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Riclassificazioni del conto economico

I bilanci vengono redatti sulla base di 3 fonti:

  • La dottrina economico-aziendale
  • La normativa civilistica vigente
  • La normativa fiscale vigente (T.U.I.R, testo unico sulle imposte sui redditi)

Il conto economico secondo lo schema civilistico (art.2425 c.c.) non consente di analizzare alcuni aspetti della gestione; in particolar modo non distingue la gestione tipica (caratteristica) da quella atipica, dunque non consente di capire qual è il contributo che ciascuna area di gestione dà al reddito globale. Difatti i componenti della gestione atipica sono contenuti all'interno:

  • Del valore della produzione (A) alla voce A5 “altri ricavi e proventi”
  • Dei costi della produzione (B) alla voce B10 “altre svalutazioni” le quali hanno carattere straordinario.
  • Dei proventi ed oneri finanziari (C) alla voce C15 “proventi da partecipazioni” e C16 “altri proventi finanziari”.

Il conto economico a ricavi e costi del venduto

Questa riclassificazione mette in evidenza quanto è costato ciò che si è venduto; dunque quante sono state le vendite, le dimensioni che hanno assunto e il costo dei fattori produttivi. Questo schema è utilizzato perlopiù dalle imprese commerciali, le quali acquistano in un luogo per vendere in un altro.

  • Le poste da 1 a 16 riguardano la gestione operativa caratteristica.
  • La posta 3, data da ricavi lordi di vendite – resi su vendite ci dà un risultato parziale netto, ovvero i “ricavi netti di vendita”.
  • Le poste da 4 a 9 riguardano i fattori produttivi.
  • La posta 12 ci dà il “costo industriale netto”.
  • La posta 13 è data da ricavi netti di vendita – costo industriale netto (3 – 12) e ci dà il “risultato lordo industriale”, che è un risultato parziale lordo.

Rimanenze iniziali e finali

4. Rimanenze iniziali di materie prime, semilavorati e prodotti finiti indica le consistenze (stock) delle rimanenze iniziali nei tre stadi tutti insieme. Queste sono “componenti negative di reddito”. Sono anche dette “primi costi” perché riguardano acquisti effettuati in esercizi precedenti. Non hanno rimanenze iniziali le aziende di servizi e le aziende al primo anno di vita.

11. Rimanenze finali di materie prime, semilavorati e prodotti finiti indica le consistenze (stock) delle rimanenze finali nei tre stadi tutti insieme. Rappresentano una “rettifica di componenti negative di reddito”, poiché sono costi che andranno ad incidere nel prossimo esercizio.

Retribuzioni e produzioni interne

6. Retribuzioni industriali e oneri relativi sono le retribuzioni riconosciute ai dipendenti dell’area operativa caratteristica. Non rientrano tra queste quelle riconosciute a chi si occupa di commercio o amministrazione.

10. Produzioni interne capitalizzate si tratta delle costruzioni in economia, cioè realizzate all’interno dell’impresa utilizzando i propri fattori produttivi. Queste vengono sottratte dalla determinazione del costo del venduto perché il valore dell’immobilizzazione coincide almeno con la somma dei fattori produttivi utilizzati per realizzarla, che sono già contabilizzati nelle voci da 5 a 9.

Risultato lordo industriale

13. Risultato lordo industriale (3-12) rappresenta la posta più significativa di questo schema, poiché ci dice quanto i costi del venduto abbiano inciso effettivamente sui ricavi di vendita. Se la posta 13 è negativa bisogna capire se ciò è dovuto alla voce 3 (ricavi netti di vendita) perché:

  • Il prezzo non è abbastanza remunerativo
  • Le quantità non sono giuste per il mercato

Oppure se è dovuto alla voce 12:

  • Le rimanenze iniziali sono ingenti
  • I fattori produttivi sono comprati a prezzi troppo alti
  • Le retribuzioni ai dipendenti sono eccessive.

Se al risultato lordo industriale togliamo i costi commerciali ed amministrativi, ed i proventi ed oneri tipici, otteniamo alla voce 17 il “risultato operativo caratteristico”.

  • Le poste da 18 a 20 la gestione operativa extracaratteristica.
  • E la posta 21 è il “risultato operativo globale”. Questo è il risultato che deriva dalle attività operative, ovvero poste in essere in maniera sistematica ed intenzionale dal management. Se il risultato operativo caratteristico è positivo ciò vuol dire che le decisioni manageriali riescono a gestire i costi.

Risultato operativo e risultato ordinario

La voce 22 è data dagli oneri finanziari, che riguardano il costo del denaro di terzi; sottratti al risultato operativo globale ci danno il “risultato ordinario” alla voce 23.

Se al risultato ordinario togliamo i proventi ed oneri straordinari alla voce 24, che possiamo chiamare anche “sopravvenienze ed insussistenze”, otteniamo il “risultato prima delle imposte” alla voce 25. I proventi ed oneri straordinari non necessariamente sono extraoperativi; straordinario vuol dire “raro” ma ciò non toglie che possono riguardare anche la gestione operativa; il decreto legislativo 139 del 2015 elimina la lettera E, riguardante la gestione straordinaria all’interno del C\E, considerando invece i proventi ed oneri straordinari nella gestione operativa.

Se alla voce 25 togliamo le imposte otteniamo il risultato finale netto (voce 27). La voce 26 riguarda le imposte che si distinguono in:

  • Imposte anticipate -> sostenute nell’esercizio precedente ma di competenza dell’esercizio in questione o dei successivi
  • Imposte correnti
  • Imposte differite -> sostenute nell’esercizio in questione ma di competenza di esercizi successivi

Se la 17 (risultato operativo caratteristico) è negativa, mentre la 27 (risultato netto) è positiva:

  • L’azienda fa operazioni finanziarie speculative (18,19,20) che riescono a coprire la gestione operativa.
  • Ci sono proventi straordinari elevati
  • Ci sono imposte positive (crediti verso l’erario)

Il conto economico a ricavi e costi del venduto

La riclassificazione del C\E a valore della produzione è finalizzata a far comprendere qual è il valore della produzione (sia venduta che immagazzinata) e qual è il plusvalore generato dalla gestione. Questa riclassificazione mette in evidenza quanto è costato ciò che si è prodotto; è lo schema che può essere utilizzato sulla base di quello civilistico. Infatti viene utilizzato per assolvere ad obblighi giuridici di pubblicità sorti con il recepimento della 4° direttiva CEE. Viene utilizzato perlopiù dalle imprese industriali che svolgono un processo di acquisizione-trasformazione-vendita.

  • Le poste da 1 a 15 riguardano la gestione operativa caratteristica.
  • Le poste da 1 a 20 la gestione operativa caratteristica e non.
  • Le poste da 21 a 25 le altre aree di gestione, ossia finanziaria straordinaria e tributaria.
  • La posta 26 è il risultato finale netto.

Variazione nelle rimanenze e produzioni interne

4. Variazione nelle rimanenze di semilavorati e prodotti finiti (RF-RI) Nel primo schema di riclassificazione le rimanenze sono considerate indistintamente (materie prime, semilavorati e prodotti finiti) sottoforma di stock, ovvero di consistenze, e sono componenti negative di reddito. Nella riclassificazione a valore della produzione vengono considerate sottoforma di flussi, ossia di variazioni; e vengono considerate in maniera diversa a seconda della fase del ciclo di produzione. Infatti la voce 4 riguarda solo i prodotti finiti ed i semilavorati, in quanto questi concorrono a formare il “plusvalore generato dalla gestione”, motivo per cui sono considerate componenti positive di reddito.

Dunque nel calcolo della produzione tipica complessiva (voce 7):

  • Se le RF>RI allora la variazione di prodotti finiti e semilavorati va ad incrementare il valore della produzione. Le considereremo con segno +.
  • Se le RF<RI la variazione va a diminuire il valore creato dalla gestione e le valuteremo con segno -.

5. Produzioni interne capitalizzate Anch’esse, a differenza di quanto avviene nella riclassificazione a costo del venduto, vengono considerate componenti positive di reddito perché fanno parte della produzione. La voce 7, data dalla somma delle precedenti, ci dà la produzione tipica complessiva. Se ciò che ho prodotto è stato integralmente venduto (il che è inverosimile) allora la voce 3 = voce 7.

Variazione rimanenze di materie prime e consumi

9. Variazione rimanenze di materie prime (RF-RI) A differenza di quanto avviene per i prodotti finiti e semilavorati, la variazione di materie prime viene considerata una componente negativa di reddito; poiché si tratta di fattori produttivi non ancora avviati alla produzione.

  • Se RF>RI allora dobbiamo aggiungere nel calcolo del costo complessivo della produzione tipica (+)
  • Se RF<RI allora dobbiamo sottrarre nel calcolo del costo complessivo della produzione tipica (-)

10. Consumi di materie prime (acquisti +- variazione) Questa posta tiene in considerazione sia le materie prime che si sono acquistate nell’esercizio sia di ciò che si aveva già a disposizione all’inizio dell’esercizio. La voce 15 è il costo complessivo della produzione tipica. La voce 16, data da 7-15, è il risultato operativo caratteristico. È la posta più importante di questo schema di riclassificazione perché ci consente di capire quanto hanno inciso i costi di produzione nel valore complessivo della produzione. Il resto delle voci è identico allo schema di riclassificazione a costo del venduto.

Donna Fugata 2005

Bilancio precedente al decreto legislativo 139/2015. Lo si vede immediatamente della presenza della lettera E nel Conto Economico, ovvero "proventi e oneri straordinari".

Fatturato

Nel 2005 su un fatturato di 14 305 114 ha avuto un utile netto di 807 000. Nel 2004 su un fatturato di 14 208 999 ha avuto un utile netto di 1 118 000.

Rimanenze di semilavorati e prodotti finiti

A2. Rimanenze di semilavorati e prodotti finiti -72162. Ciò vuol dire che le RF<RI. Per verificarlo vado nello S/P e prendo gli "stock" ovvero i valori delle rimanenze nel 2005 e nel 2004 I semilavorati sono diminuiti da 1 881 645 a 1 530 734. I prodotti finiti invece sono aumentati da 1 231 278 a 1 510 028. Abbiamo un movimento diminuitivo nel secondo stadio delle rimanenze ed un movimento aumentativo nel terzo. 278750 - 350911 = - 72 162. RF-FI (2005-2004).

Rimanenze materie prime

29 542 Variazione delle rimanenze di materie prime. Riduzione di materie prime. È una variazione che influenza negativamente il reddito. RF<RI perché influenza negativamente, fa parte dei costi ed ha lo stesso segno della stringa di costi. Per RF>RI invece miglioriamo il reddito d'esercizio. E si avrà segno meno. Ma produrrà un effetto rettificativo all'interno di una stringa in cui sono tutti costi. Il segno - riduce la sommatoria dei costi. Dunque l'influenza positiva delle rimanenze di materie prime deve rilevarsi con segno -.

Consumi

Il nostro codice civile ha deciso di non rilevare i consumi. Che potremmo calcolare, così come facciamo nella riclassificazione a valore della produzione (8 +- 9), ovvero acquisti di materie prime +- variazione.

Costi per il godimento di beni di terzi

B8. Nonostante il principio di prevalenza della sostanza sulla forma, non possono essere iscritti nello S/P.

Reddito operativo

L' A-B ovvero il nostro "reddito operativo della gestione caratteristica" ci dice che il valore della produzione è stato in grado di coprire i costi ed ha anche generato un margine lordo, un reddito lordo robusto e importante.

Interessi passivi e indebitamento

Come ogni azienda che abbia un certo grado di indebitamento, bisogna prestare attenzione alla lettera C17. Bisogna immediatamente andare a verificare la struttura tra mezzi propri e mezzi di terzi nello S\P. Capitale acquisito --> totale del passivo. Capitale investito= k--> totale dell'attivo. Ovviamente sono uguali. Il capitale investito è 24 670 787. Quanta parte è capitale nostro? Lo vediamo dal totale del patrimonio netto 5 354 990. Patrimonio netto / capitale investito = 22%. Dunque 20% circa è mezzi propri, l'80% invece mezzi di terzi.

Conti d'ordine

Garanzie reali ad altre imprese --> Donna Fugata ha ingenti debiti verso le banche poiché in quel periodo (soprattutto negli anni successivi al 2005) e per poter fare questo ha bisogno di prestare idonee garanzie. Iscrivendo ipoteche sugli immobili. 7.629.497 è il valore di questi "gravami", di queste ipoteche. Quali sono queste "altre imprese"? Sono le banche!

Reddito operativo e reddito netto

Non basta vedere l' A-B. Ma bisogna vedere cosa succede al reddito netto. Anche perché la separazione tra l'area operativa ed extraoperativa risponde anche a differenti esigenze del management e della governance. Non si può dare una risposta se è più importante il RO o il RN. L'A-B è controllabile dal management; la proprietà vuole i dividendi... Dunque nel mondo del business si ragiona al contrario. La proprietà decide a priori il tasso di rendimento che vuole ottenere nel momento in cui investe del denaro. Anche perché fa delle valutazioni di investimenti alternativi a parità di rischio. Noi passiamo da RO (2 306 000) a RN (806 000), ciò significa che la gestione extraoperativa ha assorbito più di 1 milione e mezzo. Questo è un caso non distonico (coerente) e c'è una situazione armoniosa in senso positivo perché:

  • Incrementa il fatturato
  • Incrementa il valore della produzione
  • Ma è leggermente diminuito l'A-B.

E si riduce anche il reddito netto. Qualunque bilancio voi prendiate dovete immediatamente focalizzare le quantità fondamentali:

  • Il fatturato A1. È un dato oggettivo.
  • Il valore della produzione
  • Se aumentano entrambi abbiamo una situazione armoniosa positiva. Potrebbe anche diminuire uno ed aumentare l'altro.
  • L' A-B, capire la dinamica del reddito operativo
  • Il reddito netto

Nota integrativa

"Il presente documento è conforme alle scritture contabili ed è redatto nel rispetto della vigente normativa". Non dite mai che un bilancio è "vero e reale". Con il bilancio noi attestiamo la conformità.

La relazione sulla gestione dà informazioni su costi, investimenti e l'attività gestionale. Si commentano i risultati. La relazione del collegio sindacale. Il verbale dell'assemblea. I soci si sono riuniti entro giugno 2006 per l'approvazione del bilancio del 2005. Cosa deliberano? Decidono la destinazione del risultato d'esercizio.

Relazione tra fatturato e valore della produzione

L’incremento del fatturato è di per sé un fattore positivo, perché vuol dire che l’impresa ha avuto successo: maggiori clienti, prezzi più remunerativi, maggiori quantità vendute etc. Tuttavia l’andamento di un esercizio non dipende solo dal fatturato, ma da tanti altri fattori, tra cui il valore della produzione. Difatti potrebbe verificarsi che nonostante il fatturato sia cresciuto, non sia altrettanto cresciuto il valore della produzione o viceversa.

  • 1) Il fatturato cresce, il valore della produzione cresce. Si tratta di una situazione armoniosa in senso positivo in quanto entrambi crescono. Donnafugata 2007. Un esempio è il bilancio laddove l’aumento del valore della produzione è dato dall’incremento del valore del magazzino: le rimanenze di prodotti finiti e semilavorati sono state valutate ad un valore maggiore rispetto all’anno precedente.
  • 2) Il fatturato decresce, il valore della produzione decresce. Si tratta di una situazione armoniosa in senso negativo in quanto entrambi decrescono. Donnafugata 2010. Un esempio è il bilancio, in cui al contrario il valore della produzione diminuisce perché le rimanenze sono valutate ad un valore più basso rispetto all’anno precedente.
  • 3) Il fatturato decresce, il valore della produzione cresce. Si tratta di una situazione disarmoniosa però positiva, perché nonostante il fatturato diminuisca, ciò non ha un effetto negativo sul valore della produzione, in quanto altri fattori ne hanno determinato l’aumento. In questi casi bisogna considerare che:
    • Quello che si è prodotto e non venduto, lo si venderà nei prossimi anni
    • Potremmo aver sbagliato la programmazione delle vendite per l’anno (erano troppe!)
    • Potrebbe essere diminuita la domanda
  • 4) Il fatturato cresce, il valore della produzione cresce. Si tratta di una situazione disarmoniosa negativa, perché l’aumento del fatturato non ha inciso nel valore della produzione, addirittura altri fattori ne hanno comportato la diminuzione. Un esempio è il bilancio Calatrasi 2011 in cui la diminuzione del valore della produzione è legata ad una variazione delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati negativa, RF-RI< 0.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fedeconomy957 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilanci aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Torcivia Sebastiano.
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