INFERMIERISTICA CLINICA IN AREA CRITICA
RIANIMAZIONE E TERAPIA INTENSIVA
IL MALATO “CRITICO”: CHI, DOVE, COME, QUANDO
La Terapia Intensiva è un posto dove viene trattata l’insufficienza multiorgano in atto o situazioni cliniche che stanno
evolvendo verso questa. E’ un luogo dove si effettua un attento monitoraggio dei parametri vitali e si interviene
rapidamente quando le cose vanno male, ed è un luogo in cui vengono utilizzate tecnologie che non possono
essere impiegate in altre sedi dell’Ospedale.
…gli infermieri in genere seguono due pazienti per turno, o talvolta uno solo se la gestione del paziente è
estremamente complicate.
IL MALATO CRITICO
Chi è il malato critico?
Il malato critico è un malato acuto, con deterioramento dei PV, compromissione degli organi vitali, che è a rischio
di vita.
In TI il 40% delle volte si va perchè si ha un’alterazione dei PV e quindi di monitora il paziente critico, instabile e
potenzialmente evolutivo, il 60% delle volte si va per cure intensive in cui il paziente necessita di trattamenti e
assistenza di alto livello non erogabili in altri setting dell’ospedale.
Nel malato critico come si lavora?
1. Azione per priorità
2. Spesso poche informazioni (per mancanza di tempo per effettuare un’anamnesi)
3. Decisioni rapide, spesso senza informazioni
4. Utilizzo di tecnologia avanzata
5. Multiprofessionali
I primi tre punti comportano un margine di errore alto che è riducibile attraverso l’utilizzo della comunicazione,
protocolli. check-list, algoritmi che uniformano il metodo di lavoro e standardizzano i comportamenti, ma rischiano
di spegnere il cervello quindi con l’utilizzo si fa in automatico ma senza sapere il motivo per cui lo si fa.
L’utilizzo di tecnologia avanzata può essere un ostacolo: l’assistenza infermieristica di base che avete imparato
fin’ora è la base dell’assistenza anche in Terapia Intensiva. La tecnologia aiuta ma non è il cuore dell’assistenza
intensiva.
Nel malato critico si lavora in Team, alcune volte con persone che si conoscono, altre volte no Team dynamics! Nel
malato in Terapia Intensiva la cura è garantita da diverse figure professionali, che devono lavorare tra loro in modo
coordinato.
Quando si lavora su malato critico si lavora per priorità: nelle situazioni di emergenza si curano prima di tutto i
sintomi e i segni. La diagnosi è un problema successivo.
Segni e sintomi: i segni sono dati oggettivi e i sintomi soggettivi. I segni e sintomi del malato critico:
Respiratorio: Circolatorio: Neurologico:
- Dispnea - Pallore - Cefalea
- Polipnea - Sudorazione - Vertigini
- Bradipnea - Refill time - Alterazioni della coscienza
- Tosse - Cianosi - Convulsioni
- Cianosi - Rumori respiratori - Parestesie
- Rumori respiratori - Desaturazione - Agitazione psicomotoria
- Desaturazione - Ipotensione - Pupille
- Ipertensione
- Polso
- Palpitazioni
- Turgore giugulare
Il paziente su cui devo intervenire prima in base a segni e sintomi è il paziente incosciente (apparato neurologico).
1
Assenza di coscienza
A Vie aeree Vie aeree ostruito o a elevato rischio di ostruzione
Arresto respiratorio
Frequenza respiratoria < 8 apm
Frequenza respiratoria > 30 apm
B Respiro Improvvisa desaturazione: SpO2 < 90%
Improvviso distress respiratorio
Arresto cardiaco
Bradicardia, frequenza cardiaca < 40 bpm
C Circolo Tachicardia, frequenza cardiaca > 130 bpm
Improvvisa caduta pressoria, PA sistolica < 90 mmHg
D Neurologico Peggioramento di 2 punti dello score neurologico ODAS (4 orientato, 3 disorientato, 2
agitato, 1 soporoso)
Evidente e significativa emorragia in atto (perdite ematiche > 200 ml/h)
Temperatura > 38,5°C o < 35°C
E Esposizione Improvvisa insorgenza o evidente peggioramento della cianosi (in assenza di
pulsossimetria)
Sistema nervoso
Il sistema nervoso si suddivide in centrale e
periferico: il primo è composto dal cervello,
midollo spinale, mentre il secondo è formato dai
12 nervi cranici e dai 43 spinali.
Il cervello: ● Lobo frontale: pensiero,
movimento, linguaggio.
● Lobo parietale: sensibilità e
orientamento.
● Lobo temporale: udito e
memoria.
● Lobo occipitale: vista.
● Cervelletto: equilibrio e
coordinazione.
● Tronco encefalico: respiro, battito, riflessi, è la parte più interna. In questo si trovano i 12 nervi
cranici
● Corteccia cerebrale: controlla pensiero, memoria, linguaggio, percezione e movimenti volontari,
parte più esterna
● Talamo: smista le informazioni sensoriali.
● Ipotalamo: regola fame, sete, temperatura e ormoni.
● Ipofisi: produce e controlla molti ormoni del corpo.
● Epifisi (ghiandola pineale): produce melatonina, regola il sonno. 2
● Corpo calloso: collega i due emisferi cerebrali.
● Amigdala: emozioni, soprattutto paura.
● Ippocampo: formazione della memoria e apprendimento.
I 12 nervi cranici
Nervo cranico Tratto/i Funzione Localizzazione
di origine
I Olfattivo Sensoriale Percezione dei profumi Diencefalo
II Ottico Sensoriale Vista Diencefalo
Parasimpatico Muscoli che muovono l’occhio e la palpebra, 4
costrizione pupillare, sistemazione del cristallino Diencefalo
III Oculomotore Mesencefalo
Motorio Elevazione della palpebra superiore e quattro dei sei
movimenti extraoculari
IV Trocleare Motorio Movimento dell’occhio verso il basso, verso l’interno Mesencefalo
(obliquo superiore)
Motorio Muscolo della masticazione e apertura della
mandibola
V Trigemino Ponte di Varolio
Sensoriale Sensazione tattile alla cornea, alla mucosa nasale e
orale e alla pelle del viso
VI Abducente Motorio Deviazione laterale dell’occhio (retto laterale) Ponte di Varolio
Parasimpatico Secrezione della saliva e delle lacrime
Motorio Movimento della fronte, delle palpebre, delle guance, 4 Ponte
delle labbra, delle orecchie, del naso e del collo per
produrre l’espressione del viso e la chiusura degli
VII Facciale Ponte di Varolio
occhi
Sensoriale Sensazione tattile in parte dell’orecchio esterno, del
canale uditivo e della membrana timpanica esterna
Sensazione del gusto ai due terzi anteriori della
lingua
VIII Sensoriale Ramo vestibolare: equilibrio Ponte di Varolio
Vestibolococleare Ramo cocleare: udito
Parasimpatico Salivazione
Motorio Muscoli volontari della deglutizione e fonazione Midollo
IX Glossofaringeo allungato
Sensoriale Sensazione alla faringe, al palato molle e al terzo
posteriore della lingua
Parasimpatico Attività autonoma dei visceri del torace e del midollo
allungato addominale 4 Midollo
Motorio Deglutizione volontaria e fonazione allungato
Midollo
X Vago Attività involontaria dei muscoli viscerali del cuore, allungato
dei polmoni e dell’apparato digerente
Sensoriale Sensazione del canale uditivo e ai visceri del torace e
dell’addome
XI Accessorio Motorio Movimenti muscolari di sternocleidomastoideo e Midollo
trapezio allungato 3
XII Ipoglosso Motorio Movimenti della lingua Midollo
allungato
VALUTAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA
La coscienza è uno stato di piena consapevolezza di sè e dell’ambiente circostante con la capacità di rispondere
adeguatamente a stimoli ambientali. È composta da due componenti:
● Stato di veglia/vigilanza (arousal): capacità di aprire e chiudere gli occhi, presenza di ritmi
“sonno/veglia”. La struttura che permette la vigilanza è il tronco encefalico (mesencefalo, ponte e
midollo allungato) che hanno funzioni neurovegetative, attività involontarie e ritmo sonno/veglia.
● Contenuto/consapevolezza (awarness): consapevolezza di sé e dell'ambiente circostante,
connessioni intatte tra la corteccia e i centri sottocorticali (talamo). Quindi la struttura è la corteccia
cerebrale.
Le alterazioni della coscienza
Cause meccaniche Cause non meccaniche
Vascolari (ictus ischemici) Metaboliche (glucosio, tiroide, fegato, rene)
Infettive (ascessi, empiemi) Elettrolitiche (sodio, magnesio)
Effetto massa (neoplasie) Tossiche (droghe)
Aumento pressione intracranica (edema) Deficit nutrizionale (vitamine)
Traumatiche (contusioni, emorragie intrapareanchimali / Farmacologiche (sedativi, antiepilettici, anestetici)
sottodurali / extradurali)
Le cause meccaniche sono dovute ad occupazione dello spazio da parte di sangue, aria, liquor, ictus ecc. Quelle
non meccaniche sono il contrario e derivano dal resto del corpo: alcol, benzodiazepine, ecc.
Stato confusionale/obnubilamento: lieve diminuzione
dello stato di coscienza, con rallentamento
nell’elaborazione dei pensieri, ridotta percezione degli
stimoli ambientali e ideazione poco coerente (es. il
paziente ubriaco (3-4 birre) che è rallentato, ma rimane
sveglio).
Stato soporoso/stupor: notevole diminuzione dello stato
di coscienza e dell’attività mentale, con rallentate e
incomplete risposte ai comandi e agli stimoli. Solitamente
i riflessi sono mantenuti, anche se richiedono stimoli di
maggiore intensità per essere evocati (es. paziente con 5 birre in più che è addormentato, ma risvegliabile; riflessi
del tronco mantenuti (riflesso degli occhi - riflesso fotomotore di cui è responsabile il nervo oculomotore, nervo del
tronco), quindi l’alterazione agisce nel tronco encefalico).
Coma: stato di non responsività (assenza di consapevolezza di sè e
dell’ambiente circostante) nel quale il paziente resta con gli occhi chiusi
e dal quale non può essere risvegliato per rispondere in modo adeguato
agli stimoli, anche se sollecitato energicamente. Vi è:
● compromissione grave o abolizione totale delle funzioni
somatiche (motricità e sensibilità)
● presenza di risposte di tipo riflesso
● possibili alterazioni dei sistemi di controllo e di
regolazione delle funzioni vegetative e delle funzioni vitali 4
(respirazione, attività cardiaca, regolazione pressoria, temperatura corporea, ecc.) anche marcate
● attività elettrica cerebrale (EEG) presente, ma con alterazioni di vario grado
L’esempio di questo paziente è associato a quello precedente con l’assunzione di ulteriori 5 birre, quindi non è
vigile e non è risvegliabile (= dorme per un danno alla corteccia) anche se stimolato nella maniera adeguata. Il
tronco è centro della respirazione, il paziente in coma respira, quindi il tronco non è danneggiato e quindi il soggetto
può avere ancora i riflessi del tronco funzionanti. Il paziente potrebbe non muoversi con alterazioni del sistema di
controllo, ma mantiene i riflessi. Stato vegetativo (coma vigile): stato di non responsività
(assenza di consapevolezza di sè e dell’ambiente
circostante) nel quale il paziente ha ripreso un elementare
ciclo sonno veglia, annunciato dalla comparsa di periodi
“ad occhi aperti”. Assenza completa di:
● consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante
● capacità di interagire con gli altri
● comportamenti durevoli, riproducibili, finalizzati o
volontari in risposta alle stimolazioni
● produzione o comprensione verbale.
Il paziente si presenta con occhi aperti, a tratti chiusi, non
è consapevole, potrebbe avere risposte agli stimoli,
respira.
Stato vegetativo persistente: condizione che perdura dopo 1 mese dal danno acuto
Stato vegetativo permanente: condizione che perdura dopo 6 mesi dal danno acuto (non traumatico) o 12 mesi
dal danno traumatico
In entrambi vi è la presenza di:
● apertura degli occhi
● cicli di sonno-veglia
● motilità oculare assente o erratica
● autonomia delle funzioni vitali
● incontinenza vescicale e rettale
● presenza variabile di riflessi
● rigidità/spasticità
● posture patologiche
Stato di minima coscienza: stato di coscienza
gravemente compromessa, nella quale è dimostrata una
minima, ma definita, evidenza comportamentale di
consapevolezza di sè o dell’ambiente, dimostrata da uno
dei seguenti comportamenti:
● esecuzione di comandi semplici
● risposte “sì/no” gestuali o verbali
● verbalizzazione intellegibile
● comportamenti finalizzati
○ sorrisi o pianti appropriati, in
risposta a stimoli visivi o verbali
rilevanti
○ risposta gestuale o vocale in seguito a domande verbali
○ movimenti per raggiungere oggetti in direzioni e posizioni appropriate
○ toccare o tenere oggetti adattandosi alla loro forma e dimensione
○ fissazione protratta o inseguimento visivo in risposta a stimoli in movimento 5
Morte cerebrale = morte encefalica: cessazione
irreversibile di tutte le funzioni cerebrali (corteccia +
tronco).
● assenza completa di riflessi → tronco
encefalico
● assenza di attività respiratoria spontanea →
tronco encefalico (il centro del respiro è stimolato
dalle pressioni della CO2, quindi respiro perché c’è
troppa CO2 che si accumula → se metto il
saturimetro e trattengo il respiro la SpO2 non varia e
rimane a 100% come quella iniziale; quindi la CO2
elevata è uno dei segni di morte)
● assenza di attività elettrica cerebrale (EEG
piatto) → corteccia
● perdita completa del controllo di tutte le
funzioni organiche → tronco encefalico (midollo
allungato)
In Italia normata da una precisa procedura (Legge 578/93).
Affermazioni comuni:
Coma profondo: /
Coma farmacologico: indotto da farmaci (anche in SO per intervento)
Coma irreversibile: danno tale da non permettere il miglioramento, non corretto come termine in quanto il coma è
una situazione dinamica.
Coma vegetativo/Stato vegetativo
Coma permanente/Stato vegetativo persistente
Stato vegetativo permanente
VALUTAZIONE DELLA CORTECCIA
Come valuto la coscienza e il coma?
Glasgow Coma Scale: scala del 1974 da neurochirurghi e serve per la valutazione neurologica soprattutto per
quanto riguarda la corteccia. In base alle condizioni del paziente si applica un punteggio che va da un minimo di 3
a un massimo di 15.
Apertura degli occhi Risposta verbale Risposta motoria
Spontanea 4 Orientata (a) 5 Allo stimolo verbale Esegue ordini semplici 6
Alla chiamata 3 Confusa (b) 4 Localizza il dolore (d) 5
Allo stimolo 2 Parole inappropriate (c) 3 Flette retraendo (e) 4
Assente 1 Suoni incomprensibili 2 Allo stimolo doloroso Flessione anomala (f) 3
Assente 1 Estensione (g) 2
Assente 1
GCS tra 14 -15 = trauma cranico lieve o assente
GCS tra 13 - 9 = trauma cranico moderato
Cut off = 8 → sotto a questo valore lo stato di coscienza è così alterato da non garantire la protezione delle vie
aeree
GCS tra 8 - 3 = trauma cranico grave
*a. sa collocarsi nello spazio e nel tempo; b. ha perso i riferimenti di spazio e tempo; c. pronuncia singole parole
comprensibili, ma usate casualmente; d. tenta di allontanare lo stimolo doloroso; e. retrae il braccio flettendolo
6
rapidamente per allontanarsi dallo stimolo doloroso; f. flette il braccio in maniera lenta e stereotipata; g. ruota verso
l’interno la spalla e l’avambraccio, con il gomito esteso.
Postura decorticata: danno emisferico con risparmio dei centri motori sulla porzione più alta del tronco.
Postura decerebrata: i centri motori nella parte superiore del tronco sono danneggiati. Solo i centri della parte
inferiore del tronco, che facilitano l’estensione, rispondono allo stimolo sensitivo.
Quindi la Glasgow Coma Scale non serve per capire il motivo del coma. Ma solo che è in coma. È facile da usare,
ha una buona riproducibilità tra operatori ed è buona per la prognosi. Va effettuata senza sedazione (quando
possibile), va indicata nelle sue diverse componenti (GCS 15 = E4V5M6 e in paziente con ictus fare due scale una
per la destra e una per la sinistra e specificare), è una componente di altri score calcolati in Terapia Intensiva
(APACHE II - SAPS II (Symplified Acute Physiologic Score) - Revised Trauma Score (RTS).
VALUTAZIONE DEL TRONCO ENCEFALICO
Valutazione delle pupille
Valuto il riflesso fotomotore puntando la luce sulla pupilla che si restringe e dal punto di vista anatomico valuto
così il nervo ottico (II nervo) che riceve la luce e la manda al tronco e la chiusura della pupilla viene fatta dal
nervo oculomotore (III nervo). Nei pazienti con morte cerebrale il riflesso fotomotore non ci sarà appunto perché il
nervo ottico e il nervo oculomotore non funzionano (per danno al tronco encefalico). Nel paziente normale il riflesso
fotomotore è bilaterale e le pupille isocoriche e isocicliche. Se una pupilla diventa più grande si dice
anisocoriche perché c’è un danno (“effetto massa”) da una parte solo del tronco e quindi può essere schiacciata
da una massa o da un’emorragia che non trovando spazio per uscire, schiaccia una parte; ad esempio l’ictus
perché può colpire un lato solo. Se le pupille sono entrambe midriatiche significa che ho un problema bilaterale o
quando non ho un problema focale o di massa, ad esempio in una condizione tossica, come il paziente che va in
arresto cardiaco e manca ossigeno bilateralmente (midriasi bilateralmente).
Altre azioni gestite dal tronco encefalico oltre al dolore, è
il respiro e la qualità/quantità di questo: Eupnea, Respiro
di Cheynes-Stokes, Iperventilazione neurogena, Respiro
di Biot, Respirazione apneustica. Queste tipologie
permettono di distinguere la sede del danno. Per questo
oltre alla Glasgow esistono altre scale che tengono in
considerazione anche la valutazione del tronco encefalico
oltre che della corteccia. Una di queste scale è la scala
che se
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