Criminologia e sociologia: Dal crimine alla paura della criminalità e all'insicurezza
Criminologia e scienze criminali
Le scienze criminali sono tutte quelle discipline che hanno come oggetto di studio il crimine, il criminale, la criminalità e la paura della criminalità. In Italia tra le scienze criminali si inseriscono: il diritto penale, il diritto penitenziario, la politica penale, la sociologia del diritto, la psicologia giuridica e giudiziaria e la criminalistica. Ferrando Mantovani inserisce tra le scienze criminali: la criminologia, la politica criminale, la psichiatria forense, il diritto penale sostanziale e processuale, la tecnica dell’investigazione criminale e la psicologia giudiziaria.
I problemi affrontati dalla criminologia sono:
- Definizione di criminalità;
- Cause della criminalità;
- Difesa contro la criminalità;
- Garanzia della libertà individuale.
La criminologia studia l’azione umana che trasgredisce le norme giuridiche e quelle morali-sociali. Inoltre, è strettamente legata alla psicologia e alla sociologia. Riceve informazioni sul piano giuridico-sociale e medico-psichiatrico e da quelle umane riprende l’utilizzo del metodo e della metodologia di ricerca sociale. Kenneth D. Bailey distingue metodo e metodologia:
- Il metodo indica la tecnica e lo strumento usato per raccogliere dati;
- La metodologia indica la filosofia del processo di ricerca, quindi è l’insieme degli standard e dei criteri utilizzati dal ricercatore per interpretare i dati raccolti e per giungere a delle conclusioni; si utilizza per definire il grado di conferma per accettare o respingere un’ipotesi.
Il rapporto tra criminologia e scienze criminali è incentrato principalmente sulla metodologia di ricerca; il rapporto tra criminologia, psicologia sociologia riguarda sia metodologia che metodo. Dal metodo scientifico della seconda metà dell’800 si determina infatti la nascita di tre discipline: criminologia, sociologia e psicologia. Ci sono due tipi di metodo:
- Deduttivo: viene utilizzato da Beccaria. La sua criminologia riguarda le premesse di ordine generale e una sua visione del mondo e dell’uomo per farne applicazione nei campi del reato e della pena. Questo metodo procede dal generale al particolare;
- Induttivo: viene utilizzato da Lombroso e dalla Scuola Positiva. La criminologia “scientifica” riguarda l’analisi del reato come episodio della vita e come fenomeno; ne studia le particolarità espresse nella condotta del colpevole, le caratteristiche personali del reo e l’ambiente in cui questo viene commesso. Questo metodo procede dal particolare al generale e inizia a trattare dall’osservazione della realtà per giungere ad affermazioni generali.
Criminologie
L’oggetto di studio della criminologia è molto ampio; per questo motivo ad oggi si parla di “criminologie” piuttosto che di “criminologia”. Vinciguerra e Rossi distinguono la criminologia in quattro indirizzi:
- Criminologia speculativa: contiene la criminologia causale (cause del crimine) e quella descrittiva (forme della manifestazione del crimine);
- Criminologia applicata o clinica: al suo interno si colloca la criminologia investigativa o criminalistica (tecniche per scoprire i reati e i loro autori);
- Criminologia penitenziaria: studia gli effetti criminogeni della detenzione e le relative manifestazioni criminose;
- Criminologia politica: studia come migliorare il diritto penale.
Affermano inoltre che le discipline che confluiscono nella criminologia sono la balistica, la genetica, la dattiloscopia, la ragioneria, l’informatica, la medicina legale e la psicologia. Trattano a parte la sociologia del crimine americana, distinguendola in due indirizzi:
- Sociologia del reato a indirizzo fenomenologico: si propone di descrivere i modi con i quali si manifestano i reati e di mettere in luce le relazioni esistenti tra questi e l’ambiente sociale in cui avvengono;
- Sociologia del reato a indirizzo causale: studia i fattori ambientali dotati di efficienza causale sulla spinta al reato.
Adolfo Ceretti sostiene che potrebbero essere tre i vertici di un ipotetico triangolo al cui interno si muove la criminologia:
- Teoria: insieme di tutte le costruzioni teoriche;
- Tecnica: insieme dei procedimenti della scienza criminologica che deriva dal rapporto tra le esperienze del criminologo (come carcere o tribunale) e dalla teorie sulla criminalità;
- Clinica: sapere pratico che si riesce a descrivere solo in modo parziale essendo un ambiente ambiguo.
Ferrando Mantovani sostiene che la criminologia è una scienza multidisciplinare, interdisciplinare e sintetica, che studia come l’uomo entra in conflitto con la società, distinguendo tre tipi di criminologia:
- Criminologia critica: descrive e spiega la criminalità, ma soprattutto adotta una posizione critica rispetto ai fatti criminosi. Studia le cause della criminalità e i programmi di prevenzione ed i trattamenti, ma anche la definizione di criminalità, i processi selettivi di criminalizzazione e i meccanismi e le finalità dei controlli sociali. Ha una base scientifica ed ideologica con finalità politiche;
- Criminologia etiologica: è la criminologia scientifica delle origini positiviste, che racchiude l'antropologia criminale (studio della personalità psico-fisica del delinquente, della personalità della vittima (vittimologia) e il rapporto tra queste personalità) e la sociologia criminale (analizza la criminalità come fenomeno sociale);
- Criminologia clinica: consiste nell’applicazione delle conoscenze criminologiche ai casi specifici e ha come obiettivo la diagnosi, la terapia e il trattamento di risocializzazione del delinquente. Rappresenta il momento dell’utilizzazione operativa delle conoscenze mediche psichiatriche e psicologiche, relative alla personalità dell’individuo e al suo ambiente, per cercare di limitare le cause individuali del comportamento criminoso.
Gianluigi Ponti e Isabella Merzagora utilizzano l’espressione “criminologia applicata”, ovvero l’insieme degli interventi che mirano, attraverso il sapere criminologico, ad affrontare le varie questioni per le quali il sistema della giustizia necessita delle sue particolari conoscenze. Hermann Mannheim e Sheldon Glueck introducono la “criminologia comparata”, la quale ha come obiettivo quello di analizzare uniformità e differenze nelle cause, nelle previsioni e nei risultati dei programmi di prevenzione della criminalità in diversi paesi (criminologia cross-culturale). Ugo Fornari utilizza il termine di “criminologia sociologica” per indicare lo studio delle possibili relazioni esistenti tra organizzazione e disorganizzazione sociale e comportamento criminale.
Criminologia e diritto penale
Criminologia e diritto penale sono due scienze diverse, ma che devono comunicare affinché la giustizia funzioni. La criminologia segue un’impostazione scientifica induttiva, il diritto penale una deduttiva. La criminologia indaga a partire dall’osservazione del reato come fatto sociale, il diritto studia e ricerca il reato prima di tutto nelle norme. Vinciguerra e Rossi sostengono che la criminologia abbia il compito di migliorare il diritto penale, poiché fornisce a quest’ultimo l’oggetto da indagare, ovvero il reato.
Il diritto penale determina cosa può essere considerato reato e quali sono le pene corrispettive per ogni reato. Quindi la criminologia contribuisce ad estendere il campo di intervento del diritto penale, mentre il diritto penale interviene a delimitare l’oggetto di ricerca di analisi della criminologia.
Criminologia, criminalistica e investigazione
La nascita della criminologia si fa risalire al 1876 con la pubblicazione dell’opera “l’uomo delinquente” di Lombroso. La nascita della criminalistica invece si fa risalire al 1902 con la fondazione della Scuola di Polizia Scientifica ad opera di Salvatore Ottolenghi. Sorgono comunque alcune controversie per quanto riguarda questi avvenimenti, in quanto non si hanno delle date precise. Laurent Mucchielli dimostra che la criminologia si è solamente istituzionalizzata con l’opera di Lombroso e che è invece nata precedentemente con la nascita della medicina, risalente ad almeno un secolo prima. Ciò accade anche con la criminalistica; la scoperta delle impronte digitali viene conferita a Galton nel 1892. L’origine della criminalistica in senso “letterario” viene ricondotta a Sherlock Holmes, il quale ha per primo considerato l’indagine come un luogo nel quale individuare indizi e responsabilità.
La criminologia e la criminalistica sono due discipline che si propongono diversi obiettivi in relazione alla ricerca sul crimine:
- La criminologia: studia i crimini, i suoi autori, la vittima, la reazione sociale e la possibilità di prevenzione dei crimini stessi;
- La criminalistica: è l’insieme delle tecniche di investigazione che comprendono la grafologia, l’analisi delle tracce ematiche, del DNA, l’analisi balistica, l’indagine tossicologica, la dattiloscopia e le nozioni fondamentali di medicina legale. Ricerca prove ed indizi e si occupa di repertare e di condurre i vari tipi di rilievi sulla scena del crimine.
Massimo Centini propone una definizione per entrambe le discipline e sottolinea che esistono tre tipologie di investigazione:
- Criminologia: è la scienza che ha per oggetto lo studio del delitto e delle sue cause. Il suo ruolo è quello di indicare i mezzi necessari più idonei per prevenire i reati;
- Criminalistica: è la disciplina che opera al fine di giungere all’accertamento del reato e all’identificazione del suo autore, utilizzando un apparato tecnico-scientifico multidisciplinare che analizza reperti, informazioni e ogni genere di indizio proveniente dal luogo del crimine;
- Investigazione:
- Investigazione criminale: viene effettuata dai professionisti delle forze dell’ordine e si divise in:
- Investigazione preventiva: viene effettuata nella fase precedente alla commissione del reato con l’utilizzo di sistemi informatici e di intelligence;
- Investigazione di polizia giudiziaria: comincia nel momento in cui viene commesso il crimine, cioè dopo l’acquisizione di una “notitia criminis”;
- Investigazione giornalistica: parallela alle indagini di polizia;
- Investigazione storica: consiste nello studio e nell’organizzazione di fonti e di materiale di archivio.
- Investigazione criminale: viene effettuata dai professionisti delle forze dell’ordine e si divise in:
Criminologia, criminalistica e investigazione condividono la ricerca di elementi utili all’accertamento della verità:
- Criminologia: intesa come studio delle cause e delle correlazioni che possono portare un soggetto a compiere un atto criminale;
- Criminalistica: intesa come disciplina che reperta e analizza la scena del crimine;
- Investigazione: intesa come disciplina che raccoglie dati provenienti dall’una e dall’altra e li analizza.
La stretta correlazione tra criminologia, criminalistica e investigazione è evidente in quella che ad oggi prende il nome di “criminologia investigativa”: disciplina interna alla criminologia che si occupa soprattutto dello studio dei delitti e che si basa sull’aiuto che può offrire la psicologia. L’obiettivo è quello di arrivare ad un ritratto degli schemi comportamentali, delle inclinazioni e delle tendenze di un reo sconosciuto, che aiuti a risalire dal reato al reo.
Per risalire al profilo criminale ricercato vengono utilizzati dei sistemi:
- Criminal Investigative Analysis: utilizza il metodo induttivo;
- Investigative Psychology: utilizza il metodo induttivo;
- Behavioral Evidence Analysis: utilizza il metodo deduttivo.
Criminologia e sociologia: Oltre il limite del determinismo scientifico
Criminologia e sociologia sono accomunate dalla ricerca delle cause del comportamento criminale. La ricerca delle cause costituisce il vero e proprio tormento del criminologo. Come nel Positivismo, il crimine viene considerato e studiato come un “fatto sociale” e il comportamento individuale viene analizzato in base alle anomalie fisiche e fisiologiche, oppure in base al contesto sociale e ai suoi usi e costumi. Per ricercare le cause del crimine e del comportamento criminale viene applicato il metodo sperimentale.
Alla fine dell’800 si affermano il determinismo biologico lombrosiano (cause biologiche della criminalità) e il determinismo sociologico durkheimiano (cause sociali della criminalità). Nel ‘900 si afferma invece un determinismo sociologico di individuazione delle prevalenti cause sociali della criminalità (con Merton e Becker). La causa che viene ricercata dalla criminologia è un fattore che produce certi effetti o comportamenti. Lombroso spiega attraverso le cause biologiche la tendenza criminale di alcuni soggetti rispetto ad altri. La causa deve essere qualcosa di assoluto, che quindi comporta certi effetti. La criminologia e la sociologia della devianza potrebbero utilizzare un’altra prospettiva che studia e analizza i fattori che influenzano i comportamenti in termini di “correlazioni”. Queste correlazioni sono relative e non determinano un comportamento, ma limitano il numero delle sue possibilità, indicando la probabilità che questo comportamento si possa verificare in presenza di determinati fattori; si passa dal principio della causalità a quello della probabilità.
Criminologia e sociologia della devianza
Criminologia e sociologia della devianza in ambito accademico
Criminologia e sociologia della devianza sono entrambe discipline accademiche. Trovano ampia diffusione con il Positivismo, sviluppando rispettivamente un approccio bio-antropologico per la criminologia e sociologia per la sociologia della devianza. La criminologia risulta essere una disciplina più antica rispetto alla sociologia della devianza; infatti, negli anni ‘50 gli insegnamenti universitari di criminologia erano: antropologia criminale, medicina criminologica, psichiatria forense e psicopatologia forense.
Tra il 1945 e il 1973 nasce e si sviluppa la sociologia critica della devianza. Nel 1973 però Franco Basaglia organizza un convegno e fa partire un progetto a Trieste, fino alla chiusura dei manicomi nel 1978, grazie alla legge 180, comunemente nota come legge Basaglia. Con la legge 341 del 1990 “riforma degli ordinamenti didattici universitari” la sociologia della devianza fa il suo ingresso tra le discipline e le materie di insegnamento all’università. Criminologia e sociologia della devianza presentano sia delle analogie che delle differenze tra loro:
- Analogia: entrambe si occupano di prevenzione;
- Differenza: riguarda la maggior ampiezza del concetto di “devianza”, rispetto a quello di “criminalità”. La devianza, oltre ai comportamenti criminali che trasgrediscono le leggi penali, riguarda tutti quei comportamenti non conformi alle norme sociali e culturali.
Criminologia e sociologia della devianza nell’opinione pubblica
La popolarità della criminologia nell’opinione pubblica italiana va attribuita alla forte divulgazione mediatica di telefilm e serie televisive o programmi di approfondimento dedicati al crimine. Viene data più importanza all’audience che all’informazione. Infatti, la sociologia della devianza non ha uno spazio né mediatico, né sociale riconosciuto, a differenza della psicologia giudiziaria e investigativa. Non è un caso che molto difficilmente intervengono o vengono inviati sociologi della devianza a trasmissioni televisive o pubblicati loro articoli sui giornali. In Francia e in Inghilterra invece, la sociologia ha uno spazio riconosciuto nell'opinione pubblica.
Le teorie criminologiche
Il crimine e il criminale tra settecento e ottocento
Tra la fine del ‘700 e la fine dell’800 si affermano i primi studi sul crimine e sul criminale. Ci sono due scuole principali per lo studio della delinquenza:
- Nella seconda metà del ‘700: si afferma la scuola classica, i cui maggiori esponenti sono Cesare Beccaria e Jeremy Bentham. L’oggetto di studio di questa scuola è il crimine e come deve essere punito;
- Nella seconda metà dell’800: si afferma la scuola positiva, dove il maggiore esponente è Cesare Lombroso. L’oggetto di studio di questa scuola è il criminale e perché delinque.
Differenze tra scuola classica e scuola positiva:
- Metodo utilizzato:
- La scuola classica non utilizza un vero e proprio metodo scientifico, poiché si configura come riflessione giuridico-filosofica sul reato e sulla pena;
- La scuola positiva invece utilizza il metodo dell’osservazione empirica.
- Pena:
- Per la scuola classica, la pena consiste nella punizione del reato e deve essere retributiva e deterrente;
- Per la scuola positiva, la pena è punizione del delinquente e non reato, dal quale la società deve difendersi tramite la prevenzione delle tendenze antisociali; la pena è una misura di difesa sociale contro il possibile o potenziale delinquente.
- Soggetto e responsabilità:
- Per la scuola classica, il soggetto sa cos’è il bene e cos’è il male ed è responsabile della sua scelta;
- Per la scuola positiva, la tendenza criminale del soggetto è legata a predisposizioni congenite o patologiche di cui non è responsabile, in quanto acquisite alla nascita.
Enrico Ferri sostiene che la scuola classica ha posto le basi filosofiche del diritto penale italiano ed europeo, mentre la scuola positiva, applicando il metodo sperimentale allo studio del delitto, ha sancito la nascita della criminologia come scienza.
La criminalità nella prospettiva sociologica
Nella seconda metà dell’800, il metodo scientifico positivista interessa tutte le scienze umane.
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