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MASSA E POTERE

Questo testo comincia con un gran numero di persone, la massa, poi passa verso la muta e arriva fino al

‘’potente nudo ’’. Nessun sistema di potere non può esistere senza una dose di consenso, non totale ma più

parziale, che permette al potere di vivere. Il potere del potente deriva dal basso.

La massa:

Canetti dice che la massa è il rovesciamento del timore di essere toccati, quindi quella paura di essere

esposti al pericolo. Da questo si capisce la fragilità dell’essere umano ed è proprio da questo tema che

Canetti parte. Il contatto innocuo e l’aggressione pericolosa sono facce della stessa medaglia, Canetti ci

ricorda che questa ambivalenza è ben descritta dal termine angreifen, che nella sua valenza positiva può

essere tradotto con protendersi per prendere o toccare, ma che nel sostantivo Angriff mantiene il significato

negativo di aggressione. La paura di essere toccati ha diverse forme.

Le diverse forme della paura di essere toccati:

1. Ignoto ciò che non conosciamo. Qualcosa che ci spaventa e a cui dobbiamo dare una

spiegazione. L’ignoto spaventa perché non si conosce e dentro l’ignoto ci sono un’infinita

possibilità di pericoli. ➔

2. Essere divorati (afferrati) questo timore ha un’origine antropologica ben precisa: il dinofelis

(leone con denti a sciabola ma più piccolo). Bob Brain scoprì questo animale scavando dentro

delle caverne vulcaniche, trovando due tipi di reperti biologici: ossa di primati (soprattutto

teschi) e ossa del dinofelis. Il fatto che noi convivessimo con questo animale si può spiegare in

due modi (un’ipotesi non esclude l’altra):

• Noi fossimo l’animale prediletto di questo predatore

• La seconda spiegazione, che non esclude la prima ma la rende più spaventosa, parte

dal presupposto che noi eravamo animali predati ma anche del fatto che Bob Rein si

chiede perché ha trovato tutto ciò nelle caverne vulcaniche? In quel periodo storico

tra il giorno e la notte c’era un’enorme escursione termica, di notte l’ambiente esterno

era poco vivibile, quindi gli animali a sangue caldo si rifuggivano nelle caverne

vulcaniche spente perché erano un riparo e perché ancora mantenevano un livello di

calore che permetteva un livello di sopravvivenza più alto rispetto all’esterno.

Questa seconda ipotesi è più spaventosa perché presuppone che per motivi ambientali i nostri

antenati siano stati obbligati a condividere l’unico spazio vivibile con i propri predatori.

Canetti dice che in natura sono presenti due tipi di potere: il potere di afferrare (predatore) e

quello di non essere afferrato (preda) ma sono equivalenti.

Siamo fortemente esposti ai condizionamenti dettati dalla paura, elemento identitario ed

elemento centrale della costruzione dell’identità collettive, individuali e fa parte del mercato

politico.

Ci sono due tipologie di paura: ludica e quella del mercato politico. La cosa che fa più paura

alla collettività è il traditore interno (qualcuno che vive con noi che è come noi ma vuole tradire

i propri compagni, smonta dall’interno), non lo straniero esterno perché esso ci rafforza.

La massa è il rovesciamento del timore di essere toccati nella massa non c’è più il timore dell’ignoto ma

c’è un rovesciamento di queste condizioni perché nella massa non abbiamo più la nostra identità ma ha la

sua identità.

Le qualità della massa ➔

Quando Canetti parla di massa da una definizione precisa la massa ha delle condizioni, delle

caratteristiche e delle qualità che la differenziano dall’agglomerato. Se manca una di queste 4

caratteristiche della massa non ci troviamo davanti a una massa secondo quella che è la definizione di

Canetti. Una caratteristica può essere più sfumata dell’altra (questo determina il tipo di massa che si ha di

fronte) ma tutte e 4 devono essere sempre presenti:

1. Crescita la massa per sua natura vuole sempre crescere di numero, la massa naturale è una massa

aperta che vuole aumentare sempre più di numero perché più aumenta di numero, più è potente sia

come azione che come capacità di confrontarsi con la morte. Più la massa è grande e più sopravvive

a ciò che va incontro. Originariamente era una crescita del numero perché si viveva in un contesto

naturale estremamente rischioso. Tutto ciò viene dall’osservazione della natura. Ha a che fare con

un organismo che più è numero più è potente, è una percezione emotiva.

2. Uguaglianza l’uguaglianza di cui parla Canetti è uno degli elementi centrali grazie a cui si riesce

ad avere il rovesciamento del timore di essere toccati perché il concetto di uguaglianza di Canetti è

quello della perdita dell’individualità, io come singolo non ci sono più, le mie specificità, la mia storia

di vita non c’è più, non c’è più il confine fisico, quindi io divento una molecola di un organismo che

mi trascende (La massa produce l’annullamento di ogni indifferenza, produce l’annullamento di ogni

individuo). L’uguaglianza di cui parla Canetti è lo sciogliersi di tutte le individualità, quindi di tutte le

differenze, in un unico corpo più vasto ed è grazie a questo che si può rovesciare il timore di essere

toccati. In quel contesto, la coscienza di morte che ci differenzia da tutti gli altri esseri viventi

scompare perché siamo uguali nella massa. L’uguaglianza è una percezione molto piacevole da

provare perché nel momento in cui abbandoni te stesso, in un attimo ti liberi di problemi, ansie,

paure. ➔

3. Concentrazione da un punto di vista fisico, vuol dire essere stretti gli uni contro gli altri. È

importante perché ci aiuta a percepire in maniera diretta quella perdita dei confini individuali che è

alla base dell’uguaglianza (es. autobus si ha paura di trovarsi accanto a qualcuno, nel concetto di

massa accade il contrario). Questa stretta gli uni con gli altri è piacevole perché ci spinge in una

dimensione emotiva dell’abbandono dei nostri limiti, dell’abbandono della nostra fragilità. Tutto

questo meccanismo non è razionale, è tutto emotivo, è un principio sostanzialmente emotivo. La

concentrazione è quello stare pressati che aiuta il senso di perdita di se.

4. Direzione o scopo la massa è massa solo quando tutti quanti hanno lo stesso obiettivo cioè si

trovano insieme per uno scopo comune. Deve essere lo scopo della massa, non del singolo, non deve

essere uno scopo individuale (es. 1000 persone in fila alle poste).

Queste quattro caratteristiche possono avere un peso e una preponderanza differenti ma devono esserci

sempre tutte e quattro.

Tipologie di massa:

• ➔

Massa aperta è considerata massa naturale. È presente anche in natura, non necessariamente

negli animali ma anche, per esempio, nell’osservazione che gli uomini fanno dei fenomeni naturali.

La massa aperta predilige la prima caratteristica, nella massa aperta tutti possono entrare, non ha

limiti alla partecipazione, non discrimina. Alla massa aperta interessa solamente che tu entri a

partecipare. È una massa poco controllabile, difficilmente guidabile da un punto di vista politico ed

è una massa che difficilmente dura in eterno. La massa aperta è molto facile da formarsi ma

difficilissima da gestire. La disgregazione subentra non appena cessa di crescere. La massa aperta

non richiama a un’identità.

• ➔

Massa chiusa chiusa perché la sua preponderanza non è sulla crescita ma cresce lo stesso. La

massa è chiusa perché cerca di mettere una ‘’pezza’’ che si trova nella massa aperta, dura poco.

Mentre la massa aperta arriva all’obiettivo velocemente e una volta raggiunto si scioglie e scompare,

la massa chiusa sacrifica la crescita, la limita, perché così dura nel tempo. Esempio: masse religiose,

masse politiche, le nazioni, le ideologie di vario tipo (es. novax). Accade che, a differenza della massa

aperta, la massa chiusa si da un confine che può avere due forme:

- Confine fisico: la massa si chiude perché non può più contenere altre persone, delimitazione

fisica (es. concerto).

- Massa chiusa che non delimita l’appartenenza sullo spazio ma delimita l’appartenenza sulla

visione del mondo e sulla condivisione degli attimi.

La massa chiusa si da degli appuntamenti scaglionati per durare. La massa chiusa crea un dentro e

un fuori, ci sono persone che valutano chi può entrare o meno e chi può uscire (si esce con delle

difficoltà, c’è sempre un costo di uscita alto). Le nazioni sono delle masse chiuse perché discriminano

e selezionano all’ingresso. La massa chiusa ha come obiettivo non finire. La massa chiusa prevede

il principio di uguaglianza ma che sia presente in maniera sfumata, come per la crescita (es. papa

con il cattolicesimo, lo rende diverso solo perché si è fatto carico di un compito finalizzato al

mantenimento di un’organizzazione di massa che prevede la tutela di Dio, quindi è uno strumento

di servizio ma lui è un figlio di Dio come tutti gli altri). La massa chiusa vuole durare nel tempo, per

fare questo si da un confine, è fondato sull’appartenenza, sulla condivisione dei valori, sulla

condivisione di gusti. Per evitare che ci si sciolga dopo la prima esperienza collettiva ci si organizza

gerarchicamente con delle istituzioni che danno appuntamenti ripetitivi.

Differenze tra massa aperta e massa chiusa: ➔

La massa aperta è più emotivamente coinvolgente per via dell’impulso di distruzione un impulso che

spinge a distruggere, un impulso che vuole tirare fuori le persone dalle scatole in cui vivono.

La massa chiusa invece controlla l’impulso di distruzione, lo depotenzia e lo indirizza verso un nemico (es.

nazismo con ebrei). ➔

Tra massa chiusa e aperta cambia il tema della scarica la scarica è il vero momento in cui esiste la massa,

l’attimo in cui proviamo l’emozione perché tocchiamo con mano l’obiettivo per cui stiamo insieme. Nella

massa aperta è dirompente, incontrollata, distruttiva (alcune volte) e segna anche la fine della massa. Nella

massa chiusa, invece, la scarica è problematica perché da un lato non la si può eliminare perché è il momento

in cui gli appartenenti alla massa sono gratificati da questa appartenenza (gratificati= vero momento in cui

ci sentiamo immortali), ma se si tratta di una scarica definitiva, la massa non ha senso di esistere quindi ci si

organizza per obiettivi a lungo termine e si spezzetta in tanti piccoli appuntamenti rituali.

Scoppio una delle possibilità della massa chiusa. Avviene quando una massa chiusa

chiude troppo, non vuol dire che impedisce agli altri di entrare ma crea dei momenti

di condivisione talmente noiosi, abitudinari che la massa non riesce più a tenere in sé

questo desiderio di scarica e allora esplode. Quando esplode diventa una massa

aperta. Canetti dice che più le società diventano metropolitane, più diventano

numerose, più noi diventiamo tante masse chiuse ma quando queste masse chiuse

diventano noiose (es. nazione o religione), la nostra voglia di esplodere in un contesto

collettivo diventa sempre più forte. Per cui è necessario indirizzarlo. Canetti dice che

le società complesse come le nostre hanno bisogno di masse estremamente potenti

dal punto di vista emotivo e organizzate anche dal punto di vista ludico.

Il pericolo vero che la nostra società vive è lo scoppio.

Le differenze sostanziali hanno a che fare con la crescita (incontrollata e controllata), con la durata (breve,

istantanea, lunghi e alcuni casi anche lunghissima) e con la scarica (perché creare appuntamenti ripetitivi

per la scarica permette alla massa di accalappiare i propri membri e trascinarseli dietro, nella massa aperta

invece è tutto momentaneo). Le due tipologie di massa si intersecano.

Un altro motivo per cui la massa si chiude è che tutte le masse hanno una peculiarità che è il senso di

persecuzione Canetti ci dice che tutte le masse, una volta che sonno create, hanno al loro interno l’idea

(vaga e poco importante nella massa aperta; importante e fondamentale nella massa chiusa) che ci sia

qualcuno che sta lavorando contro di loro. Nella massa aperta questo senso di persecuzione è come se non

ci fosse perché essendo aperta, non controlla i suoi membri ma la massa aperta ha una durata così breve

che non ha nemmeno il tempo di riflettere su chi le voglia bene e su chi le voglia male e soprattutto non ha

tempo di guardare al proprio interno.

In tutte le tipologie di masse chiuse è presente questo senso di persecuzione che nasce dall’idea che

all’interno della massa ci sia qualcuno che apparentemente condivide la voglia di concentrazione, la voglia

di crescere, l’obiettivo finale ma in realtà sta fingendo o perlomeno per una quota parte di sé stesso pensa

più alla propria individualità e al proprio tornaconto piuttosto che al bene collettivo.

Ci sono due tipi di persecuzione: ➔

1. Senso di persecuzione esterno a vantaggio della massa perché ci permette di compattarsi, ci

rafforza; ➔

2. Senso di persecuzione interno il ‘’piccolo traditore interno’’, colui che sembra come noi ma come

noi non è. Oppure colui che come noi non è ma che vive in mezzo a noi.

Il totalitarismo vive su questi due nemici. Quando si crea una massa chiusa, soprattutto una ossessionata

dalla purezza e dall’aggressione dall’esterno, la prima cosa che farà sarà cercare dentro di sé, le cosiddette

epurazioni.

Perché esiste questo senso di persecuzione e perché l’utilizzo politico del

senso di persecuzione funziona così tanto? ➔

Le risposte sono molteplici ma partono da una consapevolezza vivere

in una società complessa, vivere in una massa chiusa o più masse chiuse

inserite nella società complessa, significa limitare enormemente le

nostre libertà d’azione. Quindi una società ordinata è una società in cui

tutti rispettano dei limiti e tutti introiettano il messaggio che ‘’non si può

avere tutto’’ e quindi non si possono soddisfare tutti i nostri desideri,

tutte le nostre voglie, tutti i nostri impulsi.

Canetti dice che quando una massa chiusa dura cosi a lungo e si istituzionalizza cosi tanto, il momento in cui

noi ci sentiamo sciolti in qualcosa che ci trascende è solo nei pochi istanti in cui proviamo il senso della

scarica. Il resto del tempo ci sentiamo con un’identità, parte di qualcosa, ma questa cosa non annulla la

nostra individualità. Quindi il rischio è che si oscilli tra le esigenze della massa collettiva e le esigenze

dell’individuo.

Capro espiatorio:

Quando sei plasmato come individuo all’interno di una collettività costituita come massa chiusa non puoi

accettare come tue le pulsioni antisociali, allora dirigi altrove verso quello che si chiama il capro espiatorio

➔ colui che diventa lo specchio in negativo di tutto ciò che non possiamo accettare. La massa non può

accettare e teme delle persone che la compongono, il fatto che siano persone che nei momenti che passano

tra una scarica e l’altra hanno il senso di individualità che riemerge.

Quindi il senso di persecuzione della massa è come se fosse una sorta di consapevolezza che l’individuo

oscilla tra due desideri:

1. Quello di essere protetto dalla massa perché fragile, spaventato e perché si sente a rischio;

2. Quello nei momenti in cui sta bene o riacquista un senso di fermezza, di andare a pensare ai fatti

suoi.

Le masse si formano quando l’uomo è spaventato.

La massa vive questo senso di persecuzione perché sa che non riesce a inglobare completamente, nella

massa chiusa, l’individuo per sempre e allora ha bisogno di proiettare questa paura su chi non rispetta

determinati standard. Non è un caso che ogni massa chiusa (quelle più opprimenti) costruisce dei propri

capri espiatori e cioè delle categorie umane adatte ad attirare la rabbia di tutti (es. ebreo).

Solitamente il capro espiatorio è chi ha difformità fisiche, sono i prigionieri di guerra e il pharmacos greco

(in greco ha un significato ambivalente, significa veleno e medicina) il quale è veleno e medicina nel suo

veleno (es. in una polis greca c’era un conflitto, si prendevano dei prigionieri di guerra e venivano mantenuti

all’interno della città. Quando avveniva qualcosa di strano, ad esempio epidemia, questo farmacos veniva

messo in ceppi e fatti girare per la città).

Canetti non parla del capro espiatorio ma parla del ‘’piccolo traditore interno”.

Canetti quando parla di ‘’piccolo traditore interno’’ dice le stesse cose che i teorici del totalitarismo scrivono

quando dicono che i totalitarismi costruiscono la figura del nemico potenziale qualcuno che ancora non

si è manifestato nella sua opposizione ma per sue caratteristiche potrebbe farlo e quindi va in qualche modo

bloccato. ➔

Violenza elemento ineliminabile della condizione umana anche perché è una pulsione

naturale che troviamo anche negli animali ma con una differenza: gli animali hanno degli istinti

regolatori che noi non abbiamo.

Aggressività e violenza hanno bisogno di sfogarsi perché se non hanno una valvola di sfogo

diventano ingestibili e patologici (es. cavallo a trotto). L’aggressività è controllata da istinti

regolatori che impediscono una mani

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia_Cerullo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Bellei Cristiano Maria.
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