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Developments in tool making“for extended time periods very little changes”

KEY: Come passiamo da questi utensili ai simboli? oggetti (1°) che servono a

fare qualcosa (2°) oggetti che dicono qualcosa a qualcuno [tatuaggi !!]

UMANI: LA SPECIE SIMBOLICA

Dal comportamento strumentale al comportamento simbolico

“l'unico criterio biologicamente innegabile per definire l'umanità è la presenza

Leroi-Gourhan

dello strumento [outil]. ( , 1957, p. 69)

PRIMA LEZIONE cognitiva

Complessità

Capire come passiamo dagli utensili ai simboli scatta qualcosa e gli

oggetti sono qualcosa che dicono qualcosa a noi

. . questo mondo [il mondo umano] non fa eccezione a quelle regole biologiche

che governano la vita di tutti gli altri organismi. Eppure nel mondo umano

troviamo una nuova caratteristica che sembra essere il segno distintivo della

vita umana. [...] Tra il sistema recettore (organi di senso, ci permettono di

costruire una rappresentazione del mondo) e il sistema effettore (movimento) ,

che si trovano in tutte le specie animali, troviamo nell'uomo un terzo

collegamento che potremmo descrivere come il sistema simbolico. Questa

nuova acquisizione trasforma l'intera vita umana. Rispetto agli altri animali,

l'uomo vive non solo in una realtà più ampia; vive, per così dire, in una nuova

Ernst Cassirer (4 volumi sulla transizione al

dimensione della realtà. -

simbolico)

TEMA DEL SIMBOLO 

Sistema recettore organi di senso

Sistema effettore movimento

Il sistema simbolico c’è una caratteristica che sembra distinguerci da tutti gli

altri animali (Achtung quando ci si riferisce a determinate caratteristiche che si

pensa possa avere solo l’uomo…ci sono anche animali molto “intelligenti” tipo

corvo) dissimulazione/ intelligenza macchiavellica solo l’uomo può

 

CREARE UN MONDO PARALLELO – immaginare, creare con arte (quello che

nessun altra creatura fa) IL CORVO NON HA LA NECESSITA’ DI CREARE

MONDI PARALLELI. Duplicare il mondo

ma cosa fa scattare questa scintilla ci fa trasformare gli oggetti da cose che

servono a cose che dicono cose a qualcuno (di una realtà parallela alla realtà

del mondo fisico)? IPOTESI

Il processo creativo(caratteristica specificamente umana di uscire dal corpo, di

esternalizzarsi dal corpo creando mondi paralleli rendendo immagine/

parlando esternalizzo), nonostante la sua articolazione come progressiva

astrazione ed esternalizzazione dal corpo, mantiene intatti i legami corporei,

non solo perché il corpo è lo strumento della produzione creativa di simboli, ma

anche perché è lo strumento principale della loro ricezione.

Processo creativo di uscire dal corpo non sono le cose/ gli animali veri, ma

sono in grado di immaginarli, metterli in immagine. ANCHE LA PAROLA 

esternalizzo , quello che ho dentro

Esternalizzando un oggetto, un qualcosa quello resta (pitture rupestri) anche

quando noi non ci siamo più

Il corpo è necessario per produrre le immagini ed è anche quello che serve per

fruirle IPOTESI

L'esternalizzazione progressiva mediata dei formati rappresentazionali

corporei, originariamente evoluti per consentire i nostri contatti con il mondo

fisico reale, porta alla creazione di simboli.

• L'esternalizzazione astratta derivata dalla rappresentazione di ciò che è reale,

e prima di tutto formulata dal linguaggio, ha le sue radici nel trascendere il

corpo rimanendo entro i suoi limiti, secondo il meccanismo della simulazione

incarnata.

X agire nel mondo abbiamo bisogno di un organizzazione, all’interno del

sistema nervoso centrale, che è quella che ci fa muovere, che ci fa fare delle

azioni, che è quella che ci fa provare nell’esperienza del mondo delle emozioni

e delle sensazioni = FORMATO RAPPRESENTAZIONALE (modalità di

funzionamento di certe aree del cervello che obbedisce a certe regole/ mappe/

schemi attraverso quegli schemi sento quello che sento, provo quello che

provo)

Schemi/ formati rappresentazionali noi li utilizziamo anche x immaginare il

mondo x tradurre quei simboli in un oggetto materiale i nostri

significati/emozioni/azioni si trasformano x la nuova funzione del “significare

qualcosa”, di stare al posto di qualcosa che non c’è

Esternalizzazione del senso ,di immagini/pensieri/idee deriva dalla

rappresentazione del reale viene utilizzata x creare i simboli e raggiunge una

complessità/sofisticazione irreversibile (=invenzione del linguaggio)

Anche quando non usiamo il linguaggio per parlare ma per scrivere, ha le sue

radici ancor nel corpo (1. È stato il corpo a realizzarlo 2. X comprenderlo/ x

attribuirgli un senso CREO E RECEPISCO I PRODOTTI DELLA CREATIVITA’)

LA CORPOREITA’ HA UNA DOPPIA FUNZIONE 1) PRODURRE QUALCOSA CHE

ESCE DAL CORPO/CREA IL SIMBOLO 2)E’ LO STRUMENTO PRINCIPALE

DELL’ESPERIENZA/COMPRENSIONE DEL SIMBOLO

Ritualizzazione come performance culturale

La sua rilevanza per l'espressione di forme simboliche

Pietra di blombos, vicino a città del capo, sud africa Uno dei primi segni del

pensiero simbolico. Incisioni geometriche.

CHE COSA PERMETTE IL PASSAGGIO A PROD STH UTILE VS PROD STH

“INUTILE”, SIMBOLICO?

La chiave di volta sia la pratica, l’attività motoria che porta alla produzione di

questo oggetto

Attraverso un opera di ritualizzazione lascio un segno / traccia della mia

azione di un azione che ho fatto ma che adesso ho smesso di fare la mia

azione mi permette di lasciare un segno. Quel segno sta al posto del mio agire

“MA IN NATURA CI SONO TRACCE LASCIATE DA QUALCOSA CHE NON E’ PIU’ LI”

– impronte

C’è qualcosa però che rende unica l’azione del tagliare (1- traccia + duratura)

(2-) LA TRACCIA, IL SIMBOLO E’ IL RISULTATO DELL’AZIONE associazione di

azione + conseguenza che rimane

IL FATTO CHE LA TRACCIA SIA IL RISULTATO DELLA MIA AZIONE, RENDE PIE’

EVIDENTE QUESTA ASSOCIAZIONE è possibile che sia più facile capire, per altri,

che quei segni volevano dire qualcosa di un azione terminata

[Unica la traccia lasciata del tagliare , la traccia dell’uomo la traccia, il segno

è il risultato dell’azione AZIONE + CONSEGUENZA DELL’AZIONE rimane

 

anche quando io ho finito l’azione]

Un simbolo è efficace se dice qualcosa a qualcun altro x comunicare ,

“condiviso” nella comunità. Se ci sono dei simboli che valgono per noi stessi …

che ci fai se non lo puoi usare x comunicare con qualcun altro.

Come si passa alla diffusione di questa ipotetica scoperta di un individuo e

diffonderla, come una nuova tecnologia cognitiva, come una cultura del

gruppo, qualcosa che viene condiviso dal gruppo? CON TRASFORMAZIONE DI

QUEL COMPORTAMENTO DA OCCASIONALE/ DAL TROVARE L’ASSOCIAZIONE IN

QUALCOSA CHE DIVENTA UN’ABITUDINE, UN RITO

Ritualizzazione

Concetto di rito/ ritualizzazione non solo umano, anche in altre specie

 

comportamenti tramandato di generazione in generazione, è ritualizzato

Zoologia:

• “Il processo evolutivo mediante il quale un'azione o un modello di

comportamento in un animale perde la sua funzione originaria,

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartaBaggs di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Arti e neuroscienze cognitive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Gallese Vittorio.
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