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Riassunto di contabilità e bilancio

Capitoli 1, 3: La ragioneria

Cos'è la ragioneria?

La ragioneria è la scienza attraverso la quale si osservano le dinamiche aziendali mediante la raccolta e l'elaborazione delle informazioni esprimibili in quantità e cifre monetarie che consentono di interpretare il sistema delle operazioni aziendali.

  • Con quale metodo? La ragioneria si avvale della contabilità per rappresentare ed esprimere, attraverso il linguaggio contabile, il sistema delle operazioni aziendali, nonché le rilevazioni contabili. Tale linguaggio è il più oggettivo possibile.

Si distingue tradizionalmente tra contabilità generale e contabilità analitica:

Contabilità generale Contabilità analitica
Obbligatoria (frequenza annuale) Non obbligatoria
Riferita all’intera azienda Riferita a specifici oggetti di osservazione all’interno dell’azienda
È destinata ai soggetti interni ed esterni È destinata ai soggetti interni (manager)
Applica obbligatoriamente il metodo della partita doppia Prescinde dal metodo della partita doppia; applica metodologie contabili ed extracontabili

In ragioneria viene utilizzata la contabilità generale.

  • Attraverso quale strumento? La sintesi delle rilevazioni contabili prodotte dalla contabilità generale consente di pervenire al bilancio di esercizio, che è il più importante documento di sintesi capace di rappresentare le dinamiche dei valori di un’impresa riferite ad un certo periodo di tempo.

Mediante il bilancio, l’azienda fornisce all’esterno informazioni circostanziate e sistematiche sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale in cui si trova. La tematica del bilancio di esercizio è regolata dai dettami del codice civile, secondo il quale esso si compone di Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa.

La sintesi che viene operata nel bilancio ha natura essenzialmente quantitativa. Ne deriva che il bilancio di esercizio non racchiude al suo interno tutte le informazioni che servirebbero per conoscere integralmente la situazione aziendale. L’aspetto quantitativo è infatti di importanza determinante, tuttavia non è sufficiente a identificare qualunque situazione aziendale se non in modo parziale.

  • Obiettivo del bilancio di esercizio? Il primo obiettivo è rappresentare la sintesi delle dinamiche aziendali riferite ad un certo periodo di tempo attraverso la determinazione del risultato economico di periodo, del capitale netto di funzionamento e dei flussi informativi di natura contabile:
  • Risultato economico di periodo (reddito). Il reddito può essere inteso come la variazione economica che ha subito il capitale conferito dalla proprietà per effetto della gestione. Se tale variazione è positiva, si ha un reddito positivo o utile; se la variazione è negativa, si ha un reddito negativo o perdita. Se, infine, la variazione è nulla, si ha un reddito neutro. Le componenti del reddito sono i costi e i ricavi:
    • I costi sono fenomeni economici derivanti dall’acquisizione di beni e servizi. Rappresentano gli oneri ed i sacrifici sostenuti per l’approvvigionamento di tutti i fattori necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa.
    • I ricavi sono fenomeni economici derivanti dalla concessione di beni e servizi prodotti dall’impresa e collocati sul mercato.
  • Capitale netto di funzionamento: è l’insieme dei beni, dei diritti a disposizione dell’azienda al netto delle eventuali obbligazioni per lo svolgimento dell’attività produttiva. Corrisponde al capitale netto determinato alla fine di ciascun esercizio, che viene fuori dalla rappresentazione della situazione del patrimonio, ed è dato dalla differenza tra attività e passività.
  • Flussi informativi di natura contabile: attraverso i sistemi informativi forniscono informazioni sui diversi aspetti della gestione aziendale osservata sia nella sua globalità sia nei suoi aspetti particolari.

Il secondo obiettivo è fornire le informazioni necessarie ad interpretare le grandezze di sintesi in relazione al sistema delle operazioni che le hanno generate.

Gli equilibri aziendali

  • Equilibrio economico: è l’attitudine dell’azienda ad operare in condizioni che consentano almeno di ripristinare la ricchezza consumata nello svolgimento della gestione. La ricchezza è intesa come insieme di risorse a disposizione per lo svolgimento dell’attività aziendale. È un concetto di flusso, dinamico, non riferibile ad un istante definito. Esso attiene al bilanciamento tra i ricavi di esercizio (intesi come frutto della gestione) e i costi di esercizio (cioè il valore economico del sacrificio dell’attività aziendale).
  • Equilibrio patrimoniale: è l’attitudine dell’azienda ad accumulare e mantenere un ammontare di ricchezza (patrimonio) che sia congruo rispetto agli investimenti necessari allo svolgimento delle sue finalità istituzionali. Esso attiene al bilanciamento tra i mezzi e le sostanze a disposizione dell’azienda (fonti) e le attività che l’impresa svolge per raggiungere il suo fine (impieghi).
  • Equilibrio finanziario: attiene al bilanciamento tra i flussi monetari in entrata e quelli in uscita, considerati in un determinato arco temporale. Esso può essere esaminato in senso statico come bilanciamento tra impieghi e fonti in un certo istante (foto), oppure in senso dinamico, come bilanciamento tra i movimenti finanziari che hanno determinato delle fonti finanziarie in un certo intervallo temporale (film).

Altre forme di rendicontazione (reporting)

  • Contabilità speciali: mirano a fornire risultati parziali afferenti a prescelti gruppi o sistemi di operazioni di gestione (esempi: contabilità analitica, contabilità di magazzino, etc.).
  • Rendicontazione extra-contabili: (esempi: bilancio del capitale intellettuale, bilancio sociale, bilancio ambientale, etc.).

Capitolo 2: I circuiti e i cicli della gestione

I circuiti aziendali

Il modello dei circuiti della gestione prende in considerazione solo le operazioni di gestione esterna. Le attività aziendali possono essere schematizzate in due circuiti fondamentali: il circuito della produzione e il circuito dei finanziamenti.

Dobbiamo poi distinguere due aspetti della gestione:

  • Aspetto originario: così è detto l’aspetto finanziario con riguardo alla oggettiva misurabile, attraverso variazioni di denaro.
  • Aspetto derivato: così è detto l’aspetto economico, con riguardo alla misurabilità derivata dalle variazioni. Esso deve spiegare la causa e le conseguenze delle variazioni di denaro in relazione alla ricchezza aziendale.

Esempio: un’azienda vende beni per €100 in contanti.

  • Aspetto originario: entrata di €100.
  • Aspetto derivato: ricavo di €100.

Il circuito della produzione

Le operazioni del circuito della produzione possono essere ricondotte a tre fasi:

  • Acquisizione dei fattori produttivi
  • Impiego dei fattori nei processi produttivi
  • Vendita dei beni/servizi ottenuti

Esempi:

  • Acquisto di materie prime per €100, pagamento in contanti
  • Vendita di prodotti per €180, pagamento in contanti
  • Acquisto di materie prime per €120, pagamento dilazionato (a 30 gg)
  • Vendita di prodotti per €180, pagamento dilazionato (a 60 gg)

Aspetto finanziario:

  • Futura uscita di denaro (debito di funzionamento)
  • Futura entrata di denaro (credito di funzionamento)

Aspetto economico:

  • - Ricchezza aziendale (costo)
  • + Ricchezza aziendale (ricavo)

I crediti e i debiti di funzionamento:

  • Sorgono nel momento in cui avviene lo scambio;
  • Sono valori momentaneamente sostitutivi di entrate e uscite e quindi costituiscono valori assimilabili al denaro;
  • Rappresentano dilazioni nel regolamento monetario di qualsiasi tipo di operazione;
  • Le entrate/uscite di denaro (variazioni monetarie) si manifestano alle scadenze definite con l’incasso dei crediti ed il pagamento dei debiti.

Il circuito della produzione evidenzia due dinamiche:

  • Dinamica finanziaria:
    • Diminuzione delle risorse liquide o sorgere dei debiti di funzionamento (acquisto di fattori produttivi);
    • Aumento delle risorse liquide o sorgere dei crediti di funzionamento (vendita di prodotti finiti).
  • Dinamica economica:
    • Sorgere dei costi (acquisto di fattori produttivi);
    • Conseguimento dei ricavi (vendita di prodotti finiti).

Il circuito dei finanziamenti

Le operazioni relative al circuito dei finanziamenti servono a dotare l’impresa dei mezzi monetari indispensabili per l’avvio e lo svolgimento della sua attività produttiva (dal punto di vista cronologico, tali operazioni precedono quelle relative al circuito della produzione proprio perché servono a dotare l’impresa dei mezzi monetari necessari all’approvvigionamento dei fattori della produzione specifici). L’approvvigionamento di mezzi monetari può venire da due fonti:

  • Dai proprietari dell’impresa sotto forma di capitale di rischio (finanz. con capitale proprio);
  • Da terzi finanziatori sotto forma di capitale di debito (finanz. con capitale di terzi).

Può accadere che in un dato istante l’azienda si ritrovi a disporre di mezzi monetari eccedenti il proprio fabbisogno indotto dal circuito della produzione e, dunque, decida di effettuare degli investimenti accessori per rendere fruttifere le proprie disponibilità monetarie; l’ipotesi più comune è che l’azienda presti temporaneamente questi mezzi monetari a terzi per riceverne una remunerazione (degli interessi attivi). Quindi abbiamo:

  • Finanziamenti a terzi;
  • Investimenti accessori.

Il circuito dei finanziamenti con capitale proprio

Rientrano in questo circuito le operazioni con cui i proprietari apportano i mezzi monetari che servono per l’acquisto dei fattori della produzione (sia all’inizio che durante l’attività aziendale) e le operazioni con cui un’azienda viene liquidata.

Esempi: Conferimento di capitale dai soci.

Aspetto finanziario:

  • + Denaro (entrata)
  • - Denaro (uscita)

Aspetto economico:

  • + Ricchezza aziendale (+ capitale)
  • - Ricchezza aziendale (- capitale)

Il circuito dei finanziamenti con capitale di terzi

Rientrano in questo circuito le operazioni con cui terzi finanziatori prestano mezzi monetari, anch’essi da investire, poi, nell’acquisto di fattori della produzione, e le operazioni con cui l’azienda si impegna a restituire i mezzi monetari ricevuti in prestito ed a corrispondere a titolo di remunerazione gli oneri finanziari con le modalità e nella misura contrattualmente stabilita.

Esempio: Ottenimento di un prestito bancario per €200.

Aspetto finanziario:

  • + Denaro (entrata)
  • - Denaro (uscita di €220)

Aspetto economico:

  • Futura uscita di denaro (debito di finanziamento)
  • - Ricchezza aziendale (costo di €20)

I crediti e i debiti di finanziamento:

  • Nascono quando l’oggetto della negoziazione è il denaro;
  • I valori nominali dei finanziamenti vengono esclusi dall’aspetto economico della gestione in quanto non rappresentano variazioni della ricchezza aziendale;
  • La differenza tra concesso e restituito entra nella formazione della ricchezza aziendale:
    • Gli oneri connessi ai finanziamenti ottenuti rappresentano diminuzioni della ricchezza;
    • I proventi, al contrario, rappresentano incrementi della ricchezza.

Il circuito dei finanziamenti con capitale di terzi evidenzia due dinamiche:

  • Dinamica finanziaria:
    • Aumento delle risorse liquide e contestuale sorgere del debito di finanziamento (inizio del circuito);
    • Diminuzione delle risorse liquide e contestuale estinzione del debito di finanziamento (fine del circuito).
  • Dinamica economica: Sorgere dei costi (oneri finanziari) legati alla remunerazione del capitale ottenuto da terzi.

Capitale proprio e capitale di terzi

Capitale proprio Capitale di terzi
Rappresenta il conferimento effettuato dai soci o dall’imprenditore per il quale condivideranno i rischi futuri; L’azienda sostiene degli oneri per la disponibilità temporanea del denaro;
Viene conferito all’azienda senza alcun obbligo di restituzione; Deve essere rimborsato a scadenze prefissate;
Può essere conferito sotto forma di mezzi monetari oppure apportando fattori produttivi utili; Nel caso in cui non venga restituito, i finanziatori possono anche richiedere il fallimento dell’impresa e sono privilegiati nel rimborso delle somme derivanti dalla liquidazione.
Può essere conferito in momenti differenti;
La remunerazione è variabile e dipende dai risultati raggiunti.

Il circuito dei finanziamenti a terzi

Rientrano in questo circuito le operazioni con cui l’impresa presta temporaneamente a terzi mezzi monetari, che non si ritiene opportuno impiegare nell’acquisto di fattori produttivi.

Esempi: Prestito ad un’altra società per €100.

Aspetto finanziario:

  • - Denaro (uscita)
  • + Denaro (entrata per €105)

Aspetto economico:

  • Futura entrata di denaro (credito di finanziamento)
  • + Ricchezza aziendale (ricavo per €5)

Il circuito dei finanziamenti (schema generale)

Il circuito dei finanziamenti può essere così schematizzato:

Aspetto finanziario e aspetto economico della gestione

  • L’aspetto finanziario si collega alle variazioni di:
    • Numerario certo (denaro) e assimilato (crediti e debiti di funzionamento), in connessione allo svolgimento delle operazioni nel circuito della produzione;
    • Crediti e debiti di finanziamento, in connessione allo svolgimento delle operazioni nel circuito dei finanziamenti.
  • L’aspetto economico costituisce un aspetto derivato da quello finanziario e si qualifica “economico” in quanto connesso alla formazione della ricchezza aziendale (costi/ricavi e aumenti/riduzioni di capitale proprio).

La classificazione delle operazioni e delle variazioni di valore

Variazioni finanziarie positive Variazioni finanziarie negative
Aumento di denaro Diminuzione di denaro
Aumento di entrata assimilata (credito di funzionamento) Aumento di uscita assimilata (debito di funzionamento)
Aumento di crediti di finanziamento Aumento di debiti di finanziamento
Diminuzione di uscite assimilate (debito di funzionamento) Diminuzione di entrate assimilate (credito di funzionamento)
Diminuzione di debiti di finanziamento Diminuzione di crediti di finanziamento
Variazioni economiche positive Variazioni economiche negative
Ricavi Costi
Rettifiche di costi Rettifiche di ricavi
Aumento di capitale proprio Riduzione di capitale proprio

Le rilevazioni in contabilità generale si attivano in presenza di una variazione finanziaria originaria. Tale variazione originaria viene riclassificata, nel caso non sia compensata da una variazione finanziaria di segno opposto (esempi: il pagamento di un debito o l’incasso di un credito), in una variazione economica di reddito o di capitale nell’ambito del modello dei circuiti.

Capitolo 4: La partita doppia

Per rilevare le dinamiche aziendali la contabilità generale si avvale del metodo della partita doppia, un metodo contabile che si avvale del conto quale strumento di rilevazione.

Il conto

Il conto è lo strumento fondamentale della rilevazione in partita doppia. Può essere considerato come una serie di scritture relative a un determinato oggetto, le quali hanno lo scopo di seguire il suo ammontare e le sue variazioni. Le quantità che vengono utilizzate nell’ambito del metodo della partita doppia sono i valori.

Il conto, quindi, è uno strumento di rilevazione dei valori ed accoglie i valori iniziali e le successive variazioni dei valori riferiti ad uno specifico oggetto. In un’azienda possono esserci tanti conti quanti sono i fatti aziendali che i contabili ritengono necessari da presentare a terzi, e variano in base alle necessità del caso. Più sono i conti, più risulterà facile a terzi fare le relative valutazioni. La pluralità di conti correlati tra loro, derivanti dal processo di rilevazione dei fatti di gestione che determinano variazione degli oggetti di conto nel tempo, è detta sistema contabile.

Esempio 1: il conto CASSA rappresenta la serie di scritture relative all’oggetto “denaro contante disponibile presso la cassa aziendale”.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antonio31002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Rizza Carmela.
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