Estratto del documento

Anatomia umana

Introduzione e primi studi

Appunti 2022/2023

Prof. Maria Luisa Arcari

Appunti a cura di Xhoana Kuqi

I primi studi vengono fatti a livello macroscopico, osservando, tagliando ecc. Successivamente anche attraverso strumenti come il microscopio.

Anatomia microscopica

Può essere suddivisa in due rami specializzati, che si occupano di oggetti di dimensioni diverse:

  • Citologia: studia la struttura della cellula, l'elemento di base.
  • Istologia: studia i tessuti (gruppi di cellule).

La combinazione di tessuti dà origine agli organi, che possono essere analizzati anche senza l'ausilio del microscopio.

Anatomia macroscopica

Studia strutture sufficientemente grandi per essere analizzate ad occhio nudo e si può studiare in diversi modi:

  • Anatomia superficiale: studio della morfologia e della rappresentazione in superficie degli apparati;
  • Anatomia regionale: studia caratteristiche interne ed esterne di una data area del corpo;
  • Anatomia sistematica: studia le strutture dei principali apparati e sistemi (es. cuore, vasi sanguigni ecc.). Il corpo umano possiede 11 sistemi e apparati.

Nomenclatura anatomica

Quando si descrive un organo bisogna utilizzare della terminologia specifica.

Tessuti

Insieme di cellule specializzate e di prodotti cellulari che svolgono particolari funzioni. Quante tipologie di tessuti abbiamo? Ne abbiamo 4, e la maggior parte degli organi utilizzano questi tessuti.

  • Tessuto epiteliale: le cellule che appartengono a questo tessuto hanno il compito di andare a ricoprire le superfici, le cavità, condotti (secreti, sanguigni). Ci sono cellule specializzate in grado di elaborare dei secreti che danno origine alle ghiandole. Allo stesso modo ci sono cellule specializzate all’assorbimento di molecole.
  • Tessuti connettivo: es: il sangue, le ossa ecc. Ciò che lega questi due esempi estremi sono delle proprietà, ovvero sono tessuti che vanno a riempire degli spazi tra organi, inoltre sono in grado di dare un supporto sia strutturale (in modo tale da creare un’impalcatura, una struttura sulla quale poi si vanno ad adagiare le cellule dei nostri organi) sia metabolico (ovvero nel tessuto connettivo scorrono i vasi sanguiferi, cosicché le nostre cellule ricevano i nutrienti grazie alla loro presenza). Non viene mai a contatto con l’ambiente esterno.
  • Tessuto muscolare: sono dotate di una caratteristica unica, ovvero sono in grado di contrarsi, e a seguito di questa attività contrattile c’è un movimento (spasmi intestinali, l’arto che si muove, ecc). È in grado di mantenere la temperatura corporea, questa capacità è conseguenza di una intensa vascolarizzazione.
  • Tessuto nervoso: sono dotate di una capacità unica, ovvero sono in grado di eccitarsi, sono in grado di raccogliere uno stimolo e di passarlo da una cellula all’altra e passare un’informazione di tipo elettrico. Sono in grado quindi di coordinare l’attività di tutti i nostri apparati e organi.

Organi e sistemi

Il tessuto che caratterizza l’organo pieno è:

  • Parenchima: tessuto che caratterizza l’organo.
  • Stroma: impalcatura connettivale, ciò che sostiene il parenchima.

Insieme di organi preposti ad una data funzione:

  • Sistemi: si definisce come tale quando gli organi sono della stessa derivazione embriologica.
  • Apparati: quando hanno diverse derivazioni embriologiche.

Struttura degli organi

Organi cavi: con pareti che limitano una cavità (lume). Il lume comunica con l’esterno direttamente e indirettamente (intestino, stomaco).

Pieni: non hanno un lume e sono composti dal parenchima e dallo stroma (fegato, reni).

Organi cavi

Dal punto di vista strutturale l’organo è costituito da una sovrapposizione di tonache (quasi sempre sono 4):

  • Lo strato più interno della parete è definita tonaca mucosa. Lei identifica l’organo in quanto ogni organo ha la propria mucosa. È costituito da un tipo di epitelio che appoggia su una membrana basale al di sotto della quale si trova il connettivo di sostegno.
  • La seconda è la tonaca sottomucosa.
  • La terza è la tonaca muscolare.
  • La quarta è sierosa o avventizia (previene l’attrito).

Organi pieni

(linfonodi ecc.) Sono costituiti dal parenchima, lo stroma è una capsula (rivestimenti esterno).

Posizione anatomica

È la stazione eretta, viso in avanti, arti paralleli lungo l’asse del corpo, palmi delle mani rivolti in avanti (mani in supinazione) piedi leggermente divaricati.

Piani ed assi di simmetria del corpo

Per esaminare quello che sta all’interno del corpo attraverso dei tagli (piani):

  • Piano sagittale: quello che suddivide il corpo in due parti specularmente uguali (antimeri) si dice piano sagittale mediano. Piani paralleli a quello mediano si dice parasagittale (ovvero se voglio spostarmi leggermente verso una parte faccio un taglio parallelo a quello mediano).
  • Piani trasversali: latero-laterale paralleli alla superficie di appoggio del corpo in posizione eretta (vanno da un lato all’altro).
  • Piani frontali: andamento cranio-caudale perpendicolare ai piani sagittale e trasversale.

Termini di posizione

Caratterizzano la situazione statica del corpo o di sue parti:

  • Craniale o cefalico
  • Caudale o podalico
  • Mediale: vicino al piano di simmetria
  • Laterale: lontani dal piano di simmetria
  • Ventrale: posto anteriormente
  • Dorsale: posto posteriormente
  • Prossimale: posto vicino all’inserzione
  • Distale: posto vicino all’estremità

Cavità del corpo

Sono principalmente 3:

  • La prima cavità è la scatola cranica ed è una cavità delimitata da ossa, quindi è chiusa. All’interno di essa abbiamo un organo molto importante ovvero il cervello, che risulta quindi molto protetto.
  • La seconda cavità è quella toracica, ma non è una struttura completamente chiusa, è aperta superiormente e inferiormente. Si articolano davanti con lo sterno e dietro con la colonna vertebrale. All’interno di essa abbiamo cuore, polmoni, la ghiandola del timo, canale alimentare (esofago), bronchi, trachea ecc.
  • La terza cavità è quella addominale che si continua con un’altra cavità che sta inferiormente che è la pelvica. Un muscolo diaframma (una lamina muscolare che presenta una forma a cupola. È uno dei principali muscoli che favorisce la respirazione) separa la cavità toracica con quella addominale. Nel diaframma c’è un’apertura esofagea e aperture vascolari (dell’aorta e della vena cava inferiore). La cavità pelvica la troviamo all’interno delle ossa che costituiscono il bacino.

Tessuto epiteliale

Le funzioni del tessuto epiteliale sono quelle che rivestono le cavità, offrendo un grado di protezione. Non solo, alcune cellule sono in grado di specializzarsi o nell’assorbimento o nei secreti.

Caratteristiche

  • Le cellule sono strettamente addossate tra di loro per mezzo di giunzioni cellulari, dunque lo spazio cellulare è scarso/inesistente;
  • Ogni epitelio presenta una superficie apicale (rivolta verso l’esterno) e una basale (che lo connette ai tessuti circostanti).
  • La superficie basale dell’epitelio aderisce a una sottile membrana basale. La regione superficiale è definita lamina lucida, secreta dall’epitelio, e da una lamina reticolare, contenente fibre proteiche che ancorano la membrana basale al tessuto connettivo.
  • Le cellule che rilasciano secreti sono definite tessuti ghiandolari (es. la cute in cui sono presenti delle ghiandole sebacee o sudoripare).
  • Non sono direttamente vascolarizzate, dunque non troviamo vasi sanguiferi (sono avascolari). Ma sotto ciascun epitelio si trova un tessuto connettivo (che oltre a un supporto strutturale dà un supporto di tipo metabolico) nel quale scorrono vasi sanguiferi, e qui per diffusione vengono rilasciati i nutrienti per le cellule degli epiteli.
  • Le cellule danneggiate sono continuamente rimpiazzate dalla divisione delle cellule staminali che si trovano all’interno dell’epitelio (semplice= fanno parte della superficie esposta; composti= si trovano negli strati più profondi).

Epitelio

Esistono diversi epiteli e vengono classificati in base alla forma delle cellule e al numero di strati che compongono l’epitelio.

In base al numero di strati abbiamo:

  • Semplice: formato da un solo strato di cellule, quindi sarà molto delicato. Le cellule hanno la stessa polarità perciò i nuclei sono allineati.
  • Composti: formato da più strati di cellule, è più resistente.

In base alla forma:

  • Pavimentosa: è sottile, chiamata anche squamosa (non può avere una funzione di tipo secernente). Le cellule sono sottili, piatte e irregolari.
  • Cubica: è più grossa e quindi si trovano degli organuli più sviluppati, il nucleo si trova al centro.
  • Cilindrico o batiprismatica o colonnale: sono allungate e ben sviluppate e dotate di numerosi organuli, e quindi metabolicamente attive e quindi legate al secernamento o assorbimento. I nuclei si trovano sulla membrana basale.

Tipologie di epitelio

  • Epitelio pavimento semplice: sono cellule sottili e disposte in un unico strato. Si trova nelle regioni in cui si svolge la diffusione o altre attività di trasporto (alveoli dei polmoni in cui avviene lo scambio gassoso); oppure per ridurre l’attrito tra due strutture (mesotelio che riveste le cavità ventrali). L’endotelio è l’epitelio che riveste il cuore e i vasi sanguigni.
  • Epitelio cubica semplice: sono disposte in un unico strato in cui il nucleo non è più schiacciato ma ha una forma cubica. (Es. nella ghiandola salivare, riveste dei condotti che trasportano la saliva dalla ghiandola alla cavità boccale).
  • Epitelio cilindrico semplice: nucleo allungato in uno strato unico (sono quelli più diffusi, sono per lo più cellule secernenti o di assorbimento, quindi è molto facile trovarlo nello stomaco, nell’intestino tenue). Offre una protezione maggiore rispetto a quelli cubici.
  • Epitelio cilindrico semplice pseudostratificato: si tratta di un epitelio semplice, però le cellule cilindriche non sono tutte uguali, alcune più alte di altre, per cui i nuclei non saranno perfettamente allineati e dunque se dovessimo osservare i nuclei al microscopio i nuclei non sono allineati perfettamente, ma comunque tutti i nuclei appoggiano sulla membrana basale di natura glicoproteica (dunque in un epitelio semplice tutte le cellule appoggiano sulla lamina basale). Nella superficie apicale spesso si trovano delle ciglia (anche all’interno delle cavità, per esempio nella donna sono presenti tra l’utero e la tuba= epitelio colonnare ciliato pseudostratificato; cavità nasali ecc).
  • Epitelio pavimentoso stratificato: il termine pavimentoso è dato dallo strato più superficiale che è molto piatto. Non ha una funzione secernente, ma per lo più ha una funzione di protezione infatti si trova in regioni sottoposte a stress meccanici. Un esempio è la cute che ha un epitelio cheratinizzato, a differenza delle guance che non lo sono, che dona robustezza e resistenza all’acqua (la cheratina si trova nei fusti dei peli e nella cute). Anche la cavità orale, l’ano, la vagina hanno questo tipo di epitelio, ma non è cheratinizzato, dunque ha bisogno di essere umidificato (svolge la funzione di resistenza).
  • Epitelio cubico stratificato: presenta al massimo 2/3 strati di cellule, e questo perché se dovessimo aver più strati di cellule, esse muoiono perché non hanno abbastanza apporto di nutrienti perché si allontanano dal tessuto connettivo (infatti anche nella cute le cellule superficiali muoiono e sono in continuo rinnovamento grazie alle cellule degli strati sottostanti che sono in continua mitosi). Tappezza i dotti delle ghiandole mammarie e sudoripare.
  • Epitelio di transizione: è un epitelio stratificato che si distingue perché presenta due caratteristiche principali:
    • Impermeabilità: è relegato ad un apparato ben preciso, ovvero l’apparato urinario, in quanto i costituenti dell’urina non devono passare le pareti epiteliali.
    • Elasticità: i nostri reni producono sempre urina, fortunatamente abbiamo questo organo di raccolta ricoperto da un tessuto epiteliale elastico che permette il movimento (quando è tesa dei recettori fanno in modo che a noi venga lo stimolo di andare in bagno).

Microvilli

Piccole estroflessioni sulla superficie apicale esposta. Sono particolarmente abbondanti nelle cellule epiteliali deputate all’assorbimento e alla secrezione (intestino, vie urinarie). Inoltre, ampliano la superficie della cellula rendendo più efficiente l’assorbimento e la secrezione. Una prima specializzazione sono le ciglia, le troviamo lungo l’apparato respiratorio (trachea) oppure nell’apparato riproduttivo femminile (tube di Falloppio). La loro funzione è quella di vibrare, muoversi così da riuscire ad intrappolare le particelle che sono all’interno del lume. Es. prima di arrivare ai polmoni, l’aria passa attraverso diversi canali rivestiti dall’epitelio respiratorio composto da ciglia che la ripuliscono.

Epiteli ghiandolari

Danno origine alle ghiandole e possono essere:

  • Esocrina: sono quelle che liberano il secreto all’interno delle cavità o all’esterno (es. ghiandola salivare, ghiandole sebacee, ghiandole sudoripare, ghiandole dello stomaco) attraverso dei dotti escretori rivestiti da epitelio.
  • Endocrine: il prodotto di secrezione viene riversato nel torrente sanguifero e genericamente sono ormoni liberati nel sangue e attraverso ad esso andranno a cercare l’organo bersaglio.

Ghiandole esocrine

Possono essere di 3 tipi:

  • Sierose: producono una secrezione acquosa, ricca di enzimi (es. amilasi salivare). Sono ghiandole pluricellulari e hanno due componenti epiteliali: adenomero (porzione secernente) e il dotto.
  • Mucose: secernano glicoproteine dette mucine, che assorbono acqua per formare un muco viscoso (es. saliva). Sono ghiandole unicellulari.
  • Mista: possono produrre sia una secrezione sierosa che mucosa.

Classificazione morfologica delle ghiandole esocrine

  • Tubulare semplice
  • Tubulare semplice ramificata
  • Acinosa semplice (ha un aspetto più globulare)
  • Acinosa semplice ramificata (forma arrotondata)
  • Tubulare composta
  • Acinosa composta
  • Tubuloacinosa composta

Ghiandole endocrine

Sono prive di dotti e rilasciano il loro secreto (ormoni) nel liquido interstiziale tramite esocitosi.

Come hanno avuto origine?

Parte tutto a livello embrionale, ed è successo che alcune cellule epiteliali sprofondano nel connettivo e si crea un condotto in continuità tra la parte ghiandolare e l’epitelio in superficie cosicché il secreto fuoriesce superiormente.

Le ghiandole endocrine si sono sviluppate allo stesso modo di quelle esocrine, ma si sono staccate dall’epitelio di superficie e dunque si sviluppano totalmente all’interno del connettivo, ed essendoci i vasi sanguiferi essi ricevono i secreti di queste ghiandole, ovvero gli ormoni.

Tessuto connettivo

È il tessuto che è in grado di dare un sostegno strutturale e metabolico. Tutti i tessuti connettivi comprendono 3 componenti di base: cellule specializzate, fibre proteiche extracellulari e sostanza fondamentale (gli ultimi due costituiscono la matrice extracellulare, dunque le cellule non sono vicine e legate da una giunzione, ma sono distanti e tra esse c’è la matrice).

I diversi tessuti si differenziano in base alla matrice che può essere :

  • Solida: tessuto osseo (matrice calcificata), cartilagineo per dare sostegno.
  • Liquida: sangue (la cui matrice è il plasma) e la linfa.

Tessuto connettivo propriamente detto

Matrice gelificata. Sono in grado di accumulare i lipidi, è un tessuto di riserva. In seguito si può dividere in tipo lasso e denso.

  • Lasso: le fibre sono separate e distanti fra di loro; tessuto connettivo di supporto per gli epiteli ed è ricco di nervi e vasi. Formato da fibroblasti e riempie gli spazi tra organi e tessuti diversi.
  • Denso: è maggiore il numero di fibre e sono più unite, creando una rete più compatta; può essere fibroso e forma capsule e tendini (ha poche cellule e c’è più collagene). Formato da fibroblasti e presenta in abbondanza il collagene o l’elastina.

Funzioni del tessuto connettivo

  • Meccanica di sostegno, funge da impalcatura.
  • Cicatrizzazione in seguito a lesioni.
  • Protettiva.
  • Trofica: cambio/riserva di nutrienti, metaboliti e prodotti del catabolismo tra tessuti e sistema circolatorio (tessuto osseo è una riserva di calcio in quanto la matrice).

Matrice e fibre

Cosa c’è nella matrice? Troviamo la sostanza fondamentale (materiale amorfo, trasparente, con le proprietà di un bel semifluido) in cui all’interno troviamo le fibre formate da proteine.

Tipologie di fibre

  • Collagene: fibra più diffusa (nel connettivo sottocutaneo che danno un aspetto giovanile).
  • Reticolari: dove le fibre formano una rete.
  • Elastiche: caratterizzate da una proteina con proprietà elastiche che permettono la tensione.

Cellule

Presentano una densità minore rispetto agli epiteli, a seconda del tessuto connettivo avremo diverse tipologie di cellule.

Cellule del tessuto propriamente detto

  • Fibroblasti: producono le fibre e la matrice.
  • Cellule deputate alla difesa dell’organismo: sistema immunitario.
  • Accumulazione di grassi e riserva energetica.
Anteprima
Vedrai una selezione di 12 pagine su 53
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 1 Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 2
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 6
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 11
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 16
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 21
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 26
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 31
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 36
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 41
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 46
Anteprima di 12 pagg. su 53.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Anatomia umana, Prof. Arcari Maria Luisa, libro consigliato Anatomia umana , Martini  Pag. 51
1 su 53
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kuqixhoana di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Arcari Maria Luisa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community