Impresa agricola
L'impresa agricola è un'impresa commerciale ma se ha i requisiti previsti dall'articolo 2135 c.c. otterrà lo status di agricola e in quanto tale non è soggetta al fallimento, non è obbligata alla tenuta delle scritture contabili e a rischi tecnici più difficili da controllare come ad esempio i rischi dovuti all'intemperie.
La differenziazione tra impresa commerciale ed agricola permane anche sul versamento comunitario. Facciamo due esempi:
- La disciplina comunitaria sulla concorrenza, secondo l’art. 42 TFUE, si può applicare al settore agricolo nei soli limiti disposti dal Consiglio Europeo.
- I regolamenti: 1184/2006 e 1234/2007 hanno inteso favorire l’associazionismo degli agricoltori per porre rimedio alla loro debolezza negoziale.
L'impresa agricola viene formata dall'imprenditore agricolo il quale può svolgere coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali si intendono tutte quelle attività connesse alla cura e lo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso di carattere vegetale o animale che realizzano o possono utilizzare foto il fondo, acque salmastre, acque dolci o acque marine. Inoltre, si può far a meno di tali soggetti naturali sostituendoli con soluzioni alternative anche costruite dall'uomo stesso. Oggi l'impresa agricola può essere completamente terziarizzata ovvero fornire il servizio della cura del ciclo di terzi basta che l'obiettivo diretto immediato sia la cura e lo sviluppo del ciclo biologico.
Inoltre, l'impresa agricola viene differenziata dal coltivatore diretto del fondo per due caratteristiche principali, ovvero che nel secondo caso c’è il diretto coinvolgimento dell’imprenditore agricolo nel lavoro esecutivo o materiale che si svolge nell'impresa con riferimento alla coltivazione e inoltre c'è la prevalente presenza del lavoro dei propri familiari come forza lavoro nell'impresa agricola soprattutto quando si parla di piccola impresa.
Ciclo biologico
Per ciclo biologico si intende quel processo che si snoda nel tempo nel quale gli esseri viventi nascono, crescono, muoiono e sono capaci di riprodursi. Ci sono due tipi di processi: il processo produttivo meccanico, ovvero guidato e governato dall'uomo, e il processo produttivo biologico, ovvero forzato anche dall'uomo ma che segue un loro corso. Inoltre, il ciclo biologico assume importanza centrale se la cura e lo sviluppo del ciclo sono necessari per la qualificazione dell'attività. Inoltre, in un primo momento il ciclo biologico non era considerato alla base dell’attività agricola poiché nell'articolo 2135 alla base dell'attività agricola stessa c'era il fondo. Nel 2001 questo cambia.
Attività connesse
L’attività connessa viene spiegata nell'articolo 2135 c.c. Originariamente, nell'articolo 2135 le attività connesse erano distinte da quelle principali ed erano quelle dirette alla trasformazione o all'alienazione dei prodotti agricoli quando rientravano nell'esercizio normale dell'agricoltura. Dopo, però, nel 2001 l'articolo viene novellato e le attività connesse si intendevano quelle attività esercitate dal medesimo imprenditore agricolo dirette alla manipolazione, alla conservazione, alla trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali nonché quelle attività dirette alla fornitura di beni e servizi.
Un altro tipo di attività connessa è l'attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione di ospitalità come definite dalla legge. Un altro tipo di attività connesse è l'apicoltura, l'attività di produzione di energia rinnovabile (è necessario che ci sia la presenza di un fondo, ma l’attività agricola esercitata non deve essere necessariamente coerente con l’attività agricola per connessione che è la produzione di energia elettrica o fonti rinnovabili) ed agricoltura sociale.
Per la tipologia di attività connesse, per struttura aziendale o per attrezzatura di beni e servizi, il limite per accettare la connessione è un criterio composito, ovvero mediante l'utilizzazione di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata. Inoltre, insieme al criterio composito, per capire se un'attività è connessa o meno dobbiamo avvalerci del criterio di normalità: l'attività svolta rientri in quelle diffuse tra gli imprenditori agricoli.
Agrarietà
Si riferisce a tutte le attività di cura e sviluppo del ciclo biologico che sono in grado di attuarsi mediante l'impiego di supporti naturali o alternativi.
Concentrazione dell'offerta
La concentrazione dell’offerta vuole rappresentare un fondamentale rimedio alla frammentazione che caratterizza in misura peculiare la vendita dei prodotti nei mercati agricoli. Produce effetti positivi sia per le imprese commerciali che per i consumatori e la popolazione agricola, le prime non devono sottoscrivere diversi contratti e per questo non si ha un’elevazione dei costi finali, cosa che avviene quando l’offerta è frastagliata. Ci sono 2 vie per perseguire tale obiettivo:
- Agire in nome e per conto proprio.
- Agire in nome proprio e per conto degli aderenti: avviene la cessione preventiva della produzione da parte degli aderenti e l’organizzazione provvede a sottoscrivere un contratto unitario con la controparte commerciale e si provvede poi a concentrare l’offerta e a commercializzarla.
Art. 2135 prima e dopo
| Prima | Dopo |
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Era diviso in due commi: nel primo definiva l'attività agricola distinguendo quelle principali (attività di coltivazione del fondo, silvicoltura e di allevamento del bestiame intese sia come oggetto che obbiettivo da perseguire) da quelle connesse (quelle dirette alla trasformazione o all’alienazione dei prodotti agricoli quando rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura seguendo il criterio di normalità, ossia che tale attività doveva seguire un modello socialmente accettato da una pluralità di agricoltori). Il favor era indicativo del rischio atmosferico e ambientale. |
Era suddiviso in tre commi: il primo introduttivo dei seguenti, nel secondo era individuato il criterio della agrarietà, nel terzo invece le attività connesse che distinguiamo sempre in tipiche e atipiche, differisce dal primo in quanto si considerano comunque connesse. |
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Nel secondo invece definiva le attività connesse che dividiamo in tipiche e atipiche, le prime individuate dal codice. Era molto frequente la lettura restrittiva della norma: l'attività di bestiame era da considerarsi agricola se è svolta in modo funzionale con il fondo e come instrumenta fundi. Erano esclusi gli animali di basso taglio e quelli da pelliccia. Criterio unificante tra le attività agricole principali era il carattere biologico del ciclo produttivo. Si concentra sull'esercizio individuale dell'attività economica organizzata in forma d'impresa, cosiddetto modello rappresentativo semplice. La disciplina sullo statuto dell'impresa era molto scarna. |
Con riferimento al primo comma si nota l’incompiutezza dell’elenco delle attività, l’incompiutezza dell’elenco nel comma primo si compenserebbe nel comma secondo. In definitiva, la recente normativa ha formalizzato l’inadeguatezza del fondo come dato fondamentale per la definizione di agrarietà rimpiazzandolo con il criterio del ciclo biologico che è alla base della produzione agricola, inoltre vi è abbinato anche un secondo parametro ossia che lo sviluppo e la cura devono svolgersi con l'uso del fondo. Acquedolci e altre soluzioni naturali che possono però essere sostituite da soluzioni alternative. Viene rivisitato lo statuto dell'impresa dettando la normativa più ampia e completa. Inoltre viene inserito anche l'obbligo di iscrizione nel registro delle imprese, cosiddetta efficacia dichiarativa, per gli imprenditori agricoli società e coltivatori diretti. |
Associazionismo agricolo
A partire dal 1900 aveva una funzione sindacale, poi la progressiva divisione del lavoro e lo svilupparsi delle specializzazioni nelle produzioni hanno favorito il superamento del modello sindacale con funzioni protettive. Di qui l’avvento di un nuovo associazionismo economico indirizzato ad incidere direttamente sulle attività dei singoli produttori aderenti e sulle diverse filiere agro-alimentari al fine di rispettare e adempiere agli obiettivi della PAC.
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