale. L'Art.1 del TUE definisce gli obiettivi comuni. Gli stati membri attribuiscono all'UE le competenze per conseguire gli obiettivi comuni.
L'articolo 3 invece attribuisce agli Stati membri le competenze diverse da quelle attribuite all'UE, decise secondo il principio di attribuzione (definito dall'Art.5 TUE).
Nel trattato di funzionamento vengono elencate le diverse categorie di competenze:
- Art.3 TFUE. L'Unione ha competenza esclusiva nei seguenti settori: unione doganale; definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno; politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro; politica commerciale comune; accordi internazionali; agricoltura e pesca.
- Art 4. L'Unione ha una competenza concorrente con quella degli Stati membri nei principali seguenti settori: mercato interno; politica sociale; coesione economica, sociale e territoriale; ambiente; protezione dei consumatori; trasporti; reti transeuropee; energia; spazio di libertà, sicurezza e giustizia; problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica.
- Art 6. L'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri, nei seguenti settori: tutela e miglioramento della salute umana; industria; cultura; turismo; istruzione, formazione professionale, gioventù e sport; protezione civile; cooperazione amministrativa.
Quattro fasi di integrazione e di liberalizzazione del mercato (- Barnard):
- Area di libero commercio
- Unione doganale
- Mercato comune
- Unione economica e politica
Il mercato unico si crea attraverso la creazione e il sostegno delle quattro libertà principali: libera circolazione di merci, persone, servizi e stabilimento, e capitali. Inoltre, attraverso una politica di concorrenza.
Mercato interno
Art. 26 TFUE. L'Unione adotta le misure destinate all'instaurazione o al funzionamento del mercato interno, conformemente alle disposizioni pertinenti dei trattati. Il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali secondo le disposizioni dei trattati.
Unione doganale
Art. 28 TFUE. L'Unione comprende un'unione doganale che si estende al complesso degli scambi di merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all'importazione e all'esportazione e di qualsiasi tassa di effetto equivalente.
Art. 30 TFUE. I dazi doganali all'importazione o all'esportazione o le tasse di effetto equivalente sono vietati tra gli Stati membri. Tale divieto si applica anche ai dazi doganali di carattere fiscale.
Art. 34 TFUE. Sono vietate fra gli Stati membri le restrizioni quantitative all'importazione nonché qualsiasi misura di effetto equivalente. (= non si può limitare la quantità importata di merci da un altro Stato membro). Vietato anche se non è imposto a beneficio dello stato, non è protezionista o discriminatorio, non è in concorrenza con i prodotti nazionali. Si tratta di un divieto molto rigoroso.
Art.36 TFUE. Deroghe alle restrizioni quantitative: morale pubblica, politica pubblica, pubblica sicurezza.
Art.110 TFUE. Abolizione della tassazione interna, intesa a proteggere indirettamente altre produzioni.
Art. 346-348 TFUE. Deroghe relative alla sicurezza.
Definizione MERCI: qualsiasi prodotto valutabile in denaro, e atti come tali a formare oggetto di transazioni commerciali. Le merci che beneficiano della libera circolazione sono quelle originarie di uno Stato membro e quelle provenienti dall'esterno dell'UE che sono in libera pratica all'interno dell'UE.
Sentenze chiave
Dassonville – restrizione quantitativa; Cassis de Dijon – principio del riconoscimento reciproco; Keck
Sentenza Cassis de Dijon
La causa Cassis de Dijon riguarda l'esportazione di un liquore prodotto in Francia con una gradazione alcolica inferiore al 25%, e questa non è permessa in Germania. La Francia vede questa situazione come una violazione dell'articolo 34 del TFUE, che vieta le restrizioni quantitative all'importazione. La Germania, invece, la vede come uno svantaggio competitivo dal punto di vista fiscale, in quanto l'alcol viene tassato maggiormente. In conclusione, però, viene stabilito che l'articolo 34 viete effettivamente violato e viene ostacolata la libera circolazione delle merci.
Sentenza Keck
Il signor Keck, responsabile di un supermercato, effettua rivendite sottocosto e per questo motivo viene condannato. Secondo lui viene però violato l'art.34 TFUE che vieta gli ostacoli alla libera circolazione delle merci. In realtà, però, la corte UE afferma che l'articolo 34 deve essere considerato solo per quanto riguarda gli scambi tra paesi e i possibili contrasti tra diritto nazionale e diritto comunitario, e in questo caso invece non è necessario in quanto i singoli Stati possono decidere liberamente per quel che riguarda il commercio nazionale, purché la loro legge non venga in contrasto con la legge UE.
Eccezioni: restrizioni possono essere imposte da uno Stato membro per coprire il costo di un'ispezione obbligatoria (Causa 46/76 Bauhuis c. Paesi Bassi, ispezioni su piante. Le condizioni sono che l'addebito non deve superare il costo effettivo dell'ispezione; l'ispezione deve essere obbligatoria e uniforme per tutti i prodotti; l'ispezione deve essere prescritta dalla legge nell'interesse generale dell'UE; il servizio dev'essere reso direttamente all'importatore; la sanità pubblica è resa al pubblico in generale, non all'importatore.
Causa c-489-20: contrabbando sigarette
Libera Circolazione dei Lavoratori dipendenti
Nella CEE questo concetto era inteso solo in senso economico, come mobilità dei lavoratori intesi come fattori di produzione, cioè un individuo che deve svolgere un'attività economica. Più tardi, il concetto si estende e diventa politico. La libera circolazione delle persone riguarda tre situazioni, in cui la persona deve essere: lavoratore dipendente, lavoratore autonomo, oppure prestatore/ricevente di servizi.
Definizione LAVORATORE: un individuo che, per un certo periodo di tempo, lavora per e sotto la direzione di un altro, in cambio del quale riceve una retribuzione. – Causa Lawrie Blum, 1986. Questa definizione risulta essere più vantaggiosa rispetto a quella dei singoli Stati.
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