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Revisione aziendale – gen. 2021

Argomento 1: Contabilità generale ed analitica

La contabilità si inserisce nel più vasto sistema informativo aziendale. Le informazioni possono essere qualitative e quantitative; fra le quantitative abbiamo le contabili e le extracontabili (di natura statistica tipo durata merci in magazzino). A cascata abbiamo le informazioni operative, il bilancio e contabilità, le contabilità direzionale e le informazioni fiscali. Dal bilancio e contabilità estraiamo la contabilità finanziaria e la contabilità economico patrimoniale.

La contabilità finanziaria viene di solito utilizzata nelle amministrazioni pubbliche e prende in considerazione le entrate e le uscite in un determinato periodo, quella economico patrimoniale ha come finalità la rilevazione dell’utile di esercizio ed il patrimonio. La contabilità economico patrimoniale è fatta tramite la partita doppia in quanto prende in considerazione due aspetti distinti dei fatti di gestione.

La contabilità economica si distingue fra:

  • Contabilità generale: rileva fatti di gestione esterna con terze economie. Per tale si intende, ad esempio l’acquisto di un pc, la vendita di un servizio, lo stipendio ai dipendenti. È uno strumento per dare informazioni agli stakeholder esterni (fornitori, fisco, clienti).
  • Contabilità analitica: rileva i fatti di gestione interna, ovvero l’imputazione di costi e ricavi a particolari settori, ad esempio l’attribuzione del costo unitario delle ore di stipendio rispetto al servizio offerto dal singolo dipendente (è utile per il management dell’impresa).

La contabilità economica generale si compone essenzialmente di:

  • Rilevazioni contabili: raccolta delle informazioni ed elaborazione dei fatti di gestione.
  • Scritture contabili: sono l’insieme delle rilevazioni contabili.
  • Contabilità: rappresenta l’insieme delle scritture contabili in cui si documentano i fatti di gestione.

Le due grandezze principali contenute nel bilancio sono:

Il capitale (o patrimonio di funzionamento) si intende la ricchezza a disposizione di un’azienda in un dato momento. Perché funzionamento? Perché si ritiene che tale azienda possa perdurare nel tempo futuro. Il reddito di esercizio: ovvero la variazione della ricchezza a disposizione durante e per effetto della gestione. Il capitale è l’insieme di beni materiali ed immateriali di un’azienda in un dato momento (è un elemento statico).

Sotto l’aspetto qualitativo il capitale è un insieme eterogeneo di beni utilizzato nell’ambito della produzione; per eterogeneo si intende che i beni a disposizione dell’azienda per la gestione sono di diverso tipo (cassa, merci, materie, ecc.) che saranno riepilogati nell’inventario. Sotto l’aspetto quantitativo il capitale può essere definito come un fondo omogeneo astratto di valori monetari. Con questo si intende che beni eterogenei possono essere espressi omogeneamente trasformandoli in valore monetario (pensiamo a merci, mezzi, immobili se li valutiamo economicamente abbiamo un valore omogeneo).

All’interno del capitale abbiamo attività e passività, la loro differenza esprime il capitale netto quale anche differenza tra le proprietà dell’azienda e tutto ciò che le è stato prestato. Questa valutazione è di più difficile applicazione nelle aziende pubbliche che, fino a poco tempo fa, non gestivano la contabilità generale ma solo la contabilità finanziaria. Gli enti che passano da una contabilità finanziaria ad una contabilità generale, non avendo dati storici, fanno una brutale differenza tra l’attivo ed il passivo, la differenza sarà il capitale netto iniziale ovvero il cd fondo di dotazione.

Il patrimonio viene rappresentato dallo stato patrimoniale, dove la differenza, se positiva, rappresenta il patrimonio netto. L’attivo (investimenti), il passivo (fonti).

Il risultato economico si intende la variazione della ricchezza durante il periodo di riferimento. I metodi sono due:

Metodo diretto: il risultato economico è dato dalla differenza tra patrimonio netto iniziale e finale. La finalità dell’impresa, di tipo privato (aziende profit), è ovviamente quella di fare utile e quindi remunerare il capitale di rischio dell’imprenditore, quello delle aziende pubbliche (non profit) può essere anche quello del pareggio di bilancio.

Metodo indiretto: differenza tra ricavi e costi; nel metodo diretto, per valutare il reale risultato dell’esercizio, bisognerà entrare nel merito della competenza economica dei costi e dei ricavi rilevati nel corso dell’esercizio con opportune scritture di rettifica e di assestamento (es: ratei/risconti).

La vita globale dell’azienda e quindi il suo risultato globale viene diviso in Periodi amministrativi (orizzonte temporale parziale nella vita dell’impresa) normalmente 01/01 – 31/12. Per esercizio amministrativo si intende l’insieme delle operazioni compiute nel periodo amministrativo.

Argomento 2: Conti

Conti: entità accese (o aperto) ad un determinato oggetto. Possono essere sviluppati a sezioni contrapposte o in forma scalare.

Metodo della partita doppia: Utile a rappresentare il risultato di esercizio ed il patrimonio di funzionamento. Si basa su 4 principi:

  • Principio dualista
  • Rilevazione al momento della manifestazione numeraria
  • Funzionamento antitetico dei conti (o di simmetria)
  • Coincidenza tra il totale delle rilevazioni in dare ed il totale delle rilevazioni in avere

Principio dualistico: In PD ogni fatto viene analizzato sotto l’aspetto numerario e l’aspetto economico; il numerario risponde alla regolazione del prezzo, l’economico riguarda la rilevazione dei costi e dei ricavi.

Rilevazione al momento della manifestazione numeraria: Fra le due manifestazioni (numeraria ed economica) la più importante è quella numeraria. Secondo questo principio, durante l’anno, le rilevazioni verranno fatte solo quando c’è la manifestazione numeraria (originaria), la manifestazione economica è secondaria. Nello specifico pensiamo ad una fatturazione differita: la merce è già in magazzino, ma la rilevazione contabile avverrà al momento dell’arrivo della fattura ovvero quando la manifestazione numeraria è avvenuta ovvero si è creato il debito da pagare.

Funzionamento antitetico dei conti (o principio di simmetria): Se un conto si muove in dare, uno o più altri conti si muoveranno in avere.

Conti numerari: riguardano le movimentazioni finanziarie (entrate/uscite cassa/banca; aumento/diminuzione di crediti/debiti). Si suddividono in:

  • Certi: riguardano movimentazioni fisiche di denaro. Devono possedere 4 caratteristiche: devono essere attivi, certa esistenza, immediata liquidità, assenza spese di riscossione (cassa o valori bollati).
  • Assimilati: riguardano valori che prima o poi si trasformeranno in moneta (debiti/crediti). Sono simili ai certi, ma mancanti di alcuni requisiti. Pensando ad una banca con saldo passivo la caratteristica di saldo attivo manca, manca anche l’immediata liquidità in caso di c/c vincolato, manca anche l’assenza di spese di riscossione: pensiamo alle commissioni di prelievo, piuttosto che a penali per liquidare c/c vincolati.
  • Presunti: incerti nel loro verificarsi e/o nel loro ammontare. Pensiamo al TFR (debito nei confronti del dipendente o suoi eredi) il cui ammontare dipende dalla lunghezza del rapporto di lavoro e quindi non si conosce il momento dell’obbligo di pagamento. Quindi è certo nel verificarsi, ma incerto nell’ammontare e nel quando si manifesterà. Altro esempio sono gli accantonamenti per rischi ed oneri accesso per futuro contezioso con l’erario.

Argomento 3: Coincidenza tra il totale delle rilevazioni in dare ed il totale delle rilevazioni in avere

Ad ogni variazione nello stato patrimoniale, corrisponderà specularmente nel conto economico nell’opposta sezione ed i cui importi dovranno uguagliarsi.

Conti Economici di capitale: indicano movimentazioni del capitale netto (differenza tra attività e passività) e cioè:

  • Capitale sociale / fondo di dotazione (per enti pubblici)
  • Patrimonio vincolato (fondi e riserve vincolate – per gli enti pubblici)
  • Patrimonio libero (riserve ecc.)
  • Risultato di esercizio dell’anno (utili/perdite) – Avanzo o disavanzo per enti pubblici
  • Risultato di esercizio anni precedenti (utili/perdite portati a nuovo per non utilizzo di utili o non ripianamento di perdite)

Conti Economici di reddito: riguardano movimentazioni di costi e ricavi (utili per la definizione del risultato di esercizio). Si suddividono in:

  • CER accesi a costi e ricavi di esercizio (esauriscono il loro effetto nel corso dell’anno. Esempio merci acquistate e rivendute nell’anno)
  • CER accesi a costi e ricavi sospesi (costi che verranno utilizzati nell’anno successivo. Esempio merci acquistate nell’anno N e rivendute, o utilizzate, tutte o in parte nell’anno N+1)
  • CER accesi a costi e ricavi pluriennali (producono i loro effetti in un numero n di anni. Pensiamo all’acquisto di una immobilizzazione quale una fotocopiatrice o un computer o ad un mezzo di trasporto, che saranno utilizzati, e quindi ammortizzati, nel corso di diversi anni)

Arrivati alla fine dell’anno, dopo aver eseguito tutte le scritture di assestamento e rettifica, è necessario eseguire le operazioni di chiusura, dove tutti i mastrini aperti a costi e ricavi di esercizio (conto economico) dovranno essere chiusi per la rilevazione dell’utile o la perdita dell’esercizio. Anche tutti i conti numerari presenti nell’attivo e nel passivo dello stato patrimoniale dovranno essere chiusi, ma il loro saldo, attivo o passivo, sarà portato a nuovo nell’esercizio n+1 e formerà lo stato patrimoniale iniziale del nuovo anno.

Al termine dell’esercizio, al momento della rilevazione dell’utile o la perdita, in caso di utile, quest’ultimo sarà rilevato nelle passività dello stato patrimoniale e nel dare del conto economico per necessità di pareggio di SP e CE.

Argomento 4: Scritture in PD

Le operazioni amministrative devono essere rilevate nel libro mastro e nel libro giornale. Il libro mastro altro non è che l’insieme delle schede contabili (mastrini) di tutti i conti accesi in corso di anno, il libro giornale accoglie tutte le movimentazioni occorse nel corso dell’anno esposte in ordine cronologico.

Esistono diverse tipologie di aziende:

  • Mercantile: acquista beni, li immagazzina e li rivende
  • Industriale: acquista materie prime, le trasforma e rivende il prodotto finito
  • Di servizi: presta un servizio, professionale e non, ricavandone un compenso

Vita dell’azienda:

  • Costituzione
  • Operazione di gestione
  • Cessazione scioglimento

Argomento 5: Riforma del bilancio (direttiva 34 del 26.06.2013) – lezione 1

Il 26/6/13 è stata approvata la direttiva 34 sostituendo ed abrogando la direttiva 78/660/CEE e la direttiva 88/349/CEE. Il DL 136 del 18/8/15 ed il DL 139 del 18/8/15 recepisce la disposizione della direttiva 34 del 26.06.2013.

Il processo di armonizzazione contabile inizia con le direttive del 1978 e del 1983 con lo scopo di armonizzare i bilanci delle aziende europee intervenendo sulla rappresentazione degli stessi e delle relative note integrative. Assolvendo il bilancio una funzione informativa, si è reso necessario utilizzare le medesime regole a livello europeo per far sì che la comprensione di detti documenti sia omogenea nei diversi paesi.

Si codifica a livello normativo una serie di principi generali (rappresentazione veritiera e corretta, principio della prudenza, principio dell’unitarietà del bilancio inteso come stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa).

Limiti e criticità delle prime direttive contabili: Un elemento caratterizzante la IV direttiva era l’elevato numero di disposizioni facoltative per gli Stati membri. Una scelta diversa non avrebbe con molta probabilità permesso di giungere ad un testo di legge condiviso da tutti i Paesi appartenenti all’Unione Europea.

Nel complesso, le direttive contabili hanno garantito un miglioramento generale della qualità e della confrontabilità della comunicazione economico-finanziaria, a vantaggio soprattutto delle imprese transfrontaliere. Tuttavia, l’“armonizzazione imperfetta” ha manifestato nel corso degli anni evidenti limiti che sono stati amplificati dall’evoluzione dello scenario finanziario mondiale. Si rende quindi necessario passare dall’armonizzazione alla standardizzazione.

A partire dagli anni novanta, la strategia di armonizzazione contabile virava verso la ricerca di un corpus di regole di stesura dei bilanci (individuali e di gruppo) valevoli per tutte le imprese quotate nell’ambito dell’Unione Europea. I lunghi tempi che caratterizzano l’emanazione e la successiva attuazione in ambito locale delle direttive hanno sconsigliato la stesura di un nuovo testo di legge. La soluzione ritenuta più efficace e più rapida per venire incontro alle esigenze delle imprese operanti su scala mondiale, fu quella di emanare un Regolamento comunitario atto ad adottare un corpus di principi contabili di generale accettazione emenati da organizzazioni privato-professionali riconosciute a livello mondiale.

La scelta fu tra due alternative:

  • I principi contabili statunitensi
  • I principi contabili internazionali (International Accounting Standard Board)

Il Regolamento 1606/2002 e l’aggiornamento delle Direttive contabili. La transizione agli IAS/IFRS. La scelta dei vertici della Commissione Europea – comunicata per la prima volta nel 1995 – ricadde sui Principi contabili internazionali licenziati dallo International Accounting Standard Board (all’epoca International Accounting Standard Committee).

Il processo di convergenza verso i Principi contabili internazionali ha portato all’emanazione del Regolamento (CE) n. 1606/2002 che ha obbligato le società quotate (o in procinto di quotarsi) dell’UE a presentare i loro bilanci consolidati in base ai principi dallo IASB, al più tardi dal 2005. Il Regolamento permetteva agli Stati membri di consentire o imporre l’applicazione degli IAS:

  • Alle società quotate nei loro bilanci d’esercizio;
  • Alle società non quotate e alle entità operanti in settori particolarmente delicati (come le banche e le imprese di assicurazione) per il bilancio individuale e di gruppo.

Il modello di bilancio comunitario: Il testo originario della Direttiva era fortemente influenzato dalla cultura contabile dell’epoca dei Paesi europeo-continentali con ordinamenti di civil law (ad esempio: Italia, Germania, Francia, Spagna) dove la Legge è la principale fonte normativa. In questi contesti socioeconomici, la funzione attribuita al bilancio non è solo informativa ma anche organizzativa perché i valori esposti nel bilancio influenzano la gestione dell’impresa.

Il bilancio, ad esempio, ci dice quando l’azienda necessita di essere ricapitalizzata; la funzione organizzativa prevale quindi su quella informativa. Il bilancio è finalizzato alla tutela dei creditori sociali attraverso la determinazione di un reddito di esercizio assegnabile ai soci senza pregiudicare il livello di patrimonializzazione della società.

Il bilancio è improntato sul principio della prudenza da intendersi sia come norma di comportamento sia come una regola che impone di imputare a Conto Economico solo gli utili effettivi realizzati alla data di chiusura dell’esercizio, mentre le perdite presunte partecipano alla formazione del reddito. L’asimmetria negativa delle stime a rilevare le attività di bilancio al minore tra il costo di acquisizione o di produzione e il valore di mercato.

Il paradigma IAS (International Accounting Standards) / IFRS (International Financial Reporting Standards): Il modello di bilancio IAS/IFRS riflette l’impostazione dei Paesi anglosassoni con sistemi di common law caratterizzati dalla presenza di grandi società quotate a larga base azionaria. In queste realtà, la funzione organizzativa del bilancio è di fatto ignorata; nei sistemi di common law, a differenza dei sistemi di civil law, la fonte normativa primaria non è la legge ma le pronunce giurisprudenziali o della magistratura legate al rispetto dei principi contabili emanati da organizzazioni privatistiche che emanano le regole contabili.

In questo contesto, dove c’è una polverizzazione della base proprietaria, il bilancio non è rivolto ai creditori, ma ai proprietari. Lo scopo del bilancio consiste quindi nel favorire la consapevole e razionale assunzione di decisioni economiche da parte degli stakeholder aziendali, ed in particolare degli investitori. Un bilancio rivolto ai “proprietari” deve esprimere la capacità dell’impresa di generare flussi di cassa idonei a garantire la congrua remunerazione e il recupero delle somme investite. Il saldo finale del conto economico esprime un reddito potenziale comprensivo degli utili (e delle perdite) attesi su eventi gestionali ancora in essere alla data di riferimento del bilancio.

L’anticipazione dei ricavi (e delle perdite) si traduce dal punto di vista patrimoniale nell’iscrizione delle attività e delle passività ai rispettivi valori di mercato (fair value). Ciò significa che il sopra citato principio di prudenza viene meno in quanto l’investitore avrà interesse ad iscrivere in bilancio anche gli utili presunti considerato che la remunerazione...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paolococchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Unitelma Sapienza di Roma o del prof Gulluscio Carmela.
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